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20 novembre 2012

0012 [WILFING] Un semplice web log

di Salvatore D'Agostino

L’undici agosto Lebbeus Woods scrive sul suo blog un post dove si scusa con i suoi lettori per non essere più costante a causa degli acciacchi di un’imprecisata malattia ed anche della scrittura di un nuovo libro. Il titolo del post ‘GOODBYE [sort of]’ riletto adesso dopo il 30 ottobre, il giorno della sua morte, rileva il suo velato addio [una sorta di]. Il suo ultimo saluto sintetizza l’esperienza più stimolante che un ‘web logger’ riceve nel condividere i suoi appunti:

«I must say that it has been a privilege to have communicated with so many bright and energetic readers. It has been a unique experience in my life that I will always value highly.Thank you for all you have given.* 
Devo dire che per me è stato un privilegio aver potuto comunicare con così tanti lettori brillanti ed energici. È stata un’esperienza unica, a cui ho sempre dato molta importanza. Grazie per tutto quello che mi avete dato.»1

Scorrere a ritroso i suoi post significa andare oltre il semplice atto di annotare o registrare che in inglese è tradotto con 'to log'. Il log, cioè prendere nota o registrare in una pagina Web per comunicare ad altri dei contenuti è l'idea originaria del Web. Da qui la nascita del termine Web Log, in seguito contratto in blog. Lebbeus Woods, con il suo blog dalla grafica da default wordpress, ci suggerisce che non serve aspettare il mondo dei media classici o strutturati per essere letti poiché basta un semplice Web blog.
«Non penso che essere “indipendenti” sia una cattiva scelta; – sostiene l’artista, architetto e attivista Ai Weiwei in un post scritto in un blog censurato dal governo cinese – significa che ti tratti bene e che non c’è niente che ti obblighi ad abbandonare il tuo punto di vista o il tuo buonsenso.»2




Indipendenti. Dopo la pausa estiva, ancora in autunno come promesso, riparto con Wilfing Architettura che, come nelle intenzioni iniziali, resta un semplice indipendente Web log che ‘crede nelle contraddizioni più che nelle visioni regolate’.* Grazie ad un commento nell’ultimo post mi sono accorto di aver sbagliato termine più che rinnovato nella grafica dovevo dire nell’aspetto.

«Per dirla in un altro modo, - afferma Paul Robert Lloyd - stiamo adottando il "responsive" ma trascurando la seconda parte, il "design".»3

Sì è vero, stiamo trascurando il design ed è un grave errore progettare un sito di comunicazione editoriale senza pensare al suo design anche se, come ci insegnano Lebbeus Woods e Ai Weiwei, un blog, un semplice blog, può girare su qualsiasi piattaforma anche da default, un po’ come fa il graphic designer Dan Hill, neo amministratore delegato di Fabrica e ideatore del sito Web di Domus4, che ama pubblicare i suoi post in un blog di TypePad. Un blog pieno di mille cosette poco da graphic designer.

Per questa nuova fase ho deciso di fare un po’ di pulizie eliminando dall’header il sottotitolo “Questo è un blog in transito, una scialuppa di salvataggio in navigazione precaria” lasciando un nuovo pachidermico titolo; buttando via dalla pagina tutto il corollario del buon blogger riempitivo; dirottando la rubrica ‘mi segnalano’ su facebook poiché credo sia la sede più immediata per comunicare eventi ed eventuali; inoltre, puzzecchiato da Hassan Bogdan Pautàs - leggi qui - cercherò una maturità da twittorante5, nel frattempo affiancherò ai consolidati acronimi RT (Retweet) e MT (Tweet Modificato), tre nuovi e personali contrazioni:
  • DIA: da diafasia ciò che merita di essere letto perché offre nuove prospettive;
  • DEF: da definitivo gli articoli, ahimè, più amati dal canone dell’informazione italiana: i definitivi;
  • M!: è un esclamazione tipica siciliana, come dire: ‘perbacco che cosa ho trovato!’. 
Bene si riparte. Domani mercoledì mattina, alle Tese delle Vergini all'Arsenale, della Biennale di Architettura sarò coinvolto in un dialogo coordinato da Giovanni Fiammingo sui ‘Territori fragili: Architettura, emergenza e ricostruzioni’.

20 ottobre 2012
Intersezioni ---> WILFING


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Note:
1 Traduzione tratta dal coccodrillo di Emmanule Pilia: .:: Addio LW_, PEJA TransArchitecture research, 30 ottobre 2012.*
2 Traduzione a cura di Stefano Chiodi, Ai Weiwei – Il blog, Johan & Levi Editore, Milano, p. 127.
3 Traduzione in italiano su italian a list a part: Paul Robert Lloyd, L’estetica del Web, 25 settembre 2012.*
4 ti consiglio ti leggere il suo post sul progetto per Domus: Dan Hill, Sketchbook: Domus magazine on iPad, Cityofsound, 2 ottobre 2012.*
5 Su twitter da leggere Hassan Bogdan Pautàs, Twitteratura, Torino anni ‘10, 13 maggio 2012.*

18 commenti:

  1. M!
    mesi di latitanza per togliere un sottotitolo? Salvatò, non oso immaginare cosa succederebbe se dovessi decidere di cambiare il colore dello sfondo...
    Bentornato

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  2. M! Rem,
    dai ho tolto un po' di cose (ho anche invertito la lettura) :-)

    Ci voleva una pausa.

    A presto,
    Salvatore

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    1. "ho anche invertito la lettura", dici poco? c'è tutta una storia sul riconoscimento iconografico dell'antitesi destra/sinistra, io l'ho trovato un cambiamento sconvolgente....
      Bentornato!
      Vilma

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    2. Grazie Vilma
      segue un'iconica 'faccina ridens'.

      S

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  3. Bentornato Salvatore,

    senza Wilfing mi sentivo fuori di casa. La precisazione non è di cortesia. Nel mio post sulle scritture e riscritture su Twitter mi limitavo ad indicare nella citazione con link uno dei possibili stadi di 'riscrittura'. Rispetto alla citazione senza link, la citazione con link offre il vantaggio della profondità: la uso regolarmente, e non potrei farne a meno. Lì mi limitavo a notare che esistono ulteriori giochi possibili per incrociare Twitter e letteratura, ma al tempo stesso indicavo il tuo tweet come una buona pratica :)

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    1. HBP,
      trovo la tua twittorante ricerca molto stimolante.

      Tempo permettendo seguirò il tuo twittarare.

      S

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  4. e comunque mi piace il blog così più pulito e semplice.
    @HBP: da non utilizzatore di twitter non ci ho capito un piffero di quello che hai scritto, ma va bene così, mi basta sentire la tua voce.
    Per il resto, stavo notando come l'ansia twitterina di limitare i caratteri sia anche qui sotto. "4020 caratteri comprensivi di spazio" saranno pure bastanti ma perché porre tutti questi limiti? Capisco la funzione "creativa" dei limiti, penso a tutti gli esperimenti di Calvino, ma non si statà esagerando?

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    1. Mi rispondo da solo: vista l'enorme quantità di cose pubblicate è meglio mettere un freno. Non parlo quindi di concisione e sintesi come strumenti di affinamento del pensiero (sempre ben venuti) ma proprio di una specie di moratoria dello scritto. Sarà che ho passato il fine settimana a leggere e non ne posso più.

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    2. Rem,
      i limiti imposti per il singolo commento non dipendono da me ma da Evan Williams il ‘tipo’ che il 23 agosto 1999 ha ideato la piattaforma Blogger (su cui gira WA) lo stesso che il 21 marzo 2006 ha ideato Twitter. Temo che la sua prossima invenzione sia una piattaforma per scritture: monosillabo o monoconsonantico.

      Ieri ritornando da Milano ho divorato un libro un po’ saggio un po’ no: ‘Uno sguardo sulla città’ di Filippo La Porta. Tu che cosa hai letto?

      S

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    3. mi sono letto gli ultimi numeri di una rivista che si chiama Napoli Monitor. Sono dei grandi: impegnati, coraggiosi e acuti. Una rivista di cui non ho saltato nemmeno un rigo.

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  5. rem,
    non ho mai letto la rivista ma seguo da tempo gli articoli scritti online.
    Sicuramente ne parlerò nella rubrica 'media civico'.

    Ho letto un paio di volte 'L'oroscopo di Foucault - Le stelle viste da sud' questo tipo è peggio di Rob Brezsny leggi un po' che dice il mio oroscopo:

    "Jean Paul Sartre ha scritto delle lettere bellissime a Simone de Beauvoir (e viceversa). A volte le raccontava, con minuzia di particolari, i suoi incontri con le altre amanti. Già, perché i due avevano stipulato un patto, sin dall’inizio della loro storia. “Il nostro è un amore necessario, ci conviene conoscere anche degli amori contingenti”, concordarono. E quindi il loro amore necessario non fu intaccato dalle mille amanti di lui e da quelli (invero meno numerosi) di lei. Il patto non venne mai meno, ma traballò quando Sartre si invaghì di un’altra donna tanto da volerla sposare. Simone non la prese proprio bene (il classico “o lei o io”), lui ritornò sui suoi passi. Bisogna sempre distinguere tra l’amore necessario e quello contingente. Perché si può sognare ognuno per sé, ma non si può che amare l’uno per l’altra".

    Roba da chiodi.

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    1. @rem, io sto leggendo una storia del turismo in 600 pagine. Se amo Twitter è perché negli anni dell'Università ho fatto indigestione di testi lunghi: le cose restano su due piani diversi, ma forse scriviamo testi corti perché non abbiamo il coraggio di ammettere che non sapremmo scriverne di lunghi. Io, come sai, mi fermo a 100 parole al giorno. In ogni caso, quando Wilfing Architettura sarà scritto in monosillabi, io continuerò a leggerlo :)

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    2. non conoscevo la rubrica delle stelle. In generale non sopporto nessun oroscopo, in particolare poi quello di Brezsny. Conosceo gente che dell'Internazionale legge solo l'oroscopo, io esattamente il contrario, lo salto a piè pari.
      Leggendo quello di Napoli Monitor mi va veramente di lusso, in più contiene un invito che sempre da questo blog arriva alle mie orecchie:

      "Toro
      Non so che ne pensiate di primarie, premi di maggioranza, governi tecnici e logiche di coalizione. A noi, nell’assistere a dibatti politici stile X-factor e nell’ascoltare le sempre offensive parole del ministro Fornero, viene in mente Pier Paolo Pasolini quando, nelle Lettere luterane, scrive: “l’Italia – e non solo l’Italia del Palazzo e del potere – è un Paese ridicolo e sinistro: i suoi potenti sono delle maschere comiche, vagamente imbrattate di sangue: ‘contaminazioni’ tra Molière e il Grand Guignol. Ma i cittadini italiani non sono da meno”. Ora il punto è come fare in modo che questa considerazione non sia un motivo in più per restarsene a casa, ma la spinta a costruire qualcosa di bello da opporre a un mondo ridicolo e sinistro. Contiamo sul vostro contributo."

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    3. @HBP, brevità e lunghezza vanno parallele. Per dirne una: nei saggi non sopporto la prolissità, nei romanzi la sinteticità. Per me Infinite Jest finisce troppo presto e di Guerra e pace avrei gradito un secondo tomo.

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    4. @HBP,
      io leggo indipendente dal formato mi lascio trascinare dalla bellezza delle parole scritte per questo motivo spesso alcuni libri, li accantono poiché non hanno il fascino della scrittura.

      S

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    5. @REM,
      ripeto 'L'oroscopo di Foucault - Le stelle viste da sud' va oltre Rob Brezsny.

      A proposito di libri senza senso 'La Pronoia è l'antidoto alla paranoia' di Rob Brezsny batte molti record.

      S

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Due note per i commenti (direi due limiti di blogspot):

1) Il commento non deve superare 4096 caratteri comprensivi di spazio. In caso contrario dividi in più parti il commento. Wilfing architettura non si pone nessun limite.

2) I link non sono tradotti come riferimento esterno ma per blogspot equivalgono a delle semplici parole quindi utilizza il codice HTML qui un esempio.