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5 aprile 2009

0004 [BLOG READER] L'architettura blog

«Importa solo sottolineare che lapsus ed errori possono capitare scrivendo o parlando, ma anche leggendo o ascoltando: ed è per questo che così spesso le nostre conversazioni sono fitte di interruzioni e richieste (eh? che cosa hai detto? devo aver capito male!) e le nostre letture sono spesso continue riletture, per afferrare parole che non sembrano mai stare ferme.»1
Ed è in un lapsus di lettura come è stato descritto da Stefano Bartezzaghi la causa del mio inciampo.
A proposito di una lettera di risposta2, a una scorrettezza blog3 nei miei confronti da parte di Giorgio Muratore nel suo Archiwatch.
Come di consueto, prima della pubblicazione avevo riletto la fonte4, ma il lapsus resta un mistero per psicoanalisti.
Un errore che ha sminuito e delegittimato il mio intervento circa il ruolo della critica nei blog.
Franco Purini nel suo libro, La misura italiana dell'architettura, annovera Giorgio Muratore tra i protagonisti della critica italiana attento: «alla ragione della scrittura architettonica»5 ma la scrittura analitica sul suo blog appare marginale, attento più a tutelare la propria idea di architettura che a creare i cortocircuiti necessari per alimentare una crescita culturale. Spesso gli interventi sono privi delle letture sui processi architettonici. Roland Barthes sosteneva: «appena una forma viene vista è necessario che assomigli a una cosa: l'umanità sembra condannata all'analogia.»6 La critica di Muratore è legata all'analogia.
Nella presS/Tletter n. 10-20097 Edoardo Alamaro, con la sua scrittura barocca napoletana, riporta una conversazione in occasione di una presentazione di un libro: «Purini ha rilevato (forse, mi è tarso) che la critica della rete, quella nata o abortita nei blog e nelle presS/Tletter, non riesce a sviluppare un linguaggio proprio convincente. Lasciamo stare i contenuti, per caritè di patria. Con troppi salti e trippi com’è, buchi e saltimbanchi. Intermezzi e intervalli senza galli e palli. Una critica a puntate senza punta. Né tacchi. Che non riesce a sviluppare un discorso veramente coinvolgente. E avvolgente.
Insomma un quadro preoccupante, quelli di Purini.» Evito i sic perché non conosco l'esperanto di Edoardo Alamaro.

Con l'editoriale di Domus del marzo 2009, Flavio Albanese8 annuncia l'inizio della rubrica 'Intersection' «dedicata al nuovo web», ma sembra essere più preoccupato della possibile manipolazione mediatica sull'identità, che delle potenzialità latenti del web. Più che una novità Domus propone un risveglio. Dov'è stata la critica nella prima fase Web?
Vi consiglio di vedere la cura grafica di Onlab con Tobias Krafczyk9 (creatori di una pagina che per contrasto non è fruibile via web, con la possibilità di una lettura 'tattile') e gli articoli di Nicholas G. Carr , Bruce Sterling, Lev Manovich, Richard Baraniuk, David Weinberger, Stefan Heidenreich.

Se Purini appare preoccupato (forse perché legge solo archiwacth e presS/Tletter) io non lo sono, se è vero che i blog di architettura in Italia10 non hanno colto appieno le loro potenzialità, non va trascurato ciò che attualmente i blog in modo latente stanno producendo.
Vi è una contraddizione di fondo nelle idee di Muratore, di Purini, e nel ritardo di Albanese, la nostra epoca non può più essere spiegata per semplificazioni tassonomiche. Occorre capire a pieno la complessità del nostro tempo analizzando la logica del web dal suo interno.
Non più apocalittici accorati appelli su cosa salvare da questa mutazione (come è stata chiamata da Alessandro Baricco), ma entrare dentro la mutazione: «E adesso ci starebbe bene un bel paragrafo per spiegare cosa secondo me bisognerebbe portare in salvo nella mutazione. Ma il fatto è che non ho le idee molto chiare, al proposito. So che c'è sicuramente qualcosa, ma cosa, è difficile dirlo, adesso, con esattezza.» (Alessandro Baricco) 11
Non è facile capirlo e tantomeno inutile parlarne in questi termini pre WWW o da osservatori esterni.
La riflessione sull'utilità dei blog, avviata su Wilfing Architettura, mi ha portato a selezionare alcuni post che raccontano una cultura 'altra' svincolata dalla cultura 'editoriale', aventi un importante autonomia. Ecco tre esempi:

Andrea Graziano architetto e autore del blog DigitAG& e Davide Del Giudice neoarchitetto autore del blog Made in California hanno dato vita ad AAST ovvero: Advanced Architecture Settimo Tokio.
«Da più di due anni infatti dialoghiamo, ci interfacciamo e discutiamo sulle tematiche dello scripting e del computational design nell'architettura ed in questi due anni abbiamo avuto modo, attraverso i nostri blog, di conoscere moltissime persone.»12 Graziano inoltre spiega che in questi anni ha potuto constatare come ci siano due categorie di utenti, gli studenti e i professionisti, quest'ultimi anche se italiani spesso lavorano all'estero. «Con il passare del tempo con molti di questi colleghi italiani all'estero si è instaurato un rapporto di amicizia (per lo più virtuale) con un sempre più fitto dialogo da cui abbiamo capito alcune cose che tutti accomunano. Innanzitutto la disponibilità al confronto, a raccontarsi ed a rendere palesi i propri lavori e le proprie sperimentazioni (cosa che si contrappone sostanzialmente ad una italianissima tendenza all'occultamento ed al segreto).»13
Si inizia martedì 7 aprile 2009 alle 17,30, Settimo Torinese, Teatro Garybaldi – Via Garibaldi 4 con la conferenza di Filippo Innocenti, Architetto presso Zaha Hadid Architects London. Per gli altri appuntamenti leggere sul blog AAST [Link].
AAST si lega all'idea dell'architettura parametrica teorizzata nel 1939/40 da Luigi Moretti e si propone di promuovere la ricerca tramite l’uso di software parametrici e generativi.
Un'idea nata attraverso i blog che supera l'input dell'accademia e degli accademici.

Fabio Fornasari autore del Blog Luoghi Sensibili14, architetto, libero professionista e insegnante universitario, da classico viaggiatore da anni indaga i luoghi virtuali e Mario Gerosa, autore del blog Played Italy giornalista e capo redattore della rivista AD Architectural Digest sono stati intervistati dalla rivista di Architettura e design Ottagono cui ha dedicato la copertina (autore della foto lo stesso Fabio Fornasari) e lo sviluppo del tema: Metacreatività, materia e immaginario. Il lavoro degli autori attraverso lo strumento del blog è stato fondamentale. In una vecchia intervista Mario Gerosa dice: «Per quanto riguarda le linee di tendenza, è estremamente difficile definire dei trends. Second Life e i mondi virtuali in generale sono dei flussi in continua mutazione, non si possono congelare dei movimenti. Le tendenze in SL (second life N.d.R.) sono come quelle creature aliene che si possono modificare all’istante, come gli skull dei Fantastici Quattro.
Per percepire le tendenze nei mondi virtuali bisogna entrarci, lasciarsi trasportare, far parte di quelle culture. Se si rimane osservatori distaccati, non si capisce niente di ciò che vi succede.»15
La vita reale non può considerare aliena la vita virtuale.
La mutazione non è un omicidio perpetrato a danno dell'identità ma semplicemnete il suo sviluppo.
Per questo tipo d'indagine sarebbe impossibile pensare ad una sede diversa da un blog.

Antonino Saggio è un architetto, critico, professore universitario e autore del blog Conferenze e talks of Architettura by Antonino Saggio16. È il primo professore universitario a credere negli strumenti offerti dal web, tutte le sue lezioni o conferenze sono pubblicate sul blog. In questo modo ha fondato il primo podcast informale in un'università di architettura.
Il blog diventa uno strumento di mediazione fondamentale per scambiare conoscenze con i suoi studenti.
Nei corsi, i lavori degli allievi sono resi noti attraverso l'apertura di blog personali. Una lezione che dall'aula si espande attraverso il web.
Ascoltando le lezioni sul podacast, può succedere che si venga incuriositi dal suo entusiasmo «ho pensato ad una cosa fantastica!»", dalle sue urla incalzanti per animare il dibattito e dagli applausi che spesso sanciscono la fine della lezione. Su Facebook è stato fondato un gruppo Cloniamo il prof. Antonino Saggio!! a cura dei suoi studenti.
V'invito a leggere un dialogo sviluppatosi all'interno dell'ultimo corso:
Studente: Andrea Albanese, L'ellenismo e il dinamismo, blog Pensieri di un protoarchitetto, 17 marzo 2009 [qui]
Professore: Antonino Saggio, Del dinamismo in rapporto al concetto di Modernità, Blog Conferenze e talks of Architettura by Antonino Saggio, 27 marzo 2009 [qui]
Un guru o un'idea concreta d'insegnamento interattivo?

Ciò che appare evidente è il ritardo della critica sullo sviluppo culturale del web. Non capire le mutazioni significa ignorare le dinamiche del presente e soprattutto del futuro.
Dopo un anno di Wilfing Architettura ho la sensazione
di usare uno strumento già datato.
Bruce Sterling ha scritto: «La maggior parte dei blog di oggi non sono affatto blog. Sono fondamentalmente riviste con un altro nome. E il 94% dei blog è già morto.»17
Gianluca Nicoletti giornalista e conduttore radiofonico del programma Melog 2.0 su radio 24, il 2 aprile 2009, nella sua pagina Facebook ha annunciato: Facebook è morto.


Ah! Dimenticavo
il 3 aprile sul sito della rivista Domus è stato aperto un blog redazionale18.
Che tempismo!

Intersezioni --->BLOG READER

Come usare WA ---------------------------------------------------Cos'è WA
________________________

1Stefano Bartezzaghi, Non ne ho la più squallida idea, Mondadori, Milano, 2006, p. 166

2
Giorgio Muratore, D'Agostino ... incazzatissimo ..., Blog Archiwatch, 16 febbraio 2009 [qui]

3Salvatore D'Agostino, D'Agostino ... amareggiato ..., Blog Archiwatch, 10 marzo 2009 [qui]

4Eduardo Alamaro, Amara Befana napoletana..., Blog Archiwatch, 7 gennaio 2009 [qui] (Leggendo il mio commento a questo post si può notare come l'errore si ripete.
)

5Franco Purini, La misura italiana dell'architettura, Laterza, Bari, 2008, p. 22

6Roland Barthes, La camera chiara. Nota sulla fotografia, Einaudi, Torino, pp. 130

7Edorado Alamaro, Zeppole e panzarotti della critica web, presS/Tletter n.10-2009, 19 marzo 2009 [qui]


8Flavio Albanese, Architetture del pensiero in perpetual beta, Domus n. 923, Marzo 2009

9
Folding the Intersections 923 (miss)
e (Mister)



10Vedi articoli su Wilfing Architettura: [1]; [2]; [3];[4]

11Alessandro Baricco, I barbari, Biblioteca di Repubblica, Roma, 2006

12Andrea Graziano, Finalmente ..... AAST, Blog DigitAG&, 10 marzo 2009 [qui]

13Andrea Graziano, op. cit.

14
ecco come descrive la sua ricerca blog Fabio Fornasari: «La fiction è stata sostituita dal racconto della realtà. Memorie, biografie, diari e racconti di vita riempiono le pagine del digitale. Il digitale stesso più abitato, second life, talvolta ne è uno specchio.
Anche io, da tempo, raccolgo storie legate all’abitare i luoghi.

Faccio collezione di questi racconti anche a fini didattici: in un’epoca nella quale si è dichiarata la fine delle grandi narrazioni, come tanti, raccolgo storie, eventi fatti particolari apparentemente senza senso e senza una funzione. Tutti parlano di luoghi, spazi ed architetture. Non dicono, questi racconti, come si deve progettare una città o come ci si deve vivere, o ancora come si deve disegnare una architettura. Per me che li raccolgo, quanto meno, servono per capire cosa sono le città e gli edifici, in realtà, ancora meglio cosa significa abitarci dentro e intorno.»
[qui]

15s.a., Intervista a Mario Gerosa, Wuz, 27 aprile 2007 [qui]

16Franco Purini, op. cit., p.22 descrive la ricerca di Antonino Saggio nel classico schema di contrapposizione tassonomica: «La polemica zeviana continua ancora oggi attraverso i suoi seguaci, fra i quali si distinguono Luigi Prestinenza Puglisi e Antonino Saggio. Si tratta di una posizione non molto chiara, se considera Renzo Piano e Massimiliano Fuksas come audaci sperimentatori, non riconosce ad altri architetti, altrettanto capaci di produrre opere significative, dense di valori innovativi, la stessa capacità di prefigurare scenari progettuali avanzati. Le possibilità di una sperimentazione avanzata vengono individuate nella sola dimensione tecnologica, nel rilievo spettacolare delle immagini e soprattutto negli orizzonti teorici aperti dagli strumenti digitali, ampiamente mitizzati. Non solo non è riconosciuto alcun valore al lavoro sul segno architettonico, sulla corrispondenza tra spazio e struttura, sulla tettonica, sulla stratificazione semantica e sulla memoria, ma, anzi, tale lavoro viene considerato un esercizio fuori dal tempo, inutile, se non proprio dannoso. Questo orientamento è contrastato da molti critici attenti alle ragioni della scrittura architettura, tra i quali, oltre a Francesco Dal Co, Renato De Fusco, Cesare de Seta, Fulvio Irace, Giorgio Muratori, Mario Pisani, Vittorio Savi, Francesco Tentori.»

17Bruce Sterling, Tra fantascienza e realtà, Domus, marzo 2009, n. 923, p. 110

18Il primo post è firmato da Flavio Albanese, Babhell TV, Domus blog, 3 aprile 2009 [qui]

26 commenti:

  1. Sterling è piuttosto ottimista sul fatto che i blog sono riviste con un'altro nome. Certo, continuando a citarlo, quello che mi è apparso chiaro dalle azioni dei tuoi citati, è il tentativo di un giro di vite contro i bloggher. Sono cosciente del fatto che la maggior parte dei blog d'architettura sono, o un redirect a notizie interessanti, oppure un calderone di informazioni senza senso. Ma c'è tanta differenza con le riviste? C'è tanta differenza tra uno studente del secondo anno di architettura, e l'affermazione che "l'architettura italiana si divide nei termini di futurismo e di metafisica", dove sappiamo benissimo che non vi è né metafisica, né futurismo. Non vi è differenza. Questo ridicolo eufemismo, della mancata trovata della scrittura dell'architettura, è il frutto di un corto circuito che vuole solo un determinato tipo di tematica (e non di scrittura, il quale pare più un riferimento allo stile), come degno di approvazione. Ma a noi questo tipo di giudizi interessano poco, vero?
    Tra l'altro, è molto interessante notare come queste azioni di testate che aprono blog siano per lo più commerciali: nonhanno bisogno di un blog le riviste, perchè loro già hanno dei luoghi dove comunicare, ossia i siti, quindi lo vedo piuttosto pleonasticamente...
    A presto Salvatore!

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  2. Devo essere veramente cattivo?
    Penso di aver perso il numero delle riviste di architettura che non apportassero il benchè minimo contributo allo sviluppo della critica architettonica italiana...o critica significa dire: "Questa è l'opera di Pinco Pallino, commisionata da Tizio e costruita da Caio. E' di marmo/vetro/acciaio/cartongesso/ricotta. Bella vero?".
    WoW!
    La maggior parte delle riviste è inutile perchè oggi esiste Goggle image, che fa la stessa cosa.
    Lo stesso vale per la maggioranza dei blog di architettura.
    Benvengano invece proposte come quelle di Saggio (in effetti anch'io rimpiango di non aver avuto un prof. così...) o lo stesso Wilfing.
    Perchè datato?
    Lo strumento WEB 1.0 questo offre e, come tutti i media, ha i suoi pregi e i suoi difetti (anche i libri sono "datati", no?).

    @PEJA
    Penso che tanti "critici" poi non si arrischiano a mettere i propri articoli su blog perchè verrebbero sonoramente fischiati (i commenti sono un'arma bellissima).
    Il bello (e il brutto) del WEB è proprio questo: come dice Totò, come la morte è una livella; puoi essere Bruno Zevi o Emmanuele Pilia, ma le pagine che scrivi avranno la stessa visibilità e la stessa capacità comunicativa.
    Abbiamo un cervello?
    Allora usiamolo per discernere fra i blog seri e quelli inutili e creiamoci una bella pagina di segnalibri.
    A presto.
    Matteo

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  3. molto interessante.
    mi fa pensare.
    ma la critica mi interessa poco.
    mentre l'architettura quella si.
    complimenti.

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  4. ---> Peja,
    i blog hanno cambiato l’informazione. La morte del blog è sancita dalla nascita dei blog istituzionali. Quindi occorrono altri strumenti per dirottare l’informazione informale, per non rischiare di creare confusione.
    Per capire le potenzialità di un blog ‘informale’ ti passo un link che fa riferimento alle vicende ‘catastrofiche’ che stiamo vivendo. Anna è autrice di un blog “Miss Kappa” ecco cosa aveva scritto il 31 marzo 2009: «Sono tre mesi che a L'Aquila la terra trema. Quasi trecento scosse. Ieri alle 15,38 c'è stata quella fortissima. Panico in tutta la città. A seguire, altre quattro abbastanza intense. E stamani alle 8 un'altra ancora. Io ho dormito in auto. Sono terrorizzata.
    A presto. Spero. » ---> http://miskappa.blogspot.com/2009/03/terremoto.html
    Basta leggere i commenti per capire come la cronaca ‘ufficiale’ è deviante.
    Invece ammiro lo studente di secondo anno che si espone perché dimostra il coraggio di chi vuole crescere sottoponedosi alle critiche dei commenti.
    Dobbiamo semplicemente capire che l’attacco ai blogger è stato inferto dalla istitualizzazione editoriale dei blog.
    Saluti,
    Salvatore D’Agostino

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  5. ---> Matteo,
    la struttura del blog è obsoleta. Troppa macchinosa. Occorre rendere più interattiva e aggiornabile la singola pagina del post.
    Ad esempio mi piacerebbe poter inserire degli aggiornamenti senza cambiare il post. Inserire note in area specifiche del post.
    Dare la possibilità ai commentatori di isolare e inserire link/note/video fuori dall’area dei commenti.
    Una pagina che possa essere trasformata nei contenuti e nella grafica dal blogger e dagli utenti.
    Grazie per la stima.
    Saluti,
    Salvatore D’Agostino

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  6. ---> Paolo,
    spero che ti faccia pensare l’idea che abbiamo degli strumenti importanti da poter utilizzare, per non continuare a lagnarci di cioè che lo stato o l’altro in genere non ci offre.
    Questi tre esempi dimostrano come interessi comuni e intelligenze sparse nella rete, possono offrire altri punti di vista.
    Creare diversità significa dare fastidio all’omologazione ‘editoriale’.
    Benvenuto e grazie.
    Saluti,
    Salvatore D’Agostino

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  7. [OT]
    Io non so bene come funziona blogger, ma la piattaforma wordpress mi sembra un pò più elastica e potrebbe avvicinarsi a quello che chiedi tu.
    Prova a guardare...
    A presto
    Matteo

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  8. ---> Matteo,
    io penso ad una piattaforma totalmente diversa più interattiva e trasformabile anche dagli utenti e non solo dal blogger.
    Immagino un post che muti nel tempo sia nei contenuti che nella forma.
    Solo in questo modo può cambiare il senso della critica non più classificazioni tassonomiche ma continua mutazione causata dall’attrito dei pensieri.
    Saluti,
    Salvatore D’Agostino

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  9. ---> Marco +,
    Dobbiamo chiederlo a Gianluca Nicoletti lui è sempre avanti sulle dinamiche web.
    Saluti,
    Salvatore D’Agostino

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  10. Il tutto mi ricorda un tal Joe Jackson che nel '82 dichiarò che il rock era morto! poi sforno uno dei suoi disci migliori "night and day"...
    Marco+

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  11. hi SAlvaTOre,
    A proposito di morte del rock, di facebook e... dei blog (quelli di arch. non ancora! non sono ancora arrivati al punto di partenza!)
    tu dici... i blog hanno cambiato l’informazione. La morte del blog è sancita dalla nascita dei blog istituzionali. E mi trovi d'accordo, per "eliminare" la concorrenza, si fa la stessa cosa con alle spalle una platea già potenziale... è come quando il docente "ruba" l'idea allo studente! Poi ricordo che tu chiudi sempre le tue interviste con la domanda su cosa serva un blog d'architettura... continuo a pensare che bisogna avere qualcosa "di intimo" da dire...
    Infine la tua visione di blog... è un misto di social-wiki-network-blog 2.qualcosa, e, a parte la mia pseudodefinizione, trovo la cosa molto affascinante... (magari si può contattare un bravo programmatore!!!). marco+

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  12. Marco+,
    magari avessimo le strutture adatte per brevettare le idee;
    magari trovassi un programmatore per inventare il futuro prossimo prima di Gates, Google e via dicendo;
    magari non leggerei più gli articoli deleteri di chi propone la ricostruzione dei paesi colpiti dal terremoto con lo slogan ‘com’era dov’era’, cioè sostituire il vecchio Commodore 64 con un altro Commodore 64 per sempre.
    Mi chiedo ma se quelle case sono crollate, vuol dire che non erano funzionali? Perché ricostruirle identiche?
    Come ho scritto sul nuovo spazio, che ho aperto oggi su facebook: «Noto dopo il terremoto del 1693 s’invento un gioioso/esuberante/irriverente Barocco nel periodo più decadente del Barocco italiano.»
    Perché no?

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  13. ---> Paolo Mancini,
    ha scritto una storia prendendo spunto da questo post v’invito a leggerlo ---> http://ilparallelografo.ilcannocchiale.it/post/2214639.html
    Grazie e un saluto,
    Salvatore D’Agostino

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  14. Annunciare la sua morte mi permise allora di poter godere di una sua momentanea e furtiva resurrezione. Ora non ho sotto esame il suo stato vitale, ma penso seguiti nella sua fase di pseudovita. Facebook segue il destino di ogni fulmineo accadiimento quando si moltiplica in riproducibili antifenomeni, carezzevolmente cari alla piacevolezza popolare.

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  15. lo strumento "blog" vale tanto quanto strumenti + raffinati e offre reali capacità di comunicare e di scambiare informazioni... non li definirei morti,anzi baderei a distinguere una buona pagina di segnalibri (come dice Peja) da un pessimo blog.Il contenuto e non il mezzo sono prioritari nella comunicazione.Anzi per comprendere informazioni abbastanza settoriali o di altro genere,sono insuperabili i testi scritti, i libri,la rete non è in grado di sopperire ad ogni tipo di approfondimento...ma mi guarderei bene dal dire che la rete tanto quanto i libri (essendo tecniche incomplete) siano morti...ed essendo "simili" a riviste (se non completamente differenti per il solo fatto di poter scrivere questo e altri commenti) bisogna saper scegliere tra le pessime riviste di architettura e le restanti.

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  16. Ho letto solo ora il post.Ti rispondo subito in merito alla domanda che ponevi sul metodo d'insegnamento del prof,proprio perchè essendo una sua studentessa e tesista posso esprimere il pensiero più da vicino.
    Il discorso che tu fai sul blog e sull'utilizzo di questo strumento all'interno di un sistema di insegnamento acquista valore nel momento in cui si capisce bene il processo all'interno del quale è inserito.Di per sè è molto difficile spiegarlo.. ma provo a tirare in questione due caratteristiche che,a mio avviso,possono aiutare a comprendere il lavoro del prof. Saggio.
    Sono: il metodo deduttivo e il rapporto di "dare e avere" con gli studenti.
    In merito al primo,è evidente che un sistema di insegnamento deduttivo nn è una mera e inutile raccolta di informazioni che l'anno dopo risultano essere già stagnanti...Ma diventa un meccanismo che apre di volta in volta percorsi e strade diverse,modificabili,integrabili...
    E' evidente dunque che per lezioni strutturate in questo modo non vale la regola che te le porti a casa come un pacchetto e te le studi un mese dopo,no! Le lezioni,ogni lezione,instilla nuovi imput (o chiamiamole "CRISI") che come tutti gli imput vanno captati subito e poi digeriti (o risolte,per riferirmi alle crisi) l' "attimo" dopo.
    Ecco perchè all'interno di una struttura cosi "fresca" e rinnovabile in ogni secondo...un sistema come il blog diventa assolutamente fondamentale.Lo studente avverte la crisi a lezione...poi la rielabora,la fa sua..e ne scrive.
    Quando uno studente mette per iscritto alcune cose ne va da sè che instaura un processo di crescita del pensiero stesso che prima era solo una mezza bozza lasciata in un angolo della testa.I commenti e la lettura esterna trasformano la crisi in un "valore" (soprattutto nel momento in cui questo meccanismo dura per tre mesi). La cosa interessante ovviamente è il fatto che uno studente può scrivere sul blog quando ne ha necessità,ovunque esso si trovi,la lezione si estende fuori dall'università,e in questo modo il percorso di crescita che il prof. si pone credo come obiettivo per tutti noi è un processo sempre aperto,all'interno del quale il prof. entra ed esce continuamente.Niente rimane stagnante..tutto viene messo in discussione,elaborato,rielaborato..stimolato,ampliato e cosi via.
    Per questo ho scritto all'inizio sul rapporto di dare e avere. Il prof. ha la capacità,anche all'interno di un corso di 60 persone di indirizzare e guidare ognuno a seconda delle proprie inclinazioni,e questa cosa non sarebbe possibile se non si avesse un "controllo" continuo del percorso di crescita di ognuno.
    Il blog diventa cosi un continuo scambio.Molti continuano ad utilizzare questo blog anche dopo la fine del corso,proprio perchè ci si rende conto che l'ibridazione delle proprie idee con i commenti esterni (soprattutto di persone che appartengono ad un altro mond) ci arricchisce di molto.

    Ultima cosa: la risposta alla domanda "guru o idea di insegnamento interattivo?
    Sicuramente l'insegnamento interattivo è la risposta ...ma è pur vero che se un prof. supera la funzione di "semplice trasmissione di conoscenza" (per citare la definizione che da WIkipedia di guru) ma svolge una funzione di vera e propria guida per uno studente e come dici tu esclama "ho pensato ad una cosa fantastica!" trasmettendo voglia di DARE ...allora chiamiamolo pure "guru"!

    Vado finalmente a cenare.
    A presto.

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  17. letto il post ed i commenti mi viene da dire che le tecnologie (quali esse siano ) della comunicazione sono valide in merito ai contenuti che espongono.Rischierò di essere figlio di altri tempi, ma la lettura di un buon libro,di un testo scritto su carta è molto + dinamicamente coinvolgente e puo aprire porte che altri strumenti non sono in grado di fare... quindi tenendo conto dell'handicap che ogni strumento porta con se quel che mi interessa sottolineare è il contenuto ,la sostanza di quel che diciamo o scriviamo tramite rete.I blog non sono morti,e neppure le riviste di architettura + blasonate lo sono.Quel che sembra essere morto è l'attenzione e la profondità culturale di un intero paese fatto da distratti e da superficiali.In questa categoria evidentemente rientrano i lettori tanto quanto editori e autori che scrivono su ogni mezzo a loro disposizione.Poi non credo che un mezzo sia superiore rispetto ad un altro per il solo fatto di essere + complesso... in questo senso non riesco ad inquadrare i blog come strumento retrò e ormai in declino... lo dimostra la netta ripresa dell'Html(tecnologia primitiva) a svantaggio del flash,dei css e di altri strumenti che rendono + complesso ( ma non + carico di informazioni) il web. Il prof. Antonino Saggio è riuscito nel corso del suo lavoro a comunicare con un numero sterminato di studenti attraverso delle tecnologie semplici ed immediate (quali i podcast,youtube) per valorizzare il contenuto,l'oggetto del suo insegnamento,guardando sempre alla sostanza.Un modo esemplare e duraturo di utilizzare il web che ha dato grandi frutti.Sono daccordo con lorena per quel che riguarda i blog, curandone uno, nato dal coinvolgimento in uno dei corsi del Prof.Saggio.Scrivere anche soltanto 10 righe vuol dire leggerne 100.Consapevole di questo il prof. non può che invogliare al coinvolgimento nella rete e nel continuo scambio (che è crescita) con gli altri studenti.Questo,per quanto immersivo e coinvolgente un libro non riesce a farlo.Questo,per quanto banale e tecnologicamente arretrato,un blog riesce a farlo in modo esemplare.
    Allora credo che sarò impegnato nello scrivere parecchi necrologi sul mio gluemarket per parecchio tempo.

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  18. ---> Lorena,
    grazie la tua risposta spiega bene il metodo di lavoro del prof Saggio.
    Saluti,
    Salvatore D’Agostino

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  19. ---> Cristian,
    anche a te ti chiedo se posso riportare il commento sul mio blog.
    Perché questo mi sembra più dettagliato.
    Il blog è morto nel momento in cui tutte le testate giornalistiche, hanno aggiunto la funzione dei commenti e aperto blog giornalistici.
    Nello specifico, credo che i blog d’architettura, in Italia, non siano mai esistiti, non essendo mai stati una voce autorevole e indipendente.
    La nuova trasformazione della presS/Tletter (blog monco dai commenti) con la pubblicazione diretta degli articoli, l’apertura della pagina featured di abitare (praticamente un blog) e il recente blog redazionale di Domus ci devono far riflettere.
    Ovviamente non è morto lo strumento, ma è stato contaminato dalla cultura ‘alta’ essendo il blog un fenomeno ‘mainstream’.
    Ecco perché il blog è morto e per questo c’è bisogno di creare un nuovo strumento.
    Con l’avvento delle note su facebook, i blog tradizionali ogni giorno perdono lettori e come dice Gianluca Nicoletti anche questo strumento sta vacillando.
    Viviamo in un’epoca, dove la mutazione è quotidiana e le nostre attività si trasformano con esse. Ogni giorno muore qualcosa nel mondo dei software, meglio, ogni giorno muta qualcosa che influisce sulle nostre abitudini.
    Infine, sempre Gianluca Nicoletti, crede che facebook abbia abilitato le chat che sembravano a uso e consumo della gente ‘perversa’ (ovvio è ironico). Ecco perché il suo utilizzo è esploso.
    Saluti,
    Salvatore D’Agostino

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  20. Riporto questo commento dalla pagina facebook Cloniamo il prof. Antonino Saggio!!
    Nota: Un guru o un'idea concreta d'insegnamento interattivo?

    Salve, seguo da qualche anno come studente i percorsi formativi offerti dal prof. Saggio, il quale rappresenta nel nostro sistema universitario davvero una piacevole anomalia, una risorsa inestimabile di crescita e di apertura verso tutto ciò che la conoscenza possa offrire. Da qui credo nasca la necessità di creare questa pagina di facebook per condividere con gli altri questa scoperta. I corsi tradizionali della nostra facoltà sono per lo più impersonali e fondati spesso sulla visione unica dell’insegnante/”sfinge”, che in alcuni casi, non rendendosi conto di manipolare materiale umano intelligente,tende a ridimensionare sterilmente le proposte che vengano dagli studenti, relegandoli a meri compilatori di visioni architettoniche altrui. La sensazione di trovarsi in una fucina di idee è subito lampante dopo i primi dieci minuti di lezione del prof. Saggio. I suoi corsi sono saldamente strutturati, ma la cosa interessante è che pur sentendosi parte di un corpo che si muove, si ha la consapevolezza di essere liberi di proporre le proprie ricerche e di implementare le stesse a dismisura, maturandole in un contesto, che arricchisce costantemente. Le lezioni teoriche accanto alle revisioni sono fonte inesauribile di nuovi input, che portano lo studente a documentarsi e a sondare nuovi territori dell’elaborazione progettuale, tutto ciò convogliato nel progetto, lo arricchisce di significati sempre nuovi. Lo strumento del blog o del sito, diventa fondamentale nella comunicazione del progetto e nel coinvolgimento degli altri nel proprio processo compositivo. I commenti, i suggerimenti, il mettere a nudo le proprie riflessioni, creano una nuova dimensione nel vivere il progetto. Tutti i processi svolti nel corso sono pubblici, resi tali in presentazioni pubbliche in cui è richiesto costantemente di fare il punto della situazione, in una dinamica che coinvolge tutto il gruppo. Queste costanti occasioni (ogni 15 giorni) di confronto pubblico, mirano a creare una classe, un corpo di menti pensanti che propongono e che si confrontano per affermare il loro punto di vista progettuale, portandolo avanti febbrilmente un percorso denso di eventi (il vero senso della parola laboratorio). Una primigenia versione di quella che Oosterhuis Kas definirebbe progettazione a sciame. Il metodo, sicuramente mediato da una esperienza di insegnamento all’estero, pone al centro del processo conoscitivo lo scambio continuo tra insegnate ed allievi, la verifica costante, la presenza in classe è fondamentale ed include anche la “spaventosa” possibilità di essere chiamati ad esprimere il proprio punto di vista. Si ritorna ad essere “soggetti” in questa struttura, la quale intesse rapporti, reti e relazioni tra gli studenti, portandoli a mettersi in gioco in tutti i tipi di comunicazione compresa quella orale e scritta. Si possono fare attraverso il blog conoscenze inedite, scoprire i propri compagni di corso in una veste nuova, creare nuovi sodalizi e collaborazioni. Non ho mai trovato un professore capace allo stesso tempo di mettere in relazione tanti studenti provenienti da esperienze diverse e di coinvolgerli tutti pienamente nel meccanismo innescato. Questo meccanismo avvicina molto gli studenti all’insegnante creando un canale privilegiato di comunicazione e di scambio di idee. Le due definizioni proposte per Saggio sicuramente sono strette, perché l’unica cosa che Saggio incarna davvero è “l’insegnante” come tutti lo avrebbero voluto, un uomo che vive appieno il suo tempo ed i mezzi di divulgazione della conoscenza che esso offre, una spugna che assorbe e rilascia costantemente, che propone, che ti fa sembrare ogni cosa FANTASTICA perché realizzabile nel tuo percorso formativo, Saggio è come se ti facesse capire “che è uno come te ma che sa qualcosa in più di te, ma che a te non è preclusa..anzi.. ”. Accanto alla parola “fantastico” sentirete spesso dire:”io non credo che 60 menti pensanti non riescano a…” ed è questo a rendere l’esperienza inestimabile. E’ “fantastico” tutto ciò, di questa cosa almeno la Quaroni può andare fiera.

    Mariano Fatica

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  21. A Mariano:
    La metafore dell'insegnante /sfinge credo sia la + calzante, hehehe, per comprendere come non ci si comporti con "60 teste pensanti"....

    Mentre sempre a salvatore rispondo dicendo che non sempre è un bene il continuo e complesso bombardamento che facebook ed altri social network offrono , anzi il coinvolgimento "totale" che va dal semplice commento fino all'inserimento del materiale video o immagini potrebbe alla lunga stancare e rendersi ridondante (questo è quello che sta capitando al nostro gruppetto di amici ,tra cui Mariano qui sopra) .La specializzazione dei blog,che fanno essenzialmente quel poco di + che offre una rivista cartacea (" il commento") è proprio un punto di forza...staremo a vedere

    Cristian Farinella

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  22. Ciao Salvatore.
    Leggendo il tuo ultimo commento, assai mi meraviglia che identifichi con la morte dei blog il fenomeno per il quale anche la cultura (sedicente?) alta vi faccia ricorso.
    Sarà che ho io preso fischi per fiaschi, ma direi che è proprio questa la speranza di sopravvivenza dei blog come strumento di progresso dell'umanità anziché di collasso del web, fenomeno, quest'ultimo, causato dalla deriva incontrollabile di milioni di pagine pressoché intutilizzate o, peggio, utilizzate a nessuno scopo sensato.
    La doppia faccia della repentina democratizzazione del dominio sulle informazioni è proprio questa, ma nella nuova disponibilità di spazio per raccogliere e proporre cultura "alta" trova la sua forza, non la sua debolezza.

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  23. ---> Mariano,
    grazie aggiungi altri aspetti interessanti della didattica del professor Saggio.
    Saluti,
    Salvatore D'Agostino

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  24. ---> Cristian,
    ed è proprio la blogalizzazione delle riviste che ci deve far riflettere. Per questo occorre creare nuovi strumenti ‘informali’.
    Su quello che tu definisci bombarmento ti propongo di leggere un articolo del linguista Tullio De Mauro, La rete ridisegna la scuola, Internazionale, n. 791, 16 aprile 2009 ecco il link ---> http://www.internazionale.it/firme/articolo.php?id=22203
    «Secondo l'ultimo rapporto del National endowment for the arts (Economist del 15 gennaio 2009), negli Stati Uniti tra il 2002 e il 2008 i lettori di letteratura sono significativamente cresciuti dal 42 a oltre il 50 per cento. Se leggere la Recherche e Guerra e pace aiuta l'intelligenza, ora Proust e Tolstoj hanno un alleato nella rete. »
    Comunque vada siete la generazione che ha letto di più.
    Saluti,
    Salvatore D’Agostino

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  25. ---> Rossella,
    come ha detto lo stesso Gianluca Nicoletti su questo blog, non possiamo non considerare l’evoluzione fulminea dei fenomeni su internet: «carezzevolmente cari alla piacevolezza popolare».
    Google è nato appena dieci anni fa, il blog (nato nel 1997) in Italia si è sviluppato nel 2004 ma possiamo dire che è esploso il 26 gennaio 2005 con il primo post sul blog di Beppe Grillo, Facebook (nato nel 2004) esploso in Italia nel 2008 in seguito alla curiosità causata dall’utilizzo intensivo del presidente Obama per la sua campagna politica.
    Fenomeni non elitari ma popolari.
    T’invito a leggere quest’articolo di Riccardo Chiaberge apparso ieri sul Sole 24 Ore (http://riccardochiaberge.blog.ilsole24ore.com/2009/04/i-blog-portano-la-democrazia-s%C3%AC-al-premio-strega.html)
    «Ma anche se non riescono a buttare giù i tiranni con la T maiuscola, le tecnologie digitali possono fare parecchio male ai tirannelli che infestano tanti ambienti, a cominciare dai premi letterari. È stato un video registrato sul telefonino da un domestico di Mauritius (e prontamente ripreso da vari siti internet) a dare il primo scossone all’impero del Grinzane Cavour. Ed è stato un blog, quello di Mario Fortunato, a denunciare le manovre in atto intorno allo Strega, spingendo il vincitore annunciato, Daniele Del Giudice, a un ritiro dignitoso […]»
    Sia Riccardo Chiaberge che Mario Fortunato sono giornalisti che hanno anche un blog rispettivamente per il Sole 24 Ore e l’Espresso. In qualche modo stanno facendo il loro mestiere ma il domestico delle Mauritius senza You Tube non avrebbe mai compromesso il Grinzane Cavour.
    Questo è potuto accadere grazie all’accessibilità ‘popolare’ dei media.
    Google, facebook e i blog nascono nelle università statunitensi con l’intento di mettere in relazione idee, link e conoscenze senza distinguere ciò che possiede un messaggio (nel suo senso basico McLuhan) alto o basso. Orientarsi nel mondo dei link dipende dall’eleganza del singolo utente. Eleganza da intendersi nella sua accezione dalla radice latina eligere cioè saper scegliere.
    Sono d’accordo con te proporre cultura ‘alta’ potrebbe essere un punto di forza.
    In questo senso ai blog di architettura, in Italia, manca tanto.
    Saluti,
    Salvatore D’Agostino

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