24 luglio 2009

0010 [OLTRE IL SENSO DEL LUOGO] L’Archimigrante di Marco Calvani

Salvatore D’Agostino:
  • Qual è l’architetto noto che apprezzi e perché?
  • Qual è l’architetto non noto che apprezzi e perché?
Qui l’articolo introduttivo



L’Archimigrante di Marco Calvani

1) Direi indubbiamente Shigeru Ban, per il suo impegno morale e tecnico.

2) Sono indeciso... tra l'arroganza di Fuksas, il menefreghismo di Gregotti e il fallimento capitolino di Aymonino.


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3 commenti:

  1. Marco,
    il tono provocatorio della tua seconda risposta racconta molto dell’architetto ‘vip’ italiano che, oltre a essere nella rubrica telefonica del giornalista Pierluigi Panza e in alcune trasmissioni televisive, non riesce a incidere sulla qualità architettonica italiana.
    Fuksas-Gregotti-Aymonino sono solo interessati alla loro prossima committenza e non possono perdere tempo a inventare delle politiche preganti per far emergere i giovani architetti, i cosiddetti poco noti. Nessuno di loro conosce la realtà architettonica oltre la propria e quella dei pochi amici selezionati.
    Hai ragione, il problema per gli architetti poco noti (non esclusivamente giovani) deriva dalla critica che si occupa di agiografie/biografie anziché della storiografia.

    L’architettura degli ultimi anni aspetta dei viaggiatori reporter che attraversino le terre, sconosciute ai soliti quattro noti.
    Saluti,
    Salvatore D’Agostino

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  2. Non posso fare a meno di condividere la scelta per Shigeru Ban, non solo per l'impegno "materico" che propone coninuamente nelle sue realizzazione ma anche per le non scontate soluzioni "strutturali" che, da ingegnere, mi interessano molto.
    A presto
    Matteo

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  3. Daniele A. Diana3 agosto 2009 19:32

    Purtroppo non e' il potere di tre architetti piu o meno ricchi o piu o meno di successo a far emergere i poco noti, anzi. Non sono nemmeno d'accordo sul non conoscere le minori realta' architettoniche visto che almeno l'arrogante Fuksas e Gregotti ( al momento non ricordo di Aymonino) hanno contribuito a peggiorare alcune periferie periferie italiane (ed estere) prima di essere famosi. Aggiungerei inoltre che e' specialmente una buona parte della critica Italiana che si e'occupata delle icone trascurando i piccoli e i poco noti.

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