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Visualizzazione post con etichetta Hassan Bogdan Pautàs. Mostra tutti i post
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28 maggio 2012

0007 [MEDIA CIVICO] La misura e il contorno a vasto respiro di Luciano Marabello

di Salvatore D’Agostino 

Prima di questo tweet: 
qui
non conoscevo il blog corpodellecose di Luciano Marabello. Un heresphere possente come scrive Hassan Bogdan Pautàs l’ho subito disturbato con po’ di mail.










21 maggio 2012

0006 [MEDIA CIVICO] Che cos’è la quisfera | l’heresphere?

di Salvatore D’Agostino 

Che cos'è la quisfera | l’heresphere? 

   Lo spiego riportando la definizione data da Hassan Bogdan Pautàs in un recente post dedicato all’uso letterario di Twitter - #Twitteratura? - dove ha ripreso e sintetizzato il neologismo quisfera | heresphere:
«Di fatto, noi oggi non abbiamo più a che fare con la blogosfera, per come la intendevamo alcuni anni fa. Noi oggi abbiamo a che fare con quella che Salvatore D’Agostino giustamente definisce Quisfera (Heresphere): è un luogo più ampio, che comprende sia il social web sia i blog, in cui il cittadino comincia a riappropriarsi di se stesso, a partire dalla sfera emotiva ed affettiva (Facebook, ma non solo), per poi farsi in alcuni casi vero e proprio medium civico (Twitter e i blog, ma non solo); il cittadino non si limita più a consumare cultura di massa dall’alto, principalmente attraverso la cattiva maestra televisiva; il cittadino ricomincia a produrne in proprio, di cultura, dal basso, all’interno di vere e proprie nicchie underground, diventando una sorta di disintermediario georeferenziato di se stesso».

21 novembre 2011

0005 [MEDIA CIVICO] L'heresphere di Hassan Bogdan Pautàs

di Salvatore D'Agostino 

Hassan Bogdan Pautàs vive a Torino attraverso il suo blog Torino Anni '10* registra gli umori della città percorrendo tre linee guida:
  • Introspezione: racconti urbani di fantasia.
  • Metaspezione: catturando frasi altrui scrive riflessioni intime.
  • Estrospezione: «è un’opinione personale su un fatto esplicito e documentato, manifestata secondo il dettato dell’articolo 21 della Costituzione della Repubblica Italiana»*.




21 ottobre 2011

0004 [MEDIA CIVICO] Che cos'è un media civico?

di Salvatore D'Agostino 
«L’equivoco è che la “cultura di massa” - veicolata dai mass media (cinema, tv, discografia, fumetti) - non per forza dev’essere consumata da grandi masse: rientra in quella definizione anche un disco rivolto a una minoranza di ascoltatori, o un particolare genere di cinema apprezzato in una nicchia underground. Oggi la stragrande maggioranza dei prodotti culturali non è di massa: viviamo in un mondo di infinite nicchie e sottogeneri. Il mainstream generalista e “nazionalpopolare” è meno importante di quanto fosse un tempo, e continuerà a ridimensionarsi». Wu Ming1
Ho deciso di cambiare il titolo al reportage URBAN BLOG2 in MEDIA CIVICO.

Che cos'è un media civico?
La sua genesi la spiega Henry Jenkins in un recente post sul suo blog Aka-Fan.3 
Riprendo l'ultima sintesi del termine Media Civico: 
«Qualsiasi uso di qualsiasi tecnologia ai fini di aumentare l'impegno civico e la partecipazione pubblica, consentendo lo scambio d’informazioni significative, favorendo la connettività sociale, la costruzione di prospettive critiche, assicurando trasparenza e responsabilità o il rafforzamento della mediazione del cittadino».

5 maggio 2011

0011 [WIKIO] URBAN BLOG la classifica di maggio e l'inizio del viaggio in seconda classe

di Salvatore D'Agostino
«Tra Gé e Ctòn vi è un'opposizione sistematica: la prima riferisce alla Terra come qualcosa di evidente cioè chiaro, superficiale, disposto secondo l'andamento orizzontale; la seconda, all'opposto, implica l'invisibilità cioè l'oscurità, l’interno e non l’esterno, la profondità e la verticalità e non l’orizzontalità. La geografia è la descrizione che corrisponde al primo modo, che è appunto quello della visione speculare. Non si tratta perciò dell’unico modo possibile, e nemmeno del più antico di cui si abbia memoria»1. (Franco Farinelli)
Qualche giorno fa Hassan Bogdan Pautàs in un commento mi suggeriva di intraprendere un viaggio: «[...] se si vuole capire un Paese forse è meglio viaggiare in seconda classe. Se la prima classe è finta, poi, direi che non ci sono dubbi: è proprio questo che ci serve».
Mi ha convinto e non ho avuto più dubbi; ho chiesto ai responsabili di Wikio di affidare a qualche altro blog la pubblicazione mensile della classifica.
Ho ordinato le coordinate dei blog che viaggiano in seconda classe (nessuna selezione e totale inclusivismo) in una pagina che sarà costantemente aggiornata URBAN BLOG e resa a disposizione di tutti.