Altre azioni concrete entro CAIRANO 7x: la costruzione di una biblioteca nel paese più piccolo della nostra regione.
Donazione di libri, nomina di un bibliotecario “provvisorio”.
Feed back = promessa del Sindaco di Cairano di metterci a disposizione un appartamento, che noi riatteremo e rimetteremo a disposizione dei Cairanesi e di tutti, per biblioteca, convegni, alloggio ospiti.
Questo è – in sedicesimi- un piccolo, piccolo esempio di un METODO GENERALE, che Paolo chiama, a giusta ragione, NUOVA GOVERNANCE contrapposta a GOVERNMENT, che Franco ARMINIO, in quanto poeta, – e a eguale giusta ragione – chiama DI ACCAREZZARE I PAESI CON SGUARDO CLEMENTE E FRATERNO, con quel che ne consegue; che Angelo VERDEROSA cerca di tradurre in PRASSI progettuale attraverso gli INCONTRI DI ARCHITETTURA tenuti in ERRANZA tra i paesi del territorio; che Ago DELLA GATTA questa estate, tra le altre sue attività, HA TRADOTTO nelle bellissime serate culturali tra Compsa, Cairano e Conza; che Enzo MADDALONI traduce realizzando i suoi seminari di clowmeria donati ai Cairanesi, ai ragazzi di Aquilonia e da essi condivi.
Che i gruppi di IN LOCO MOTIVI , AMICI DELLA TERRA declinano, con le iniziative de IL TRENO DEL PAESAGGIO, condivise da un numero sempre crescente di persone; che Michele Ciasullo cerca di declinare con L’UNIVERSITÀ POPOLARE DELL’IRPINIA.
Potrei citare ulteriori esempi che portano tutti a un COMUNE, CONFUSO, talvolta CONFLITTUALE e ancora NEBULOSO tentativo di COSTRUZIONE di una DIVERSA MODALITÀ di vivere i nostri luoghi, da vivi non da “morti in vita” come tra l’altro splendidamente espresso da ELDA MARTINO nel post “SENTIMENTI PAESOLOGICI”. Ma credo che bastino a rendere l’idea di questo agire, rispetto a quanto ci chiedi.
Ed è per questo che ci sforziamo un po’ tutti, nel fuoco delle contraddizioni, dei fraintendimenti, – e anche delle maldicenze e dei “sentimenti freddi” - di definire questo nostro essere COMUNITÀ PROVVISORIA e di aggiustare le modalità del nostro “starvi dentro” , proprio al fine di avere un rapporto DA VIVI, VERO,con la realtà dei luoghi, che vadano in direzione ostinata e contraria rispetto all’atomizzazione, al cinismo, al loro sfruttamento selvaggio e/o al loro abbandono, contro la logica che vi presiede e che ELDA MARTINO declina in termini ALTI, MORALMENTE VIBRANTI, CON PIETÀ PER LE CREATURE e con indignazione verso la violenza - nei luoghi e sui luoghi - da parte dell’uomo atomizzato. Per questo rimando te e tutti a ri/leggere il suo post.
| Elda |
Museo dell’aria, ricognizione della collina del calvario a Cairano, ritrovare dei materiali archeologici di varie epoche, incontrarsi, operare un turismo della clemenza, fare compagnia ai paesi, portare altre persone in giro nei luoghi d’irpinia meno conosciuti, andare ad ascoltare il vento, stare insieme sotto un albero a ridere e a parlare, realizzazione di un museo provvisorio dell’archeologia, realizzazione di un documentario su cairano archeologica, laboratori di ricognizione, sistemazione del’area delle grotte, zappare, ripulire, innaffiare, aprire cantine, parlare con gli abitanti, installazioni artistiche permanenti e non, spettacoli teatrali in aree in disuso, servire ai tavoli, dormire cinque ore per notte, sistemare gli ospiti, scrivere post sul blog, difendere il formicoso, litigare, fare pace, discutere del senso della vita ( e della morte), una notte sul tetto dell’ospedale di bisaccia, una giornata a scampitella con nuovi amici della cp, seminario di paesologia a grottaminarda,stesura di carta archeologica per il parco, scaricare balle di fieno, trovare abitanti disposti ad aiutare, ballare la pizzica con paola…
devo continuare?
«La vita vista da dietro, dalla morte, si riduce a poche cose: una luce sul comodino, un barattolo di caffè, un maglione verde, le prime rose, una torta di compleanno, un solitario, le rondini che fanno avanti e indietro, una donna sconosciuta.
In 125 racconti, ironici e fulminanti, Franco Arminio ci dà il resoconto dei tanti modi di morire inviandoci cartoline da un posto sconosciuto, spedendoci di volta in volta un soffio impercettibile, una leggera pena, una vertigine, una sorpresa».
Parafrasando il recente libro di Franco Arminio, vi chiedo una cartolina dai vivi.
| Angelo |
Sant’angelo dei Lombardi / ieri mattina, mia figlia non ha preso lo zaino ma ha messo una tuta da lavoro e preso un barattolo di pittura. La scuola non ha soldi e i ragazzi hanno deciso di imbiancare a loro spese. ieri sera, la stessa classe era su facebook a commentare le foto fatte durante la mattinata.
Per un’aula avrei preferito il bianco. Dalle foto ho visto due pareti arancio, una bianca e una viola.
| Franco |
La cartolina di oggi è dalla commozione che mi prende quando vedo le immagini dei nostri paesi prima del terremoto. Non erano belli, c’era molta approssimazione urbanistica e le case nuove stridevano non poco con quelle vecchie, ma nell’insieme avevano, visti adesso, un senso di innocenza. E sembra che il terremoto e la ricostruzione siano stati uno stupro. Ecco, viviamo in luoghi stuprati, viviamo dentro un trauma.
| Salvatore |
“non c’è niente
perché tutto va in là;
la croce scivola
come fanciullino nella piena “*
la forza di questa terribile immagine haiku
mi dice che c’è ancora speranza, che la poesia “è” speranza; ne traggo forza …e son vivo.
E’ questa, oggi, la mia cartolina dai vivi.
*Paola Lovisolo - Da “Martello a calare” in Bollettino ’900 n.1-2 , 2007
| Fabio |
Il paese è un cane. Disteso a terra guarda verso nord, fa la guardia all’altopiano. Io vivo sulla schiena dove c’è una strada lunga e stretta: la costa. In realtà le strade sono due: via san rocco che sale verso la nuca e via Gramsci che finisce dove il paese attorciglia la coda.
D’inverno,quando la bora taglia la faccia, la costa resta sotto vento. Il paese sa tenere i reni al caldo. Sono i venti da sud che lacerano il sipario e impediscono la messinscena quotidiana.
| Enzo |
All’ora del caffè, oggi ho compreso: a casa mia non abita nessuno!
| Giovanni |
Il sole pallido cerca di contrastare il veneto gelido di tramontana, uomini stanchi cercano i suoi raggi come una pulce cerca un cane.
| Stefano |
Nei paesi non servono le telecamere di sorveglianza: ci sono gli sguardi curiosi, dietro i vetri, delle vecchiette, del vicino, del commerciante. Ma troppe case hanno i battenti sbarrati.
| Rocco |
Solo se circondato da amore, il malato riesce a superare anche l’imbarazzo del pudore che è consapevolezza di una certa disarmonìa tra il significato e le esigenze affettive della persona spirituale ed i suoi bisogni corporali che lo rendono vulnerabile.
| Enzo |
E’ passato di qui Tonino “Maradona”, che col suo nome è amante di un amore eterno. Il destino gli ha donato un male strano, un insulto muscolare, direi uno spasmo: sorride guardando in faccia gli uomini e vira al triste volgendosi alla terra.
Mi ha sorriso, lui che è ignara metafora del mondo!
Rispettando il suo amore e un suo sospiro, guardando in terra, gli ho risposto ancor: buon anno!.
Certo un dubbio … certo.
” Mast Ciapè: Buon Natale! ” …. ” Mbèeh! ”
Dedicato.
A mio padre, che quel giorno: vide, capì, tacque e sorrise!
| Michele |
“Chi paga rompe, e i cocci sono nostri”
(Lello Voce)
14 febbraio 2011 (ultima modifica 11 novembre)
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Note:
1 Rebecca Solnit, Storia del camminare, Bruno Mondatori, Milano, 2002, p. XI