L'inaugurazione del sei novembre della mostra dell'Atelier Crilo e la lecture raccontati in un video di Mauro Maugeri e un live streaming twitter.
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| Fosco Maraini: Piana degli Albanesi (1952) and La torre nuvolaria near Termini Imerese (1952) |
Tra il 1951 e il 1953 lo scrittore e fotografo Fosco Maraini accompagnato dall'editore Diego De Donato vagarono in auto dalla Campania alla Sicilia. Il loro intento era di «stringere fra due copertine tutto, proprio tutto il nostro Sud: meraviglie e orrori - scriveva Maraini - borghesi e braccianti, contadini e marinai, vescovi e mafiosi, tutto, dico tutto». Ma, dopo aver raccolto un immenso materiale, il progetto, che avrebbe dovuto chiamarsi Nostro Sud, non si completò per sfinimento «sopraffatti dall'abbondanza delle cose, dalla ricchezza d’aspetti, dalla moltitudine di volti e destini, finimmo nell'immenso fuoco del Sud». Nostro Sud, se pubblicato, sarebbe stato il primo racconto per immagini del sud, dato che, prima del ciclopico progetto di Maraini, la fotografia in Sicilia veniva posta a servizio di qualcos'altro anziché farsi racconto autonomo.
L’oggi è tutto ciò che si vede, se si vuol vedere, camminando. L’oggi, nella sua essenza, ciò che è visibile senza sovrastrutture concettuali è il dominio visivo di Pietro Motisi. Nel suo viaggio, non ha ricercato luoghi esotici, caratteristici, tipici, storici e, se ci sono, li ha celati. Gli elementi del paesaggio, erosi dalla luce naturale o artificiale, si manifestano nell'uso e abuso quotidiano di chi vive il territorio, sono lì, almeno in quell'oggi in cui Pietro Motisi li ha fotografati.
«Sono un blogger e un entusiasta degli spezzoni di narrativa associati casualmente, ma mi è sempre stato chiaro che il contenuto di un blog ha una vita corta. È come recitare una stand-up comedy.» (Bruce Sterling)1
«DEFINIZIONE. La trama meditativa del romanzo è sorretta dall’armatura di alcune parole astratte. Se non voglio cadere nel vago dove tutti credono di capire tutto senza capire nulla, devo non solo scegliere queste parole con estrema precisione, ma continuamente definirle e ridefinirle. (Si vedano DESTINO, FRONTIERA, GIOVINEZZA, LEGGEREZZA, LIRISMO, TRADIRE). Un romanzo, mi sembra, spesso non è che un lungo inseguimento di alcune definizioni sfuggenti.»2WA (acronimo di Wilfing Architettura) è stato ed è un lungo inseguimento di alcune ‘parole’ dove ho cercato di far coesistere «idee e utopie distanti dal mio o nostro punto di vista». Ho incluso questa ricerca sulle parole nel post: intersezione.
«Problema le cui possibilità di soluzione risultano annullate in partenza dalla contraddizione.»Perfetto! mi sono detto, è la giusta sintesi per il mio tavolo da disegno in rete; non solo, l’etimo perfeziona ciò che in realtà è WA: dal greco aporía ‘difficoltà, incertezza’.
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| Il torrente Longano esondato tra Barcellona Pozzo di Gotto e Saponara, novembre 2012, foto Salvatore Gozzo |
«Di fatto, noi oggi non abbiamo più a che fare con la blogosfera, per come la intendevamo alcuni anni fa. Noi oggi abbiamo a che fare con quella che Salvatore D’Agostino giustamente definisce Quisfera (Heresphere): è un luogo più ampio, che comprende sia il social web sia i blog, in cui il cittadino comincia a riappropriarsi di se stesso, a partire dalla sfera emotiva ed affettiva (Facebook, ma non solo), per poi farsi in alcuni casi vero e proprio medium civico (Twitter e i blog, ma non solo); il cittadino non si limita più a consumare cultura di massa dall’alto, principalmente attraverso la cattiva maestra televisiva; il cittadino ricomincia a produrne in proprio, di cultura, dal basso, all’interno di vere e proprie nicchie underground, diventando una sorta di disintermediario georeferenziato di se stesso».
«B.log B. sta per B side, lato b e di poco valore, rarità e cose che non hanno mai visto la pubblicazione altrove. Si può leggere distrattamente come Blog». Cristian Farinella, 26 ottobre 2010
Franco Dragone (direttore di teatro belga), già nella prima edizione aveva suggerito la realizzazione di un ‘giardino progressivo’ tra case e piazze del borgo di Cairano una ‘costruzione verde’ in modo da stratificare visioni e armonie intorno alla natura.Attraverso il linguaggio della natura e la manualità dei gesti connessa, insito geneticamente negli abitanti delle terre rurali di mezzo, si può ricercare una nuova via per riabitare questi territori, nel segno del lavoro, dell’utilità e della bellezza.
«Fb poi definisce una idea di ‘dentro e fuori’ che non esisteva prima. Si sta fuori su Internet o dentro su Fb. Anche qui non ci sarebbe niente di male. Come detto, te ne stai sul divano ad allenare i tuoi quotation fingers. Poi però vedi anche che le citazioni che ti passi e ripassi non è che siano delle cosine ricercate con cura, scovate chissà dove, alla Tanni per dire. In realtà è roba che viene tutta da altri posti chiusissimi tipo quotidiani vari o dalla superficie di Youtube. Insomma la situazione passa dal livello “divano” al livello “divano+aria viziata”». (Luca Diffuse)1
«Crea in un click un poster con le foto, i commenti dei tuoi amici, gli aggiornamenti di stato, i link e i video che hai condiviso nel 2010 sul tuo social network preferito!».