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10 agosto 2011

0086 [OLTRE IL SENSO DEL LUOGO] Una mail tardiva: Correnti di Architettura di Joystar

Salvatore D’Agostino:
  • Qual è l’architetto noto che apprezza e perché?
  • Qual è l’architetto non noto che apprezza e perché?

Qui l’articolo introduttivo


21 giugno 2011

0085 [OLTRE IL SENSO DEL LUOGO] Circolo CRILO

di Salvatore D'Agostino
Il data flow di Crilo è stato scelto da Google
per "The SketchUp Showcase"
Over The Meaning Of A Place
14 giugno 2012
«Il design della visualizzazione esiste dalla notte dei tempi: è un’espressione diretta del nostro desiderio di comprendere, descrivere e ricondurre a scala umana fenomeni complessi. Se le sue manifestazioni più ovvie sono mappe e diagrammi, la storia moderna del design della visualizzazione ha le sue pietre miliari nei noti schemi di Charles Joseph Minard delle campagne militari di Napoleone e di Annibale (1869), oppure nei diagrammi dell’epidemia di colera di Londra di John Snow che dimostrarono come il contagio si diffondesse con l’acqua (1854), o ancora nella mappa, immortale, della metropolita di Londra disegnata da Harry Beck (1933). Ha anche i suoi critici illustri, divulgatori come Edward Tufte e Peter Hall.
Se mappe e diagrammi sono esempi classici, la visualizzazione può prendere forma di installazione o narrazione dinamica, come accade per il film Powers of ten (1968) e l’installazione Mathematica (1961) di Charles and Ray Earnes». (Paola Antonelli)*
Per visualizzare l’inchiesta Oltre il senso del luogo, CRILO (Cristian Farinella e Lorena Greco), hanno pensato al lato B di un vinile. Per Crilo, il lato B, rappresenta la voce della cultura autoprodotta e spontanea degli architetti blogger.

Il disco Oltre il senso del luogo non raffigura la convergenza tra le culture del lato A e il lato B; analizza il rumore di fondo periferico che gira intorno ai temi - spesso dispotici - dell’architettura italiana.

Nell’anello esterno sono visualizzate le scelte degli architetti blogger che si riannodono con i dati sull’università, la ricerca e il lavoro in Italia.

Nel cerchio mediano le dinamiche Web dei blogger s’intrecciano con la vendita dei libri e i flussi migratori degli italiani all’estero.

Nel circolo interno la geografia degl’avventori dell’inchiesta dialoga con il confronto delle retribuzioni dei neolaureati all’estero e l’uso delle piattaforme Web.

Ai bordi del vinile e dell’inchiesta: il rapporto dal 1920 ad oggi della popolazione e gli edifici costruiti in Italia, i condoni e le case fantasma (perdonate la stupidità di questo ossimoro non dipende da me ma dalla legislazione italiana).



21 giugno 2011 (ultimo aggiornamento 15 giugno 2012)

Link inchiesta 

Intersezioni --->OLTRE IL SENSO DEL LUOGO


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Note:
* Paola Antonelli, Visualizzazione, Domus, n.946, aprile 2011, p. 110

N.B.: per chi volesse acquistare il data flow 'Oltre il senso del luogo' chiedere agli autori qui.

11 novembre 2010

0084 [OLTRE IL SENSO DEL LUOGO] Errata Corrige di Nicola Montuschi

Pubblico un’errata corrige di Nicola Montuschi.
Dopo più di un anno la sua vecchia risposta gli è sembrata frettolosa e svogliata.
Nicola, non solo ha cambiato idea, ma anche blog e adesso si trova a Guimaraes in Portogallo per completare il suo percorso di studi.

Presto, ma non so quando, uscirà la versione cartacea di quest'inchiesta.

  • Qual è l’architetto noto che apprezzi e perché?
  • Qual è l’architetto non noto che apprezzi e perché?
Visionver di Nicola Montuschi

Premettendo che io al momento non sono un architetto, ma sono ancora uno studente. Di questi argomenti, ho avuto e avrò molto tempo per concentrare le mie energie nello scoprire aspetti, se vogliamo dire leggermente più poetici, dei conti economici, delle relazioni con i committenti, delle problematiche strutturali e di cantiere. Di tutte quelle situazioni più reali che non siano di andare e scoprire, se non sperimentare lo spazio ed il luogo. Se non altro anche il tempo d’ogni opera costruita ed idealizzata o concepita come utopistica visione propria del mondo.

Tutto questo lavoro che inconsciamente svolgo e spero, anzi sono sicuro che altri come me svolgono nel momento universitario è estremamente finalizzato al raggiungimento di un mio linguaggio, una mia morfologia dell'essere e dell'esternare l'emozione, il sentimento che io vedo e pretendo di vedere in ogni opera che è eretta al cielo od orizzontale come un parco lineare o a puntuali interventi costituenti un discorso più ampio.Tutta questa ricerca, e se vogliamo vedere questo come presa di posizione, mi porta a volere entrare più nel profondo, in quanto come sappiamo la relatività del bello e del brutto trascende la soggettività che l'artista-architetto introduce consapevolmente o inconsapevolmente nelle proprie "cose".

Ciò detto ritorniamo al mondo appartenente alle cose e agli uomini, il mondo del 2010, il mondo dove tutto ha un tempo, questo è quello che noi siamo, padroni del tempo e dello spazio?

Io non credo che noi siamo i padroni di questo, siamo utilizzatori, usufruitori per un tempo limitato del nostro tempo e del nostro spazio, quindi il concetto di monumentalità se non museo delle cere che talvolta idolatrato dal nostro bel paese è a mio avviso decaduto in un posticcio, pasticcio, di concetti arcaici ormai superati.

Il mondo che si viene prefiggendo con il pollice verde: riuso, riciclo, smontabilità, concetto di primo-secondo-terzo verde, auto sufficienza energetica, impatto nullo, vertical farm, idroponica, pareti e tetti verdi, edifici vivi che respirano, tutto questo discorso che in questo tempo sta superando la sua fase d’incubazione è tal volta troppo divinizzato anch’esso, dimenticando per comodità che non basta mischiare ovvi ingredienti del logico vivere verde per fare un buon organismo architettonico.
Quello che non vedo, oltre pochi casi, è il vero sentimento espressivo nell'arte, la vera emozione che viene fuori guardando una cascata d'acqua, o cogliendo un sasso da un percorso, o la sinuosa espressione dell'essere che tocca una vibrante creatura viva che è una costruzione, che vive e respira e si modifica in quanto la staticità non fa più parte del mondo.Apprezzo quindi molti artisti contemporanei che esprimono se stessi anche in maniere totalmente differenti, ma quello che molte volte manca in loro, anzi quello che abbonda è la freddezza, l'asetticismo, la mancanza di sentimento. Il voler troppo lasciare se stessi in quello che viene fatto come un libro, forse dimenticandosi la misura dell'uomo e della natura delle cose.

Come architetto contemporaneo apprezzo Renzo Piano, per la calma e la tranquillità con la quale svolge il suo compito, per l'attenzione al dettaglio, per la spinta ad andare oltre che cerca sempre di inserire nelle sue opere, per la sua vera umanità. Le sue architetture sono dei gioielli, delle macchine perfette, degli organismi vibranti che sempre danno qualche cosa al mondo senza assorbire e focalizzare il luogo dove esse si trovano, il monumentalismo in lui è poco accennato, non pecca di scellerato eclettismo.

Completamente opposti MVRDV, il loro macchinismo mi affascina, il pizzico utopico che vedo nei loro lavori è per me inno alla scoperta, una pagina che viene voltata e chiusa, un nuovo capitolo d’idealizzazione di un mondo che sempre di più si avvicina e si evolve, l'evoluzione che loro mostrano, il cambiamento.

Vedo nelle loro espressioni il tempo che muta, l'unica pecca è a mio avviso una morfologia troppo serrata e scatolare, semplice ed economica nella concezione, ma troppo forse rigida e complicata diviene contrastante con una linea più calda della terra.

BaumRaum, è la progettazione non nota che apprezzo. Una vera simbiosi con il mondo che ci circonda, nel quale noi facciamo parte, l'abitazione ed il vivere diviene insito di un rapporto di vera coesione con la vita, con le piante, con il terreno, approfondire queste tematiche con sistemi d’impatto zero quali fitodepurazione, trattamento acque piovane per usi domestici, indipendenza dalle reti tradizionali rendono affascinante il foglio bianco che si viene creando.

Ampliare le proprie vedute e rompere la canonizzazione delle cose è indispensabile per una comprensione del mondo più completa e meno sistemistica in chiave economica, che emozione vogliamo trasmettere?
Che cosa siamo?
Cosa vogliamo lasciare al futuro?
Il nostro piccolo può ancora cambiare le cose?

L'importante è non piegarsi mai a ideali futili e facili ma seguire il proprio cuore e non sempre la testa.

11 novembre 2010
Intersezioni --->OLTRE IL SENSO DEL LUOGO

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L'indice dell'inchiesta:

Prologo: Maledetti imbianchini


Gli interventi:

Gli architetti dell’inchiesta

  • 3XN [1]
  • Aadrl [1]
  • Abcarius & Burns [1]
  • AKT (Adams Kara Taylor) [1]
  • Alberti, Emilio [1]
  • Alles Wird Gut [1]
  • Altro Modo [1]
  • Altro_studio (Anna Rita Emili) [1]
  • Amatori, Mirko [1]
  • Antòn Garcìa-Abril & Ensamble Studio [1]
  • Aragona, Guido [1]
  • Aravena, Alejandro [1]
  • Archingegno [1]
  • Architecture&Vision [1]
  • Architecture for Humanity (Cameron Sinclair) [1]
  • Archi-Tectonics [1]
  • Asymptote Architects [1]; [2]
  • Atelier Bow Wow [1]
  • Ban, Shigeru [1]
  • Barozzi-Veiga [1]
  • Baukuh [1]
  • Baumschlager & Eberle [1]
  • Blogger donne (Lacuocarossa, Romins, Zaha, LinaBo, Denise e tante altre) [1]; [2]
  • Bollinger+Grohmann [1]
  • BM [1]
  • C&P (Luca Cuzzolin e Pedrina Elena) [1]
  • C+S (Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini) [1]
  • Calatrava, Santiago [1]; [2]; [3]; [4]
  • Campo Baeza, Alberto [1]
  • Carta, Maurizio [1]
  • CASE (David Fano) [1]
  • Catalano, Claudio [1]
  • Cirugeda, Santiago [1]
  • Clément, Gilles [1]
  • Cogliandro, Antonino [1]
  • Contemporary Architectural Practice - Ali Rahim [1]
  • Contin, Giulio [1]
  • Coppola, Dario [1]
  • Cosenza, Roberto [1]
  • Critical garden [1]
  • Cucinella, Mario [1]; [2]; [3]
  • Dal Toso, Francesco [1]
  • De Carlo, Giancarlo [1]
  • Decq, Odile [1]
  • Design Institute Cinesi [1]
  • Diffuse, Luca [1]; [2]
  • Diller Scofidio+Renfro [1]; [2]
  • Dogma [1]
  • Douglis, Evan [1]
  • Duminuco, Enzo [1]
  • Eifler, John [1]
  • Eisenman, Peter [1]; [2]
  • Elastik (Igor Kebel) [1]
  • EMBT | Enric Miralles - Benedetta Tagliabue | Arquitectes associats [1]; [2]
  • Emergent Architecture (Tom Wiscombe) [1]
  • Ferrater, Carlos [1]
  • Florio, Riccardo [1]
  • FOA [1]
  • Galantino, Mauro [1]
  • Garzotto, Andrea [1]
  • Gehl Architects [1]
  • Gehry, Frank Owen [1]; [2]
  • Gelmini, Gianluca [1]
  • Grasso Cannizzo, Maria Giuseppina [1]; [2]
  • Graziano, Andrea [1]; [2]
  • Graypants (Seth Grizzle e Jon Junker) [1]
  • Gregotti, Vittorio [1]
  • Guidacci, Raimondo [1]
  • Hadid, Zaha [1]; [2]; [3]: [4]
  • Hensel, Michael [1]
  • Herzog & De Meuron [1]; [2]
  • Holl, Steven [1]
  • Hosoya Schaefer architects [1]
  • Ingels, Bjarke [1]
  • Ishigami, Junya [1]
  • Kahn, Louis [1]
  • Kakehi, Takuma [1]
  • Knowcoo Design Group [1]
  • Kokkugia [1]
  • Koolhaas, Rem [1]; [2]; [3]
  • Kudless, Andrew [1]
  • Kuma, Kengo [1]; [2]
  • Lacaton e Vassal [1]
  • Lancio, Franco [1]
  • Libeskind, Daniel [1]
  • Le Corbusier [1]
  • Lomonte, Ciro [1]
  • Lynn, Greg [1]
  • MAB [1]
  • Made In [1]
  • Mau, Bruce [1]
  • MECANOO [1]
  • Melograni, Carlo [1]
  • Menges, Achim [1]
  • Moodmaker [1]
  • Morphosis [1]
  • Munari, Bruno [1]
  • Murcutt, Glenn [1]; [2]
  • MVRDV [1]
  • Najle, Ciro [1]
  • Njiric, Hrvoje [1]
  • Notarangelo, Stefano [1]
  • Nouvel, Jean [1]
  • Ofis [1]
  • Oosterhuis, Kas [1]
  • Oplà+ [1]
  • Oxman, Neri [1]
  • Palermo, Giovanni [1]
  • Pamìo, Roberto [1]
  • Parito, Giuseppe [1]
  • Park, Sangwook [1]
  • Piano, Renzo [1]; [2]; [3]; [4]; [5]; [6]
  • Piovene, Giovanni [1]
  • Pellegrini, Pietro Carlo [1]
  • Pizzigoni, Pino [1]
  • Porphyrios, Demetri [1]
  • R&Sie(n) (Francois Roche) [1]; [2]; [3]; [4]
  • RARE office [1]
  • Raumlabor [1]
  • Rogers, Richard [1]
  • Ruffi, Lapo [1]
  • Salmona, Rogelio [1]
  • SANAA (Kazuyo Sejima + Ryue Nishizawa) [1]; [2]; [3]; [4]
  • Sandbox [1]
  • Sanei Hopkins [1]
  • Sauer, Louis [1]
  • Schuwerk, Klaus [1]
  • Servino, Beniamino [1]
  • Siza, Alvaro [1]; [2]; [3]; [4]; [5];[6]
  • Soleri, Paolo [1]
  • SOM [1]
  • Sottsass, Ettore [1]
  • Souto de Moura, Eduardo [1]; [2]; [3]
  • Spacelab Architects (Luca Silenzi e Zoè Chantall Monterubbiano) [1]
  • SPAN (Matias Del Campo+Sandra Manninger) [1]
  • Spuybroek, Lars [1]
  • Studio Albanese [1]
  • Studio Albori [1]
  • Studio Balbo [1]
  • StudioMODE + MODELab [1]
  • Supermanoeuvre [1]
  • Tecla Architettura [1]
  • Tepedino, Massimo [1]
  • Terragni, Giuseppe [1]
  • Tscholl, Werner [1]
  • Tschumi, Bernard [1]
  • Uap Studio [1]
  • Uda [1]
  • UN Studio (Ben Van Berkel) [1]; [2]
  • Vanelli, Nildo [1]
  • Vanucci, Marco (Open System) [1]
  • Verdelli, Roberto [1]
  • Vulcanica Architettura [1]
  • Wiscombe, Tom [1]
  • Zoelly, Pierre [1]
  • Zordan, Filippo [1]
  • Zucca, Maurizio [1]
  • Zucchi, Cino [1]
  • Zumthor, Peter [1]; [2]; [3]; [4]; [5]; [6]

Epilogo: Il massimo di diversità nel minimo spazio

Note conclusive sull'inchiesta:

25 ottobre 2010

0004 [WILFING] Che cos'è un blog?

di Salvatore D'Agostino

Che cos’è un blog per Wilfing Architettura?
Una pagina scritta implementata - video, audio, foto, slideshow, link - priva di struttura editoriale.

Per questo motivo dopo l’estate Wilfing Architettura ha cambiato aspetto ed è diventato sempre più un foglio bianco dove ospitare ‘memoria’.
Una memoria raccontata attraverso ‘l’opera aperta’ della piattaforma blog.
Opera aperta da intendersi nella sua idea basica teorizzata da Umberto Eco nel 1962:
«Il mondo multipolare di una composizione seriale (Boucourechliev) – dove il fruitore, non condizionato da un centro assoluto, costituisce il suo sistema di relazioni facendolo emergere da un continuo sonoro in cui non esistono punti privilegiati ma tutte le prospettive sono ugualmente valide e ricche di possibilità – appare molto vicino all’universo spazio-temporale immaginato da Einstein, in cui “tutto ciò che ciascuno di noi costituisce il passato, il presente, il futuro è dato in blocco, e tutto l’insieme degli eventi successivi (dal nostro punto di vista) che costituisce l’esistenza di una particella materiale è rappresentato da una linea, la linea d’universo della particella… 
Ciascun osservatore col passare del suo tempo scopre, per così dire, nuove porzioni dello spazio-tempo, che gli appaiono come aspetti successivi del mondo materiale, sebbene in realtà l’insieme degli eventi che costituiscono lo spazio-tempo, esistesse già prima di essere conosciuti (Einstein)».#1 
Wilfing Architettura è un’opera aperta che racconta l’Italia vista nel suo ‘blocco’ passato-presente-futuro.
Dopo l’inchiesta OLTRE IL SENSO DEL LUOGO ho sentito il bisogno di andare oltre i confini della stasi dei blog e cominciare ad attraversare l’Italia (e non solo) oltre il Web.
Ho allargato la mia pagina per iniziare a ospitare i POINTS DE VUE di alcuni fotografi-disegnatori-artisti, i cantieri dei CAPI COSTRUTTORI e chi utilizza gli URBAN BLOG per cambiare il proprio intorno civico.

La rubrica POINTS DE VUE (in francese punti di vista) sarà un velato omaggio a Nicéphore Niépce, l’autore della prima foto, che chiamava in questo modo i suoi primi scatti fotografici.
Ospiterà, punti di vista, attraverso la narrazione delle immagini.

CAPO COSTRUTTORE  (dal greco architetto: architékton, archi- ‘Capo’ e tékton ‘costruttore’) prenderà in esame alcuni brani di città descritti attraverso l’ideatore del progetto o interpretati criticamente. 
L'intersezione URBAN BLOG indagherà - da cronista Web – su chi, come e perché usa il Web per migliorare concretamente il proprio intorno quotidiano.

Invece nella nuova pagina Flickr di Wilfing Architettura trovate le foto che ho scattato nella rete attraverso il tasto screenshot (la macchina fotografica del Web).

Ad esempio, per le foto dell'inchiesta OLTRE IL SENSO DEL LUOGO  avevo scelto la massima libertà compositiva - senza limiti di formato - mi serviva mettere a fuoco alcune porzioni dei blog. Il filo conduttore era stato più la spontaneità snapshot che il senso/taglio estetico.

Nel set SNAPSHOT trovate altre fotografie Web.

Infine il set 800x200 raccoglierà un lavoro più meditato. Saranno delle vere e proprie fotografie in formato panoramico. Dove troverete la velleità (con i suoi pregi e difetti) del fotografo (in questo caso fotografo Web).

Wilfing Architettura è da tempo su TWITTER.

Nei preferiti ci sono due etichette:
  1. archiTWIeTTEuRa: gioca con i nomi e le parole del mondo dell’architettura in 140 battute;
  2. SI PARLA DI WILFING ARCHITETTURA: ospita i link di chi cita i post di questo blog.
Infine ho aperto la pagina di facebook dedicata a Wilfing Architettura.  

Perdonate la lunga e fastidiosa auto-citazione, ho semplicemente evitato tanti piccoli post, anticipandovi i nuovi temi del blog.

25 ottobre 2010 
Intersezioni --->WILFING

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__________________________________________
Note: 
 
#1 Umberto Eco, Opera aperta, Bompiani, Milano, 1962, p. 57

15 ottobre 2010

0083 [OLTRE IL SENSO DEL LUOGO] Note a margine di Paolo Valente

Paolo Valente ha seguito l’inchiesta attraverso il suo reader dei feed e non ha mai commentato.
Nel gergo dei blogger è stato un lurker di OLTRE IL SENSO DEL LUOGO.
Alla fine dell’inchiesta mi ha contattato per inserire quest'indagine nel suo visionario patchwork dedicato a Roma 'Atlante delle visioni' (lanciato a giugno del 2010)  e scritto un suo commento finale.
Con questo suo post termina l’inchiesta.
Come avevo già annunciato OLTRE IL SENSO DEL LUOGO a novembre diventerà un libro on-demand.
Questa intersezione del blog resterà aperta per registrare divagazioni sul tema. 


Il blog Paolo Valente è Temperatura 2.0
a question 
is 
an 
answer 
but 
an answer is not questions 

(Franz West in “viennoiserie” - mixed media. 1998) 

Leggendo in feed il tuo blog e aspettando la chiusura di questo lavoro, mi fa piacere mandarti per oltre il senso del luogo quello che penso a riguardo del quesito che poni.
Per prima cosa pur essendo architetto ho un blog non sull’architettura e una community che si occupa di media art e da circa quattro anni gran parte di questa attività è curata dal mio avatar (aka) Arco Rosca che ormai da anni estende anche con autonomia la mia attività di ricerca e professionale.

In primis, il motivo per cui ti scrivo: trovo il tuo lavoro di riverbero, apparentemente neutro, della condizione dell’architettura contemporanea, molto importante e nel solco di chi sa di attraversare un periodo storico di trans_formazioni - mutazioni – transazioni i cui esiti non sono ancora prevedibili e al di fuori da ogni tipo di “teoria” di genesi novecentesco-moderna; un tempo che tuttavia richiede lo sforzo di essere raccontato nel tentativo di fissare con una forma (la tua inchiesta) quello che sta avvenendo (più di quello che è avvenuto).

Leggere tutto, era quello che veniva richiesto. 

Da questo tempo dedicato alla lettura dell’inchiesta mi vengono alcune considerazioni: due in particolare. 

La prima è la necessità di pensare la contemporaneità come un sostantivo e non più un solo aggettivo per l’architettura: quel che importa è la contemporaneità della architettura non l’architettura contemporanea.
Spostare il punto di vista significa superare quella ricerca formale, sempre più definita “estetica”, molto attenta al carattere plastico – texturale dell’opera (direi epidermico), che è tipica degli architetti contemporanei, a favore di un lavoro più attento al “senso” contemporaneo del nostro vivere quotidiano di cui l’architettura più che gli architetti è l’oggetto, da cui la seconda considerazione che è anche un invito a proseguire con una seconda inchiesta. 

Penso che osservare l’architettura solo o partendo da chi la produce sia fondamentalmente riduttivo e sempre più fuorviante. Trovo che gli architetti semmai siano da conoscere a partire dalla loro opera. 

Ti invito cosi a riformulare il tuo quesito spostando l’oggetto della domanda dagli architetti alla architettura (nota e non nota che si apprezzi) e magari aprirla anche a altri che fanno architetture pur non essendo architetti di formazione (artisti ecc.). 

L’architettura è cosa diversa dagli architetti e per fortuna gli sopravvive. 

Avrei proseguito col descriverti da subito l’architettura nota e non che apprezzo, ma fiducioso aspetto l’inizio del tuo nuovo lavoro.

15 ottobre 2010
Intersezioni --->OLTRE IL SENSO DEL LUOGO

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L'indice dell'inchiesta:

Prologo: Maledetti imbianchini


Gli interventi:

Gli architetti dell’inchiesta

  • 3XN [1]
  • Aadrl [1]
  • Abcarius & Burns [1]
  • AKT (Adams Kara Taylor) [1]
  • Alberti, Emilio [1]
  • Alles Wird Gut [1]
  • Altro Modo [1]
  • Altro_studio (Anna Rita Emili) [1]
  • Amatori, Mirko [1]
  • Antòn Garcìa-Abril & Ensamble Studio [1]
  • Aragona, Guido [1]
  • Aravena, Alejandro [1]
  • Archingegno [1]
  • Architecture&Vision [1]
  • Architecture for Humanity (Cameron Sinclair) [1]
  • Archi-Tectonics [1]
  • Asymptote Architects [1]; [2]
  • Atelier Bow Wow [1]
  • Ban, Shigeru [1]
  • Barozzi-Veiga [1]
  • Baukuh [1]
  • Baumschlager & Eberle [1]
  • Blogger donne (Lacuocarossa, Romins, Zaha, LinaBo, Denise e tante altre) [1]; [2]
  • Bollinger+Grohmann [1]
  • BM [1]
  • C&P (Luca Cuzzolin e Pedrina Elena) [1]
  • C+S (Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini) [1]
  • Calatrava, Santiago [1]; [2]; [3]; [4]
  • Campo Baeza, Alberto [1]
  • Carta, Maurizio [1]
  • CASE (David Fano) [1]
  • Catalano, Claudio [1]
  • Cirugeda, Santiago [1]
  • Clément, Gilles [1]
  • Cogliandro, Antonino [1]
  • Contemporary Architectural Practice - Ali Rahim [1]
  • Contin, Giulio [1]
  • Coppola, Dario [1]
  • Cosenza, Roberto [1]
  • Critical garden [1]
  • Cucinella, Mario [1]; [2]; [3]
  • Dal Toso, Francesco [1]
  • De Carlo, Giancarlo [1]
  • Decq, Odile [1]
  • Design Institute Cinesi [1]
  • Diffuse, Luca [1]; [2]
  • Diller Scofidio+Renfro [1]; [2]
  • Dogma [1]
  • Douglis, Evan [1]
  • Duminuco, Enzo [1]
  • Eifler, John [1]
  • Eisenman, Peter [1]; [2]
  • Elastik (Igor Kebel) [1]
  • EMBT | Enric Miralles - Benedetta Tagliabue | Arquitectes associats [1]; [2]
  • Emergent Architecture (Tom Wiscombe) [1]
  • Ferrater, Carlos [1]
  • Florio, Riccardo [1]
  • FOA [1]
  • Galantino, Mauro [1]
  • Garzotto, Andrea [1]
  • Gehl Architects [1]
  • Gehry, Frank Owen [1]; [2]
  • Gelmini, Gianluca [1]
  • Grasso Cannizzo, Maria Giuseppina [1]; [2]
  • Graziano, Andrea [1]; [2]
  • Graypants (Seth Grizzle e Jon Junker) [1]
  • Gregotti, Vittorio [1]
  • Guidacci, Raimondo [1]
  • Hadid, Zaha [1]; [2]; [3]: [4]
  • Hensel, Michael [1]
  • Herzog & De Meuron [1]; [2]
  • Holl, Steven [1]
  • Hosoya Schaefer architects [1]
  • Ingels, Bjarke [1]
  • Ishigami, Junya [1]
  • Kahn, Louis [1]
  • Kakehi, Takuma [1]
  • Knowcoo Design Group [1]
  • Kokkugia [1]
  • Koolhaas, Rem [1]; [2]; [3]
  • Kudless, Andrew [1]
  • Kuma, Kengo [1]; [2]
  • Lacaton e Vassal [1]
  • Lancio, Franco [1]
  • Libeskind, Daniel [1]
  • Le Corbusier [1]
  • Lomonte, Ciro [1]
  • Lynn, Greg [1]
  • MAB [1]
  • Made In [1]
  • Mau, Bruce [1]
  • MECANOO [1]
  • Melograni, Carlo [1]
  • Menges, Achim [1]
  • Moodmaker [1]
  • Morphosis [1]
  • Munari, Bruno [1]
  • Murcutt, Glenn [1]; [2]
  • MVRDV [1]
  • Najle, Ciro [1]
  • Njiric, Hrvoje [1]
  • Notarangelo, Stefano [1]
  • Nouvel, Jean [1]
  • Ofis [1]
  • Oosterhuis, Kas [1]
  • Oplà+ [1]
  • Oxman, Neri [1]
  • Palermo, Giovanni [1]
  • Pamìo, Roberto [1]
  • Parito, Giuseppe [1]
  • Park, Sangwook [1]
  • Piano, Renzo [1]; [2]; [3]; [4]; [5]; [6]
  • Piovene, Giovanni [1]
  • Pellegrini, Pietro Carlo [1]
  • Pizzigoni, Pino [1]
  • Porphyrios, Demetri [1]
  • R&Sie(n) (Francois Roche) [1]; [2]; [3]; [4]
  • RARE office [1]
  • Raumlabor [1]
  • Rogers, Richard [1]
  • Ruffi, Lapo [1]
  • Salmona, Rogelio [1]
  • SANAA (Kazuyo Sejima + Ryue Nishizawa) [1]; [2]; [3]; [4]
  • Sandbox [1]
  • Sanei Hopkins [1]
  • Sauer, Louis [1]
  • Schuwerk, Klaus [1]
  • Servino, Beniamino [1]
  • Siza, Alvaro [1]; [2]; [3]; [4]; [5];[6]
  • Soleri, Paolo [1]
  • SOM [1]
  • Sottsass, Ettore [1]
  • Souto de Moura, Eduardo [1]; [2]; [3]
  • Spacelab Architects (Luca Silenzi e Zoè Chantall Monterubbiano) [1]
  • SPAN (Matias Del Campo+Sandra Manninger) [1]
  • Spuybroek, Lars [1]
  • Studio Albanese [1]
  • Studio Albori [1]
  • Studio Balbo [1]
  • StudioMODE + MODELab [1]
  • Supermanoeuvre [1]
  • Tecla Architettura [1]
  • Tepedino, Massimo [1]
  • Terragni, Giuseppe [1]
  • Tscholl, Werner [1]
  • Tschumi, Bernard [1]
  • Uap Studio [1]
  • Uda [1]
  • UN Studio (Ben Van Berkel) [1]; [2]
  • Vanelli, Nildo [1]
  • Vanucci, Marco (Open System) [1]
  • Verdelli, Roberto [1]
  • Vulcanica Architettura [1]
  • Wiscombe, Tom [1]
  • Zoelly, Pierre [1]
  • Zordan, Filippo [1]
  • Zucca, Maurizio [1]
  • Zucchi, Cino [1]
  • Zumthor, Peter [1]; [2]; [3]; [4]; [5]; [6]

Epilogo: Il massimo di diversità nel minimo spazio

Note conclusive sull'inchiesta: