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Visualizzazione post con etichetta Catania. Mostra tutti i post
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26 giugno 2024

Cose dentro cose

di Salvatore D'Agostino

Ogni fine mese nel nostro studio ci riuniamo per discutere temi di architettura coinvolgendo spesso autori diversi, non necessariamente architetti, per mantenere una prospettiva fresca e aperta. Questo approccio ci aiuta a evitare di chiuderci in un narcisismo soffocante. Questo mese abbiamo scelto di riflettere sul tema delle 'cose dentro le cose', ispirati dalle parole del geografo Franco Farinelli: 

«Succede che si è innanzitutto costretti a rinunciare a ogni modello del funzionamento del mondo di tipo esclusivamente spaziale, vale a dire fondato sull'esistenza di un intervallo standard che consenta di tenere distinti il soggetto dall'oggetto, entrambi fissi e immobili. E perciò si è costretti prima d'altro a riscoprire che il mondo non si compone di cose che stanno più o meno lontane o vicine l'una rispetto all'altra, come ci ha convinto la cultura occidentale dalla modernità in poi, ma piuttosto di cose che stanno l'una dentro l'altra.*»

Questo tema è stato per me una costante fonte di osservazione e riflessione per anni. Essendo in programma un mio soggiorno in Sicilia la prossima settimana, ho invitato Isidoro Pennisi a unirsi alla nostra discussione interna nella sede temporanea del nostro studio di Catania. Affascinato dal tema, Isidoro ha proposto di estendere la discussione in una conferenza pubblica, organizzata presso l'Ordine degli Architetti di Catania, in Largo Paisiello n. 5, dalle ore 16.00 alle 19.00. 

Se vi trovate in zona, sarebbe un piacere incontrarvi.

23 novembre 2015

Racconto video e twitter della mostra Paesaggi ibridi di Atelier Crilo

L'inaugurazione del sei novembre della mostra dell'Atelier Crilo e la lecture raccontati in un video di Mauro Maugeri e un live streaming twitter.

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12 novembre 2015

Note sul percorso espositivo Paesaggi ibridi di Atelier Crilo

di Salvatore D'Agostino


   Il percorso espositivo di paesaggi ibridi è, a sua volta un ibrido, creato interpretando le caratteristiche dello spazio di #VialeAfrica42, dove si alternano visualizzazioni a video con illustrazioni. S'inizia con un video che riprende l’Atelier Crilo mentre realizza Etna, un acquerello creato in occasione della mostra. L’acquerello apre e chiude la mostra. In simultanea, sulle altre quattro pareti sono proiettati dei video, con un montaggio più ritmato, dove ogni paesaggio ibrido è stato rielaborato seguendo il processo creativo, screenshot, video e disegni tecnici che svelano il tavolo da disegno dell’Atelier Crilo.




11 novembre 2015

Note sulla mostra Paesaggi ibridi di Atelier Crilo

di Salvatore D'Agostino

   Lo sviluppo continuo delle tecnologie oggi affronta sfide immaginate, solo qualche decennio fa, dagli scrittori di fantascienza: mentre la sonda spaziale della Nasa Kepler, di recente, ha scoperto Kepler 452b, un pianeta simile alla terra, gli scienziati dell’acceleratore di particelle del CERN di Ginevra, stanno cercando di scoprire l’origine del nostro pianeta verificando le teorie del bosone di Higgs. Se la prima ricerca tenta di scoprire nuovi mondi, la seconda si concentra sull'origine del mondo; entrambe inseguono due linee di tempo differenti e opposte: il futuro e il passato.

   Sin dall'inizio della civiltà, queste antitetiche spinte temporali, futuro e passato, convivono nello sviluppo quotidiano delle tecnologie cercando di rispondere a domande semplici: chi siamo? da dove veniamo? cosa ci sarà domani? Per capire meglio questo strano inghippo temporale immaginiamo di utilizzare un qualsiasi software di disegno, e in pochi passaggi, anche da non esperti disegnatori, ci accorgiamo che gli sforzi degli sviluppatori del programma si concentrano su due aspetti principali: elaborare nuove gamme disegnative e riportare tutta la tavolozza espressiva del passato in digitale. Ogni tecnica disegnativa per tradizione - intesa nel suo significato latino di tradere che vuol dire tramandare - è tramandata nel software. Futuro e passato presenti in un solo programma.

30 ottobre 2015

Paesaggi ibridi | Atelier Crilo

di Salvatore D'Agostino

   Il sei novembre alle ore 19.00 si inaugurerà Paesaggi ibridi di Atelier Crilo, mostra che ho curato e immaginato per lo spazio espositivo catanese di Viale Africa 42 e che resterà aperta fino al sei dicembre. La mostra inaugura un programma di eventi culturali nati sotto la direzione artistica di Salvatore GozzoIl sette novembre alle 17.00 l'Atelier Crilo racconterà la propria esperienza e dialogherà con i presenti. Chiunque volesse porre una domanda, anche se non sarà presente, può farlo qui, scrivendo un commento.










Apertura 6 novembre ore 19:00 fino al 6 dicembre 2015
Lecture 7 novembre ore 17:00
Orari 9:00 – 12:30 / 15:30 – 20:00
SicilCima - Viale Africa 42, Catania 

Per informazioni o richieste si prega di contattare l'Ufficio Comunicazione e Pubbliche Relazioni di SicilCima s.r.l 
Salvatore Gozzo Tel. 392.9169493 - comunicazione@sicilcima.it
SicilCima s.r.l. Via Falcone e Borsellino, 20 95042 - Grammichele (CT)

25 giugno 2012

0032 [A-B USO] Giacomo Leone | Paesaggi o paepazzi?

di Giacomo Leone 

   Credo che i grandi crimini urbanistici, operati durante le Sindacature catanesi dell’ultimo ventennio, siano i più gravi commessi dal tempo dello sventramento del S.Berillo. Il P.U.A., ove approvato, supererebbe ogni precedente. Gli show sui mass media etnei, a cadenza come “poste dolorose di un rosario”, assumono così l’aspetto della beffa. 

   Il consueto servilismo, a vantaggio degli arroganti e spietati saccheggiatori del nostro territorio, non ha tregua, come i silenzi, complici e omertosi o la resa incondizionata, degli organi di tutela: Sovrintendenze, Ordini, Autorità portuale, Ministero delle Finanze, Dogana, Capitaneria di Porto, Demanio (gestito e digerito dalla Regione) e delle associazioni culturali come Italia Nostra, IN/ARCH, I.N.U.: le tre scimmiette del non vedo, non sento, non parlo.

11 giugno 2012

…a proposito di città cresciute in fretta, trasformate per un evento e viste attraverso Instagram...

di Salvatore D’Agostino

 ...città cresciute in fretta,

   negli ultimi decenni le città italiane si sono trasformate radicalmente ma non tutte seguendo le stesse logiche urbane. Federico Zanfi insieme Arturo Lanzani e Chiara Merlini analizzeranno questo tema in una densa giornata d’incontri per mettere:
«a confronto alcune esplorazioni sul territorio che restituiscono la varietà delle forme dell’abbandono in diversi contesti insediativi, e alcune esperienze progettuali che tentano di definire nuove prospettive di intervento».
   Giovedì 14 giugno presso il Politecnico di Milano, Edificio Nave, via Bonardi 9, piano -1, Spazio Aperto. Sarà possibile seguire il dibattito attraverso le pagine facebook e twitter di Planum the Journal of Urbanism.
Foto di Stefano Graziani

3 maggio 2012

Folio

di Salvatore D’Agostino 

Alla fine del 2011 la SicilCima mi ha chiesto di curare il nuovo numero di Folio, il media cartaceo prodotto dalla stessa azienda che promuove in modo estemporaneo architettura, design, arte e cultura.
Il tema proposto era Intersections, il workshop di architettura e urban design,1 articolato intorno al rapporto tra la costa della città di Catania, il suo tessuto urbano e le sue infrastrutture, giunto alla seconda edizione e strutturato con la formula didattica che ha visto al lavoro sei gruppi di studenti e neolaureati coordinati da un architetto visiting e uno resident: Martin Ostermann (Berlin) - Zeroarchitetti (Roberto Forte e Andrea Guardo di Catania); João Antonio Ribeiro Ferreira Nunes (Lisboa) - Nicola Piazza (Palermo); Piero Bruno (Berlin) - Carlo Palazzolo (Siracusa); Gonçalo Byrne (Lisboa) - Gianfranco Gianfriddo (Siracusa); Luigi Snozzi (Locarno) - Emanuele Fidone (Siracusa); Giacomo Leone (Catania) e Giovanni Leone (Venezia). 
Ho accettato e scelto di lavorare insieme a CRILO (Cristian Farinella e Lorena Greco), cambiando l’impostazione generale del media (che è previsto modificabile secondo il tema e/o il curatore ospite), e scegliendo di caratterizzare il numero con due immagini di sintesi, una per lato.
La prima immagine spontanea, quasi immediata, che CRILO ha disegnato, è diventata la trama di Folio02: un muro.

31 agosto 2011

Un incontro con Beniamino Servino per *Intersections 2011* a Catania

di Salvatore D'Agostino 

Ognina, Nettuno, Europa, Proserpina, Armisi e Acquicella. Sono sei luoghi che non sempre osservano la costa catanese ma l'attraversano. Sei punti di confronto tra studenti e progettisti per il secondo workshop Intersections* che si svolgerà tra il quattro e il dieci Settembre 2011 all'interno del Palazzo Platamone di Catania. 

Martedì 6 settembre alle 19.00 è previsto il primo off topic* che mi vedrà chiacchierare con Beniamino Servino. Una sedia, un film e un informale reportage fotografico guideranno la conversazione sul mestiere dell'architetto.
L'incontro è aperto a tutti.

21 luglio 2011

...a proposito del Project Heracles, l'Aquila e intersections...

di Salvatore D'Agostino

...Project Heracles,
 
Da oggi fino al 4 agosto alla galleria The Gopher Hole, 350 old street di Londra saranno esposte e messe a disposizione le cartoline del Project Heracles, prendendo spunto da uno scambio di email tra i filosofi Lieven De Cauter e Dieter Lesage si è voluto porre l’attenzione sulla geografia politica di due continenti Europa e Africa, vicini quasi a toccarsi, che nella realtà si fronteggiano limitandosi agli scambi economici.


8 ottobre 2008

0021 [SPECULAZIONE] Il sacco di Catania e i suoi colpevoli di Mariano Maugeri


Pubblico un articolo apparso sul quotidiano il Sole 24 Ore, domenica 28 settembre 2008, firmato da Mariano Maugeri, Il sacco di Catania e i suoi colpevoli.
Ma cosa c'entra con l'architettura? Niente, ma molto con il potere politico cioè i nostri committenti.
Comunque niente piagnistei, la pazienza dei catanesi (che hanno aspettato anche al buio) è stata premiata dal governo italiano con un finanziamento di 140 milioni il 30 settembre 2008.

E-mail di contatto

Gentile Mariano Maugeri,
non credevo che sul sole 24 ore si potessero leggere degli articoli così incisivi e sarcastici. Catania precipita e nessuno gli rende l'onore della cronaca.
Vorrei inserire il link o postare l'intero articolo sul mio blog
, perché temo che sia letto
difficilmente dai catanesi. Forse un blog gli può rendere una maggiore e meritata visibilità, nel tentativo di stimolare la parte ormai sopita della critica e non dell'indignazione.
Aspetto un suo suggerimento.

Salvatore D'Agostino

Inviato: lunedì 29 settembre 2008 13.30

Caro D'Agostino,
Fortunatamente il Sole è un giornale che ha ancora la capacità di sorprendere. Noi che ci scriviamo e voi che ci leggete. Grazie per le sue parole, ovviamente mi fa molto piacere che lei lo veicoli nel suo blog.
A presto.
Inviato:
lunedì
29 settembre 2008 13.51


La danza funebre attorno alle casse esangui del Comune di Catania è la versione contemporanea (e caricaturale) di quelle che una volta erano le sapide rappresentazioni teatrali di Nino Martoglio, i monumentali romanzi di Federico de Roberto e le opere musicali di Vincenzo Bellini. Citiamo alcuni dei sacri padri della catanesità mentre ci inoltriamo nella bolgia infernale di Palazzo degli elefanti e di quel tormentone che lì impera («Ppì mia chi c'è?», cioè «C'è qualcosa per me?) - almeno così raccontano nei loro libri i vecchi cronisti - dall`alba del 1964, quando i giovani turchi per mano di Ninuzzo Drago, gemello catanese di Salvo Lima, conquistarono il palazzo d'inverno catanese al quale il famoso Liotru che troneggia in piazza Duomo, forse presagio di un agitato futuro, non porge né la proboscide (che castamente guarda la chiesa matrice) né tantomeno il suo pasciuto posteriore.

In quel palazzo, lo Scaltro (lo psichiatra forense Raffaele Lombardo), il Play boy (il farmacologo napoletano Umberto Scapagnini) e Pilu russu - ovvero la rivalsa del Rosso Malpelo verghiano - alias il senatore di Forza Italia Pino Firrarello, ex corrispondente da Bronte del quotidiano La Sicilia, si muovono da otto anni come i veri e quasi unici padroni.

Una coesistenza tormentata, disseminata di trappole, tradimenti, sfibranti tatticismi, con il sindaco in mezzo che ogni tanto - e ci mancherebbe altro - in cambio di qualche giorno di tregua firmava pacchi alti così di delibere. A Catania non c'è mai stato un sindaco, nel senso di uno solo, ma tre.

Per Scapagnini, insigne farmacologo, la carica di primo cittadino è stato un premio tardivo per anni e anni di lavoro scientifico e una fugace apparizione come assessore all'Urbanistica in una delle ammucchiate catanesi del pentapartito. Una piccola prova generale che diventerà un salto nell'olimpo dei sindaci metropolitani grazie all'infittirsi delle relazioni personali e gli intrugli anti-età per gli uomini di potere di cui lui possiede la misteriosa ricetta.

È la natura umana, ovvio. Ed è ancor più la natura umana a condizionare i comportamenti politici in una città dove la spesa pubblica comunale fa campare migliaia di dipendenti e decine e decine di aziende. Paradossalmente, il napoletano Scapagnini è il più brancatiano dei tre.

Belle guaglione, performance sportive e una passione quasi infantile per le feste.

Lui a Catania è di passaggio. Atterrò trent'anni fa a bordo di un Super 80 dell`Alitalia per occupare una cattedra universitaria e sei mesi fa, sempre con lo stesso cigolante aereo, è volato direttamente a Montecitorio. Potenza de` pinnuli. Per Firrarello e Lombardo (che è di Grammichele, l'antica Occhiolà famosa per la sua piazza esagonale) è diverso. Per i «paisani», come li chiamano qui, Catania è la più carnale e desiderata delle prede. La scalata romana e l'accumulazione di potere passano dalla presa della nona città italiana, patria di musicisti, scrittori, imprenditori determinati (e alle volte senza scrupoli), di una plebe e una borghesia istintivamente servili in lunghi tratti della sua storia. «`U pani è pani», anche nella più antica e blasonata sede del siculorum gymnasium. Una pulsione collettiva che ingrossa l'ingarbugliatissima matassa dei rapporti parentali o amicali (che qui sono la stessa cosa). Parti da un magistrato, da un medico o docente universitario e in un passaggio - di un amico fraterno, come si sottolinea qui per santificarne il legame, odi un parente - arrivi sempre al politico, all'immobiliarista, all'architetto, anche loro sodali, persone "per bene", meglio ancora se "sperti", furbi. Raffaele Lombardo, per esempio, è il prototipo dell'astuzia. E i catanesi rispettano i furbi e idolatrano gli astuti. «Iddu (Lombardo) ci leva `i scappi `o Signuruzzu mentri camina» («Lui è capace di togliere le scarpe a Cristo mentre cammina»). Sottinteso: senza neanche che Cristo se ne accorga. Cristo, infatti, non se n'è accorto.

Cristo non si è accorto che l'azienda comunale del gas, l'Asec - occupata dagli uomini dello scaltro, del play boy e di Rosso Malpelo - per anni non ha mandato neppure una lettera di sollecito ai 3mila morosi che non pagavano. Perché infastidire gli elettori? Cristo non si è reso conto che sugli autobus di Catania (l`azienda municipale trasporti ha accumulato in cinque anni un passivo di oltre 100 milioni) il 60% dei cittadini semplicemente non compra il biglietto, mentre un concorso per cento autisti eternamente aperto ha ulteriormente tonificato le quotazioni del promessificio a cavallo delle campagne elettorali 2005 e 2008.

A Cristo dev'essere sfuggito che dall'Avvocatura del Comune sono transitati per uno stage mezza dozzina di figli di magistrati catanesi, tutti avvocati, perché nella vita non si sa mai. Cristo, insomma, doveva essere proprio distratto. E con lui i sindacati, l'opposizione in Consiglio comunale («Ppì mia chi c'è?» lo pronunciano anche a sinistra, con l'unica differenza di un'inflessione snob da continentali), persino i giudici della Procura, sempre gli stessi, impigriti dall'età e dalle faticose digestioni della frittura dì paranza. «Ammucca, ammucca» («abbuffati, abbuffati»).

Un profluvio di parole, cannoli, affari, arancini e raccomandazioni. Da un paio di settimane, però, la paura si taglia a fette. Lombardo, che è di gran lunga il più intelligente e alla Provincia di Catania si vanta di aver lasciato un attivo di 6o milioni (una mostruosità all'incontrario, come sa qualsiasi imprenditore) serra le fila e martella via sms i suoi. L`ultimo è di due giorni fa: «Amici, militanti, dirigenti Mpa Catania e Provincia, insieme venerdì 26 settembre ore 17,30, terrazza Ulisse, viale Ulisse 10, Catania».

Qualcuno dovrebbe avvertire Cristo che i catanesi, un po` come i napoletani del compagno Bassolino e della nobildonna Rosetta Jervolíno, sono un popolo di ricattati più o meno consapevoli. I destinatari del messaggio sono i quasi 5mila dipendenti del Comune, quelli delle municipalizzate, aziende speciali e partecipate, quelle provinciali, dei patronati e delle municipalità. Quindici, ventimila dipendenti che con le loro famiglie formano un blocco sociale di almeno 100mila persone organizzato militarmente. Ormai militanza politica e lavoro pubblico sono la stessa identica cosa, Stato e partiti sinonimi. E nel dubbio, visto che i tempi sono grami, si obbedisce al politico. Chi non ci sta viene messo alla porta. Oppure emigra al Nord, come si è sempre fatto 100, 40 e 10 anni fa. Allineati e coperti, con le spie che poi prendono nota di chi c'era e chino...

I nemici s'inventano. Il Nord, Roma, Cavour, Tremonti, il patto di stabilità, il taglio dei trasferimenti ai Comuni. Tutti hanno sbagliato dal 1861 ad oggi, tranne Scapagnini, Lombardo, Firrarello e lo stuolo di assessori, consiglieri comunalie liberi professionisti che siedono nei Cda delle società pubbliche. Una tribalizzazione scientifica, un'eversione contro leggi e regolamenti (quelle di bilancio in primis, come certificano due relazioni della Corte dei conti) nel nome di Iddu, che per non far torto alla Trinacria, a Catania è uno e trino.

Il popolo dei comunali e affini, imbeccato dai proclami dell'Mpa, rivendica un'autonomia ancora più spinta e scimmiotta un'antropologia solo in teoria alternativa a quella leghista. Sostengono che cinquant'anni di Statuto speciale hanno depauperato l'Isola. Sembra di rileggere una versione d'appendice dei Viceré di De Roberto. «Noi - fa dire il romanziere agli Uzeda di Francalanza - siamo troppo volubili e troppo cocciuti a un tempo. La nostra razza non è degenerata, è sempre la stessa». Un'autocritica che non sfiora i catanesi. Per colpa di Roma, qualcuno si è ammuccato un miliardo. Chissà, adesso, che acidità di stomaco.

22 settembre 2008

0001 [APPUNTI DI VISTA] Due immagini simili, ma divergenti

di Salvatore D'Agostino

Appunti da appuntare: der. di punta con ad- e -are. Ad-: Verso, presso, vicino. -are: individua l'infinito dei verbi della prima coniugazione. Punta: dal lat. tardo pŭncta(m), der. di pungĕre "pungere".
Campi semantici di vista: facoltà di vedere, visione, ciò che si vede (panorama), sguardo, occhiata, apparenza, aspetto, finestra, apertura.
Appunti di vista indaga verso/presso/vicino il punctum (barthesiano) della vista inteso in senso lato.
«Mohamed Atta, quando lanciò il volo 11 dell’American Airlines contro la torre nord del World Trade Center, l’11 settembre del 2001, stava esprimendo tutto il suo risentimento verso quanto l’edificio simbolizzava: il trionfo del materialismo nella nostra epoca, il successo e la ricchezza dell’America, lo strapotere dell’alta finanza, e l’arroganza della città moderna. Stava anche dichiarando un vecchio rancore nei confronti del modernismo in architettura, contro cui si era già espresso nella sua tesi per il master alla facoltà di architettura di Amburgo. La tesi trattava dell’antica città di Aleppo, devastata dal presidente siriano Hafiz al-Assad durante la sua lotta spietata contro la Fratellanza Musulmana, ma ancora più devastata dai grattacieli che prendono il posto delle antiche strade e superano in altezza le sottili dita imploranti delle moschee. Questo modernismo distruttivo era, per Atta, un simbolo dell’empietà del mondo moderno e del brutale disprezzo nei confronti della città islamica». Roger Scruton, L’Architettura tra arte e scienza, traduzione di Stefano Silvestri, Il covile, Anno VIII, N° 441

Immagine tratta dal sito ufficiale della NASA

La NASA in occasione dell'ultima ricorrenza nella sua quotidiana rubrica Image of the Day Gallery ha pubblicato una foto satellitare di quel giorno, si nota la vastità della striscia di fumo alimentata dalle torre gemelle. Il comandante Culbertson quel giorno commenta: è una ferita aperta sul nostro paese.


Immagine tratta dalla rivista Diario

Per una strana associazione d'idee, quest'immagine mi rimanda in Sicilia all'eruzione dell'Etna, ottobre 2002. Quel giorno segna il declino politico/economico di Catania.


22 settembre 2008
Intersezioni ---> APPUNTI DI VISTA

3 giugno 2008

0007 [A-B USO] San Berillo la 'Citylife' di Catania?

Leggendo la rassegna quotidiana dei blog, mi sono imbattuto in un'accorata lettera dell'architetto Giacomo Leone indirizzata al capo dello stato Giorgio Napolitano: v. Catania: al via transazione illegittima, a rischio sicurezza. Lettera Aperta a Sua Eccellenza il Presidente della Repubblica scritta dall'architetto Giacomo Leone.
In seguito, ho scritto una mail, per chiedere all’architetto se aveva intenzione di avviare a tal proposito una petizione. Mi ha prontamente risposto e, con il suo assenso, pubblico l’estratto della mail.

Egregio amico combatto questa guerra da oltre quarant'anni e avevo con me Italia Nostra, urbanisti di fama internazionale, partito comunista e sindacati di un tempo. Defilata, sempre, la facoltà di Ingegneria; insensibili gli Ordini professionali; disinteressati i cittadini che, come nei secoli addietro, cercano una città da "mostrare" e non da vivere.
Siamo assediati da grilli parlanti, graffitari da protesta, movide ..... senza riferimenti.... Anche l'immondizia produce denaro.
Una petizione?
Nel nostro Paese si cerca di trovarsi un posto a tavola, come tanti altri.
La Sicilia di ieri registrava, fra i critici "qualche isolato intellettuale" senza citare la lettera che oggi trova spazio su internet ricercando "catania san berillo lettera aperta a Napolitano" grazie per la solidarietà.
Saluti giacomo leone.
Il giorno 31/mag/08, alle ore 16:02 inviato a Salvatore D'Agostino

Tralasciando la sensibilità e il coinvolgimento emotivo dell'architetto catanese, è indubbio che, per Catania, il vuoto del quartiere 'San Berillo' (Corso dei Martiri della Libertà) può diventare una sfida per una rivendicazione culturale ed estetica assopita da tempo. Chi però cerca elementi qualitativi, tra le righe degli accordi politici, trova solo numeri: il costo dell’operazione immobiliare, i posti di lavori e le cubature. Nessuna descrizione del progetto. (v. Giuseppe Bonaccorsi, Svolta per S. Berillo.-Tra sei mesi le ruspe.-Lavori finiti in 5 anni, La Sicilia 31 maggio)
Mentre a Milano si procede alla demolizione dei caseggiati dell'area che ospiterà il controverso Citylife, a Catania i proprietari del cinquantenario 'Ground Zero' prendono accordi senza progetto.
Se i cittadini milanesi possono definire i grattacieli sghembi e poco meneghini, esercitando la facoltà della critica, ai cittadini catanesi non è data neanche quest’opportunità sul vuoto di San Berillo.
L’architettura può aspettare o, come dichiara l'avvocato Andrea Scuderi, consulente dell'Istica (una delle società coinvolte) e responsabile degli aspetti urbanistici: «[…] ad occuparsi del piano di risanamento saranno architetti di fama mondiale, come Massimiliano Fuksas. Ma accanto al nome dell’architetto romano lavoreranno moltissimi altri tecnici. E tra quelli più importanti si fa strada quello di un altro professionista di fama mondiale, un architetto iraniano che dovrebbe occuparsi di disegnare e realizzare il mercato coperto che diverrà la nuova fiera.»
E’ questo l’effetto Bilbao: una cittadina sconosciuta chiama un noto architetto, per osmosi diventa una cittadina nota e cambia progressivamente l’economia locale. Anche in Italia i politici hanno capito il trucco della formula Bilbao e, per far uscire le loro città di provincia dall’anonimato, la utilizzano, chiamando, senza concorso, le grandi firme. Spesso con l’aggravante di giustificare mega speculazioni immobiliari.
Ma Catania, con la sua vis etnea, ha bisogno di uno shock architettonico o di un’architettura innovativa e glocale (v. Restauro del monastero di San Nicolò l'Arena a cura di Giancarlo De Carlo, Winebar CafHè di Maria Giuseppina Grasso Cannizzo, Zoculture di Nigel Allen)?


Intersezioni ---> A-B USO