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11 giugno 2012

…a proposito di città cresciute in fretta, trasformate per un evento e viste attraverso Instagram...

di Salvatore D’Agostino

 ...città cresciute in fretta,

   negli ultimi decenni le città italiane si sono trasformate radicalmente ma non tutte seguendo le stesse logiche urbane. Federico Zanfi insieme Arturo Lanzani e Chiara Merlini analizzeranno questo tema in una densa giornata d’incontri per mettere:
«a confronto alcune esplorazioni sul territorio che restituiscono la varietà delle forme dell’abbandono in diversi contesti insediativi, e alcune esperienze progettuali che tentano di definire nuove prospettive di intervento».
   Giovedì 14 giugno presso il Politecnico di Milano, Edificio Nave, via Bonardi 9, piano -1, Spazio Aperto. Sarà possibile seguire il dibattito attraverso le pagine facebook e twitter di Planum the Journal of Urbanism.
Foto di Stefano Graziani

28 febbraio 2012

...a proposito di Vedute, Ai Weiwei e Gary Hustwit...

di Salvatore D’Agostino

...Vedute, 
Manca in Italia un catalogo ragionato delle riviste ufficiali e indipendenti di architettura dalle origini ai giorni nostri così come manca una biblioteca dedicata a questo tema. Una prospettiva d’indagine che mi affascina, poiché l’aspetto più rilevante del novecento è l’eterogeneità dei pensatori e la capacità di creare movimenti di opinioni fuori dai circuiti istituzionali. Le idee del moderno spesso sono nate fuori dall’accademia, sovente scaturivano da incontri nei bar o caffè.
Un tema di cui si è occupato Elias Redstone.  Elias ha raccolto le testate indipendenti, alternative, low cost, on-demand, edite nel mondo negli ultimi anni creando un catalogo consultabile online* Archizines e insieme all’Architectural Association School of Architecture ha organizzato una mostra  itinerante; dopo le prime tappe di Londra e Milano sarà visibile a Barcellona, New York, Berlino, Parigi e Bratislava.
Nel frattempo, un ipotetico archivio italiano oggi si arricchisce di una nuova rivista edita da Quodlibet dal titolo Vedute. Il primo numero è una monografia dedicata a Michele De Lucchi.*

25 novembre 2011

...a proposito dell'ossimoro blogger giornalista, MAXXIinWEB e la censura su abitare...

di Salvatore D'Agostino

...a proposito dell'ossimoro blogger giornalista,

la contraddizione dell'ossimoro blogger giornalista1 non risiede nei contenuti, ma nella libertà di pubblicazione. I contenuti di un giornalista sono filtrati dalla testata anche quando quest'ultima lascia la libertà di scrivere ciò che si vuole (ndr leggi il terzo ...a proposito di questo post); un blogger è libero di scrivere e cancellare i suoi articoli, così come modellare l'aspetto grafico del blog a suo piacimento.
Ripensavo a questa peculiarità, riflettendo sul neo blog di Luca Molinari*, 'Il post'*, edito in un contenitore redazionale, apparentemente scritto da molti blogger ma come si legge in calce al sito: «Il Post è una testata registrata (ndr si presuppone giornalistica) presso il Tribunale di Milano, 419 del 28 settembre 2009».

Ma chi è stato il primo giornalista blogger architetto?

La risposta è: Diego Lama con il suo Byte di cemento* all'interno del Corriere del Mezzogiorno* inaugurato il 15 ottobre 2008*.2 

A partire da questa prima tappa, il Web redazionale si è infittito di nuove voci. Sono andato in giro per il Web alla ricerca dei nuovi giornalisti blogger, di seguito una rassegna.

Quotidiani3: 

che non hanno blogger
Avvenire
Il tempo
Il Riformista
Italia oggi
Italia sera
La padania

che ospitano blogger, ma non dedicati ai temi urbani o architettonici
Il giornale
Il giorno + La nazione + Il resto del Carlino*
Il foglio
Il manifesto
Il Messaggero
Il secolo XIX
La Repubblica
La Stampa
Liberazione
Libero

che contengono blog di architettura o urbanistica

Corriere della Sera
Normalmente parla d'arte, ma ogni tanto inserisce qualche spot 'architettonico'.
Forse parla di case, ma spesso divaga.

Corriere del mezzogiorno

L'architettura napoletana vista da un architetto.

Il fatto quotidiano

  • Blog di Fabio Novembre primo post 30 luglio 2010*.
Iniziato e sospeso. 
  • Blog di Paolo Berdini primo post 23 giugno 2010*.
È raro leggere un blog dedicato all'urbanistica. Peccato che Berdini preferisca temi di ordinaria news giornalistica.

Il sole 24 ore Agorà + Nova100

Appunti di coppia.
C'è anche un po' di architettura, cercando.
Il direttore di 'Edilizia e territorio' si apre al Web.

L’Unità

Riflette sul senso 'urbano' forse è fuori tema con questa rassegna, ma mi piaceva segnalarlo; simili, ma più distanti dai temi architettonici: Trenette e mattoni di Marco Preve su 'La Repubblica di Genova' (primo post 2 ottobre 2008*) e Questa è la mia città di Massimo Ternavasio su 'La Stampa' (primo post 26 marzo 2007*).

Settimanali noti:

non ha blogger ma solo opinionisti
Panorama

ci sono blogger, ma non di architettura
Famiglia cristiana
Internazionale
L'Espresso
Vanity fair

Spazi Web d'informazione e d'approfondimento:
 


Doppiozero
Dopo vent'anni di Web il primo storico, critico e professore di architettura che in Italia usa uno spazio 'blog'. Post ambigui quasi dei riempitivi. Coraggio, anche sul Web si può fare 'critica'. 

Globalist
  • Furbe di Luigi Greco primo post 20 maggio 2011*.
'F' sta per frammenti, 'Urbe' rievoca Roma o il suo significato latino 'urbs' città dipende dal clima.

Il post
  • Il post di Luca Molinari primo post 9 settembre 2011*.
Il secondo storico, critico e professore di architettura che in Italia usa uno spazio 'blog'. Da leggere. 

Linkiesta
«Noi siamo pop(ular) e ci piace farci capire, e parlare a tutti» sintesi di Gianmaria Sforza in un colloquio via mail. 

Nazione indiana
È un aggregatone di voci, non di blogger; ogni tanto capita di leggere post urbani. 

Tiscali
Peccato avrebbe anticipato Marco Biraghi resta l'intenzione; da inserire nell'archeologia del Web architettonico.

P.S.: Per favore segnalate le eventuali dimenticanze.

MAXXIinWEB,


il museo MAXXI dal 17 settembre al 15 dicembre 2011 ha organizzato degli incontri con i 'big della creatività'* visibili non solo dal pubblico in sala, ma da tutti attraverso la diretta streaming e, per la prima volta si apre ai commenti attraverso il Web, si è partito da Massimiliano Fuksas e si arriverà a Moreno Cedroni.
Curiosa la declinazione del termine blogger; a sinistra degli oratori ci sono tre giovani X, Y e Z che si occupano di rilanciare le domande che arrivano dagli utenti connessi via Web. X, Y e Z, pur non curando nessun blog, sono chiamati blogger.

P.S.: Mi piacerebbe sapere dai presentatori di MAXXIinWeb dove si trova il mondo-popolo del Web da loro spesso citato? 

la censura su abitare...

antefatto circa un anno fa, per l'esattezza il 22 novembre 2010 alle ore 14:05, Fabrizio Gallanti5 pubblicava un post (o forse un articolo) dal titolo 'Largo ai giovani!'6
Iniziava così:
«NABA* cambia direttori di dipartimento. Escono due già non più ragazzini, ossia intorno ai 40, Stefano Mirti (design) e Anna Barbara (moda), e al loro posto prenderanno delle persone un po’ meno stagionate. Ci siete cascati! Non era vero, infatti hanno incaricato Nicoletta Morozzi e Italo Rota. I nuovi proprietari americani di NABA volendo essere più realisti del re, e più papisti del papa capito l’andazzo italico si sono adeguati».
E finiva:
«Rota in particolare e l’Italia in generale mi fanno venire in mente una pubblicità audio che si sentiva allo stadio a Genova per un sacco di anni: “Mio nonno vestiva da Mauri, mio padre vestiva da Mauri e io che sono giovane vesto da Mauri. Mauri Sport, abbigliamento sportivo ed elegante…”. Oppure anche la canzone “Supergiovane” di Elio e le Storie Tese*».
Dopo qualche giorno questo caustico post è stato cancellato per irritazioni architettoniche redazionale e non.
Questo è il secondo post (che ho potuto monitorare) cancellato per dissenso redazionale da Abitare.7
Riprendendo il tema del primo '...a proposito', un blogger si autocensura (è libero), un giornalista blogger può essere censurato (è filtrato). L'ossimoro consiste in questa sottile, ma non banale, differenza.

P.S.: Abitare qualche giorno ha cambiato leggermente aspetto, resto in attesa dei cambiamenti previsti per gennaio.

25 novembre 2011
Intersezioni ---> ...a proposito di...
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Note:
1 Dell'ossimoro giornalista blogger ne avevo parlato in 0006 [BLOG READER] Bla, bla, bla...BLAG* il 5 gennaio 2010.
2 Per approfondire leggi il post introduttivo* e l'intervista all'autore del blog*.
3 Rispetto ai settimanali e ai siti d'informazione ho preso in rassegna tutti i quotidiani (almeno spero) nazionali o di macro aree.

4 In realtà Stefano Boeri è stato il primo ad investire, attraverso le sue direzioni di Domus e Abitare, sul Web nonché sul blog politico*. Una storia ancora da scrivere.
5 In quel periodo era il vicedirettore della rivista. Una mia conversazione con l'autore*.
6 Link originale non più visibile: http://www.abitare.it/highlights/largo-ai-giovani/
7 Del primo ne avevo parlato nel post: 0007 [BLOG READER] Ci sono tante forze vive in Italia che non chiedono altro che di poter lavorare in condizioni “normali” (Pierre Alain Croset)*.

17 settembre 2010

...a proposito di Adriano Olivetti, Biennale di architettura e Le Corbusier...

di Salvatore D'Agostino

...Adriano Olivetti, 
Da Emanuele Piccardo
06 settembre 2010 12:04
oggetto Adriano Olivetti

Ciao Salvatore,
il premio che l'Asolo Art Film Festival ha dato al film "Lettera22" dimostra quanto sia importante diffondere il pensiero e le azioni di Adriano Olivetti che ha sempre posto al centro del suo agire l'uomo e la comunità. 
Egli ha teorizzato e realizzato in parte, un nuovo modello di società attraverso l'architettura. Ha dimostrato che l'architettura se viene usata bene consente all'essere umano di migliorare le proprie condizioni di vita.
Un esempio per tutti gli architetti che oggi mettono al centro dei loro interessi unicamente il profitto e l'egoismo.

emanuele
case per famiglie numerose di Figini&Pollini

...Biennale di architettura,
Da Salvatore Gozzo
31 agosto 2010 12:15
oggetto Cartoline da Venezia

Salvatore,
due cartoline da Venezia: una di mente, l'altra di cuore.
Saluti 


 e Le Corbusier... 
Da Martino Di Silvestro
03 dicembre 2009 10:56
oggetto Le Corbusier

Ciao [...]
Ti mando queste foto, niente di che, ma rappresentative.
È la strada dell'abitazione di Le Corbusier, la maison blanche, anzi dei genitori di Le Corbusier a La chaux de Fonds.
Passava da lì, forse ancora non aveva gli occhialoni... [...]

...e poi in quel boschetto alle spalle della maison ho trovato, irrazionalmente, questa scultura lignea vivente, perbacco!


17 settembre 2010
Intersezioni ---> ...a proposito di...
Come usare WA ------------------------------------------------------------------------------------------Cos'è WA

26 ottobre 2009

...a proposito di Belpaese, Adriano Olivetti e Sveltopedia...


...Belpaese,

L’Italia del nostro scontento: verde bianco rosso è un documentario strutturato in tre capitoli. Verde è un viaggio nel paesaggio italiano con la regia di Elisa Fuksas. Bianco ascolta i giovani andando in giro per Italia ed è curato da Francesca Muci. Rosso indaga il comune sentire politico attraverso l’occhio di Lucrezia Le Moli.

Salvatore D’Agostino: Elisa Fuksas nel tuo capitolo attraversi l’Italia ascoltando la gente e spesso poni una domanda mutuata da Fedor Dostoevskij ‘La bellezza può salvare il mondo ’. Riporto la risposta di Oliviero Toscani: «Stiamo diventando i più grandi produttori del brutto, così come siamo stati i più grandi produttori del bello, diciamo che in Italia c’è l’80% dell’arte del mondo adesso ci sarà il 100% della bruttezza del mondo».
L’Italia può ancora essere descritta attraverso immagini non televisive?

Elisa Fuksas: l'Italia deve essere descritta con immagini non televisive.
Dobbiamo avere una visione, capace di aggiungere un "layer" alla realtà, invertendone la polarità. Trasformando, attraverso la nostra capacità di immaginazione, il meno in più. Partendo sempre da quello che esiste. Bello e brutto non sono categorie estetiche, quanto piuttosto spie della presenza di un'intelligenza capace di pensare un mondo migliore. Credo sia l'unica via per evitare di distruggere il paesaggio, costruito e non, ed eventualmente immaginare il nostro ambiente (ambiente operativo, come in informatica) come una fonte di energia rinnovabile. Come fosse vento, sole, metallo o carta. Pronto per essere trasformato in una risposta alle nostre urgenze.

Qui una scheda tecnica tratta dal sito Clup-up .it curata da Giovanni Spagnoletti

... Adriano Olivetti,
Lettera22 è un documentario del regista Emanuele Piccardo dedicato ad Adriano Olivetti. Un industriale che amava interloquire con artisti e architetti senza dimenticare il suo ruolo sociale.

Salvatore D’Agostino: A che serve oggi studiare Adriano Olivetti?

Emanuele Piccardo: In una società mercificata -come afferma il sociologo Ferrarotti- riflettere sull'operato di Olivetti è importante, per recuperare il senso dell'etica e i valori umani che sono stati al centro della sua azione industriale e politica. In un periodo storico in cui il pensiero olivettiano viene riletto da figure come Bondi e Borghezio per allinearlo alle politiche berlusconiane e leghiste (Olivetti fu il primo a parlare di federalismo ben prima della Lega!!!) è necessario agire. Olivetti fu un grande industriale che mise al centro di ogni sua decisione non solo il profitto ma anche il benessere degli operai attraverso la costruzione di un sistema sociale fatto di asili, scuole, abitazioni, centri ricreativi, colonie marine e montane. In questo senso il ruolo dell'architettura, degli architetti e dei designer fu determinante, il meglio della cultura architettonica era coinvolta nella company town di Ivrea. Un esempio illuminante della funzione principale dell'architettura: migliorare le condizioni di vita dell'uomo. In Italia nessun altro industriale ha avuto la forza teorica e pratica per proporre un modello di città così strutturato. Di qui nasce la necessità di raccontare Adriano Olivetti, personalità complessa e poliedrica attiva in diversi ambiti: dall'urbanistica all'economia, dal paesaggio alla politica. Come raccontare questa complessità? Seguendo due registri narrativi, quello delle architetture, opere tangibili ancora oggi e le testimonianze di intellettuali, operai, funzionari, familiari che delineano il profilo di Olivetti. L'obiettivo non era la ricerca di una esaustività ma bensì fornire degli spunti allo spettatore per iniettargli una curiosità nello scoprire il mondo olivettiano.
Qui il trailer

...Sveltopedia...
Il 2 ottobre è nata Sveltopedia, ovvero un'enciclopedia Wiki – editata da tutti- con i limiti di Twitter –max 140 caratteri per definizione– dallo spirito satirico - «Tanto, se non fa ridere o è una cavolata, non la pubblichiamo»-.

Salvatore D’Agostino: Come e dove è nata l’idea di Sveltopedia?

Lorenzo Viscanti: l'idea è nata tra me e Giuseppe Genna, in cc.
L'obiettivo è lavorare sui meccanismi di comunicazione 'da social network', quindi messaggi brevi nella lunghezza per andare a scatenare una produzione collettiva di qualità. Un po' come hanno fatto Gino & Michele, ma sfruttando una produzione allargata grazie al social network. Naturalmente l'ironia e il collegamento all'attualità sono fondamentali per tenere alto l'interesse.

Qui il sito ufficiale

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