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31 agosto 2011

Un incontro con Beniamino Servino per *Intersections 2011* a Catania

di Salvatore D'Agostino 

Ognina, Nettuno, Europa, Proserpina, Armisi e Acquicella. Sono sei luoghi che non sempre osservano la costa catanese ma l'attraversano. Sei punti di confronto tra studenti e progettisti per il secondo workshop Intersections* che si svolgerà tra il quattro e il dieci Settembre 2011 all'interno del Palazzo Platamone di Catania. 

Martedì 6 settembre alle 19.00 è previsto il primo off topic* che mi vedrà chiacchierare con Beniamino Servino. Una sedia, un film e un informale reportage fotografico guideranno la conversazione sul mestiere dell'architetto.
L'incontro è aperto a tutti.

28 agosto 2011

0009 [POINTS DE VUE] Tomoyuki Sakaguchi | Home

di Salvatore D'Agostino

«Curiosamente quasi tutte queste immagini sono vuote» 
Walter Benjamin1 (ndr a proposito di Eugène Atget)

Tra la fine dell'ottocento e l'inizio del novecento Eugène Atget percorse Parigi a piedi con il suo apparecchio fotografico 18 x 24 a soffietto che aveva delle lenti interscambiabili che gli consentivano di cambiare la lunghezza focale, ma non di evitare lunghi tempi di posa e le vignettature. Un apparecchio pesante che lui non cambiò mai anche quando la tecnologia era andata avanti. Percorreva Parigi in pieno giorno. Il lungo tempo di esposizione fissava gli oggetti, ma non la gente che passava. I paesaggi vuoti che otteneva in realtà erano pieni di vita urbana. 

Tomoyuki Sakaguchi* nel 2008 con la sua bicicletta ha percorso il quartiere dove vive, Tama* nella città di Tokyo, munito di una macchina digitale con delle lunghe esposizioni, ha fotografato il paesaggio urbano notturno. Ha chiamato questo suo lavoro ‘home’ poiché in realtà i vuoti delle sue immagini celano la vita urbana che a quell'ora dorme.

29 agosto 2011
Intersezioni ---> POINTS DE VUE

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Note:
1 Walter Benjamin, Giorgio Agamben (a cura di), Parigi, capitale del XIX secolo. Progetti appunti e materiali 1927-1940, Giulio Einaudi Editore, 1986.

22 agosto 2011

0009 [WILFING] Lo status dell’architettura italiana bis

di Salvatore D'Agostino
[Tra parentesi quadre: da oggi userò il metodo Shirky coniato da Nicholas Carr in un suo recente post, che consiste nell’affidare agli asterischi tutti i rimandi ai link del post evitando le frasi sottolineate che rinviano ad altre pagine web, i qui, i per saperne di più vedi o i semplici link.* (per capire meglio il metodo entra nella pagina indicata dall’asterisco)].
Pubblico un nuovo status* di Facebook di Francesco Garofalo, poiché per chi analizza lo status dell’architettura, il social network di Zuckerberg si sta infittendo di note, chiose, approfondimenti a tratti interessanti. Per capire meglio ciò che sta avvenendo segnalo alcuni, tra i tantissimi, recenti status.

Una «Piccola nota personale» di Stefano Boeri*  replicata anche sul suo blog*,  aperto - ma praticamente chiuso - ai commenti, ha animato una discussione sulla recente collocazione del ‘Quarto stato’ di Pellizza da Volpedo progettato da Italo Rota e Fabio Fornasari nel neo Museo del novecento, nota che è stata ripresa anche dal Corriere della Sera edizione Milano.*
Un articolo di Francesco Merlo* ha ospitato sulla pagina di Luigi Prestinenza Puglisi alcune riflessioni sui fasti e le sventure di Gibellina,* infine sulla pagina di Luca Molinari ho trovato il link* del suo neo blog (ndr Il fondo di Luca Molinari1) su Spazio FMG per l'Architettura.* 

Di seguito la nota* del 14 agosto 2011 di Francesco Garofalo.2

17 agosto 2011

0019 [A-B USO] Paolo De Stefano | Marina di Mancaversa

testi curati da Federico Zanfi foto di Paolo De Stefano

Vincenzo è imprenditore turistico nel Salento.
In principio sulla costa c’erano le case di villeggiatura delle famiglie benestanti del paese. Nell’entroterra esistevano invece dei ricoveri agricoli, “caseddi”, in cui i contadini andavano a stare con le famiglie in estate. Poi è scoppiato il fenomeno delle case estive: i proprietari hanno iniziato a vendere piccoli lotti e molte famiglie di Taviano hanno costruito case abusive.
In una prima fase la gente ha costruito la casa per sé, per la villeggiatura con i figli.

10 agosto 2011

0086 [OLTRE IL SENSO DEL LUOGO] Una mail tardiva: Correnti di Architettura di Joystar

Salvatore D’Agostino:
  • Qual è l’architetto noto che apprezza e perché?
  • Qual è l’architetto non noto che apprezza e perché?

Qui l’articolo introduttivo


6 agosto 2011

0050 [MONDOBLOG] 20 anni fa il WWW diventava di pubblico dominio ma io oggi voglio parlare di Gianni Mazzocchi

di Salvatore D'Agostino

Il sei agosto del 1991 Tim Berners-Lee, a 36 anni, pubblicando una sintesi del suo lavoro sul newsgroup alt.hypertext aprì il World Wide Web al pubblico dominio.1 Il Web, come fu sintetizzato in un secondo momento, da quel giorno non rimase più ristretto al solo ambito dei ricercatori del CERN.
Il ventennale del Web implica un'attenta riflessione ma io oggi voglio parlare di Gianni Mazzocchi poiché se come Tim Berners-Lee regalò alla massa l'uso del media Web, Mazzocchi regalò alla massa la lettura di contenuti ritenuti fino allora elitari.

«Caro Spadolini,
ho visto il tuo libro sul Mondo. Complimenti! Sei proprio bravo. Ci vuole infatti una bravura eccezionale per fare la storia del Mondo senza nominarmi! Tu hai scritto fin dal primo numero sul Mondo e dovresti conoscerne la storia che, comunque, ti rinfresco.» (Lettera di Gianni Mazzocchi scritta all'onorevole Giovanni Spadolini spedita il 20 luglio 1983)2