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12 novembre 2015

Note sul percorso espositivo Paesaggi ibridi di Atelier Crilo

di Salvatore D'Agostino


   Il percorso espositivo di paesaggi ibridi è, a sua volta un ibrido, creato interpretando le caratteristiche dello spazio di #VialeAfrica42, dove si alternano visualizzazioni a video con illustrazioni. S'inizia con un video che riprende l’Atelier Crilo mentre realizza Etna, un acquerello creato in occasione della mostra. L’acquerello apre e chiude la mostra. In simultanea, sulle altre quattro pareti sono proiettati dei video, con un montaggio più ritmato, dove ogni paesaggio ibrido è stato rielaborato seguendo il processo creativo, screenshot, video e disegni tecnici che svelano il tavolo da disegno dell’Atelier Crilo.




   Eva Concept Tower, stampato su alluminio, posta sull'unica parete libera, è il primo paesaggio ibrido che inizia il percorso delle illustrazioni Atreo Skyscraper, Arsia Infiltration Building, Mark Infiltration Building, Beijing Filter Tower stampati su tela e di seguito il ciclo delle case Mo-Nei House, Vi House e Oteiza House stampati su carta fotografica semilucida. Queste illustrazioni ci conducono nello spazio finale più intimo: i disegni originali fatti a mano. In uno schermo è possibile vedere le pagine dei taccuini e nella parete, su passepartout bianchi, gli acquerelli ed Etna.



   Paesaggi ibridi si snoda in una duplice possibilità visiva tra proiezione multipla e illustrazioni: la prima racconta la storia del processo ideativo dell’Atelier Crilo e la seconda invita a scoprire la storia dei paesaggi ibridi.

I paesaggi ibridi in mostra:

[Stampa su alluminio]

Paesaggi ibridi inizia con Eva Concept Tower, un’idea per una torre, che prende spunto dalla torsione della donna in Kneeling girl with red-organge cloth, quadro di Egon Schiele del 1911. L’arte per Egon Schiele è essere se stessi, puro spirito creativo, nel suo diario scritto in carcere il 22 aprile 1912 annota: «L'Arte non può essere moderna, l'Arte appartiene all'eternità.» Eva è una torre non moderna.

[Stampa su tela con telaio a spessore]

Atreo è, tra le figure mitologiche greche, quella più irascibile, accecato dal male che subisce in vita. La reinterpretazione del mito si basa sulle tensioni umane che appartengono ad ogni periodo della storia. La torre è lacerata nella corazza di metallo nero e vetro scuro con squarci che rivelano il suo interno. Le protesi sporgenti a diverse altezze sono eliporti. Nel sotterraneo c’è il nodo infrastrutturale e il cuore della salita alla torre. La natura spaziale è simile alle camere funerarie etrusche e ricorda la tomba di Atreo, il cui tesoro è parte del mito.

[Stampa su tela con telaio a spessore]

Il nome Arsia deriva da una formazione vulcanica del pianeta Marte Arsia Mons, presente nella regione equatoriale di Tharsis. Arsia s’inerpica in uno stretto angolo abbandonato di città e non si appoggia in continuità con gli edifici preesistenti è corpo estraneo. Le sue parti metalliche contengono spazi serventi, scale e risalite verticali e quelle in cemento gli spazi serviti uffici e sale riunioni. 

[Stampa su tela con telaio a spessore]

Una città non è un quadro ma uno spazio di conflitti in continuo mutamento. Il ciclo di vita degli edifici si lega al ciclo economico della città. Mark è un’icona del conflitto economico, un edificio industriale in disuso, un corpo morto invaso da una nuova struttura in corten che lo penetra dall’esterno verso l’interno, ricreando nuovi spazi attraverso dei solai intermedi e una nuova superficie calpestabile. 

[Stampa su tela con telaio a spessore]

L’inquinamento della città e il grado di tossicità dell’aria sono in gran parte legati al soprannumero di cantieri e all'industria legata alla crescita del paese. La torre incorpora al suo interno una serie di strategie di filtraggio dell’aria e il suo monitoraggio. Il belvedere a sbalzo sospeso è una stazione metereologica con attività di controllo dell’aria che indica come un livellometro l’altezza dello smog e dei VOC (volatile organic compounds) presenti per strada. Beijing Filter Tower è un totem indicatore del livello di inquinamento ed è una macchina per l’attività di filtraggio dell’aria.

[Stampa su carta fotografica semilucida]

Mo-nei richiama, per assonanza, la parola inglese Money e introduce il tema della case Mo-nei per famiglie ad alto reddito. In questo paesaggio ibrido, una casa bi-familiare si estende in lunghezza e, sotto lo stesso tetto, vivono in relazione due famiglie attraverso l’uso condiviso di patii interni, orti e spazi di separazione dove le due famiglie possono crescere come comunità. Mo-nei ironizza sulla fascinazione della villa dalla grande estensione in un periodo di forte crisi economica.

[Stampa su carta fotografica semilucida]

Al numero 15 di una città c’è una casa dal tetto a falde. Il tema della casa a falda, che il moderno ha negato, è affrontato disarticolando lo spazio interno e creando una continuità spaziale senza divisori, differenziando le zone funzionali attraverso i salti di quota. VI si riferisce all'impianto planimetrico a forma di V e all'uso del tetto come una V capovolta anche se in questo paesaggio ibrido ci sono altre storie da raccontare.

[Stampa su carta fotografica semilucida]

«Meter una pala en el aire y sacar el aire» - mettere una vanga nell’aria e tirar fuori l’aria - è la metafora creativa dello scultore basco Jorge Oteiza, una ricerca che cerca di far uscire fuori l’aria da uno spazio compatto. Oteiza è una casa immersa in un bosco ed è scolpita alla ricerca dei vuoti per permettere all’aria del bosco di abitarla.

12 novembre 2015

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La mostra inaugura un programma di eventi culturali nati sotto la direzione artistica di Salvatore Gozzo per lo spazio espositivo catanese di #VialeAfrica42 di SicilCima e sarà visibile fino al sei dicembre.

Tutti i giorni 17:00 – 20:00 e domenica su appuntamento
SicilCima - Viale Africa 42, Catania
Per informazioni o richieste: Tel. 392.9169493 - comunicazione@sicilcima.it

Le fotografie del post sono di Roberta Nanfitò e Atelier Crilo

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