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28 febbraio 2012

...a proposito di Vedute, Ai Weiwei e Gary Hustwit...

di Salvatore D’Agostino

...Vedute, 
Manca in Italia un catalogo ragionato delle riviste ufficiali e indipendenti di architettura dalle origini ai giorni nostri così come manca una biblioteca dedicata a questo tema. Una prospettiva d’indagine che mi affascina, poiché l’aspetto più rilevante del novecento è l’eterogeneità dei pensatori e la capacità di creare movimenti di opinioni fuori dai circuiti istituzionali. Le idee del moderno spesso sono nate fuori dall’accademia, sovente scaturivano da incontri nei bar o caffè.
Un tema di cui si è occupato Elias Redstone.  Elias ha raccolto le testate indipendenti, alternative, low cost, on-demand, edite nel mondo negli ultimi anni creando un catalogo consultabile online* Archizines e insieme all’Architectural Association School of Architecture ha organizzato una mostra  itinerante; dopo le prime tappe di Londra e Milano sarà visibile a Barcellona, New York, Berlino, Parigi e Bratislava.
Nel frattempo, un ipotetico archivio italiano oggi si arricchisce di una nuova rivista edita da Quodlibet dal titolo Vedute. Il primo numero è una monografia dedicata a Michele De Lucchi.*

Ai Weiwei, 
E che cos’è un blog se non una voce indipendente in formato Web?
Della sulla forza espressiva di libertà ne è stato consapevole Ai Weiwei che dal gennaio del 2006 al novembre 2009 ha scritto quotidianamente il suo blog ricevendo migliaia di commenti. Il suo era un blogging civile da attivista.
Il recente Film festival di Rotterdam lo ha omaggiato con una retrospettiva ed ha pubblicato su youtube tre suoi documentari: Disturbing the peace* dove Ai Weiwei documenta un processo contro un attivista; Ordos 100* che racconta dell’ideazione, insieme agli architetti Herzog & de Meuron, di un progetto in Mongolia; So sorry dove fa indagini sui crolli degli edifici scolastici del terremoto nel Sichuan e il non crollo degli edifici del governo. Sotto le macerie morirono centinaia di studenti, tragedia che i poteri cinesi nascosero per non oscurare i fasti delle olimpiadi in corso. La lista degli scomparsi pubblicata nel suo blog causò sia la sua detenzione che l’oscuramento del blog.



Gary Hustwit... 
Ai Weiwei ha inoltre documentato le profonde trasformazioni urbane di Pechino denunciando gli speculatori immobiliari che cancellavano gli orditi dei quartieri (hutong) esistenti con vicoli e strade strette.
La sottesa domanda scritta nei suoi post: Chi è autorizzato a plasmare le nostre città, e come lo fanno?  Costituisce il punto di partenza del documentario di Gary Hustwit. A differenza del design, le città, sostiene Hustwit, non sono create da uno specialista o esperto. Ci sono molti che contribuiscono al cambiamento urbano, compresi i cittadini comuni che possono avere un grande impatto per migliorare le città in cui vivono.



Il documentario Urbanized raccoglie la sua inchiesta e completa una trilogia nata con Helvetica* sulla tipografia e il design grafico e Objectified * sulla progettazione industriale e il disegno industriale.

28 febbraio 2012
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