In seguito, ho scritto una mail, per chiedere all’architetto se aveva intenzione di avviare a tal proposito una petizione. Mi ha prontamente risposto e, con il suo assenso, pubblico l’estratto della mail.
Egregio amico combatto questa guerra da oltre quarant'anni e avevo con me Italia Nostra, urbanisti di fama internazionale, partito comunista e sindacati di un tempo. Defilata, sempre, la facoltà di Ingegneria; insensibili gli Ordini professionali; disinteressati i cittadini che, come nei secoli addietro, cercano una città da "mostrare" e non da vivere.
Siamo assediati da grilli parlanti, graffitari da protesta, movide ..... senza riferimenti.... Anche l'immondizia produce denaro.
Una petizione?
Nel nostro Paese si cerca di trovarsi un posto a tavola, come tanti altri.
La Sicilia di ieri registrava, fra i critici "qualche isolato intellettuale" senza citare la lettera che oggi trova spazio su internet ricercando "catania san berillo lettera aperta a Napolitano" grazie per la solidarietà. Saluti giacomo leone.
Il giorno 31/mag/08, alle ore 16:02 inviato a Salvatore D'Agostino
Mentre a Milano si procede alla demolizione dei caseggiati dell'area che ospiterà il controverso Citylife, a Catania i proprietari del cinquantenario 'Ground Zero' prendono accordi senza progetto. Se i cittadini milanesi possono definire i grattacieli sghembi e poco meneghini, esercitando la facoltà della critica, ai cittadini catanesi non è data neanche quest’opportunità sul vuoto di San Berillo.
L’architettura può aspettare o, come dichiara l'avvocato Andrea Scuderi, consulente dell'Istica (una delle società coinvolte) e responsabile degli aspetti urbanistici: «[…] ad occuparsi del piano di risanamento saranno architetti di fama mondiale, come Massimiliano Fuksas. Ma accanto al nome dell’architetto romano lavoreranno moltissimi altri tecnici. E tra quelli più importanti si fa strada quello di un altro professionista di fama mondiale, un architetto iraniano che dovrebbe occuparsi di disegnare e realizzare il mercato coperto che diverrà la nuova fiera.» E’ questo l’effetto Bilbao: una cittadina sconosciuta chiama un noto architetto, per osmosi diventa una cittadina nota e cambia progressivamente l’economia locale. Anche in Italia i politici hanno capito il trucco della formula Bilbao e, per far uscire le loro città di provincia dall’anonimato, la utilizzano, chiamando, senza concorso, le grandi firme. Spesso con l’aggravante di giustificare mega speculazioni immobiliari.