Paolo Valente ha seguito l’inchiesta attraverso il suo reader dei feed e non ha mai commentato.
Nel gergo dei blogger è stato un lurker di OLTRE IL SENSO DEL LUOGO.
Alla fine dell’inchiesta mi ha contattato per inserire quest'indagine nel suo visionario patchwork dedicato a Roma 'Atlante delle visioni' (lanciato a giugno del 2010) e scritto un suo commento finale.
Con questo suo post termina l’inchiesta.
Come avevo già annunciato OLTRE IL SENSO DEL LUOGO a novembre diventerà un libro on-demand.
Questa intersezione del blog resterà aperta per registrare divagazioni sul tema.
Nel gergo dei blogger è stato un lurker di OLTRE IL SENSO DEL LUOGO.
Alla fine dell’inchiesta mi ha contattato per inserire quest'indagine nel suo visionario patchwork dedicato a Roma 'Atlante delle visioni' (lanciato a giugno del 2010) e scritto un suo commento finale.
Con questo suo post termina l’inchiesta.
Come avevo già annunciato OLTRE IL SENSO DEL LUOGO a novembre diventerà un libro on-demand.
Questa intersezione del blog resterà aperta per registrare divagazioni sul tema.
Il blog Paolo Valente è Temperatura 2.0
a question
is
an
answer
but
an answer is not questions
(Franz West in “viennoiserie” - mixed media. 1998)
Leggendo in feed il tuo blog e aspettando la chiusura di questo lavoro, mi fa piacere mandarti per oltre il senso del luogo quello che penso a riguardo del quesito che poni.
Per prima cosa pur essendo architetto ho un blog non sull’architettura e una community che si occupa di media art e da circa quattro anni gran parte di questa attività è curata dal mio avatar (aka) Arco Rosca che ormai da anni estende anche con autonomia la mia attività di ricerca e professionale.
In primis, il motivo per cui ti scrivo: trovo il tuo lavoro di riverbero, apparentemente neutro, della condizione dell’architettura contemporanea, molto importante e nel solco di chi sa di attraversare un periodo storico di trans_formazioni - mutazioni – transazioni i cui esiti non sono ancora prevedibili e al di fuori da ogni tipo di “teoria” di genesi novecentesco-moderna; un tempo che tuttavia richiede lo sforzo di essere raccontato nel tentativo di fissare con una forma (la tua inchiesta) quello che sta avvenendo (più di quello che è avvenuto).
Da questo tempo dedicato alla lettura dell’inchiesta mi vengono alcune considerazioni: due in particolare.
La prima è la necessità di pensare la contemporaneità come un sostantivo e non più un solo aggettivo per l’architettura: quel che importa è la contemporaneità della architettura non l’architettura contemporanea.
In primis, il motivo per cui ti scrivo: trovo il tuo lavoro di riverbero, apparentemente neutro, della condizione dell’architettura contemporanea, molto importante e nel solco di chi sa di attraversare un periodo storico di trans_formazioni - mutazioni – transazioni i cui esiti non sono ancora prevedibili e al di fuori da ogni tipo di “teoria” di genesi novecentesco-moderna; un tempo che tuttavia richiede lo sforzo di essere raccontato nel tentativo di fissare con una forma (la tua inchiesta) quello che sta avvenendo (più di quello che è avvenuto).
Leggere tutto, era quello che veniva richiesto.
Da questo tempo dedicato alla lettura dell’inchiesta mi vengono alcune considerazioni: due in particolare.
La prima è la necessità di pensare la contemporaneità come un sostantivo e non più un solo aggettivo per l’architettura: quel che importa è la contemporaneità della architettura non l’architettura contemporanea.
Spostare il punto di vista significa superare quella ricerca formale, sempre più definita “estetica”, molto attenta al carattere plastico – texturale dell’opera (direi epidermico), che è tipica degli architetti contemporanei, a favore di un lavoro più attento al “senso” contemporaneo del nostro vivere quotidiano di cui l’architettura più che gli architetti è l’oggetto, da cui la seconda considerazione che è anche un invito a proseguire con una seconda inchiesta.
Penso che osservare l’architettura solo o partendo da chi la produce sia fondamentalmente riduttivo e sempre più fuorviante. Trovo che gli architetti semmai siano da conoscere a partire dalla loro opera.
Ti invito cosi a riformulare il tuo quesito spostando l’oggetto della domanda dagli architetti alla architettura (nota e non nota che si apprezzi) e magari aprirla anche a altri che fanno architetture pur non essendo architetti di formazione (artisti ecc.).
L’architettura è cosa diversa dagli architetti e per fortuna gli sopravvive.
Avrei proseguito col descriverti da subito l’architettura nota e non che apprezzo, ma fiducioso aspetto l’inizio del tuo nuovo lavoro.
L’architettura è cosa diversa dagli architetti e per fortuna gli sopravvive.
Avrei proseguito col descriverti da subito l’architettura nota e non che apprezzo, ma fiducioso aspetto l’inizio del tuo nuovo lavoro.
15 ottobre 2010
Intersezioni --->OLTRE IL SENSO DEL LUOGO
Come usare WA ----------------------------------------------------------------Cos'è WA
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L'indice dell'inchiesta:
Prologo: Maledetti imbianchini
Gli interventi:
Prologo: Maledetti imbianchini
Gli interventi:
Gli architetti dell’inchiesta
- 3XN [1]
- Aadrl [1]
- Abcarius & Burns [1]
- AKT (Adams Kara Taylor) [1]
- Alberti, Emilio [1]
- Alles Wird Gut [1]
- Altro Modo [1]
- Altro_studio (Anna Rita Emili) [1]
- Amatori, Mirko [1]
- Antòn Garcìa-Abril & Ensamble Studio [1]
- Aragona, Guido [1]
- Aravena, Alejandro [1]
- Archingegno [1]
- Architecture&Vision [1]
- Architecture for Humanity (Cameron Sinclair) [1]
- Archi-Tectonics [1]
- Asymptote Architects [1]; [2]
- Atelier Bow Wow [1]
- Ban, Shigeru [1]
- Barozzi-Veiga [1]
- Baukuh [1]
- Baumschlager & Eberle [1]
- Blogger donne (Lacuocarossa, Romins, Zaha, LinaBo, Denise e tante altre) [1]; [2]
- Bollinger+Grohmann [1]
- BM [1]
- C&P (Luca Cuzzolin e Pedrina Elena) [1]
- C+S (Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini) [1]
- Calatrava, Santiago [1]; [2]; [3]; [4]
- Campo Baeza, Alberto [1]
- Carta, Maurizio [1]
- CASE (David Fano) [1]
- Catalano, Claudio [1]
- Cirugeda, Santiago [1]
- Clément, Gilles [1]
- Cogliandro, Antonino [1]
- Contemporary Architectural Practice - Ali Rahim [1]
- Contin, Giulio [1]
- Coppola, Dario [1]
- Cosenza, Roberto [1]
- Critical garden [1]
- Cucinella, Mario [1]; [2]; [3]
- Dal Toso, Francesco [1]
- De Carlo, Giancarlo [1]
- Decq, Odile [1]
- Design Institute Cinesi [1]
- Diffuse, Luca [1]; [2]
- Diller Scofidio+Renfro [1]; [2]
- Dogma [1]
- Douglis, Evan [1]
- Duminuco, Enzo [1]
- Eifler, John [1]
- Eisenman, Peter [1]; [2]
- Elastik (Igor Kebel) [1]
- EMBT | Enric Miralles - Benedetta Tagliabue | Arquitectes associats [1]; [2]
- Emergent Architecture (Tom Wiscombe) [1]
- Ferrater, Carlos [1]
- Florio, Riccardo [1]
- FOA [1]
- Galantino, Mauro [1]
- Garzotto, Andrea [1]
- Gehl Architects [1]
- Gehry, Frank Owen [1]; [2]
- Gelmini, Gianluca [1]
- Grasso Cannizzo, Maria Giuseppina [1]; [2]
- Graziano, Andrea [1]; [2]
- Graypants (Seth Grizzle e Jon Junker) [1]
- Gregotti, Vittorio [1]
- Guidacci, Raimondo [1]
- Hadid, Zaha [1]; [2]; [3]: [4]
- Hensel, Michael [1]
- Herzog & De Meuron [1]; [2]
- Holl, Steven [1]
- Hosoya Schaefer architects [1]
- Ingels, Bjarke [1]
- Ishigami, Junya [1]
- Kahn, Louis [1]
- Kakehi, Takuma [1]
- Knowcoo Design Group [1]
- Kokkugia [1]
- Koolhaas, Rem [1]; [2]; [3]
- Kudless, Andrew [1]
- Kuma, Kengo [1]; [2]
- Lacaton e Vassal [1]
- Lancio, Franco [1]
- Libeskind, Daniel [1]
- Le Corbusier [1]
- Lomonte, Ciro [1]
- Lynn, Greg [1]
- MAB [1]
- Made In [1]
- Mau, Bruce [1]
- MECANOO [1]
- Melograni, Carlo [1]
- Menges, Achim [1]
- Moodmaker [1]
- Morphosis [1]
- Munari, Bruno [1]
- Murcutt, Glenn [1]; [2]
- MVRDV [1]
- Najle, Ciro [1]
- Njiric, Hrvoje [1]
- Notarangelo, Stefano [1]
- Nouvel, Jean [1]
- Ofis [1]
- Oosterhuis, Kas [1]
- Oplà+ [1]
- Oxman, Neri [1]
- Palermo, Giovanni [1]
- Pamìo, Roberto [1]
- Parito, Giuseppe [1]
- Park, Sangwook [1]
- Piano, Renzo [1]; [2]; [3]; [4]; [5]; [6]
- Piovene, Giovanni [1]
- Pellegrini, Pietro Carlo [1]
- Pizzigoni, Pino [1]
- Porphyrios, Demetri [1]
- R&Sie(n) (Francois Roche) [1]; [2]; [3]; [4]
- RARE office [1]
- Raumlabor [1]
- Rogers, Richard [1]
- Ruffi, Lapo [1]
- Salmona, Rogelio [1]
- SANAA (Kazuyo Sejima + Ryue Nishizawa) [1]; [2]; [3]; [4]
- Sandbox [1]
- Sanei Hopkins [1]
- Sauer, Louis [1]
- Schuwerk, Klaus [1]
- Servino, Beniamino [1]
- Siza, Alvaro [1]; [2]; [3]; [4]; [5];[6]
- Soleri, Paolo [1]
- SOM [1]
- Sottsass, Ettore [1]
- Souto de Moura, Eduardo [1]; [2]; [3]
- Spacelab Architects (Luca Silenzi e Zoè Chantall Monterubbiano) [1]
- SPAN (Matias Del Campo+Sandra Manninger) [1]
- Spuybroek, Lars [1]
- Studio Albanese [1]
- Studio Albori [1]
- Studio Balbo [1]
- StudioMODE + MODELab [1]
- Supermanoeuvre [1]
- Tecla Architettura [1]
- Tepedino, Massimo [1]
- Terragni, Giuseppe [1]
- Tscholl, Werner [1]
- Tschumi, Bernard [1]
- Uap Studio [1]
- Uda [1]
- UN Studio (Ben Van Berkel) [1]; [2]
- Vanelli, Nildo [1]
- Vanucci, Marco (Open System) [1]
- Verdelli, Roberto [1]
- Vulcanica Architettura [1]
- Wiscombe, Tom [1]
- Zoelly, Pierre [1]
- Zordan, Filippo [1]
- Zucca, Maurizio [1]
- Zucchi, Cino [1]
- Zumthor, Peter [1]; [2]; [3]; [4]; [5]; [6]
Epilogo: Il massimo di diversità nel minimo spazio
Note conclusive sull'inchiesta:
- Il codice delle micrologie di Matteo Seraceni
- Architettura POP degli OPLA+
- Perché non eliminare il termine e spiegare il concetto? di Alberto Pugnale
- Commento a “oltre il senso del luogo” di Emanuele Papa
- In medium stat virtus (la virtù è nel medium) di Rossella Ferorelli
- Si preferisce 'chi non fa il filosofo' di Francesco Alois
- Per la città partecipata di Giovanni Mendola
- Off topic 'Città come stati d'animo' di Nicola Perchiazzi
- Oltre il senso degli architetti (le suocere)
- Note a margine di Paolo Valente
- Errata Corrige di Nicola Montuschi
