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Visualizzazione post con etichetta Wilfing. Mostra tutti i post
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14 gennaio 2014

0014 [WILFING] Due punti

di Salvatore D'Agostino
«Sono un blogger e un entusiasta degli spezzoni di narrativa associati casualmente, ma mi è sempre stato chiaro che il contenuto di un blog ha una vita corta. È come recitare una stand-up comedy.» (Bruce Sterling)1
Wilfing Architettura è una parte del mio tavolo da disegno che vive in rete. E, come sul mio tavolo da disegno, transitano progetti e idee con vite alterne: alcuni si dissolvono in poco tempo, altri stentano a partire, qualcuno resta a lungo. I più efficaci sostano poco tempo. C’è anche qualche amara eccezione: idee che non ho mai realizzato e che altri, nel frattempo, hanno concretizzato meglio di me. Progetti e idee che, osservati a distanza di qualche anno, se non mese, appaiono logori, forse un po’ inutili, imprecisi, ingenui, ma conservano l’energia spesa rincorrendo l’ossessione di un pensiero.

Per questo motivo, quasi annualmente, ho la necessità di fare ordine sul mio tavolo web. Quest’anno ci sarà solo una novità grafica: un secondo punto sull’header (titolo).


Poiché cercherò di lavorare su due punti:


primo | sulle continue metamorfosi delle idee:

nel suo libro ‘L’arte del romanzo’ Milan Kundera scrive:
«DEFINIZIONE. La trama meditativa del romanzo è sorretta dall’armatura di alcune parole astratte. Se non voglio cadere nel vago dove tutti credono di capire tutto senza capire nulla, devo non solo scegliere queste parole con estrema precisione, ma continuamente definirle e ridefinirle. (Si vedano DESTINO, FRONTIERA, GIOVINEZZA, LEGGEREZZA, LIRISMO, TRADIRE). Un romanzo, mi sembra, spesso non è che un lungo inseguimento di alcune definizioni sfuggenti.»2
WA (acronimo di Wilfing Architettura) è stato ed è un lungo inseguimento di alcune ‘parole’ dove ho cercato di far coesistere «idee e utopie distanti dal mio o nostro punto di vista». Ho incluso questa ricerca sulle parole nel post: intersezione.






Intersezione è un sostantivo che mi sono accorto manca di quella precisione che ricerca Milan kundera, in un primo momento ho pensato di sostituirlo contraendolo in ‘sezioni’ ma restava ancora vago, come anche le parole: rubriche, repertori, concetti, appunti, temi, contenuti. Per un po’ avevo semplificato trasponendo il concetto con un’immagine che lo rappresentasse, quindi per definire ‘WA come un contenitore d’idee precarie’ avevo pensato a una ‘scatola’, ma le occorrenze per scatola: cassetta, contenitore, recipiente, cofanetto non mi hanno aiutato; l’unica parola efficace e precisa era il corrispettivo in inglese: ‘box’. Non so come e non ricordo perché, mentre riflettevo sulla parola box mi è venuta in mente la parola ‘Aporia’. Aporia è un sostantivo nato nel 1829, secondo la definizione del Devoto Oli, e significa:
«Problema le cui possibilità di soluzione risultano annullate in partenza dalla contraddizione.»
Perfetto! mi sono detto, è la giusta sintesi per il mio tavolo da disegno in rete; non solo, l’etimo perfeziona ciò che in realtà è WA: dal greco aporía ‘difficoltà, incertezza’.

La parola vaga 'intersezione' da oggi sarà sostituita da 'aporie'.

secondo | nuove aporie:

la recente aporia Calendario è stata tra le più lette dello scorso anno; è un’aporia che ha bisogno di tempo che cercherò d’intensificare nei prossimi mesi.

Le due novità saranno:

Pugno, carta, forbice

un viaggio disorganizzato alla ricerca delle centinaia di riviste, fanzine, dazebao, fogli, incunaboli, magazine pubblicati in Italia ogni giorno;

Buca
per ringraziare chi in questi anni mi ha spedito dei libri e che non ho mai trovato il tempo, o forse non ho mai voluto farlo, di parlarne. 

Il tavolo da disegno di WA, anche quest’anno, cercherà d’immergersi nella realtà di cui parla.

A dopo.

14 gennaio 2014
Intersezioni ---> WILFING
__________________________________________
Note:
1 Intervista collettiva, Bruce Sterling: “Ci salverà l'ingenuità”, La stampa, 25 gennaio 2013*

2 Milan Kundera, L’arte del romanzo, Adelphi, Milano, 1988, p. 176


20 novembre 2012

0012 [WILFING] Un semplice web log

di Salvatore D'Agostino

L’undici agosto Lebbeus Woods scrive sul suo blog un post dove si scusa con i suoi lettori per non essere più costante a causa degli acciacchi di un’imprecisata malattia ed anche della scrittura di un nuovo libro. Il titolo del post ‘GOODBYE [sort of]’ riletto adesso dopo il 30 ottobre, il giorno della sua morte, rileva il suo velato addio [una sorta di]. Il suo ultimo saluto sintetizza l’esperienza più stimolante che un ‘web logger’ riceve nel condividere i suoi appunti:

«I must say that it has been a privilege to have communicated with so many bright and energetic readers. It has been a unique experience in my life that I will always value highly.Thank you for all you have given.* 
Devo dire che per me è stato un privilegio aver potuto comunicare con così tanti lettori brillanti ed energici. È stata un’esperienza unica, a cui ho sempre dato molta importanza. Grazie per tutto quello che mi avete dato.»1

Scorrere a ritroso i suoi post significa andare oltre il semplice atto di annotare o registrare che in inglese è tradotto con 'to log'. Il log, cioè prendere nota o registrare in una pagina Web per comunicare ad altri dei contenuti è l'idea originaria del Web. Da qui la nascita del termine Web Log, in seguito contratto in blog. Lebbeus Woods, con il suo blog dalla grafica da default wordpress, ci suggerisce che non serve aspettare il mondo dei media classici o strutturati per essere letti poiché basta un semplice Web blog.
«Non penso che essere “indipendenti” sia una cattiva scelta; – sostiene l’artista, architetto e attivista Ai Weiwei in un post scritto in un blog censurato dal governo cinese – significa che ti tratti bene e che non c’è niente che ti obblighi ad abbandonare il tuo punto di vista o il tuo buonsenso.»2




10 luglio 2012

0011 [WILFING] Una pausa prima di un’altra modernità

di Salvatore D’Agostino

   Dopo più di quattro anni ho deciso di prendermi una breve pausa per ritornare in autunno, almeno spero, con un Wilfing Architettura rinnovato sia nella grafica che nei contenuti. Durante questa sospensione estiva vorrei condividere con voi tre letture urbane, molto milanesi, che anticipano il prossimo percorso di Wilfing Architettura ovvero il pensiero di un’altra modernità.

24 maggio 2012

0010 [WILFING] Ci vediamo per le strade | See you in the streets

di Salvatore D’Agostino

«Koolhaas ha segnato un periodo, ma il dibattito non può essere egemonizzato dalle stesse persone che hanno dominato la comunicazione negli ultimi vent'anni. Non si può andare avanti nei modi ancora di recente utilizzati da Winy Maas degli MVRDV: a ogni problema corrisponde una soluzione che, naturalmente, si incarna in un progetto di architettura. Molto spesso la soluzione è non fare niente. Il progetto più bello degli ultimi anni forse è stato quello di Lacaton e Vassalle per il concorso di «abbellimento» di place Léon Aucoc a Bordeaux. Dopo avere frequentato il posto e parlato con i passanti e gli abitanti, proposero di lasciare tutto così com'era, al di là di qualche intervento di manutenzione, perché la piazza non aveva bisogno di miglioramenti». (Mirko Zardini)1


Domenico Di Siena, leggendo le recenti indignazioni, via media generalisti e web, sulle vicende legate alla Biennale di Venezia e al museo MAXXI, ha scritto un post Architettura, Italia . Lo spettacolo è finito! sul suo urbanohumano, ricordando come l'importante premio dell’European Prize for Urban Public Space - dedicato allo Spazio Pubblico - sia stato dato a un progetto spontaneo e collettivo quale l’accampata della Puerta del Sol, l’insieme di persone e tende che diede inizio, un anno fa, al movimento degli indignados, con la seguente motivazione:
«il premio ha voluto evidenziare i nuovi “ruoli” di molti giovani architetti che stanno sviluppando il proprio lavoro professionale ricercando nuovi formati, attraverso incarichi o auto-incarichi, nuove formule di collaborazione di gruppo o di collettivi, attivismo sociale e partecipazione pubblica, urbanistica di azione, nuovi mezzi di comunicazione applicati all’architettura, oltre ad una nuova sensibilità riguardante la costruzione».



22 agosto 2011

0009 [WILFING] Lo status dell’architettura italiana bis

di Salvatore D'Agostino
[Tra parentesi quadre: da oggi userò il metodo Shirky coniato da Nicholas Carr in un suo recente post, che consiste nell’affidare agli asterischi tutti i rimandi ai link del post evitando le frasi sottolineate che rinviano ad altre pagine web, i qui, i per saperne di più vedi o i semplici link.* (per capire meglio il metodo entra nella pagina indicata dall’asterisco)].
Pubblico un nuovo status* di Facebook di Francesco Garofalo, poiché per chi analizza lo status dell’architettura, il social network di Zuckerberg si sta infittendo di note, chiose, approfondimenti a tratti interessanti. Per capire meglio ciò che sta avvenendo segnalo alcuni, tra i tantissimi, recenti status.

Una «Piccola nota personale» di Stefano Boeri*  replicata anche sul suo blog*,  aperto - ma praticamente chiuso - ai commenti, ha animato una discussione sulla recente collocazione del ‘Quarto stato’ di Pellizza da Volpedo progettato da Italo Rota e Fabio Fornasari nel neo Museo del novecento, nota che è stata ripresa anche dal Corriere della Sera edizione Milano.*
Un articolo di Francesco Merlo* ha ospitato sulla pagina di Luigi Prestinenza Puglisi alcune riflessioni sui fasti e le sventure di Gibellina,* infine sulla pagina di Luca Molinari ho trovato il link* del suo neo blog (ndr Il fondo di Luca Molinari1) su Spazio FMG per l'Architettura.* 

Di seguito la nota* del 14 agosto 2011 di Francesco Garofalo.2

29 aprile 2011

0008 [WILFING] Lo status dell’architettura italiana

di Salvatore D'Agostino
«Fb poi definisce una idea di ‘dentro e fuori’ che non esisteva prima. Si sta fuori su Internet o dentro su Fb. Anche qui non ci sarebbe niente di male. Come detto, te ne stai sul divano ad allenare i tuoi quotation fingers. Poi però vedi anche che le citazioni che ti passi e ripassi non è che siano delle cosine ricercate con cura, scovate chissà dove, alla Tanni per dire. In realtà è roba che viene tutta da altri posti chiusissimi tipo quotidiani vari o dalla superficie di Youtube. Insomma la situazione passa dal livello “divano” al livello “divano+aria viziata”». (Luca Diffuse)1
Qualche giorno fa, sull’home di facebook, ho trovato  il sito PastBook che come recita:
«Crea in un click un poster con le foto, i commenti dei tuoi amici, gli aggiornamenti di stato, i link e i video che hai condiviso nel 2010 sul tuo social network preferito!».
Dopo qualche minuto avevo - tra i miei infiniti file - il diluvio di parole, link, contatti, foto pubblicati sul mio profilo. In pratica il mio recente passato in un poster.
Una memoria Web non più visibile a video ma potenzialmente su carta.
Questo episodio mi ha portato a riflettere sulle tre questioni per lo storico contemporaneo che avevo evidenziato in un precedente post:
  • la vita di un link; 
  • la labilità dei supporti dei nostri archivi; 
  • l’espansione dei nostri appunti (privati e pubblici) nel Cloud Computing.

    14 aprile 2011

    0007 [WILFING] Social streaming Being Zaha|Daniela Hadid|Fastoso su NIBA

    di Salvatore D'Agostino
    «Di punto in bianco, nel bel mezzo del film, la piccola è saltata giù dal divano ed è corsa dietro al televisore. Il padre ha pensato che volesse verificare se le persone del film fossero realmente nell'apparecchio. Lei frugava tra i cavi dietro il monitor e alla domanda "Che stai facendo?" si sporse da dietro lo schermo e rispose: "Cerco il mouse"».1 (Clay Shirky)
    In occasione della presentazione del numero di Abitare dedicato a Zaha Hadid ho invitato gli avventori di NIBA a seguire la diretta streaming per chiacchierare insieme attraverso i commenti.
    NIBA ha risposto intrecciando due racconti di architettura: la storia di Zaha Hadid per qualche ora si è incrociata con quella di Daniela Fastoso.

    La prima presentata da Stefano Boeri, sempre più a suo agio come conduttore di eventi di architettura; la seconda presentata dal media Web, sempre più a suo agio nell’accogliere eventi virali.
    Per Stefano Boeri l’architettura -su Abitare- deve essere leggera, non ha più bisogno di analisi critica. Il testo di architettura diventa racconto per immagini e parole. I disegni si trasformano in metadisegni nelle reinterpretazioni di Salottobuono. La rivista, infine, è un catalizzatore di eventi, feste e incontri.
    Per il Web l’architettura diventa un'infinita ragnatela dove procacciarsi possibili clienti. Ad esempio, Groupon come dice lo slogan: «offre uno sconto giornaliero sulle migliori cose da fare, mangiare, vedere e comprare in più di 140 città in tutto il mondo».  Groupon per Daniela Fastoso è un luogo -Web- di opportunità dove esercitare la sua professione di architetto.

    Tra Zaha Hadid e Daniela Fastoso (empatizzo con la persona), non ci sono solo sei gradi di separazione, ma la quotidianità che va dalla Diva* al normale architetto  (uno tra i centotrentamila per l'Italia).
    Tra 'Zaha Hadid e Daniela Fastoso' la mia riflessione va al territorio italiano sempre più trascurato e devastato dall'indifferenza.
    Indifferenza che Abitare e il Web, preoccupati dagli eventi, non possono che reiterare.

    Di seguito ho riportato -intrecciando- i commenti di NIBA dei due Being evidenziato in blu la storia di Daniela Fastoso.


    1 novembre 2010

    0005 [WILFING] T R A C C I A M E N T I / de rerum politica


     mail 01 novembre 2010 13:08:
    salvatore
    ho scritto questi pensieri poco fa, dopo aver letto lo scambio tra te ed ugo rosa
    non so se sia pertinente ma mi è uscito dal cuore più che dal cervello e te lo spedisco nella sua integrità di bozza
    un saluto
    c

    0001 [WILFING] Sul perché Ugo Rosa si sente migliore, screditando verbalmente gli uomini di destra

    Recentemente un mio commento sul blog di Ugo Rosa, ha stimolato questa reazione: In nome di cosa mi sento migliore…


    ecco a cosa porta la visione viziata del contorno, del parergon politico, perdendo di vista il fatto che mentre noi ci coccoliamo con soffici stronzate la gente normale paga: pagano quelli più fragili, quelli che non hanno avuto il privilegio di nascere in una famiglia benestante, quelli malati, quelli che non sono abbastanza gradevoli d’aspetto per sperare in un lavoro d’immagine e quelli che la vita non ha dotato di intelligenza brillante o di un’immaginazione che li renda capaci di reinventarsi in modo proficuo e di sopravvivere a un mercato caimano

    il fatto che chi ci governa abbia una visione raccapricciante della donna e della cultura non è cosa secondaria, ma lo è senz’altro l’aderire alle regole del gossip nel fare controinformazione, piegarsi inevitabilmente al suo volere e fare il suo gioco anche al contrario

    è inutile sentirsi migliori per qualcosa che rimane comunque secondario rispetto al fatto di saper governare con determinazione e talento civile questo paese, perché attualmente accetterei il peggiore dei puttanieri al governo, tappandomi il naso, se davvero sapesse condurre il paese su una strada migliore - accetterei i suoi difetti e il nanismo di taluni politici, se non fosse anche nanismo di intenti e di valori politici e civili, cioè se tale nanismo non celasse l’assoluta mancanza di considerazione del valore umano, del rispetto dell’altro e del diverso

    ma mi sembra che tutti i discorsi, pur sviluppati sulla base delle migliori intenzioni, conducano perversamente a un groviglio di dettagli che circondano come una corona di spine il cuore del problema senza mai raggiungerlo

    cosa ricavano le persone da questo snervante accanimento nei confronti dello stile bieco dei nostri politici e come possono riuscire a districarsi e trovare il margine impalpabile che divide l’estetica di quell’ambiente dalla sua inesistente morale? Una buona parte del paese probabilmente pensa che il premier è un vincente proprio perché può circondarsi di donne belle e giovani e perché possiede una squadra di calcio: a loro non importa se tali piaceri vengono acquisiti solo ed esclusivamente tramite il denaro (spesso anche illecitamente guadagnato), perché parliamo di persone che tanto denaro non lo vedranno mai e che però ne rimangono inevitabilmente abbagliate

    nessuna rivelazione piccante o squallida potrà scandalizzarli, perché tutto quel marciume si svolge all’ombra della ricchezza e del potere, e dunque il rumoreggiare dell’opposizione, martellante e monotono, non scalfisce minimamente l’immagine della divinità vincente

    immagino che questo discorso dovrebbe dotarsi di una conclusione, ma non so dire quale possa essere – probabilmente ha a che vedere con la capacità di concentrarsi su una dimensione positivamente fattuale, mettendo in evidenza come gli stessi adoratori del regime saranno destinati a morire poveri, all’ombra di governanti che hanno saputo succhiar loro tutte le risorse possibili, facendo bene attenzione a non garantire la minima possibilità di riscatto e di tutela ai loro stessi elettori

    raccontare che presto, sempre per la logica del dio denaro, il nostro sarà un mondo a pagamento e reso gravemente insalubre dalla mancanza di riguardo per aspetti ecologici che il mercato definisce antieconomici - ed allora per la gran parte di loro non sarà più possibile mandare i figli in una scuola decente e curarli decentemente, sarà difficile accedere ad abitazioni decenti – tutto sarà definitivamente plebeo e non garantito nell’assenza di denaro, e solo chi potrà permettersi di pagare profumatamente accederà al lusso della qualità

    nei miei pensieri recenti sono le questioni primarie che continuano a chiedere spazio, e non tutto il rumore mondano che si produce attorno a delle logiche conseguenze del deteriorarsi della questione etica e morale – e non mi preoccupa certo meno della mancanza di ogni forma di affidabilità e civiltà di questo governo il fatto che dall’altra parte non esista uno straccio decente di opposizione - sono sgomenta di fronte alla noia boriosa di quasi tutti i discorsi che provengono da sinistra, e di questo avrei voglia di parlare, perché sarebbe un mio diritto poter andare a votare tra qualche mese scegliendo un candidato quantomeno decente e non dovendo apporre il mio voto sulla casella del meno peggio, ciò che non si avvicina nemmeno lontanamente alla qualità minima

    di questo vorrei sentir parlare, e per questo non mi vanto di essere migliore, perché se è vero che non sarei mai uno squallido puttaniere e non agirei con tale scarsa considerazione delle leggi e del rispetto, è vero anche che non sono in grado di mettere a fuoco nessuna luminosa soluzione per questo paese che non passi attraverso tempi smisuratamente lunghi e attraverso un totale ricambio delle figure politiche, sia quelle al governo che quelle attualmente all’opposizione

    le eccezioni sono desolatamente poche, stanno forse sulle dita di una sola mano
    c 

    1 novembre 2010 
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    Come usare WA ----------------------------                       -----------------------Cos'è WA

    25 ottobre 2010

    0004 [WILFING] Che cos'è un blog?

    di Salvatore D'Agostino

    Che cos’è un blog per Wilfing Architettura?
    Una pagina scritta implementata - video, audio, foto, slideshow, link - priva di struttura editoriale.

    Per questo motivo dopo l’estate Wilfing Architettura ha cambiato aspetto ed è diventato sempre più un foglio bianco dove ospitare ‘memoria’.
    Una memoria raccontata attraverso ‘l’opera aperta’ della piattaforma blog.
    Opera aperta da intendersi nella sua idea basica teorizzata da Umberto Eco nel 1962:
    «Il mondo multipolare di una composizione seriale (Boucourechliev) – dove il fruitore, non condizionato da un centro assoluto, costituisce il suo sistema di relazioni facendolo emergere da un continuo sonoro in cui non esistono punti privilegiati ma tutte le prospettive sono ugualmente valide e ricche di possibilità – appare molto vicino all’universo spazio-temporale immaginato da Einstein, in cui “tutto ciò che ciascuno di noi costituisce il passato, il presente, il futuro è dato in blocco, e tutto l’insieme degli eventi successivi (dal nostro punto di vista) che costituisce l’esistenza di una particella materiale è rappresentato da una linea, la linea d’universo della particella… 
    Ciascun osservatore col passare del suo tempo scopre, per così dire, nuove porzioni dello spazio-tempo, che gli appaiono come aspetti successivi del mondo materiale, sebbene in realtà l’insieme degli eventi che costituiscono lo spazio-tempo, esistesse già prima di essere conosciuti (Einstein)».#1 
    Wilfing Architettura è un’opera aperta che racconta l’Italia vista nel suo ‘blocco’ passato-presente-futuro.
    Dopo l’inchiesta OLTRE IL SENSO DEL LUOGO ho sentito il bisogno di andare oltre i confini della stasi dei blog e cominciare ad attraversare l’Italia (e non solo) oltre il Web.
    Ho allargato la mia pagina per iniziare a ospitare i POINTS DE VUE di alcuni fotografi-disegnatori-artisti, i cantieri dei CAPI COSTRUTTORI e chi utilizza gli URBAN BLOG per cambiare il proprio intorno civico.

    La rubrica POINTS DE VUE (in francese punti di vista) sarà un velato omaggio a Nicéphore Niépce, l’autore della prima foto, che chiamava in questo modo i suoi primi scatti fotografici.
    Ospiterà, punti di vista, attraverso la narrazione delle immagini.

    CAPO COSTRUTTORE  (dal greco architetto: architékton, archi- ‘Capo’ e tékton ‘costruttore’) prenderà in esame alcuni brani di città descritti attraverso l’ideatore del progetto o interpretati criticamente. 
    L'intersezione URBAN BLOG indagherà - da cronista Web – su chi, come e perché usa il Web per migliorare concretamente il proprio intorno quotidiano.

    Invece nella nuova pagina Flickr di Wilfing Architettura trovate le foto che ho scattato nella rete attraverso il tasto screenshot (la macchina fotografica del Web).

    Ad esempio, per le foto dell'inchiesta OLTRE IL SENSO DEL LUOGO  avevo scelto la massima libertà compositiva - senza limiti di formato - mi serviva mettere a fuoco alcune porzioni dei blog. Il filo conduttore era stato più la spontaneità snapshot che il senso/taglio estetico.

    Nel set SNAPSHOT trovate altre fotografie Web.

    Infine il set 800x200 raccoglierà un lavoro più meditato. Saranno delle vere e proprie fotografie in formato panoramico. Dove troverete la velleità (con i suoi pregi e difetti) del fotografo (in questo caso fotografo Web).

    Wilfing Architettura è da tempo su TWITTER.

    Nei preferiti ci sono due etichette:
    1. archiTWIeTTEuRa: gioca con i nomi e le parole del mondo dell’architettura in 140 battute;
    2. SI PARLA DI WILFING ARCHITETTURA: ospita i link di chi cita i post di questo blog.
    Infine ho aperto la pagina di facebook dedicata a Wilfing Architettura.  

    Perdonate la lunga e fastidiosa auto-citazione, ho semplicemente evitato tanti piccoli post, anticipandovi i nuovi temi del blog.

    25 ottobre 2010 
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    __________________________________________
    Note: 
     
    #1 Umberto Eco, Opera aperta, Bompiani, Milano, 1962, p. 57

    27 maggio 2009

    0001 [WILFING] Sul perché Ugo Rosa si sente migliore, screditando verbalmente gli uomini di destra

    La rubrica WILFING nasce per registrare alcune reazioni e dialoghi sul Web.

    Recentemente un mio commento sul blog di Ugo Rosa, ha stimolato questa reazione: In nome di cosa mi sento migliore…

    Ugo,
    il 17 marzo Adriano Sofri ha pubblicato questa nota su
    Facebook: Titolo: «Risposta alla sfida su che cos'è destra e che cosa sinistra. Gianfranco Romani, sfottendo qui la mia "smisurata cultura", del che lo perdono volentieri, mi sfida a dire "una cosa di destra e una di sinistra". Lui crede che non valga più la pena di distinguere. Io sì. Ecco un piccolo campione. Sinistra: la mano sinistra; destra: la mano destra. (Non è una battuta. E' la bella questione del mancinismo). Destra: il chiodo; sinistra: il nodo. Sinistra: il piacere della somiglianza; destra: la paura della differenza. Sinistra: la Caritas diocesana; destra: monsignor Fisichella. Destra: l'essere stati di sinistra, e il rinnegarlo; sinistra: essere stati di sinistra, e farne tesoro. Destra: credere di sapere chi si è e che cosa si vuole (e chiamarlo "identità"); sinistra: sapere chi non si è più, che cosa non si vuole più. Destra: lapidare l'adultera; sinistra: scarabocchiare col dito per terra per distogliere i lapidatori, escogitare l'espediente del "Chi è senza peccato..." per confondere i lapidatori, far scappare l'adultera. Potrei continuare molto a lungo, praticamente senza finire. Una sola appendice: di sinistra è anche ammettere che le cose che penserebbe o farebbe una buona sinistra potrebbe pensarle e farle anche qualcuna, o qualcuno, di destra. Perché ci sono più cose al mondo eccetera».

    Ti sembrerà strano, concordo e mi identifico sia nell'idea di sinistra di Adriano Sofri che nei tuoi otto punti del buon uomo di sinistra.
    Per dar forza a queste idee ti sottopongo la visione delle prime pagine di due contrapposti quotidiani sulla recente vicenda di cr
    onaca:

    Non credo che ci sia bisogno di dirci quale sia l’immagine più arguta o ironica.

    Ed è proprio questa netta consapevolezza che mi ha stancato, in questi anni ho visto centinaia e migliaia di bestiari scritti dalle più brave penne del giornalismo di sinistra, ma spesso finivo per apprezzare l'arroganza della rubrica il “Riempitivo” sul Foglio di Pietrangelo Buttafuoco, perché privo di buonismo intellettuale da educatore sociale.
    Sono stanco di un linguaggio e di una politica aggettivante, caratteristica principale di tutti i tuoi post, aggiunte di parole che girano a vuoto su un problema creato ad arte dalla destra: la contrapposizione contro gli uomini per evitare un serio confronto sulle idee.

    Gesualdo Bufalino raccontava come nella cultura siciliana ci fosse un senso profondo di antistatalismo, un tacito accordo tra cittadini, facendo notare come era in uso segnalare i possibili pericoli istituzionali appena si ravvisavano - Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza - facendo dei gesti di allerta alle persone che s’incontravano.
    Una cultura che non sembra essere solo dominio di quella siciliana. Opporsi a questa idea dominante con i semplici presupposti immorali è inutile. Non capire che la nostra cultura è intrisa dell’amore incondizionato nei confronti degli uomini di potere e non dal senso dello stato è uno sbaglio che la sinistra perpetua a fare senza soluzione di continuità.

    Recentemente ho letto un libro scritto da un ignorante e quasi analfabeta di nome Vincenzo Rabito, viveva a Chiaramonte Gulfi in Sicilia narra la sua storia: «Questa è la bella vita che ho fatto il sotto scritto Rabito Vincenzo, nato in via Corsica a Chiaramonte Qulfe, d’allora provincia di Siraqusa, figlio di fu Salvatore e di Qurriere Salvatrice, chilassa 31 marzo 1899, e per sventura domiciliato nella via Tommaso Chiavola. La sua vita fu molta maletratata e molto travagliata e molto deprezata».#1
     



    La sua vita è stata una perenne rincorsa ad accaparrarsi le bontà del potere di turno, semplicemente per riuscire a mangiare.
    Un asservimento raccontato senza rancore, poiché culturalmente condiviso.

    Ugo,
    la tua risposta da intellettuale di sinistra incattivito non mi convince, temo che sia intelligenza sprecata.
    Il tuo obiettivo è chiaro, ma gli strumenti con cui fai la guerra sono inefficaci.
    Il mio occhiello all’articolo di Cristiano De Majo era volutamente paradossale. Un invito a riflettere ribaltando il punto di vista.

    Ed essendo tu architetto, di sottopongo un quesito:
    mi è stato affidato l’incarico di progettare una casa di campagna. Per mia consuetudine chiedo ai committenti di spiegarmi ciò che intendono realizzare.

    Ecco la sintesi in 25 punti:


    1) piscina 6x12 + spogliatoi + doccia + gazebo;
    2) corte da un lato;
    3) tetto in legno, gronda a sbalzo con perlinato;
    4) casa estesa solo a piano terra;
    5) parcheggio esterno per 6/8 auto;
    6) ingresso laterale;
    7) casa adagiata a partire dalla quota del terrazzamento;
    8) evitare i gradini, curare i dislivelli;
    9) 100/150 mq;
    10) salone ampio + forno + cucina in muratura;
    11) interno rustico con travi in legno;
    12) una camera matrimoniale;
    13) due piccole stanze da letto;
    14) un bagno;
    15) ripostiglio;
    16) garage separato per utensili + piccola cantina;
    17) giardino naturale;
    18) condizionatori;
    19) approvvigionamento idrico comunale;
    20) pannello solare per l’acqua calda;
    21) spesa iniziale massimo euro 80.000;
    22) geologo, comune e progettista (cioè io) tutti amici;
    23) cisterna;
    24) verande;
    25) spostare palo della luce.

    Questa è la cultura architettonica con cui mi confronto quotidianamente, questa è la mia sfida.
    Ti chiedo a che serve dare del cretino al potente di destra di turno se il tuo messaggio non incide nella cultura popolare?
    Saluti,

    Salvatore D’Agostino


    Intersezioni --->WILFING

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    __________________________________________


    #1
    Vincenzo Rabito, Terra matta, Einaudi, Torino, 2007, p. 3

    23 dicembre 2007

    WILFING

    La rubrica WILFING nasce per registrare alcune reazioni e dialoghi sul Web.

    0015 [WILFING] Dove eravamo rimasti?

    Si riprende dopo otto anni per un trasloco fisico e mentale


    0014 [WILFING] Due punti

    Un po' d'ordine sul tavolo web


    0013 [WILFING] Il metodo Kai-Uwe

    Buon quello che volete


    0012 [WILFING] Un semplice web log

    Un semplice indipendente Web log che ‘crede nelle contraddizioni più che nelle visioni regolate’


    0011 [WILFING] Una pausa prima di un’altra modernità

    A dopo Salvatore D’Agostino


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    P.S.: Questo appunto di sintesi è in costante aggiornamento la data è fittizia, inizio maggio 2009.