«I fatti hanno smentito clamorosamente le analisi che indicavano nell'era digitale il trionfo dell'audiovisivo e il tramonto della scrittura: nessuna epoca storica ha mai assistito a una produzione di testi di dimensioni paragonabili a quella attuale; ogni attimo delle nostre vite è scandito dalla lettura di sms, email, chat, post di blog, variazioni di stato di social network, che si sommano - più che sostituire - a libri, giornali e riviste. Ma la valanga di parole che popola piccoli e grandi schermi può ambire, al pari delle «vecchie» parole di carta, alla definizione di letteratura? La «antologia della webletteratura italiana» curata da Mario Gerosa (Parla come navighi, Edizioni il Foglio, pagine 330, Euro 18) risponde con un convinto sì, anche se, dalla ricca massa di testi online e di articoli critici dedicati al fenomeno raccolti nel volume, emergono problematiche che suggerirebbero giudizi più sfumati. In primo luogo occorre distinguere, come opportunamente suggerito da alcuni contributi, fra letteratura sul web e webletteratura».
Carlo Formenti, Nasce la webletteratura, ovvero un' antologia di testi inconsapevoli, Corriere della Sera, 25 luglio 2010. Link
Invece attraverso un Wilfing ho trovato: a cura di Loredana Lipperini, La notte dei blogger. La prima antologia dei nuovi narratori della rete, Einaudi, 2004.
la prima prenderà spunto da una conversazione su Facebbok -Chi è stato (in Italia) il pioniere dei blog di architettura?;
nella seconda troverete la consueta segnalazione di post in quatrro passi - L'architettura italiana scopre i blog.
Prima parte 'Chi è stato (in Italia) il pioniere dei blog di architettura?'
«Negli Stati Uniti i blog rappresentano ormai una vera e propria potenza politica, e rappresentano un motivo di costante preoccupazione per spin doctor e strateghi del marketing. In Italia, per il momento, molto meno. Perché la singolarità divenga pubblica non basta la mera occasione materiale di comunicare. Ciò che è comune non diventa esperienza individuale solo perché è possibile parlarne. Una grande promessa brilla nello schermo del nostro computer quando accediamo allo spazio insieme pubblico e idiosincratico di un blog: quella della possibilità di coniugare espressione e comunicazione, indipendenza e interazione, autoformazione e accrescimento reciproco di conoscenze, atteggiamenti, tonalità affettive condivise. Una promessa fragile, difficile da mantenere e sempre a rischio di essere tradita, ma tanto più preziosa quanto meno è garantita. C’è da sperare che l’Italia se ne assuma l’onere. Non semplicemente l’Italia che c’è, ma quella che può esserci, dentro i blog e soprattutto fuori, perché i blog alla fin fine non sono che parole, e le parole contano solo quando rimandano a qualcosa che è al di là di loro stesse». (Daniele Giglioli) [1]
Riprendendo gli appunti della storia dei blog 0026 [MONDOBLOG] La storia del blog e una storia blog Elmanco o meglio ciò che la memoria della rete ancora conserva, possiamo far risalire al 20 ottobre 1998 con l’apertura di 'Open Diary’ da parte di Bruce Ableson la prima piattaforma intuitiva e agile per aprire e aggiornare un blog. In seguito nell’agosto del 1999 sarà Evan Williams inventore di blogspot a pervadere la rete di blog.
Va ricordato che lo stesso Evan Williams in seguito inventerà il microblogging Twitter.
Vorrei ritornare sulla domanda finale di quel post: C'è da chiedersi come rendere meno labile la 'memoria' Web? Non solo come rendere la memoria meno labile ma come raccontarla e soprattutto catalogarla.
Capisco i dubbi di Daniele Giglioli, ma prima di teorizzare sui blog - in questo caso di architettura - occorre cominciare ad analizzare i racconti ‘blog’ prodotti in questi dodici anni. Recentemente è uscita la prima antologia della webletteratua italiana a cura di Mario Gerosa [2], interessante il suo approccio metodologico:
«A tutt’oggi manca un’opera critica di catalogazione: ci sono vari studi che in vari ambiti, dentro e fuori dalla Rete, che mettono in luce questo o quel talento, ma manca un repertorio organico dei temi e delle varie forme espressive, manca un’enciclopedia ragionata del web.
È un problema, dato che aldilà dei nomi dei nuovi talenti autoctoni nati sul web e di quelli “ibridi”, che stanno tra il web, i mondi virtuali e il mondo vero, ci sono parecchie tipologie artistiche e letterarie che non sono state ancora codificate. È ormai risaputo che l’arte e l’architettura nate su Second Life, su Deviantart, nei videogame e in altri ambiti della cultura digitale hanno tuttora bisogno di essere studiate con un approccio inedito, che ne metta in luce l’originalità e che produca nuovi nomi e nuove categorie, utili anche in vista di una possibile catalogazione e successiva archiviazione». (Mario Gerosa)
In questi due anni Wilfing Architettura ha iniziato a ripercorrere la storia dei blog, segnalando alcune narrazioni blog, una ricerca ancora da sviluppare in tutte le sue sfaccettature. Qualche mese su 'Facebook' mi sono chiesto: Chi è stato (in Italia) il pioniere dei blog di architettura? Ne è nata una conversazione informale che ho deciso di pubblicare integralmente, per maggiore chiarezza ho inserito qualche nota.
Prima di 'copia incollare' vorrei riproporre lo stesso quesito anche sul blog, poiché mi piacerebbe ricevere i vostri suggerimenti: Chi è stato (in Italia) il pioniere dei blog di architettura?
mi sono impantanato sulla storia dei blog. Qualcuno sa chi è stato (in Italia) il pioniere dei blog di architettura?
28 gennaio alle ore 18.14
Costanza la Mantia
credo prestinenza puglisi....ma nn sono sicura!
28 gennaio alle ore 18.50
Salvatore D'Agostino
Costanza,
LPP non è mai stato un blogger. La sua mail press non può essere considerata un blog.
Il suo sito non ha una struttura dialogante (solo da poco ha aperto lo spazio a vari autori).
Però in qualche modo hai ragione poiché i soventi botta e risposta nella presS/Tletter hanno la caratterista di un blog.
Diciamo che è si affianca ai blog (nasce nel 2003) quindi non possiamo definirlo neppure proto-blog.
Occorre trovare qualcosa prima del 2003 (esplosione piattaforma splinder in Italia).
28 gennaio alle ore 19.10
Costanza la Mantia
desolata....ma non saprei...in qualche modo, almeno tra i più conosciuti, LPP è stato uno dei primi ad usare la rete per parlare di architettura... però posso chiedere ad una persona...vediamo se posso aiutarti malgrado la mia ignoranza in merito (di blog, intendo) !!! ;) :) :)
Emmanuele Pilia
Anche il blog di Saggio è piuttosto recente... È facile cha sia stato un anonimo che poi lo ha chiuso... Io ad esempio, nel 2002 avevo un blog dove parlavo di architettura in maniera acerba, ma poi nel 2003 lo chiusi e nel 2004 ne aprii un altro, a sua volta poi chiuso... Dal 2005 al 2008 ne ho avuto un altro. Insomma, questo per testimoniare la facilità di diluizione dei primati... :)
28 gennaio alle ore 20.14
Marco Opla
ahi ahi! ... non preoccuparti molto... credo che tu abbia (più di altri!) un'ampia visione del "fenomeno" blog! forse se c'era (c'era?) qualcuno prima del 2001-2002 ...è sparito subito e non lasciando tracce credo sia difficile individuarlo (ma anche considerarlo) come pioniere...
28 gennaio alle ore 23.56
Salvatore D'Agostino
Grazie Lucia,
Saggio è del 2005.
Io vorrei andare ancora più indietro.
Mi serve il pioniere.
29 gennaio alle ore 0.05
Salvatore D'Agostino
Emma del tuo blog del 2002, ricordi o conservi qualche bloglist?
29 gennaio alle ore 0.06
Salvatore D'Agostino
Marco,
al momento tu sei il pioniere in Italia se non sbaglio il primo post risale al 21 gennaio 2003
29 gennaio alle ore 0.08
Salvatore D'Agostino
Marco+, Splinder nasce il 18 settembre 2002 (in Italia)
Ecco il primo commento: veramente non ho ancora capito che cosa è sto cavolo di blog comunque la filasafi è importante
Il terzo commento: Non ho ancora capito che cos'e' un blog? Che differenza c'e' tra un blog e il muro?.
29 gennaio alle ore 0.21
Marco Opla
vabbe! ma il mio non è proprio un blog d'architettura!!! e devo dire che alcuni dei primi post li ho cancellati... c'era da parte mia un senso di disorientamento... (provo a scrivere, ma qualcuno legge?) ... e però ho iniziato subito a capirne le logiche, tant'è che era più facile dialogare con gli altri "neoblogger" attraverso i commenti...
29 gennaio alle ore 1.06
Marco Opla
In verità io in quel periodo (di minaccia di guerra in iraq, e di straordinaria movimentazione del popolo pacifista) cercavo uno strumento semplice, veloce e dinamico per poter dar voce al nostro movimento pacifista locale (da qui il mio nickname zeroguerre in splinder e il blog omonimo)... poi ho pensato che uno strumento del genere potesse essere più funzionale (come diario di bordo) per il mondo trasversale operativo di Opla+! e siccome splinder dava (all'inizio, ora no) la possibilità di aprire quanti blog volevi.... ecco!
29 gennaio alle ore 1.11
Giulio Paolo Calcaprina
Il blog Giorgio Muratore (archiwatch) è uno dei più conosciuti. I primi post sono del 2005. Non so se abbia senso (nell'era digitale che tende a cancellare le tracce degli scritti) individuare i pionieri. Forse ha più senso individuare quelli che si sono evoluti, strutturati e che continuano ad essere, nel bene o nel male, un punto di riferimento.
29 gennaio alle ore 9.02
Salvatore D'Agostino
Dal primo post di splinder dal titolo evocativo ‘Blog è una parolaccia?’ il termine blog viene spiegato in questo modo: «Quello che ho scoperto ha veramente del sorprendente per me che mi occupo del raccontarsi. Blog è innanzitutto la contrazione di due parole - web e log - e log in inglese significa giornale di bordo, il verbo to log significa registrare fatti nel giornale di bordo. Un diario, insomma, un diario operativo, ma in definitiva sempre un diario. Ho cercato ancora e mi si sono spalancate davanti le porte di una comunità che sulla rete mette la propria vita privata, i blogger (chi scrive blog) partendo da se stessi costruiscono un insieme fortemente interattivo che vive di messaggi, link, opinioni, emozioni».
Io avrei dei dubbi sulla traduzione del termine ‘LOG’ che significa anche ‘annotare’ o ‘registrare’.
Il diario di bordo è troppo poetico e credo che sia utilizzato in un secondo momento. Difficile immaginare in un contesto di ricerca ‘militare’ a un termine così poetico. Io credo che sia stato più semplice pensare a Web (pagina) Log (appunto-registro) ovvero un posto dove condividere gli appunti della propria ricerca.
Che ne pensate?
29 gennaio alle ore 9.06
Salvatore D'Agostino
Giulio,
condivido (come punto di riferimento intendi in senso culturale?).
Però non possiamo non indagare sui primi blog, il pioniere per me è un pretesto per capire come si è evoluta la storia blog architettura.
Spesso puoi trovare delle sorprese.
Ad esempio avevo trovato un blog fatto da un collettivo di studenti molto interessate, in qualche modo avevano destrutturato tutti i contenuti creando un caos interessante. Mi sono perso il link o forse come spesso succede è svanito nella rete.
Quindi la mia domanda è che cosa è successo tra il 2002 e il 2003? Chi sono stati gli architetti blogger?
Dando per scontato che l’esperimento più interessante è quello del gruppo opla (ancora in attività).
Vorrei trovare qualcos’altro.
29 gennaio alle ore 9.24
Alessandro Ranellucci Credo che Giorgio Muratore sia stato il primo a dare vita ad un blog verticale sull'architettura e con un rilevante numero di lettori.
29 gennaio alle ore 11.57
Salvatore D'Agostino
---> Alessandro,
la mia indagine e quindi anche il mio spirito di ricerca prende spunto da alcuni saggi di Henry Jenkins vedi ACA/FAN che analizza i fenomeni mainstrean come un ‘antropologo’ definendoli ‘culture convergenti’.
Quindi condivido la tua analisi su Giorgio Muratore ma cerco anche qualcos’altro. Ad esempio oggi cercavo questo blog http://maledetti-architetti.splinder.com/ primo post 23 gennaio 2003.
Ho scoperto che è stato chiuso ma aperto (ieri) qui ---> http://maledettiarchitetti.splinder.com lui si data al 21 gennaio 2003. Tu che sei un esperto (non è per piaggeria) poiché hai creato il primo aggregatore (ndr archiblog) solo per i blog di architettura, mi sai indicare qualche altro blog (periodo 2002-2003 o precedente)?
Che ne pensi?
29 gennaio alle ore 13.33
Elisa Poli
Salvatore, molto interessante questa ricerca. Vorrei capire meglio però i criteri che stai utilizzando per compiere questa esplorazione retroattiva sul rapporto tra Italia, 2.0 e architettura.
buon wilfing
p.s. che quelli siano blog di architettura è tutto da dimostrare... blag forse...
29 gennaio alle ore 19.52
Salvatore D'Agostino
---> Elisa,
devo questa mia curiosità e forse anche il metodo a Walter Benjamin e al suo ‘Parigi nel XIX secolo’: «Metodo di questo lavoro: montaggio letterario. Non ho nulla da dire. Solo da mostrare. Non sottrarrò nulla di prezioso e non mi approprierò di alcuna espressione ricca di spirito. Stracci e rifiuti, invece, ma non per farne l’inventario, bensì per rendere loro giustizia nell’unico modo possibile: usandoli».
Per avere una certa organicità (anche scientifica), mi riferisco alle ricerche di Henry Jenkins (edite anche in Italia) il suo blog si chiama ACA-FAN un connubio tra ACCADEMIA E FAN.
In Italia lavorano su questo tema i Wu Ming (interessante il lavoro di Wu Ming4 su Tolkien).
Salvatore D'Agostino
---> Cesare,
no i BLAG non sono i blog diari che spesso sono molto interessati.
Tra i blog di professione architetto c’è una delle più belle storie (molto riduttivo e forse anche sbagliato definirla in questo modo) di architetto migrante.
Devo trovare il modo per poterla raccontare su Wilfing.
I BLAG sono i blog che credono di fare critica ma amano semplicemente parlare di niente (spesso lagnandosi e utilizzando una grammatica piena di luoghi comuni ovvero gli opinionisti da divano del centro storico).
Grazie non conoscevo il blog ‘Giornale di cantiere’, inoltre mi hai dato un’idea per ampliare la ricerca.
Restiamo comunque sempre al 2003.
30 gennaio alle ore 0.07
Salvatore D'Agostino
---> Carmelo,
scusa siamo al 2002.
Però: 22 marzo 2002
Noi siamo archeologi della Storia minima.
Ogni volta che abbattiamo un intonaco guasto, smontiamo un tetto, scaviamo tra le fondamenta di un edificio, noi riportiamo alla luce le tracce di uomini scomparsi. Uomini che hanno lasciato orme indelebili o piccoli segni effimeri che distruggiamo col nostro passaggio.
Là un sapiente colpo d'ascia ha adattato la trave al muro. Qui il lungo chiodo di ferro forgiato è entrato storto (ed è come se sentissi la bestemmia per la martellata maldestra). Quest'arco sormontava una finestra: perché fu richiusa?
Quella fessura segna dove la casa fu ampliata in fretta: un matrimonio o un trasloco improvviso? Tutta questa fuliggine sui muri, cosa racconta? un incendio o lunghi inverni stretti intorno al camino difettoso, con gli occhi che lacrimano per il fumo e la tramontana che frusta la schiena attraverso le imposte?
Una nicchia scavata per celare i beni più preziosi e difenderli da chissà quale guerra, i cocci del catino in cui una ragazza si lavò i capelli perché oggi è domenica e voglio essere la più bella. I gradini scavati al centro da passi infiniti, il sottotetto dove generazioni di barbagianni hanno tirato su una piramide polverosa con le ossa delle loro piccole prede. L'impronta di una mano sopra un tegolo rotto, le orme frettolose di un gatto sopra un mattone: momenti impressi sull'argilla fresca e cristallizzati dal fuoco della fornace.
Sfioro questi segni con rispetto prima che finiscano nel mucchio indistinto delle macerie.
Cose di nessun valore, dicono. (ndr tratto dal blog 'Giornale di cantiere' post 22 marzo 2002)
Ieri, mentre già pregustavo doccia e passeggiata serale, il refrain di un incubo. Vieni a vedere il telegiornale, un aereo contro un grattacielo a Milano. Non è stato quello che abbiamo temuto fosse. Solo un promemoria: siamo tutti sotto tiro.
30 gennaio alle ore 0.40
Giulio Paolo Calcaprina
Caro Salvatore, per un internauta come me, con poco tempo e con poca voglia di perderne, punto di riferimento è un sito/blog/qualsiasi altra cosa che possa produrre commenti e notizie attendibili e/o interessanti. Un filtro efficace per l'oceano infinito di notizie inutili e inattendibili della rete.
Salvatore D'Agostino
---> Giulio,
fai bene, niente da obiettare.
Ad esempio per me Giorgio Muratore è un BLAG, ma capita che ogni tanto si possa trovare qualche cosa interessante.
Ad esempio dai un occhiata a questa storia ---> http://archiwatch.wordpress.com/2007/03/23/quando-i-bambini-diventano-adulti-dal-diario-al-romanzo-tra-lenci-e-veltroni/
Il diario di Sergio Lenci è stato premiato e pubblicato dal concorso edito ‘dall’archivio diaristico di Pieve Santo Stefano’. Sinossi: Obiettivo dei terroristi di Prima linea, un architetto romano, specializzato nell'edilizia carceraria, subisce un attentato. Nonostante un colpo alla nuca, egli sopravvive, con una pallottola nel cranio e un grande desiderio: capire il perché del terrorismo e il senso, se esiste, della violenza quale forma di lotta.
A me interessa molto lo spirito dell’archivio diaristico di Pieve Santo Stefano.
Ti chiedo chi si occupa della memoria (critica-diaristica) blog?
Chi è il pioniere dei blog di architettura in Italia?
30 gennaio alle ore 23.36
Giulio Paolo Calcaprina
Mi solleciti su due punti:
1) non sono allineato sul pensiero di Muratore, spesso sono in forte disaccordo con lui e con il suo modo di esprimersi. E' un BLAG, sono d'accordo. Però è una presenza rilevante, non si può ignorarla.
2) Lenci............... mi incuriosisce questa storia del diario soprattutto perché forse, finalmente, ne può disvelare il lato umano. Devi sapere che sono stato studente al tempo di Lenci (dopo la pallottola) e unanimemente, dagli studenti (e da me), era considerato il più grande stronzo in giro per la facoltà. Ti sottolineo il fatto che raramente uso parolacce nel mio lessico. Conoscendo la dinamica del suo attentato, comprendo tante cose, ma non riesco a giustificare il suo rapporto con gli studenti privo di qualsiasi traccia di empatia, compassione, umanità (leggi in senso letterale questi tre termini).
31 gennaio alle ore 15.57
Salvatore D'Agostino
---> Giulio,
1) In questa vecchia intervista su splinder a Luca Sofri (il Giorgio Muratore dell’architettura non il primo blogger ma il più gettonato) a questa domanda: «E tu come vorresti che evolvesse?», rispondeva: «Non so. Credo che vorrei che non ne nascessero troppi altri. Non per l'elitario atteggiamento degli iniziati, che trovo insopportabile. Ma perché non ce la farò a seguirli tutti, diventa una tortura come quella dei giornali. E la selezione non è più una selezione». Io ho la sensazione che i blogger (uno strumento Web ormai in declino) hanno solamente utilizzato le caratteristiche della piattaforma e che siano dimenticati di creare o inventare altre forme di comunicazione. Io non escludo nessuno (vedi l’inchiesta OLTRE IL SENSO DEL LUOGO) e credo che in Italia ci siano stati e ci sono pochi blog di architettura e questo mi fa riflettere (siamo oltre 130mila). Non ho mai detto di ignorare Muratore, infatti, è stato tra i primi a essere intervistato nella rubrica MONDOBLOG.
2) Per questo motivo occorre saper leggere queste storie con un’attenzione diversa. La memoria digitale è ‘labile’ non dura in eterno.
in questo modo:«Più che una storia blog si può parlare delle tracce ancora visibili in rete o resi tali dalla critica.
C'è da chiedersi come rendere meno labile la 'memoria' Web?
Il prossimo colloquio di Wilfing Architettura ripercorre una di queste storie o tracce in rete ed interloquirà con Stefano Ricci autore di Elmanco».
Resta sempre valida la domanda chi è stato il primo blogger ‘architetto’?
Saluti,
Salvatore D’Agostino
03 febbraio alle ore 11.01
Seconda parte 'L'architettura italiana scopre i blog'
Si! La scrittura blog comincia a interessare, c'è un insolito e importante movimento, v'invito a fare quattro passi in rete:
Primo passo 'la blogghizzazione delle riviste storiche'
Letto bene! Proprio la vecchia rivista 'Casabella' ha aperto un blog curato da Sergio Polano:
«Abbiamo scelto la via più semplice, efficace e diretta per essere presenti in rete: un blog, all’insegna della sobrietà e della concisione, senza né orpelli né effetti speciali, programmaticamente affidato a una delle più diffuse piattaforme di blogging e testato sin dal principio dell’anno, eppur sempre work-in-progress, come ogni impresa del web. Il blog di «casabella» propone al frequentatore della rete (anche tramite cellulare) una sola notizia al giorno, relativa a novità, attualità, risorse, repertori, documenti, storia, curiosità e quant’altro riguardi l’architettura e il disegno industriale». qui
«Perché su “Abitare” non promuovete un dibattito vero sulle nuove modalità di rapporto tra soggetti pubblici e soggetti privati? il ruolo dei progettisti nel mondo che cambia, l’esercizio di incastro tra gli interessi privati e gli interessi pubblici. Questo è il tema vero, è il tema reale che interseca qualsiasi operazione di trasformazione effettiva nel nostro paese».
Solo adesso, mi sono accorto che non vi avevo mai segnalato il suo spazio su abitare, a mio avviso l'unico del sito con il carattere 'blog'.
Inizio il 23 marzo 2009 'A Milano, nuovo giro al Design Museum della Triennale' ecco le intenzioni:
«“Mirtilli”. Ovvero, una nuova rubrica con pensieri sparsi di Stefano Mirti. Dovendo spiegare di che rubrica si tratta si puo’ distorcere l’attualissimo Flaiano: “Il design è un investimento di capitali, la cultura un alibi”. A cui si puo’ affiancare un’altra sua grande verita’: “Coraggio, il meglio e’ passato!”».
Ed ecco perché è un blog:
«Chiamato in causa dai commenti dei lettori sull’articolo “Geopolitica Minerale” (15 febbraio) devo precisare un paio di cose. Rispetto al lettore Carlo dello Salli che mi definisce “lacché” del sopracitato Boeri, faccio presente che per essere un lacché dovrei ricevere un qualche stipendio e/o emolumento dal Boeri medesimo. Essendo che questo non capita (e da che lo conosco, circa 1995, non è mai capitato), direi che su questo fronte sono tranquillo. Per tranquillizzare il dello Salli, posso anche dire che la rubrica “mirtilli” viene fatta in prima istanza perché mi diverte e il tutto non prevede alcuna forma di pagamento da parte di Boeri / Abitare / RCS / famiglia Agnelli nei miei confronti (né in soldi, né in massaggi, né in niente).
:-(
Scrivo “mirtilli” perché mi piace, a volte ho altre cose da fare (da cui le settimane in cui salto la consegna), nessuno mi paga, da cui nessuno mi rompe le palle rispetto ai temi su cui voglio scrivere. Scrivo di notte, nessuna noiosa riunione in redazione, non rubo spazio, non mangio carta, non devo negoziare con nessuno + altre svariate cose simpatiche collegate alla mia condizione». qui
Anche in questo caso vi avevo già parlato dell'apertura del blog di Domus qui ma non vi avevo mai parlato di Domus Sensor. Che cos'è? Una semplice piattaforma gestita da Domus - chiunque può aprire un blog - dove i post prima della pubblicazione sono esaminati dalla direzione.
Vi riporto il post dell'iniziativa:
«Scatta una foto, gira un video e raccontaci cosa succede nella città in cui vivi. Mandaci impressioni, idee curiose, progetti interessanti e novità nel campo dell'architettura, dell'arte e del design. Per diventare un Sensor compila il form. A quel punto potrai mettere online tuoi updates e il tuo profilo sarà visto da architetti, designer e professionisti del settore».
Mi sono imbattuto per caso in questo blog mentre leggevo dei commenti di tashtego (così si firma fuori dal suo blog) sul blog collettivo ‘Nazione indiana’ – piccola divagazione: sarebbe bello rintracciare anche i commenti di alcuni interessanti interlocutori - linkando sul suo nome mi sono reindirizzato su tash – blog. Primo post ‘Senza l'emozzione non passa la nozzione’ del 17 febbraio 2005 Un blog denso di pensieri e disegni. L’autore si chiama Francesco Pecoraro ed è, al momento, il primo ‘blogger - architetto’ ad aver pubblicato in un libro -cartaceo :-) – i contenuti di un blog: Francesco Pecoraro, Questa e altre preistorie, Le Lettere, 2008 Il post non è commentabile poiché:
«...e per un po' di tempo, questo blog è chiuso ai commenti, non essendo il titolare capace di bloccare le incursioni dell'onanista Massimo, che lascia qui le sue masturbazioni (in senso letterale) incoraggiato dalla casalinga insoddisfatta Pispa. Saluti e grazie a tutti voi». qui
Anche in questo caso, peccato che sia privo del feed e di una mail (qualcuno lo conosce?)
Terzo passo 'novità'
[Diffuse Tapes] I want to become a deer | Ymag ---> 22 marzo 2010
Luca Diffuse inaugura la sua rubrica su Ymag il magazine-blog diretto da Luca Molinari. Interessante la sua relazione con i luoghi fisici e mentali abbinati a un sapiente gioco visivo e narrativo.
Esercizi Sperimentali della Libertà | A12 NEWS ---> febbraio 2010
A mio avviso, il dizionario dinamico della città contemporanea ideato per la VII mostra internazionale di Architettura alla Biennale di Venezia e lanciato nel giugno 2000, resta ancora uno dei siti più innovativi italiani 'Parole-aporee'. Il gruppo A12 ha deciso di comunicare le proprie iniziative attraverso un normale blog di blogspot. Da seguire.
che cos'è IF research? Un caro saluto, Salvatore D'Agostino
mail del 24 aprile 2010 11.18
Ciao Salvatore, IF è una costola di Firmiamo la lettera. O meglio uno dei "genitori" di "firmiamo la lettera". IF è un'associazione che si "batte" per trovare interlocutori, nella pubblica amministrazione e non solo, che vogliano riconoscere la qualità dell'architettura come obbiettivo da perseguire. Sia nel pubblico che privato. Spinge moltissimo, e ci tiene tantissimo, sullo strumento concorso e guarda con ammirazione alla regione Umbria che ha votato da poco una legge per la Qualità dell'Architettura (e anche alla Puglia che l'ha bocciata per poco...ma chissà che il nuovo Vendola non ribatta sul chiodo). Ora stiamo portando avanti alcuni progetti che non ti posso ancora rivelare.....
Guido Incerti
la prima un ciclo di appunti video e credo che - il critico e docente universitario - sia il primo video-blogger italiano di architettura . Ecco i link delle altre puntate:
Massimiliano Ercolani mette in rete il blog del suo studio ‘Doks lab’ in questo post ripropone il manifesto eretico dell’ARCHITRASHTURE per legittimare la superfetazione come processo ideativo (Roma, 1996).
Inizio blog: 15 marzo 2010
Andrea Graziano in occasione del suo terzo anno di attività da blogger ha raccolto in un PDF tutti i post del suo blog. Il risultato è uno straordinario esempio di 'eccetera' ovvero ciò che Umberto Eco chiama la 'vertigine della lista'. In questo - anche qui - primo esempio di e-book di blogger italiano troviamo un aggiornamento quasi quotidiano di link interessanti per la personale ricerca ma 'condivisi' con gli avventori del blog. Un chiaro esempio di eretica cultura blog: l'eccetera dei link.
Filippo Zordan propone una riflessione sui 'processi dell'architettura contemporanea'. Apprezzo i post come 'appunti critici' sono i più interessanti e forse - poiché imperfetti - i più freschi.
Rossella Ferorelli ci fa riflettere sullo stato della critica italiana riporto il finale per reindirizzare i pensieri: «In conclusione, per evitare che il dibattito teorico – soprattutto in Italia – si incancrenisca intorno a testi di scarso profilo, votati ossessivamente all’attacco di uno star system per il resto in alcun modo combattuto dalla categoria, dobbiamo sperare che le università spingano verso l’obiettivo di creare progettisti dotati di grandi talenti compositivi e insieme grandi capacità speculative e riassuntive. In quest’ottica, si potrebbe ad esempio cominciare con il recupero di un autore che, senza dubbio almeno per il secondo dei due aspetti, costituisce un perfetto esempio di sintesi tra filosofia e mestiere: John Johansen. Chiudiamo con una sua citazione: I believe that no architect can produce buildings which are valid unless he is sensitive to the prevailing conditions and experiences of his time, and all but a few today, regardless of their talent, are out of touch».
Chiudo, capisco sono stato un po' prolisso e forse un po' vertiginoso ma le tracce critiche della rete non amano i confini teorici.
«Importa solo sottolineare che lapsus ed errori possono capitare scrivendo o parlando, ma anche leggendo o ascoltando: ed è per questo che così spesso le nostre conversazioni sono fitte di interruzioni e richieste (eh? che cosa hai detto? devo aver capito male!) e le nostre letture sono spesso continue riletture, per afferrare parole che non sembrano mai stare ferme.»1
Ed è in un lapsus di lettura come è stato descritto da Stefano Bartezzaghi la causa del mio inciampo.
A proposito di una lettera di risposta2, a una scorrettezza blog3 nei miei confronti da parte di Giorgio Muratore nel suo Archiwatch. Come di consueto, prima della pubblicazione avevo riletto la fonte4, ma il lapsus resta un mistero per psicoanalisti. Un errore che ha sminuito e delegittimato il mio intervento circa il ruolo della critica nei blog. Franco Purini nel suo libro, La misura italiana dell'architettura, annovera Giorgio Muratore tra i protagonisti della critica italiana attento: «alla ragione della scrittura architettonica»5 ma la scrittura analitica sul suo blog appare marginale, attento più a tutelare la propria idea di architettura che a creare i cortocircuiti necessari per alimentare una crescita culturale. Spesso gli interventi sono privi delle letture sui processi architettonici. Roland Barthes sosteneva: «appena una forma viene vista è necessario che assomigli a una cosa: l'umanità sembra condannata all'analogia.»6La critica di Muratore è legata all'analogia. Nella presS/Tletter n. 10-20097 Edoardo Alamaro, con la sua scrittura barocca napoletana, riporta una conversazione in occasione di una presentazione di un libro: «Purini ha rilevato (forse, mi è tarso) che la critica della rete, quella nata o abortita nei blog e nelle presS/Tletter, non riesce a sviluppare un linguaggio proprio convincente. Lasciamo stare i contenuti, per caritè di patria. Con troppi salti e trippi com’è, buchi e saltimbanchi. Intermezzi e intervalli senza galli e palli. Una critica a puntate senza punta. Né tacchi. Che non riesce a sviluppare un discorso veramente coinvolgente. E avvolgente.
Insomma un quadro preoccupante, quelli di Purini.» Evito i sic perché non conosco l'esperanto di Edoardo Alamaro.
Con l'editoriale di Domus del marzo 2009, Flavio Albanese8 annuncia l'inizio della rubrica 'Intersection' «dedicata al nuovo web», ma sembra essere più preoccupato della possibile manipolazione mediatica sull'identità, che delle potenzialità latenti del web. Più che una novità Domus propone un risveglio. Dov'è stata la critica nella prima fase Web? Vi consiglio di vedere la cura grafica di Onlab con Tobias Krafczyk9 (creatori di una pagina che per contrasto non è fruibile via web, con la possibilità di una lettura 'tattile') e gli articoli di Nicholas G. Carr , Bruce Sterling, Lev Manovich, Richard Baraniuk, David Weinberger, Stefan Heidenreich.
Se Purini appare preoccupato (forse perché legge solo archiwacth e presS/Tletter) io non lo sono, se è vero che i blog di architettura in Italia10 non hanno colto appieno le loro potenzialità, non va trascurato ciò che attualmente i blog in modo latente stanno producendo. Vi è una contraddizione di fondo nelle idee di Muratore, di Purini, e nel ritardo di Albanese, la nostra epoca non può più essere spiegata per semplificazioni tassonomiche. Occorre capire a pieno la complessità del nostro tempo analizzando la logica del web dal suo interno. Non più apocalittici accorati appelli su cosa salvare da questa mutazione (come è stata chiamata da Alessandro Baricco), ma entrare dentro la mutazione: «E adesso ci starebbe bene un bel paragrafo per spiegare cosa secondo me bisognerebbe portare in salvo nella mutazione. Ma il fatto è che non ho le idee molto chiare, al proposito. So che c'è sicuramente qualcosa, ma cosa, è difficile dirlo, adesso, con esattezza.» (Alessandro Baricco) 11 Non è facile capirlo e tantomeno inutile parlarne in questi termini pre WWW o da osservatori esterni. La riflessione sull'utilità dei blog, avviata su Wilfing Architettura, mi ha portato a selezionare alcuni post che raccontano una cultura 'altra' svincolata dalla cultura 'editoriale', aventi un importante autonomia. Ecco tre esempi:
Andrea Graziano architetto e autore del blog DigitAG& e Davide Del Giudice neoarchitetto autore del blog Made in California hanno dato vita ad AAST ovvero: Advanced Architecture Settimo Tokio. «Da più di due anni infatti dialoghiamo, ci interfacciamo e discutiamo sulle tematiche dello scripting e del computational design nell'architettura ed in questi due anni abbiamo avuto modo, attraverso i nostri blog, di conoscere moltissime persone.»12 Graziano inoltre spiega che in questi anni ha potuto constatare come ci siano due categorie di utenti, gli studenti e i professionisti, quest'ultimi anche se italiani spesso lavorano all'estero. «Con il passare del tempo con molti di questi colleghi italiani all'estero si è instaurato un rapporto di amicizia (per lo più virtuale) con un sempre più fitto dialogo da cui abbiamo capito alcune cose che tutti accomunano. Innanzitutto la disponibilità al confronto, a raccontarsi ed a rendere palesi i propri lavori e le proprie sperimentazioni (cosa che si contrappone sostanzialmente ad una italianissima tendenza all'occultamento ed al segreto).»13 Si inizia martedì 7 aprile 2009 alle 17,30, Settimo Torinese, Teatro Garybaldi – Via Garibaldi 4 con la conferenza di Filippo Innocenti, Architetto presso Zaha Hadid Architects London. Per gli altri appuntamenti leggere sul blog AAST [Link]. AAST si lega all'idea dell'architettura parametrica teorizzata nel 1939/40 da Luigi Moretti e si propone di promuovere la ricerca tramite l’uso di software parametrici e generativi. Un'idea nata attraverso i blog che supera l'input dell'accademia e degli accademici.
Fabio Fornasari autore del Blog Luoghi Sensibili14, architetto, libero professionista e insegnante universitario, da classico viaggiatore da anni indaga i luoghi virtuali e Mario Gerosa, autore del blog Played Italy giornalista e capo redattore della rivista AD Architectural Digest sono stati intervistati dalla rivista di Architettura e design Ottagono cui ha dedicato la copertina (autore della foto lo stesso Fabio Fornasari) e lo sviluppo del tema: Metacreatività, materia e immaginario. Il lavoro degli autori attraverso lo strumento del blog è stato fondamentale. In una vecchia intervista Mario Gerosa dice: «Per quanto riguarda le linee di tendenza, è estremamente difficile definire dei trends. Second Life e i mondi virtuali in generale sono dei flussi in continua mutazione, non si possono congelare dei movimenti. Le tendenze in SL (second life N.d.R.) sono come quelle creature aliene che si possono modificare all’istante, come gli skull dei Fantastici Quattro. Per percepire le tendenze nei mondi virtuali bisogna entrarci, lasciarsi trasportare, far parte di quelle culture. Se si rimane osservatori distaccati, non si capisce niente di ciò che vi succede.»15 La vita reale non può considerare aliena la vita virtuale. La mutazione non è un omicidio perpetrato a danno dell'identità ma semplicemnete il suo sviluppo. Per questo tipo d'indagine sarebbe impossibile pensare ad una sede diversa da un blog.
Antonino Saggio è un architetto, critico, professore universitario e autore del blog Conferenze e talks of Architettura by Antonino Saggio16. È il primo professore universitario a credere negli strumenti offerti dal web, tutte le sue lezioni o conferenze sono pubblicate sul blog. In questo modo ha fondato il primo podcast informale in un'università di architettura. Il blog diventa uno strumento di mediazione fondamentale per scambiare conoscenze con i suoi studenti. Nei corsi, i lavori degli allievi sono resi noti attraverso l'apertura di blog personali. Una lezione che dall'aula si espande attraverso il web. Ascoltando le lezioni sul podacast, può succedere che si venga incuriositi dal suo entusiasmo «ho pensato ad una cosa fantastica!»", dalle sue urla incalzanti per animare il dibattito e dagli applausi che spesso sanciscono la fine della lezione. Su Facebook è stato fondato un gruppo Cloniamo il prof. Antonino Saggio!! a cura dei suoi studenti. V'invito a leggere un dialogo sviluppatosi all'interno dell'ultimo corso: Studente: Andrea Albanese, L'ellenismo e il dinamismo, blog Pensieri di un protoarchitetto, 17 marzo 2009 [qui] Professore: Antonino Saggio, Del dinamismo in rapporto al concetto di Modernità, Blog Conferenze e talks of Architettura by Antonino Saggio, 27 marzo 2009 [qui] Un guru o un'idea concreta d'insegnamento interattivo?
Ciò che appare evidente è il ritardo della critica sullo sviluppo culturale del web. Non capire le mutazioni significa ignorare le dinamiche del presente e soprattutto del futuro. Dopo un anno di Wilfing Architettura ho la sensazione di usare uno strumento già datato. Bruce Sterling ha scritto: «La maggior parte dei blog di oggi non sono affatto blog. Sono fondamentalmente riviste con un altro nome. E il 94% dei blog è già morto.»17 Gianluca Nicoletti giornalista e conduttore radiofonico del programma Melog 2.0 su radio 24, il 2 aprile 2009, nella sua pagina Facebook ha annunciato: Facebook è morto.
Ah! Dimenticavo il 3 aprile sul sito della rivista Domus è stato aperto un blog redazionale18. Che tempismo!
1Stefano Bartezzaghi, Non ne ho la più squallida idea, Mondadori, Milano, 2006, p. 166
2Giorgio Muratore, D'Agostino ... incazzatissimo ..., Blog Archiwatch, 16 febbraio 2009 [qui]
3Salvatore D'Agostino, D'Agostino ... amareggiato ..., Blog Archiwatch, 10 marzo 2009 [qui]
4Eduardo Alamaro, Amara Befana napoletana..., Blog Archiwatch, 7 gennaio 2009 [qui] (Leggendo il mio commento a questo post si può notare come l'errore si ripete.)
5Franco Purini, La misura italiana dell'architettura, Laterza, Bari, 2008, p. 22
6Roland Barthes, La camera chiara. Nota sulla fotografia, Einaudi, Torino, pp. 130
7Edorado Alamaro, Zeppole e panzarotti della critica web, presS/Tletter n.10-2009, 19 marzo 2009 [qui]
8Flavio Albanese, Architetture del pensiero in perpetual beta, Domus n. 923, Marzo 2009
9Folding the Intersections 923 (miss) e (Mister)
10Vedi articoli su Wilfing Architettura: [1]; [2]; [3];[4]
11Alessandro Baricco, I barbari, Biblioteca di Repubblica, Roma, 2006
12Andrea Graziano, Finalmente ..... AAST, Blog DigitAG&, 10 marzo 2009 [qui]
13Andrea Graziano, op. cit.
14ecco come descrive la sua ricerca blog Fabio Fornasari: «La fiction è stata sostituita dal racconto della realtà. Memorie, biografie, diari e racconti di vita riempiono le pagine del digitale. Il digitale stesso più abitato, second life, talvolta ne è uno specchio. Anche io, da tempo, raccolgo storie legate all’abitare i luoghi. Faccio collezione di questi racconti anche a fini didattici: in un’epoca nella quale si è dichiarata la fine delle grandi narrazioni, come tanti, raccolgo storie, eventi fatti particolari apparentemente senza senso e senza una funzione. Tutti parlano di luoghi, spazi ed architetture. Non dicono, questi racconti, come si deve progettare una città o come ci si deve vivere, o ancora come si deve disegnare una architettura. Per me che li raccolgo, quanto meno, servono per capire cosa sono le città e gli edifici, in realtà, ancora meglio cosa significa abitarci dentro e intorno.» [qui]
15s.a., Intervista a Mario Gerosa, Wuz, 27 aprile 2007 [qui]
16Franco Purini, op. cit., p.22 descrive la ricerca di Antonino Saggio nel classico schema di contrapposizione tassonomica: «La polemica zeviana continua ancora oggi attraverso i suoi seguaci, fra i quali si distinguono Luigi Prestinenza Puglisi e Antonino Saggio. Si tratta di una posizione non molto chiara, se considera Renzo Piano e Massimiliano Fuksas come audaci sperimentatori, non riconosce ad altri architetti, altrettanto capaci di produrre opere significative, dense di valori innovativi, la stessa capacità di prefigurare scenari progettuali avanzati. Le possibilità di una sperimentazione avanzata vengono individuate nella sola dimensione tecnologica, nel rilievo spettacolare delle immagini e soprattutto negli orizzonti teorici aperti dagli strumenti digitali, ampiamente mitizzati. Non solo non è riconosciuto alcun valore al lavoro sul segno architettonico, sulla corrispondenza tra spazio e struttura, sulla tettonica, sulla stratificazione semantica e sulla memoria, ma, anzi, tale lavoro viene considerato un esercizio fuori dal tempo, inutile, se non proprio dannoso. Questo orientamento è contrastato da molti critici attenti alle ragioni della scrittura architettura, tra i quali, oltre a Francesco Dal Co, Renato De Fusco, Cesare de Seta, Fulvio Irace, Giorgio Muratori, Mario Pisani, Vittorio Savi, Francesco Tentori.»
17Bruce Sterling, Tra fantascienza e realtà, Domus, marzo 2009, n. 923, p. 110
18Il primo post è firmato da Flavio Albanese, Babhell TV, Domus blog, 3 aprile 2009 [qui]