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10 maggio 2010

0028 [MONDOBLOG] Cosa sono le reti?

di Salvatore D'Agostino
«Il riduzionismo è la forza che ha guidato gran parte della ricerca scientifica del XX secolo. Per comprendere la natura, affermano i suoi sostenitori, occorre innanzitutto decifrarne le componenti. [...] Per decenni, quindi, siamo stati abituati a vedere il mondo attraverso i suoi costituenti. Ci hanno insegnato a studiare gli atomi e le superstringhe per afferrare l’universo; le molecole per capire la vita; i geni dell’individuo per comprendere la complessità dei comportamenti umani; i profeti per individuare le origini di manie e religioni. Fra breve avremo esaurito tutto quello che c’è da sapere sui singoli pezzi. Eppure non ci siamo granché avvicinati alla comprensione della natura del suo insieme. La realtà è che […] inseguendo il riduzionismo ci siamo imbattuti nel muro della complessità. […] Nei sistemi complessi le componenti possono combaciare in così tanti modi diversi che ci vorrebbero miliardi di anni per provarli tutti. Eppure la natura assembla i suoi pezzi […] sfruttando le leggi onnicomprensive dell'autorganizzazione, le cui radici continuano a essere per noi un profondo mistero. […] Ci accorgiamo ormai di vivere in un mondo piccolo, in cui ogni cosa è collegata alle altre. […] Siamo arrivati a capire l’importanza delle reti.» (Albert Laszlo Barabasi)1
Una complessità che si fonda su un approccio olistico, antiriduzionistico. La rete è una nuvola di link, un tutto costituito da precari punti di orientamento.

Come tener traccia dei link della nuvola?

Casabella blog - direi finalmente - il 7 maggio 2010 ha segnalato ‘Archiblog’ ovvero l’unico aggregatore di articoli pubblicati dai blog di architettura in tutto il mondo. È stato creato da Alessandro Ranellucci nel 2005, giocando con il calendario possiamo ripercorre gli argomenti discussi in questi anni dai blogger.
Un tutto che si riduce ma che non può evitare la complessità. Una delle caratteristiche ricorrenti dei blog è di prendere appunti dei link che si reputano interessanti. Una personale rete di link che spesso si trasformano in contatti.

Per capire meglio quest’aspetto ho dialogato con Andrea Graziano curatore del blog digitag&, più che un blog un archivio di link intorno l'architettura parametrica.

Cosa sono le reti?


«Sono soltanto lo scheletro della complessità, i meccanismi su cui si articolano i processi che fanno pulsare il mondo». (Albert Laszlo Barabasi)2

La rete dei blog mondiale Rhinoscripting experiences curata da Pablo C Herrera


10 maggio 2010 (ultima modifica 17 settembre 2012)

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Note:
1 Albert Laszlo Barabasi, Link. La scienza delle reti, Einaudi, Torino, 2004, pp. 7-8
2 Albert Laszlo Barabasi, op. cit., p. 236

25 settembre 2009

0054 [OLTRE IL SENSO DEL LUOGO] Archiblog di Alessandro Ranellucci

Salvatore D’Agostino:
  • Qual è l’architetto noto che apprezzi e perché?
  • Qual è l’architetto non noto che apprezzi e perché?

Qui l’articolo introduttivo


Archiblog di Alessandro Ranellucci

Per quanto rispondere alla tua domanda sull'architetto noto sembri a prima vista più semplice che citare un architetto non noto, sento l'esigenza di essere molto cauto. Parlare di "architetto noto" in questi tempi infuocatissimi rischia necessariamente di richiamare e riconoscere la figura polemica dell'archistar, e intendo sfuggire a questo equivoco. Per altri versi non intendo neanche prendere posizione in favore di linguaggi, stili, forme e mi manterrò fedele alla lettera della tua domanda.
Un architetto noto che in questo periodo mi trovo ad apprezzare è Kengo Kuma. Mi interessa molto la sua ricerca di dissolvere gli oggetti architettonici e di considerare il suo intervento come interno e secondario alle logiche dell'ambiente che lo genera; in questo atteggiamento vedo il superamento della vecchia e stravecchia favola del "dialogo col contesto", che si traduce regolarmente in scimmiottamenti formali o spettacolari contrasti. Kengo Kuma sminuzza, scandisce, trafora; distoglie lo sguardo dai suoi edifici, invita ad entrarci e ad aprire gli occhi su quello che c'è intorno. Si fa guidare dai materiali, bagna di luce e invita a toccare con mano.
Ho un personale metro di giudizio, che spesso mi chiarisce le idee: se un'opera di architettura è difficile da fotografare e appare meno di quello che risulta dal vivo... probabilmente ha qualche elemento di interesse in più.

Venendo all'architetto non noto, schivando i tanti vari professionisti emergenti che si vedono nei risultati dei concorsi ma che inevitabilmente hanno un sapore troppo acerbo (o troppo militante) per essere apprezzati con serenità, mi viene in mente il colombiano Rogelio Salmona. Certo non è un giovane esordiente, ma alle nostre latitudini ho l'impressione che sia davvero molto poco noto e quindi adattissimo per rispondere alla domanda.
Se l'architetto è colui che sa preparare belle rovine, le opere di Salmona trasudano questo carattere fino in fondo. Secondo lui l'architettura è una "somma di possibilità poetiche su qualcosa di molto concreto". E ciò che rende belle le opere di Salmona non è il metodo, non è uno stile o una militanza, ma è solo e semplicemente la sua capacità poetica. Fa un po' paura parlare di capacità poetica di un architetto. Fa paura anche a me. Fa paura nelle scuole di architettura. Salmona parla per metafore, descrive le sue superfici di mattoni e pietra usando il lessico della musica.
Apprendo solo ora, dopo aver steso questa risposta, che Rogelio Salmona è morto nel 2007. Non lo sapevo, me ne spiaccio e mi spiaccio anche di essere andato formalmente fuori tema visto che mi si chiedeva un architetto vivente...

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Leggi:

27 maggio 2008

0008 [MONDOBLOG] Tutti i blog di architettura

di Salvatore D’Agostino 
introduzione 

Alessandro Ranellucci nel 2005 ha creato ‘ArchiBlog’ il primo aggregatore di architettura in lingua inglese, spagnola, portoghese, francese e italiana.  

Salvatore D'Agostino Archiblog è un aggregatore di notizie del mondo dei blog di lingua inglese, francese, spagnola, italiana, portoghese che vertono sul tema dell’architettura, città, design e arte contemporanea. Attraverso l’uso di algoritmi e l’apporto manuale, ogni giorno ci dà l’anteprima sulle news che gravitano nei blog. Con l’evoluzione del web 2.0, la blogosfera sembra avere contenuti più vivi e interessanti? 

Alessandro Ranellucci Sicuramente l'architettura è un settore in cui il mondo dei blog sta dando un contributo interessante integrando il panorama editoriale esistente: se guardiamo ad esempio l'Italia, sappiamo bene quanto le riviste di architettura siano definite dall'alto e perseguano scelte editoriali rigide. I blog che stanno nascendo in questi anni sono spesso gestiti in modo semiprofessionale e pertanto allargano il panorama dell'informazione e della divulgazione senza nulla da invidiare alla qualità dell'editoria tradizionale. 

Com’è nata l’idea di ArchiBlog? 

È nata dalla curiosità personale verso i blog di architettura e dalla necessità di fare ordine tra le tante fonti presenti in rete. Fortunatamente nel 2005, quando il progetto iniziò, esistevano molti meno blog e quindi fu più semplice iniziare l'indagine. Sfruttando le mie competenze dovute ad una "vita parallela" da informatico professionista ho realizzato dei software piuttosto complessi che mi aiutano nella selezione e catalogazione degli articoli, permettendomi di concentrarmi sull'aspetto contenutistico. L'iniziativa ha avuto sin da subito un buon successo tra i blogger e i lettori e quindi è potuta crescere grazie alle segnalazioni che tutti i giorni arrivano. 

A che cosa serve un blog per un architetto studente o professionista? 

La decisione di curare un blog è, in architettura come in tanti altri settori, frutto di una moltitudine di fattori. Per un professionista è spesso un'occasione per far conoscere la propria produzione, i propri interessi e riferimenti culturali, le proprie presenze sul territorio e negli ambienti culturali. Per uno studente è lo spunto per studiare, approfondire, riordinare le tante fonti della cultura architettonica, oltre che per guadagnare una visibilità e costruire una rete di contatti. Esistono diversi esempi di personaggi dell'architettura (italiani e non) che hanno incrementato moltissimo, se non addirittura creato, la propria notorietà nel settore investendo tempo nella cura di un blog. 

Quali sono le differenze (se ci sono) tra i blogger di lingua inglese/francese/spagnola/italiana/portoghese? 

Le differenze ci sono, e rispecchiano il ruolo che l'architettura e le sue branche rivestono nelle diverse culture. Nei paesi anglosassoni, ad esempio, c'è distinzione più netta rispetto all'Italia tra l'architettura e l'urbanistica (che lì è il "planning" e si avvicina nell'ambito della ricerca, più alle tematiche economiche e sociologiche sulla cultura urbana che non al discorso sulla forma della città che interessa maggiormente i blogger italiani). Altro genere di blog tipicamente anglosassone è quello sulla casa, dove si fonde l'interior design con il fai da te e l'oggettistica: esempi analoghi in Italia non ce ne sono, e infatti per ArchiBlog è sempre delicato evitare di includere articoli che sono troppo al di fuori dall'interesse specifico del settore dell'architettura. I blog di lingua spagnola invece sono in larga misura situati nell'America meridionale, e quindi danno conto dell'abbondante produzione di architetture contemporanee che lì si verifica in questi anni. Sono spesso blog di alta qualità editoriale che presentano progetti difficilmente pubblicati dalle riviste e dagli altri media del mondo europeo o anglosassone. 

Mi puoi indicare i blog più interessanti di lingua inglese-francese-spagnola-portoghese? 

È difficile dare un primato a dei singoli blog; la ricchezza di contenuti è data proprio dal loro insieme e dalla loro varietà. I blog di qualità sono alcune decine per ciascuna lingua, e quindi posso eventualmente citarne qualcuno a titolo di esempio. Vorrei però sottolineare il fatto che anche i blog "minori" (ossia con minore frequenza di pubblicazione, o meno noti e pubblicizzati, o gestiti con politiche più amatoriali) spesso propongono delle perle assai interessanti: è proprio per questo che ArchiBlog ha come obiettivo la valorizzazione dei contenuti di qualità indipendentemente dalla fonte. Nel mondo di lingua spagnola c'è da segnalare senz'altro Plataforma Arquitectura che è un'iniziativa editoriale più di ampio respiro e decisamente di alta qualità. Tra i blog di lingua portoghese non ci sono testate particolarmente importanti, ma per citarne alcuni ci sono Projetos Urbanos e A Barriga de um Arquitecto. Nel mondo anglosassone le segnalazioni di qualità potrebbero essere tante, e in ordine casuale cito Edward Lifson, architechnophilia, Architecture Chicago e A Daily Dose of Architecture. Tra i francesi segnalo infine Détours d'architecture e Details. 

Tra i blog italiani quali sono i più interessanti? 

In Italia è d'obbligo citare blog come Archiwatch di Giorgio Muratore, Architettura di pietra o iniziative più giovani come PEJA :::TransArchitecture, ma ce ne sono altri curati da studenti, come Architettura In Progress, Bovisiani, Petra Dura o da giovani architetti come Architettura Catania, Na3 Blog, De Architectura e Architetti senza tetto, che hanno una minore frequenza di pubblicazione ma propongono spesso argomenti vari ed interessanti. In ArchiBlog è anche presente la ben nota presS/Tletter di Luigi Prestinenza Puglisi che è la fonte più ufficiale ed "integrata" sull'attualità del dibattito sull'architettura nel mondo universitario. 

Con il proliferare dei blog i contenuti dei blogger tendono a diventare amplificatori di notizie prelevate dai giornali, TV e WEB secondo te questa ridondanza è utile? 

In effetti, è inevitabile che argomenti come la demolizione della teca di Meier o le presenze televisive di Massimiliano Fuksas vengano riprese dai blog, anche perché l'architettura ha una presenza abbastanza marginale sui mezzi di comunicazione di massa e quindi ogni volta che un tema diviene di pubblico interesse si tratta senz'altro di un evento. A questo, comunque, i blog reagiscono con una certa ironia e capacità critica senza allinearsi piattamente. Del resto l'architettura non è fatta di notizie: è fatta di racconti, fotografie, commenti, dibattiti. Anche per questo motivo nel settore dell'architettura quel fenomeno caratteristico dello strumento blog, ossia il riciclaggio di notizie, si verifica a mio avviso in misura minore. Quasi tutti preferiscono produrre contenuti originali e lo fanno anche a scapito dell'aspetto di "networking" tra blog (mi riferisco la citazione di notizie da altri blog e il rimando mediante link). 

Un consiglio per i neo-archiblogger? 

Il mio consiglio (che, essendo io un grande lettore e fruitore, è un desiderio) è quello di cercare le proprie fonti di informazione ed ispirazione al di fuori del mondo di Internet. Nonostante i contenuti d'architettura presenti nei blog siano vari ed interessanti, mancano di molte riflessioni proprie del mondo universitario e professionale: mi riferisco a settori disciplinari come il restauro, la tecnologia, il cantiere, la scenografia ed altri. Inoltre anche nella forma, forse è il caso di sfruttare l'occasione del connubio blog/architettura per scegliere forme espressive più approfondite e meno sintetiche, più fatte di conoscenza che di semplice informazione. Per fare un esempio, è una graditissima sorpresa trovare ogni tanto dei lunghi articoli, pieni di foto e di riferimenti culturali, su temi di storia dell'architettura o di teoria della progettazione. Questo è ciò che può dare ad un blog esordiente la capacità di attrarre interesse e lettori, lasciando alle strutture editoriali più attrezzate il compito di diffondere bandi di concorsi e aggiornamenti legislativi. 

Un errore da evitare? 

La banalità. Tutto il resto in un modo o nell'altro ci piace: siamo pur sempre architetti no? 

Vuoi aggiungere qualcos'altro? 

Una classica domanda potrebbe essere "progetti per il futuro?" 

Un po' ‘marzulliana’, ma va bene. 

Anzitutto aumentare il numero delle lingue presenti in ArchiBlog. Attualmente già raccolgo articoli da interessanti blog stranieri (scandinavi, romeni, islandesi) ma occorre lavorare per la loro pubblicazione, eventualmente ricercando delle collaborazioni. Il secondo obiettivo a medio termine è quello di superare la consultazione cronologica privilegiando i contenuti di qualità, e quindi operando delle scelte editoriali più nette che aiutino il lettore a non venire sommerso dalla grande mole ormai presente ogni giorno (parliamo di una media di 80 articoli al giorno). A questo proposito bisogna anche superare la distinzione per lingue, permettendo da un lato al lettore di scegliere le lingue che preferisce ma anche suggerendogli eventuali collegamenti tematici in diverse parti del globo. Infine potenziare il motore di ricerca, che è al momento l'unico motore di ricerca tematico sull'architettura ed è ampiamente usato come banca dati poiché cerca su oltre 65mila documenti in più lingue. 

27 maggio 2008
Intersezioni ---> MONDOBLOG

22 maggio 2008

0007 [MONDOBLOG] Jorn Barger e ArchiBlog

di Salvatore D'Agostino

Il primo blog risale al 17 dicembre 1997 a cura di Jorn Barger.1 Gli serviva come promemoria per i siti che consultava. In seguito, cominciò a inserire note per la sua ricerca sull’intelligenza artificiale e su James Joyce, che, secondo il blogger, è il padre della psicologia descrittiva che sta alla base dell’AI (Artificial intelligence). Il sito ‘ArchiBlog’ riprende la filosofia originaria di Barger e ci fornisce ogni giorno una rassegna dei blog curata da architetti e altri specialisti di lingua inglese-spagnola-portoghese-francese-italiana.  

22 maggio 2008
Intersezioni ---> MONDOBLOG  
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Note:
1 Jorn Barger non è stato il primo blogger per una storia più accurata sui blog leggi qui.
Pubblicato sulla presS/Tletter n.19-2008