26 aprile 2010

0008 [BLOG READER] Chi è stato (in Italia) il pioniere dei blog di architettura?

di Salvatore D'Agostino

Questo blog reader sarà diviso in due parti:

  • la prima prenderà spunto da una conversazione su Facebbok -Chi è stato (in Italia) il pioniere dei blog di architettura?;
  • nella seconda troverete la consueta segnalazione di post in quatrro passi - L'architettura italiana scopre i blog.

Prima parte 'Chi è stato (in Italia) il pioniere dei blog di architettura?'
«Negli Stati Uniti i blog rappresentano ormai una vera e propria potenza politica, e rappresentano un motivo di costante preoccupazione per spin doctor e strateghi del marketing. In Italia, per il momento, molto meno. Perché la singolarità divenga pubblica non basta la mera occasione materiale di comunicare. Ciò che è comune non diventa esperienza individuale solo perché è possibile parlarne. Una grande promessa brilla nello schermo del nostro computer quando accediamo allo spazio insieme pubblico e idiosincratico di un blog: quella della possibilità di coniugare espressione e comunicazione, indipendenza e interazione, autoformazione e accrescimento reciproco di conoscenze, atteggiamenti, tonalità affettive condivise. Una promessa fragile, difficile da mantenere e sempre a rischio di essere tradita, ma tanto più preziosa quanto meno è garantita. C’è da sperare che l’Italia se ne assuma l’onere. Non semplicemente l’Italia che c’è, ma quella che può esserci, dentro i blog e soprattutto fuori, perché i blog alla fin fine non sono che parole, e le parole contano solo quando rimandano a qualcosa che è al di là di loro stesse». (Daniele Giglioli) [1]

Riprendendo gli appunti della storia dei blog 0026 [MONDOBLOG] La storia del blog e una storia blog Elmanco o meglio ciò che la memoria della rete ancora conserva, possiamo far risalire al 20 ottobre 1998 con l’apertura di 'Open Diary’ da parte di Bruce Ableson la prima piattaforma intuitiva e agile per aprire e aggiornare un blog. In seguito nell’agosto del 1999 sarà Evan Williams inventore di blogspot a pervadere la rete di blog.
Va ricordato che lo stesso Evan Williams in seguito inventerà il microblogging Twitter.

Vorrei ritornare sulla domanda finale di quel post: C'è da chiedersi come rendere meno labile la 'memoria' Web?

Non solo come rendere la memoria meno labile ma come raccontarla e soprattutto catalogarla.
Capisco i dubbi di Daniele Giglioli, ma prima di teorizzare sui blog - in questo caso di architettura - occorre cominciare ad analizzare i racconti ‘blog’ prodotti in questi dodici anni.

Recentemente è uscita la prima antologia della webletteratua italiana a cura di Mario Gerosa [2], interessante il suo approccio metodologico:

«A tutt’oggi manca un’opera critica di catalogazione: ci sono vari studi che in vari ambiti, dentro e fuori dalla Rete, che mettono in luce questo o quel talento, ma manca un repertorio organico dei temi e delle varie forme espressive, manca un’enciclopedia ragionata del web.
È un problema, dato che aldilà dei nomi dei nuovi talenti autoctoni nati sul web e di quelli “ibridi”, che stanno tra il web, i mondi virtuali e il mondo vero, ci sono parecchie tipologie artistiche e letterarie che non sono state ancora codificate. È ormai risaputo che l’arte e l’architettura nate su Second Life, su Deviantart, nei videogame e in altri ambiti della cultura digitale hanno tuttora bisogno di essere studiate con un approccio inedito, che ne metta in luce l’originalità e che produca nuovi nomi e nuove categorie, utili anche in vista di una possibile catalogazione e successiva archiviazione». (
Mario Gerosa)
In questi due anni Wilfing Architettura ha iniziato a ripercorrere la storia dei blog, segnalando alcune narrazioni blog, una ricerca ancora da sviluppare in tutte le sue sfaccettature.
Qualche mese su 'Facebook' mi sono chiesto: Chi è stato (in Italia) il pioniere dei blog di architettura?
Ne è nata una conversazione informale che ho deciso di pubblicare integralmente, per maggiore chiarezza ho inserito qualche nota.

Prima di 'copia incollare' vorrei riproporre lo stesso quesito anche sul blog, poiché mi piacerebbe ricevere i vostri suggerimenti: Chi è stato (in Italia) il pioniere dei blog di architettura?


A seguire il dialogo
Facebook :


Salvatore D'Agostino


mi sono impantanato sulla storia dei blog. Qualcuno sa chi è stato (in Italia) il pioniere dei blog di architettura?

28 gennaio alle ore 18.14

Costanza la Mantia

credo prestinenza puglisi....ma nn sono sicura!


28 gennaio alle ore 18.50

Salvatore D'Agostino
Costanza,
LPP non è mai stato un blogger. La sua mail press non può essere considerata un blog.

Il suo sito non ha una struttura dialogante (
solo da poco ha aperto lo spazio a vari autori).

Però in qualche modo hai ragione poiché i soventi botta e risposta nella presS/Tletter hanno la caratterista di un blog.

Diciamo che è si affianca ai blog (nasce nel 2003) quindi non possiamo definirlo neppure proto-blog.

Occorre trovare qualcosa prima del 2003 (esplosione piattaforma splinder in Italia).


28 gennaio alle ore 19.10

Costanza la Mantia

desolata....ma non saprei...in qualche modo, almeno tra i più conosciuti, LPP è stato uno dei primi ad usare la rete per parlare di architettura...

però posso chiedere ad una persona...vediamo se posso aiutarti malgrado la mia ignoranza in merito (di blog, intendo) !!! ;) :) :)

28 gennaio alle ore 19.18

Salvatore D'Agostino

Costanza,

grazie.

:-)


28 gennaio alle ore 19.21

Lucia Pierro
c'è anche antonino saggio

28 gennaio alle ore 19.55

Emmanuele Pilia

Anche il blog di Saggio è piuttosto recente... È facile cha sia stato un anonimo che poi lo ha chiuso... Io ad esempio, nel 2002 avevo un blog dove parlavo di architettura in maniera acerba, ma poi nel 2003 lo chiusi e nel 2004 ne aprii un altro, a sua volta poi chiuso... Dal 2005 al 2008 ne ho avuto un altro. Insomma, questo per testimoniare la facilità di diluizione dei primati... :)

28 gennaio alle ore 20.14

Marco Opla

ahi ahi! ... non preoccuparti molto... credo che tu abbia (più di altri!) un'ampia visione del "fenomeno" blog! forse se c'era (c'era?) qualcuno prima del 2001-2002 ...è sparito subito e non lasciando tracce credo sia difficile individuarlo (ma anche considerarlo) come pioniere...


28 gennaio alle ore 23.56

Salvatore D'Agostino

Grazie Lucia,

Saggio è del 2005.

Io vorrei andare ancora più indietro.

Mi serve il pioniere.


29 gennaio alle ore 0.05

Salvatore D'Agostino

Emma del tuo blog del 2002, ricordi o conservi qualche bloglist?


29 gennaio alle ore 0.06

Salvatore D'Agostino

Marco,

al momento tu sei il pioniere in Italia se non sbaglio il primo post risale al
21 gennaio 2003


29 gennaio alle ore 0.08

Salvatore D'Agostino

Marco+,

Splinder nasce il 18 settembre 2002 (in Italia)
Ecco il primo commento: veramente non ho ancora capito che cosa è sto cavolo di blog comunque la filasafi è importante

Il terzo commento: Non ho ancora capito che cos'e' un blog? Che differenza c'e' tra un blog e il muro?.


29 gennaio alle ore 0.21

Marco Opla

vabbe! ma il mio non è proprio un blog d'architettura!!! e devo dire che alcuni dei primi post li ho cancellati... c'era da parte mia un senso di disorientamento... (provo a scrivere, ma qualcuno legge?) ... e però ho iniziato subito a capirne le logiche, tant'è che era più facile dialogare con gli altri "neoblogger" attraverso i commenti...


29 gennaio alle ore 1.06

Marco Opla

In verità io in quel periodo (di minaccia di guerra in iraq, e di straordinaria movimentazione del popolo pacifista) cercavo uno strumento semplice, veloce e dinamico per poter dar voce al nostro movimento pacifista locale (da qui il mio nickname
zeroguerre in splinder e il blog omonimo)... poi ho pensato che uno strumento del genere potesse essere più funzionale (come diario di bordo) per il mondo trasversale operativo di Opla+! e siccome splinder dava (all'inizio, ora no) la possibilità di aprire quanti blog volevi.... ecco!


29 gennaio alle ore 1.11

Giulio Paolo Calcaprina

Il blog Giorgio Muratore (
archiwatch) è uno dei più conosciuti. I primi post sono del 2005. Non so se abbia senso (nell'era digitale che tende a cancellare le tracce degli scritti) individuare i pionieri. Forse ha più senso individuare quelli che si sono evoluti, strutturati e che continuano ad essere, nel bene o nel male, un punto di riferimento.


29 gennaio alle ore 9.02

Salvatore D'Agostino

Dal primo post di splinder dal titolo evocativo ‘
Blog è una parolaccia?’ il termine blog viene spiegato in questo modo: «Quello che ho scoperto ha veramente del sorprendente per me che mi occupo del raccontarsi. Blog è innanzitutto la contrazione di due parole - web e log - e log in inglese significa giornale di bordo, il verbo to log significa registrare fatti nel giornale di bordo. Un diario, insomma, un diario operativo, ma in definitiva sempre un diario. Ho cercato ancora e mi si sono spalancate davanti le porte di una comunità che sulla rete mette la propria vita privata, i blogger (chi scrive blog) partendo da se stessi costruiscono un insieme fortemente interattivo che vive di messaggi, link, opinioni, emozioni».

Io avrei dei dubbi sulla traduzione del termine ‘LOG’ che significa anche ‘annotare’ o ‘registrare’.

Il diario di bordo è troppo poetico e credo che sia utilizzato in un secondo momento. Difficile immaginare in un contesto di ricerca ‘militare’ a un termine così poetico. Io credo che sia stato più semplice pensare a Web (pagina) Log (appunto-registro) ovvero un posto dove condividere gli appunti della propria ricerca.

Che ne pensate?


29 gennaio alle ore 9.06

Salvatore D'Agostino

Giulio,

condivido (come punto di riferimento intendi in senso culturale?).

Però non possiamo non indagare sui primi blog, il pioniere per me è un pretesto per capire come si è evoluta la storia blog architettura.

Spesso puoi trovare delle sorprese.

Ad esempio avevo trovato un blog fatto da un collettivo di studenti molto interessate, in qualche modo avevano destrutturato tutti i contenuti creando un caos interessante. Mi sono perso il link o forse come spesso succede è svanito nella rete.

Quindi la mia domanda è che cosa è successo tra il 2002 e il 2003? Chi sono stati gli architetti blogger?

Dando per scontato che l’esperimento più interessante è quello del gruppo opla (ancora in attività).

Vorrei trovare qualcos’altro.


29 gennaio alle ore 9.24


Alessandro Ranellucci
Credo che Giorgio Muratore sia stato il primo a dare vita ad un blog verticale sull'architettura e con un rilevante numero di lettori.

29 gennaio alle ore 11.57

Salvatore D'Agostino

---> Alessandro,

la mia indagine e quindi anche il mio spirito di ricerca prende spunto da alcuni saggi di
Henry Jenkins vedi ACA/FAN che analizza i fenomeni mainstrean come un ‘antropologo’ definendoli ‘culture convergenti’.

Quindi condivido la tua analisi su Giorgio Muratore ma cerco anche qualcos’altro.

Ad esempio oggi cercavo questo blog http://maledetti-architetti.splinder.com/ primo post 23 gennaio 2003.
Ho scoperto che è stato chiuso ma aperto (ieri) qui --->
http://maledettiarchitetti.splinder.com lui si data al 21 gennaio 2003.

Tu che sei un esperto (non è per piaggeria) poiché hai creato il primo aggregatore (ndr archiblog) solo per i blog di architettura, mi sai indicare qualche altro blog (periodo 2002-2003 o precedente)?
Che ne pensi?


29 gennaio alle ore 13.33

Elisa Poli

Salvatore, molto interessante questa ricerca. Vorrei capire meglio però i criteri che stai utilizzando per compiere questa esplorazione retroattiva sul rapporto tra Italia, 2.0 e architettura.


29 gennaio alle ore 18.58

Carmelo Cesare Schillagi

18 marzo 2002

http://cantiere_news.blogspot.com/2002_03_01_cantiere_news_archive.html


7 0tt0bre 2003

http://www.professionearchitetto.it/blog/simonezavattaro/p/2003/10/07/tempo_di_mer.aspx


18 ottobre 2003

http://www.professionearchitetto.it/blog/biancalerza/p/2003/10/18/Ciao_a_tutti.aspx


3 novembre 2003

http://www.professionearchitetto.it/blog/federicograzzini/p/2003/11/03/Salve_a_tutti_Architetti_e_non.aspx


e mo' basta... in quel periodo giocavo ancora con le bambole.

posso consigliarti di dirottare le tue ricerche sugli aggregatori come
http://blogitalia.it/ o http://www.bloggeritaliani.com
e prova pure google anche se non credo sappia cosa sia un blog... http://blogsearch.google.it/blogsearch?hl=it

buon wilfing

p.s. che quelli siano blog di architettura è tutto da dimostrare... blag forse...


29 gennaio alle ore 19.52

Salvatore D'Agostino

---> Elisa,

devo questa mia curiosità e forse anche il metodo a Walter Benjamin e al suo ‘Parigi nel XIX secolo’: «Metodo di questo lavoro: montaggio letterario. Non ho nulla da dire. Solo da mostrare. Non sottrarrò nulla di prezioso e non mi approprierò di alcuna espressione ricca di spirito. Stracci e rifiuti, invece, ma non per farne l’inventario, bensì per rendere loro giustizia nell’unico modo possibile: usandoli».

Per avere una certa organicità (anche scientifica), mi riferisco alle ricerche di Henry Jenkins (edite anche in Italia) il suo blog si chiama ACA-FAN un connubio tra ACCADEMIA E FAN.

In Italia lavorano su questo tema i
Wu Ming (interessante il lavoro di Wu Ming4 su Tolkien).


Su Wilfing Architettura puoi trovare molti appunti di questa ricerca, interviste, post reader e inchieste. (ndr vedi
BLOG READER, MONDOBLOG, OLTRE IL SENSO DEL LUOGO, WILFING)


29 gennaio alle ore 23.35

Salvatore D'Agostino

---> Cesare,

no i BLAG non sono i blog diari che spesso sono molto interessati.

Tra i blog di professione architetto c’è una delle più belle storie (molto riduttivo e forse anche sbagliato definirla in questo modo) di architetto migrante.

Devo trovare il modo per poterla raccontare su Wilfing.

I
BLAG sono i blog che credono di fare critica ma amano semplicemente parlare di niente (spesso lagnandosi e utilizzando una grammatica piena di luoghi comuni ovvero gli opinionisti da divano del centro storico).

Grazie non conoscevo il blog ‘
Giornale di cantiere’, inoltre mi hai dato un’idea per ampliare la ricerca.

Restiamo comunque sempre al 2003.


30 gennaio alle ore 0.07

Salvatore D'Agostino

---> Carmelo,

scusa siamo al 2002.

Però: 22 marzo 2002

Noi siamo archeologi della Storia minima.

Ogni volta che abbattiamo un intonaco guasto, smontiamo un tetto, scaviamo tra le fondamenta di un edificio, noi riportiamo alla luce le tracce di uomini scomparsi. Uomini che hanno lasciato orme indelebili o piccoli segni effimeri che distruggiamo col nostro passaggio.

Là un sapiente colpo d'ascia ha adattato la trave al muro. Qui il lungo chiodo di ferro forgiato è entrato storto (ed è come se sentissi la bestemmia per la martellata maldestra). Quest'arco sormontava una finestra: perché fu richiusa?
Quella fessura segna dove la casa fu ampliata in fretta: un matrimonio o un trasloco improvviso? Tutta questa fuliggine sui muri, cosa racconta? un incendio o lunghi inverni stretti intorno al camino difettoso, con gli occhi che lacrimano per il fumo e la tramontana che frusta la schiena attraverso le imposte?

Una nicchia scavata per celare i beni più preziosi e difenderli da chissà quale guerra, i cocci del catino in cui una ragazza si lavò i capelli perché oggi è domenica e voglio essere la più bella. I gradini scavati al centro da passi infiniti, il sottotetto dove generazioni di barbagianni hanno tirato su una piramide polverosa con le ossa delle loro piccole prede. L'impronta di una mano sopra un tegolo rotto, le orme frettolose di un gatto sopra un mattone: momenti impressi sull'argilla fresca e cristallizzati dal fuoco della fornace.

Sfioro questi segni con rispetto prima che finiscano nel mucchio indistinto delle macerie.

Cose di nessun valore, dicono. (ndr tratto dal blog 'Giornale di cantiere' post
22 marzo 2002)


19 aprile 2002


Ieri, mentre già pregustavo doccia e passeggiata serale, il refrain di un incubo. Vieni a vedere il telegiornale, un aereo contro un grattacielo a Milano.

Non è stato quello che abbiamo temuto fosse. Solo un promemoria: siamo tutti sotto tiro.

30 gennaio alle ore 0.40

Giulio Paolo Calcaprina

Caro Salvatore, per un internauta come me, con poco tempo e con poca voglia di perderne, punto di riferimento è un sito/blog/qualsiasi altra cosa che possa produrre commenti e notizie attendibili e/o interessanti. Un filtro efficace per l'oceano infinito di notizie inutili e inattendibili della rete.


30 gennaio alle ore 23.09

Giulio Paolo Calcaprina

......almeno nella maggior parte dei casi.....


30 gennaio alle ore 23.11

Salvatore D'Agostino

---> Giulio,

fai bene, niente da obiettare.

Ad esempio per me Giorgio Muratore è un BLAG, ma capita che ogni tanto si possa trovare qualche cosa interessante.

Ad esempio dai un occhiata a questa storia --->
http://archiwatch.wordpress.com/2007/03/23/quando-i-bambini-diventano-adulti-dal-diario-al-romanzo-tra-lenci-e-veltroni/

Il diario di Sergio Lenci è stato premiato e pubblicato dal concorso edito ‘dall’archivio diaristico di Pieve Santo Stefano’. Sinossi: Obiettivo dei terroristi di Prima linea, un architetto romano, specializzato nell'edilizia carceraria, subisce un attentato. Nonostante un colpo alla nuca, egli sopravvive, con una pallottola nel cranio e un grande desiderio: capire il perché del terrorismo e il senso, se esiste, della violenza quale forma di lotta.

A me interessa molto lo spirito dell’archivio diaristico di Pieve Santo Stefano.

Ti chiedo chi si occupa della memoria (critica-diaristica) blog?

Chi è il pioniere dei blog di architettura in Italia?


30 gennaio alle ore 23.36

Giulio Paolo Calcaprina

Mi solleciti su due punti:

1) non sono allineato sul pensiero di Muratore, spesso sono in forte disaccordo con lui e con il suo modo di esprimersi. E' un BLAG, sono d'accordo. Però è una presenza rilevante, non si può ignorarla.

2) Lenci............... mi incuriosisce questa storia del diario soprattutto perché forse, finalmente, ne può disvelare il lato umano. Devi sapere che sono stato studente al tempo di Lenci (dopo la pallottola) e unanimemente, dagli studenti (e da me), era considerato il più grande stronzo in giro per la facoltà. Ti sottolineo il fatto che raramente uso parolacce nel mio lessico. Conoscendo la dinamica del suo attentato, comprendo tante cose, ma non riesco a giustificare il suo rapporto con gli studenti privo di qualsiasi traccia di empatia, compassione, umanità (leggi in senso letterale questi tre termini).


31 gennaio alle ore 15.57

Salvatore D'Agostino

---> Giulio,

1) In questa vecchia
intervista su splinder a Luca Sofri (il Giorgio Muratore dell’architettura non il primo blogger ma il più gettonato) a questa domanda: «E tu come vorresti che evolvesse?», rispondeva: «Non so. Credo che vorrei che non ne nascessero troppi altri. Non per l'elitario atteggiamento degli iniziati, che trovo insopportabile. Ma perché non ce la farò a seguirli tutti, diventa una tortura come quella dei giornali. E la selezione non è più una selezione».

Io ho la sensazione che i blogger (uno strumento Web ormai in declino) hanno solamente utilizzato le caratteristiche della piattaforma e che siano dimenticati di creare o inventare altre forme di comunicazione.
Io non escludo nessuno (vedi l’inchiesta OLTRE IL SENSO DEL LUOGO) e credo che in Italia ci siano stati e ci sono pochi blog di architettura e questo mi fa riflettere (siamo oltre 130mila). Non ho mai detto di ignorare Muratore, infatti, è stato tra i primi a essere intervistato nella rubrica MONDOBLOG.
2) Per questo motivo occorre saper leggere queste storie con un’attenzione diversa. La memoria digitale è ‘labile’ non dura in eterno.


01 febbraio alle ore 9.14

Salvatore D'Agostino
Concludo il post di cui vi parlavo ---> http://wilfingarchitettura.blogspot.com/2010/02/0026-mondoblog-la-storia-del-blog-e-una.html

in questo modo:«Più che una storia blog si può parlare delle tracce ancora visibili in rete o resi tali dalla critica.

C'è da chiedersi come rendere meno labile la 'memoria' Web?

Il prossimo colloquio di Wilfing Architettura ripercorre una di queste storie o tracce in rete ed interloquirà con
Stefano Ricci autore di Elmanco».

Resta sempre valida la domanda chi è stato il primo blogger ‘architetto’?

Saluti,

Salvatore D’Agostino


03 febbraio alle ore 11.01


Seconda parte 'L'architettura italiana scopre i blog'

Si! La scrittura blog comincia a interessare, c'è un insolito e importante movimento, v'invito a fare quattro passi in rete:


Primo passo 'la blogghizzazione delle riviste storiche'

The Royal Institute of British Architects | Casabella ---> 01 gennaio 2010

Letto bene! Proprio la vecchia rivista 'Casabella' ha aperto un blog curato da Sergio Polano:

«Abbiamo scelto la via più semplice, efficace e diretta per essere presenti in rete: un blog, all’insegna della sobrietà e della concisione, senza né orpelli né effetti speciali, programmaticamente affidato a una delle più diffuse piattaforme di blogging e testato sin dal principio dell’anno, eppur sempre work-in-progress, come ogni impresa del web.
Il blog di «casabella» propone al frequentatore della rete (anche tramite cellulare) una sola notizia al giorno, relativa a novità, attualità, risorse, repertori, documenti, storia, curiosità e quant’altro riguardi l’architettura e il disegno industriale». qui
Mirtilli | Abitare

Vi avevo
già segnalato l'apertura del sito-blog di Abitare inaugurato con una lettera 'sul caso Casamonti' di Stefano Mirti a Stefano Boeri - 14 dicembre 2008, - suggerendo:

«Perché su “Abitare” non promuovete un dibattito vero sulle nuove modalità di rapporto tra soggetti pubblici e soggetti privati? il ruolo dei progettisti nel mondo che cambia, l’esercizio di incastro tra gli interessi privati e gli interessi pubblici. Questo è il tema vero, è il tema reale che interseca qualsiasi operazione di trasformazione effettiva nel nostro paese».
Solo adesso, mi sono accorto che non vi avevo mai segnalato il suo spazio su abitare, a mio avviso l'unico del sito con il carattere 'blog'.
Inizio il 23 marzo 2009 'A Milano, nuovo giro al Design Museum della Triennale' ecco le intenzioni:

«“Mirtilli”. Ovvero, una nuova rubrica con pensieri sparsi di Stefano Mirti. Dovendo spiegare di che rubrica si tratta si puo’ distorcere l’attualissimo Flaiano: “Il design è un investimento di capitali, la cultura un alibi”. A cui si puo’ affiancare un’altra sua grande verita’: “Coraggio, il meglio e’ passato!”».
Ed ecco perché è un blog:

«Chiamato in causa dai commenti dei lettori sull’articolo “Geopolitica Minerale” (15 febbraio) devo precisare un paio di cose.
Rispetto al lettore Carlo dello Salli che mi definisce “lacché” del sopracitato Boeri, faccio presente che per essere un lacché dovrei ricevere un qualche stipendio e/o emolumento dal Boeri medesimo. Essendo che questo non capita (e da che lo conosco, circa 1995, non è mai capitato), direi che su questo fronte sono tranquillo.
Per tranquillizzare il dello Salli, posso anche dire che la rubrica “mirtilli” viene fatta in prima istanza perché mi diverte e il tutto non prevede alcuna forma di pagamento da parte di Boeri / Abitare / RCS / famiglia Agnelli nei miei confronti (né in soldi, né in massaggi, né in niente).
:-(

Scrivo “mirtilli” perché mi piace, a volte ho altre cose da fare (da cui le settimane in cui salto la consegna), nessuno mi paga, da cui nessuno mi rompe le palle rispetto ai temi su cui voglio scrivere. Scrivo di notte, nessuna noiosa riunione in redazione, non rubo spazio, non mangio carta, non devo negoziare con nessuno + altre svariate cose simpatiche collegate alla mia condizione».
qui
Vuoi diventare un Sensor? | Domus ---> 25 settembre 2009

Anche in questo caso vi avevo già parlato dell'apertura del blog di Domus qui ma non vi avevo mai parlato di Domus Sensor.
Che cos'è?
Una semplice piattaforma gestita da Domus - chiunque può aprire un blog -
dove i post prima della pubblicazione sono esaminati dalla direzione.
Vi riporto il post dell'iniziativa:

«Scatta una foto, gira un video e raccontaci cosa succede nella città in cui vivi. Mandaci impressioni, idee curiose, progetti interessanti e novità nel campo dell'architettura, dell'arte e del design.
Per diventare un Sensor compila il form.
A quel punto potrai mettere online tuoi updates e il tuo profilo sarà visto da architetti, designer e professionisti del settore».
Peccato che sia privo del feed.

Secondo passo 'Una tardiva ma piacevole scoperta'


Mi sono imbattuto per caso in questo blog mentre leggevo dei commenti di tashtego (così si firma fuori dal suo blog) sul blog collettivo ‘Nazione indiana’ – piccola divagazione: sarebbe bello rintracciare anche i commenti di alcuni interessanti interlocutori - linkando sul suo nome mi sono reindirizzato su tash – blog.
Primo post ‘Senza l'emozzione non passa la nozzione’ del 17 febbraio 2005
Un blog denso di pensieri e disegni.
L’autore si chiama Francesco Pecoraro ed è, al momento, il primo ‘blogger - architetto’ ad aver pubblicato in un libro -cartaceo :-) – i contenuti di un blog: Francesco Pecoraro, Questa e altre preistorie, Le Lettere, 2008
Il post non è commentabile poiché:

«...e per un po' di tempo, questo blog è chiuso ai commenti, non essendo il titolare capace di bloccare le incursioni dell'onanista Massimo, che lascia qui le sue masturbazioni (in senso letterale) incoraggiato dalla casalinga insoddisfatta Pispa. Saluti e grazie a tutti voi». qui
Anche in questo caso, peccato che sia privo del feed e di una mail (qualcuno lo conosce?)

Terzo passo 'novità'

[Diffuse Tapes] I want to become a deer | Ymag ---> 22 marzo 2010

Luca Diffuse inaugura la sua rubrica su Ymag il magazine-blog diretto da Luca Molinari.

Interessante la sua relazione con i luoghi fisici e mentali abbinati a un sapiente gioco visivo e narrativo.

WHAT IS THIS? (#2) | Punto G ---> 03 febbraio 2010

Forse un negozio di calzature, forse un racconto di scarpe e forse delle storie pedestri.

Blog ideato dal gruppo OPLA+

Esercizi Sperimentali della Libertà | A12 NEWS ---> febbraio 2010

A mio avviso, il dizionario dinamico della città contemporanea ideato per la VII mostra internazionale di Architettura alla Biennale di Venezia e lanciato nel giugno 2000, resta ancora uno dei siti più innovativi italiani '
Parole-aporee'.
Il gruppo A12 ha deciso di comunicare le proprie iniziative attraverso un normale blog di blogspot.
Da seguire.

La città contemporanea ideale | IF research --->1 aprile 2010


mail del 18 aprile 2010 19.49

Guido,
che cos'è IF research?
Un caro saluto,
Salvatore D'Agostino


mail del 24 aprile 2010 11.18
Ciao Salvatore,
IF è una costola di Firmiamo la lettera. O meglio uno dei "genitori" di "firmiamo la lettera".
IF è un'associazione che si "batte" per trovare interlocutori, nella pubblica amministrazione e non solo, che vogliano riconoscere la qualità dell'architettura come obbiettivo da perseguire. Sia nel pubblico che privato.
Spinge moltissimo, e ci tiene tantissimo, sullo strumento concorso e guarda con ammirazione alla regione Umbria che ha votato da poco una legge per la Qualità dell'Architettura (e anche alla Puglia che l'ha bocciata per poco...ma chissà che il nuovo Vendola non ribatta sul chiodo).
Ora stiamo portando avanti alcuni progetti che non ti posso ancora rivelare.....
Guido Incerti


N.B.: Primo post
12 novembre 2009

1. Le puntate del compasso: Politica e Meritocrazia | Antonino Saggio ---> 5 dicembre 2009

Antonino Saggio presenta due novità:

la prima un ciclo di appunti video e credo che - il critico e docente universitario - sia il primo video-blogger italiano di architettura .
Ecco i link delle altre puntate:

Interessanti i moniti sull'accademia italiana e gli architetti italiani migranti. Destabilizzanti le idee sulla morte di Pier Paolo Pasolini;

la seconda un blog dedicato al suo nuovo libro 'Architettura e modernità. Dal Bauhaus alla rivoluzione informatica, Carocci, 2010'.
Inizio blog 'febbraio' 2010.


archi(TRASH)ture | docklab ---> 29 marzo 2010

Massimiliano Ercolani mette in rete il blog del suo studio ‘
Doks lab’ in questo post ripropone il manifesto eretico dell’ARCHITRASHTURE per legittimare la superfetazione come processo ideativo (Roma, 1996).
Inizio blog:
15 marzo 2010

Quarto passo 'reader'

3 years of DigitAG& [pdf ebook] | DigitAG& ---> 6 aprile 2010

Andrea Graziano in occasione del suo terzo anno di attività da blogger ha raccolto in un PDF tutti i post del suo blog.
Il risultato è uno straordinario esempio di 'eccetera' ovvero ciò che Umberto Eco chiama la 'vertigine della lista'. In questo - anche qui - primo esempio di e-book di blogger italiano troviamo un aggiornamento quasi quotidiano di link interessanti per la personale ricerca ma 'condivisi' con gli avventori del blog.
Un chiaro esempio di eretica cultura blog: l'eccetera dei link.

Modernismo | Filippo Zordan ---> 23 aprile 2010

Filippo Zordan propone una riflessione sui 'processi dell'architettura contemporanea'.
Apprezzo i post come 'appunti critici' sono i più interessanti e forse - poiché imperfetti - i più freschi.

Le parole e le case | Il nido e la tela del ragno ---> 22 aprile 2010

Rossella Ferorelli ci fa riflettere sullo stato della critica italiana riporto il finale per reindirizzare i pensieri:
«In conclusione, per evitare che il dibattito teorico – soprattutto in Italia – si incancrenisca intorno a testi di scarso profilo, votati ossessivamente all’attacco di uno star system per il resto in alcun modo combattuto dalla categoria, dobbiamo sperare che le università spingano verso l’obiettivo di creare progettisti dotati di grandi talenti compositivi e insieme grandi capacità speculative e riassuntive. In quest’ottica, si potrebbe ad esempio cominciare con il recupero di un autore che, senza dubbio almeno per il secondo dei due aspetti, costituisce un perfetto esempio di sintesi tra filosofia e mestiere: John Johansen.
Chiudiamo con una sua citazione: I believe that no architect can produce buildings which are valid unless he is sensitive to the prevailing conditions and experiences of his time, and all but a few today, regardless of their talent, are out of touch».


Chiudo, capisco sono stato un po' prolisso e forse un po' vertiginoso ma le tracce critiche della rete non amano i confini teorici.


26 aprile 2010

Intersezioni --->BLOG READER


Come usare WA --------------------------------------Cos'è WA
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[1] Daniele Giglioli, Blog Italia, Abitare, n. 488, 12/2008-01/2009

[2] a cura di Mario Gerosa, Parla come navighi. Antologia della webletteratura italiana, Ass. Culturale Il Foglio, 2010

16 commenti:

  1. Ciao Salvatore, grazie della segnalazione.

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  2. una lunga storia, quella di «casabella» e la rete, come si vede qui
    http://www.polano.eu/cbol/cbhome.htm

    un saluto da

    sergio poano

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  3. ---> Luca,
    non è una semplice segnalazione e una traccia Web che a mio avviso va seguita.
    Già con il tuo vecchio blog avevi creato un piccolo cortocircuito, raccontato (non sempre c’era anche altro) del tuo rapporto con il video ovvero lo specchio delle nostre speculazioni sia progettuali sia intellettive.
    Saluti,
    Salvatore D’Agostino

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  4. ---> Sergio Polano,
    come no! Un sito che risale (come dice nel suo blog) al 1995-1997 a mio avviso un’occasione sprecata. Sarebbe stato un vero è proprio laboratorio d’idee ‘interattive’, per saggiare concretamente quell’intelligenza collettiva che Pierre Levy e altri teorizzavano in quegli anni.
    Adesso sappiamo che c’è anche una ‘deficienza collettiva’ nell’uso della rete e c’è chi come Giuseppe Granieri pensa che la nostra ‘umanità ‘ sia semplicemente accresciuta.
    Resta l’amarezza di non leggere 15 anni di storia WEB di Casabella e di diconsocere l’umanità ‘architettonica’ accresciuta.
    Un caro saluto,
    Salvatore D’Agostino

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  5. anno 2000 nasce www.b-e-t-a.net Bollettino Ermeneutico Trimestrale d'Architettura in 3 lingue una delle prime pubblicazioni digitali di architettura italiane da cui nasce Channelbeta, segnalata al premio Bruno Zevi Romarchitettura seconda edizione (2001 mi sembra) in quel periodo si sperimenta l'interazione attraversi i cosiddetti forum, probabilmente i forum della prima channelbeta sono tra i primissimi esperimenti di interazione ma ancora non c'è la smaniosa voglia di comunicare ed interagire di oggi...

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  6. cerchero in questi giorni di vedere se in qualche cartella di backup riesco a trovare tracce dell'antico forum, probabilmente 2002

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  7. Gianluigi D'Angelo,
    interessante l’idea di curiosare sul vostro antico forum.
    Grazie della segnalazione.
    Una curiosità perché ‘ermeneutica’?
    Saluti,
    Salvatore D’Agostino

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  8. Ciao Salvatore, non l'avevo finora fatto, ma ti ringrazio per la segnalazione... del blog che è stato ideato per lo studio mod-o (con cui collaboro, mod-o.net) per l'apertura di un nuovo concept store in Pordenone... (nei anni in verità, così, distrattamente, ho dato vita ad alcuni blog, solo "per vedere, di nascosto l'effetto che fa'")

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  9. ---> Marco +,
    utilizzare un blog non solo per pubblicizzare il prodotto ma anche per raccontare delle storie è una bella idea.
    Questa storia dei blog, che in qualche modo voglio ricostruire, serve per capire lo strano rapporto che gli italiani hanno con le piattaforme ‘comunicative’. Per qualche ragione ‘etologica’ nel senso rapporto del comportamento dell’uomo con gli ambienti ‘virtuali’, l’italiano disattente questi mezzi.
    Non dico che non li utilizza, ma la teoria che alcuni studiosi americani ricavarono dall’uso intensivo di queste tecnologie ovvero ‘l’intelligenza collettiva’ in Italia perde di significato.
    Alcuni spunti in ‘brainstorming’ di riflessione:

    il media principale in Italia resta la TV che fa un’informazione terroristica sui new media ad esempio in questo momento, non vi è servizio che non fa vedere una pagina ambigua di facebook ;

    il giornalismo usa luoghi comuni e il linguaggio del ‘parla come mangi’ ad esempio, identifica il Web con un fantomatico ‘popolo della rete’ ovvio che non esiste una popolazione anarchica ‘nerd’ in Italia;

    ogni novità è derisa aprioristicamente per dopo farne un uso smodato e non maturo, ad esempio per i telefonini vi fu un ciarlare ‘mediatico’ incredibile spesso con servizi malinconici del ‘si stava meglio prima’. Oggi l’Italia vanta molti primati sull’acquisto e uso dei cellulari ma spesso non riesce ad avere un comportamento idoneo che tuteli la propria privacy in pubblico;

    non si è creato un giornalismo dal basso. L’italiano ama (è stato abituato ad amare) il volto televisivo e i tre blog più seguiti Grillo-Giglioli-Sofri non hanno mai aiutato i piccoli blogger dell’informazione.

    In questo mio viaggio blogger, ho ritrovato la stessa apatia (indotta) anche nel mondo dell’architettura.
    In funzione della mia ricerca, adesso ho una piccola consapevolezza, premesso che i media ‘principali’ per ragioni ‘economiche/politiche/caratteriali’ amano screditare l’avversario e incensare l’amico (capisco un pensiero troppo riduttivo), un gioco puerile (militaresco) ma efficace, per ottenere ciò che vogliono, ho capito che bisogna creare dal nulla una nuova idea di comunicazione prelevando dalla rete (e non solo) le idee più interessanti e lucide anche se acerbe, dargli spazio e farli vivere.
    Se il sistema ‘comunicativo’ si alimenta di ‘consensi economici-politici’’ occorre contrastarlo non imitandolo ma emancipandosi dalla sua logica, creando nuovi canali di comunicazione.
    Un buon esempio ci proviene dalla letteratura che in questi ultimi anni ha affiancato alle pubblicazioni ‘critiche’ cartacee o giornalistiche (carta/TV) una ricca ed efficace critica blog creando un altro canale informativo/critico vedi: Nazione Indiana, Primo Amore (inizio), Camilla, Lipperatura e molti blog personali degli stessi scrittori (Saviano ha iniziato a scrivere sul suo blog).
    La letteratura italiana più vivace e interessante degli ultimi anni proviene dai blog: Genna, Wu Ming, Saviano, Scarpa, Moresco, Vasta, Santangelo e via dicendo.
    Wilfing Architettura spingerà in questa direzione perché è consapevole che in Italia ci sono tante perle ‘critiche’ e ‘creative’ che devono solo essere scoperte.
    Temo che i nuovi critici arriveranno dai blog, poiché non avranno obblighi commerciali o linee editoriali (spesso gerontocratiche).
    Saluti,
    Salvatore D’Agostino

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  10. ciao salvatore, ti rispondo un po' in ritardo (ma che vuoi il tempo... qui non segue regole mediatiche, è il bello di certi blog!) condivido in linea di massima tutto quanto dici sulla deriva dell'informazione... e così in parte dell'architettura e sull'informazione dell'architettura. Anch'io penso che non bisogna imitare ma bisogna "fare" e mettere a disposizione il proprio "fare"... la rete (di contatti, anche oltre la rete) si deve evolvere senza protagonismi. Il tuo grande lavoro (e in particolare i tuoi blog-reader - mondoblog - oltre il senso del luogo) sono un ottimo esempio in questa direzione... non ricordo in quale post/commento ho letto che questa piattaforma ti va stretta... e forse ti capisco... maggiore interazione(?), sarei curioso di una tua visione...

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  11. Prima parte
    --->Marco+,
    sulla piattaforma poco ‘da architetti’ ne avevo/avevamo parlato qui ---> http://wilfingarchitettura.blogspot.com/2009/04/0004-blog-reader-larchitettura-blog.html
    ne ho/abbiamo parlato altrove, ma soprattutto ci sono/siamo ritornati qui --->
    http://wilfingarchitettura.blogspot.com/2010/06/0030-mondoblog-sui-blog-e-i-siti-delle.html

    Ti riporto un commento fatto qui --> http://www.abitare.it/mirtilli/kisskiss/
    Fabrizio Gallanti,
    grazie per due motivi per il link e per il libro citato in un suo recente articolo ‘The Uncamy’ di Mike Kelley che non conoscevo.
    Lei mi pone tre domande
    1) Sono curioso di sapere cosa potrebbe diventare il suo archivio di blog. Un evento italiano analogo a Postopolis, messo in piedi da Joseph Grima?
    2) Perché i blogger non convergono sulla Biennale a settembre?
    3) Un evento italiano analogo a Postopolis, messo in piedi da Joseph Grima, e sostenuto dalla nostra concorrente Domus?
    Ecco le mie risposte:
    1) Al momento è un reportage (se vuole inchiesta) sulle voci mainstream del nostro paese.
    Da una prima analisi (non definitiva e perfettibile) la blogosfera italiana, a grandi linee, non esiste (infatti, a ragione, non è presente nell’evento POSTOPOLIS!) soffre (per dirla alla Mario Perniola + Wu Ming + Fabio Metitieri) di tre grossi problemi:
    Primo ECOLALIA: ovvero parla esclusivamente di ‘argomenti fatti’ (parafrasi di frasi fatte). Mancando di spessore critico. A tal proposito, sono interessanti i generatori di frasi inventate nella rete, ad esempio il ‘Generatore di poesie di Sandro Bondi’ le passo il link —> http://gamberorotto.com/miscellanea/sandro-bondi-il-generatore-di-poesie/
    Secondo GRILLO: Il blog di Beppe Grillo, il primo in Italia per volume di accessi, ha creato gli ‘Incazzati in pigiama’ ovvero chi urlacchia (nascondendosi nella cloud) contro tutti e tutto dimenticandosi dell’azione civile quotidiana.
    Ha presente l’episodio de “I mostri” di Dino Risi intitolato “La strada è di tutti” ? Le passo il link: http://www.youtube.com/watch?v=LeIl2na7H1Q
    Per capirci: Beppe Grillo sta alla politica italiana come Vittorio Sgarbi sta all’architettura italiana.
    Terzo AUTORE: ovvero il dramma dell’opinionismo, legato più al nome dell’autore che ai contenuti delle opere.
    «Opere, va ribadito. È forse il punto più importante. Opere. Stiamo parlando prima di opere e solo per conseguenza anche di autori. Gli autori sono meno importanti. Se solo fosse possibile una storia letteraria [ndr dell’architettura] senza nomi, una ‘Literaturgeschichte ohne Namen …’» (Wu Ming).
    2) Perché un blogger non è strutturato economicamente. Non ha i grandi numeri di accesso, per avere un’economia di ritorno. Un suggerimento a Luca Molinari curatore del padiglione italiano: accreditare i blogger italiani-stranieri come giornalisti, esperimento fatto l’anno scorso dal settimanale ‘Internazionale’ per il suo festival (qui il solito link —> http://festival.internazionale.it/blog/2009/10/08/il-festival-dei-blogger). Una sensibilità ripagata.
    3) Chiarita, a grandi linee, la debolezza della blogosfera italiana. Vorrei parlare della debolezza delle riviste italiane partendo dalla sua frase: «dalla nostra concorrente Domus». Riducendola (quindi senza pretesa di completezza) a due paradossi A e B.
    Paradosso A [LA GUERRA FREDDA]: Tutte le critiche interessanti tra le riviste avvengono nei corrispettivi corridoi. Da anni non esistono scambi di opinioni. Ogni tanto – in rete – Luigi Prestinenza Puglisi prova a farlo. Troppo poco. Le/vi chiedo dov’è finito il sano scontro critico?
    Paradosso B [DEL PRODOTTO EDULCORATO]: Nella realtà non esiste l’architettura eugenetica, portatrice sana ed esclusiva di cultura architettonica. Capisco il vostro problema legato alla pubblicistica vendibile. Le/vi chiedo dov’è andata a finire la narrazione critica dell’architettura?
    Buona domenica,
    Salvatore D’Agostino

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  12. Seconda parte

    ---> Marco+,
    se la blogosfera italiana è debole, il giornalismo tout court sta ancora peggio, attualmente c’è un dramma in corso delle figure ‘giornalistiche’ soprattutto per quel problema ossimorico dei blogger-giornalisti (un vero è proprio harakiri) ovvero la tendenza a imitare il peggio del mainstream.
    Va bene, ritorniamo alle nostre cose blogger e inventiamone di nuove.
    Facciamo.
    A presto,
    SD

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  13. Enrico G. Botta10 marzo 2012 12:54

    Devo ricordare che il Blog e' un formato... non mi sembra una discussione rilevante stabilire chi per primo a usato uno sfondo nero o verdana per parlare di architettura.

    Se si vuole stabilire la data di nascita delle discussioni dia architettura on-line allora bisogna necessariamente citare i gruppi usenet e it.arti.architettura dove molti architetti e studenti erano attivi in discussioni, documentate (io figuravo con il nick Cre_Active) e ancora consultabili, fin dal 95-96.

    Se invece si vuole stabilire la nascita delle prime iniziative individuali la prima e' senza dubbio architettura.it.

    La mia prima pagina "Casa'emmerda" apri' su server universitari IUAV nel 96 a seguito della Biennale dello stesso anno.

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  14. Enrico,
    in che senso il blog è un formato?
    Ovvio non è interessante capire chi sia stato il primo ma quali sono stati i passaggi del panorama Web italiano.
    Interessante ciò che racconti soprattutto della pagina IUAV.
    Ti va ne parlarne meglio?

    Saluti,
    Salvatore D’Agostino

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  15. Enrico G. Botta23 marzo 2012 17:00

    Il blog e' uno dei formati in cui si possono presentare delle informazioni sul web.

    Per le sue caratteristiche ha sicuramente una influenza, se non sui contenuti in senso ampio, sui modi in cui gli argomenti vengono affrontati/esposti/discussi.

    Per quanto riguarda Casae'mmerda, e' inizialmente stata pubblicata su server yi.com (yellow internet), credo uno dei primi in assoluto che offrisse hosting gratuito. Inutile dire che allora si parlava di pochi megabyte.

    Si trattava di un blog ante-litteram con post organizzati per data di solito di commento a fatti ed eventi correlati all'architettura. Lo spunto venne da una lavoro di "critica" scritto per il corso di Teorie e Tecniche della Progettazione Architettonica, a commento della visita alla Biennale di Hollein "Architetto come Sismografo" del 1996.

    Quello e' stato il primo di una diversa serie di progetti web per l'architettura non andati a buon fine.

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  16. Enrico,
    mi ritrovo in quello che dici sui blog per questo motivo, credo che serva una critica su ciò che succede nel Web.

    Chi era il professore di Teorie e Tecniche della Progettazione Architettonica?
    A proposito dello IUAV qualche tempo fa ho trovato delle tracce di un simil blog a cura di Francesco Tentori qui.

    Sì ho letto il catalogo di quella biennale ne avevo parlato qui.
    Anche se c’è pochissimo, è stata la prima biennale dedicata alle interazioni Web.
    Tu che cosa ricordi?

    Per correttezza nel 95’ sia Casabella, Domus e Abitare crearono i loro siti.

    Saluti,
    Salvatore D’Agostino

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