Facebook Header

21 aprile 2012

0027 [A-B USO] Mauro Francesco Minervino | Statale 18 | Seconda parte

di Salvatore D'Agostino
prima, terza e quarta parte 
«Ci vuole il senso della bellezza per cancellare le brutture, per restituire integrità e incanto ai luoghi. Ci vuole la forza dell’immaginazione, che non basta mai. Che qui, in fondo a tutto, è la cosa più faticosa da salvare». (Mauro Francesco Minervino)1
Mauro Francesco Minervino è un antropologo calabrese che non ha bisogno di andare lontano per le sue ricerche poiché il luogo dove vive e delle sue quotidiane osservazioni è la diciottesima statale italiana che da anni percorrere senza sosta. In fondo a sud, La Calabria brucia e Statale 18 sono i libri dove ha riportato le sue analisi, l’intervista che seguirà è divisa in più parti (1°, 3° e 4°) poiché le risposte, ampie e dettagliate, meritano pause di riflessioni più che letture veloci senza area di sosta.



12 aprile 2012

0026 [A-B USO] Mauro Francesco Minervino | Statale 18 | Prima parte

di Salvatore D'Agostino
seconda,  terza e quarta parte
«In soli 15 anni (fra il 1990 e il 2005) in Calabria sono stati edificati 269.560 ettari pari al 26,13 per cento dell’intero territorio regionale. [...] È sempre più chiaro che se non si inverte questo modello di “accumulazione primitiva” non si riuscirà a bloccare il degrado, non solo ambientale, della regione». (Mauro Francesco Minervino)1
Mauro Francesco Minervino è un antropologo calabrese che non ha bisogno di andare lontano per le sue ricerche poiché il luogo dove vive e delle sue quotidiane osservazioni è la diciottesima statale italiana che da anni percorrere senza sosta: «La mia vita spesso è un giro a vuoto. Il mio mondo un ago in un groviglio di strade».2

In fondo a sud, La Calabria brucia e Statale 183 sono i libri dove ha riportato le sue analisi, l’intervista che seguirà è divisa in più parti (2°,  3° e 4°) poiché le risposte, ampie e dettagliate, meritano pause di riflessioni più che letture veloci senza area di sosta.

22 marzo 2012

0012 [POINTS DE VUE] Salvatore Gozzo | Overspeed

di Salvatore D’Agostino

Lo scorso 10 marzo un overspeed ha causato l’incagliamento della nave petroliera Gelso M quando il suo comandante, nel tentativo di fronteggiare i marosi agitati da venti inconsueti, ne ha mandato il motore dell’elica fuori giri. La nave, senza forza motrice e spinta dalla mareggiata, si è arenata sugli scogli di pietra bianca di Siracusa, nei pressi di Capo Santa Panagia. Overspeed significa andare fuori giri, e succede quando si tenta di superare il limite massimo delle potenzialità di un motore. 

Overspeed è la forsennata corsa fuori giri dell’economia mondiale del nostro tempo che tenta di far viaggiare le merci oltre il limite. Ogni giorno, da diverse parti del globo, assistiamo a comandanti dell’economia che lasciano la riva consapevoli di dover lottare contro l’evitabile tempesta e dover sfidare un possibile naufragio. 

Overspeed è la metafora dei cacciatori di disgrazia dei post disastri che nel caos delle scelte spesso prese di fretta e senza competenza tecnica, lucrano sull’inefficienza delle decisioni politiche. 

Overspeed è il nostro mondo mediatico che decide secondo il grado di viralità dell'informazione dove accendere o spegnere i riflettori. 

Overspeed è il reportage fotografico che il 15 marzo Salvatore Gozzo ha realizzato intorno alla costa siracusana che in questi giorni comincia a riflettere i primi raggi della primavera, e dove lentamente il Gelso M. sembra assumere i colori di un involontario monumento del nostro tempo.


15 marzo 2012

0008 [SQUOLA] Mario Fiorentino: Corviale un edificio romano

La parola scuola è spesso un inciampo, il suo suono trae in inganno.
Non di rado viene scritta sbagliata.
Squola è un errore ed è il nome di questa rubrica.
di Salvatore D’Agostino 

La possibilità di vedere questo riversaggio video si deve all’intuizione dello storico e critico dell’arte Eugenio Battisti* che, intorno la metà degli anni settanta, affascinato dall’organizzazione dei campus statunitensi chiese e ottenne di creare un Centro Audio Visivo nella nascente università di architettura calabrese, ma si deve anche alla flessibilità del neo formato di ripresa video U-Matic, il primo sistema di registrazione su nastro magnetico a cassetta; la U sintetizza graficamente le due bobine che trascinano il nastro. 
Il documento riversato in digitale, nella sua versione integrale, ci consente di ascoltare la descrizione dell’idea del progetto del Corviale dalla voce di uno dei suoi artefici principali l’architetto Mario Fiorentino. 
L’idea descritta s’inserisce nel dibattito del superamento degli schemi prettamente funzionalistici del movimento moderno e che negli anni sessanta fino all’ottanta in Italia vede contrapporsi movimenti di pensiero spesso antitetici. 

di Isidoro Pennisi 

Il testo qui presentato è la trascrizione di una ripresa video realizzata dal Centro Audio Visivo di ciò che, sino a quando nel 1982 non nacque l'Ateneo di Reggio Calabria, era lo IUSARC (Istituto Universitario Statale di Architettura). Una struttura Universitaria che aveva nello IUAV di Venezia il suo esatto omologo. Il Centro Audio Visivo, condotto da Celestino Soddu, nel contesto di una struttura universitaria di architettura posta nel meridione del Paese, aveva il compito di rendere culturalmente meno periferica la sede, attraverso una raccolta di materiale che un equipe appositamente predisposta e attrezzata andava a cogliere con le telecamere ed i microfoni lì dove avvenivano eventi distanti da Reggio Calabria ma importanti per la crescita culturale della sede e dei suoi studenti. Un materiale importante, raccolto nell'arco di circa dieci anni di attività, tra cui una serie di testimonianze come questo commento di Mario Fiorentino sul noto e discusso progetto di Corviale. Nel curarla e rileggerla, nello specifico, devo dire che ho trovato la conferma della superficialità con cui oggi trattiamo presente e passato e non solo della storia dell'Architettura. Un progetto, infatti, ha sempre un lato contingente, che ne sancisce la sua più o meno riuscita, ma ha anche un lato non contingente, in cui vengono messe alla prova metodologie e tecniche o affrontati temi inediti, che sono complessivamente la cifra che più dovrebbe interessare chi, come noi, continua ad occuparsi di architettura. Io credo che, in questo testo, vi sia esattamente un concentrato di questa cifra che, comunque la si pensi, è l'oggetto ed il lascito più importante di un qualsiasi progetto. Nello specifico, l’intervista fa parte di un materiale documentario prodotto in occasione della Mostra Architettura Italiana degli anni settanta, curata da Enrico Valeriani e Giovanna De Feo, ed esposta presso la Galleria di Arte Moderna di Roma e la Triennale di Milano nel 1981.



5 marzo 2012

0025 [A-B USO] I siciliani

di Salvatore D’Agostino 

   Il libro I siciliani o Les Siciliens fu pubblicato in Italia da Einaudi e in Francia da Denoël nel 1977. Raccoglie le fotografie del girovagare siciliano, dagli inizi degli anni sessanta fino al 1977, di Ferdinando Scianna. Foto semplici, quasi spontanee che rilevano un talento naturale, scatti che decretarono la sua fortuna poiché, grazie all’edizione francese, Cartier-Bresson lo volle tra i fotografi dell’agenzia fotografica Magnum la prima e la più importante al mondo.
   Il libro contiene una postfazione di Leonardo Sciascia che cristallizza alcune parole del suo paese Racalmuto come le foto di Scianna - secondo Sciascia - fanno con la Sicilia e una lunga prefazione dello scrittore francese Dominique Fernandez, dove la conoscenza dei testi della narrativa siciliana s’intreccia con le esperienze dei suoi viaggi in Sicilia.
   Dominique Fernandez, per descrivere un aspetto dei siciliani racconta un aneddoto, tratto dai Miti di Francesco Lanza, che ancora oggi ritrovo nel carattere dei siciliani e che potrebbe descrivere il tema di questa rubrica: 'A-B USO: l'utilizzo di A che si trasforma in B'. 
   Aneddoto che ho trascritto, inserendo parti di foto scansionate dal libro. 

Gibellina dopo il terremoto del 1969

28 febbraio 2012

...a proposito di Vedute, Ai Weiwei e Gary Hustwit...

di Salvatore D’Agostino

...Vedute, 
Manca in Italia un catalogo ragionato delle riviste ufficiali e indipendenti di architettura dalle origini ai giorni nostri così come manca una biblioteca dedicata a questo tema. Una prospettiva d’indagine che mi affascina, poiché l’aspetto più rilevante del novecento è l’eterogeneità dei pensatori e la capacità di creare movimenti di opinioni fuori dai circuiti istituzionali. Le idee del moderno spesso sono nate fuori dall’accademia, sovente scaturivano da incontri nei bar o caffè.
Un tema di cui si è occupato Elias Redstone.  Elias ha raccolto le testate indipendenti, alternative, low cost, on-demand, edite nel mondo negli ultimi anni creando un catalogo consultabile online* Archizines e insieme all’Architectural Association School of Architecture ha organizzato una mostra  itinerante; dopo le prime tappe di Londra e Milano sarà visibile a Barcellona, New York, Berlino, Parigi e Bratislava.
Nel frattempo, un ipotetico archivio italiano oggi si arricchisce di una nuova rivista edita da Quodlibet dal titolo Vedute. Il primo numero è una monografia dedicata a Michele De Lucchi.*

23 febbraio 2012

0007 [SQUOLA] L’avvocato del diavolo un'intervista a Manfredo Tafuri

La parola scuola è spesso un inciampo, il suo suono trae in inganno. 
Non di rado viene scritta sbagliata. 
Squola è un errore ed è il nome di questa rubrica.

di Salvatore D’Agostino 


Il 23 febbraio del 1994 a Venezia moriva Manfredo Tafuri, lo ricordo con un’intervista quasi inedita, poiché pubblicata in una fanzine universitaria.
Questo è il primo documento tratto dall’immenso archivio delle università italiane ma anche un invito a superare l’incanto dell’opinione istantanea amata sia dai media mainstream che online. Credo che dopo più di vent’anni di scritture Web ci sia bisogno di pensieri storici, analitici e critici per uscire fuori dai confini della dialettica wishful thinking.
 

di Isidoro Pennisi

L’intervista è un documento contenuto nel primo numero di una Rivista di Architettura concepita ed elaborata da un staff di studenti della Facoltà di Architettura di Venezia nel quadro delle iniziative culturali promosse, all’epoca, dall’EASA (European Architectural Studenty Assembly)*. Un’associazione internazionale di studenti di Architettura senza alcun legame ufficiale con il mondo accademico, fondata in Inghilterra agli inizi degli anni ottanta, che aveva una serie di diramazioni nazionali e locali che, nella seconda metà degli anni ottanta, coprirono in Italia tutte le sedi universitarie dove esisteva una Facoltà di Architettura. In questo quadro erano diverse le iniziative promosse. Meeting Internazionali Estivi (grandi workshop autogestiti) e Nazionali, seminari di studio, convegni ed iniziative politiche ed editoriali. Utopica, così si chiama la rivista da cui è tratta questa intervista, è una di queste.
1

L’intervista risente in maniera positiva, secondo me, di questo contesto e del fatto che rappresenta un esemplificativo dialogo tra studenti in cerca di fortuna culturale e di vita ed uno degli intellettuali migliori, probabilmente, che la nostra disciplina ha avuto la fortuna di avere tra le sue fila nel secolo passato. Descrive, in fondo, anche le relazioni strette che, da Nord a Sud, gli studenti delle varie sedi alimentavano in maniera strategica per ampliare il dibattito e lo scambio di idee. In sé, nei suoi contenuti, descrive bene una situazione che, oggi, si dispiega in tutta la sua chiarezza, ma che, in quel momento, dietro la pressione di domande chiare e dirette, Tafuri descrive in maniera veggente leggendo quello che, tra le righe (ma nemmeno tanto) stava già accadendo.

20 febbraio 2012

0056 [MONDOBLOG] La posizione zeviana secondo Sandro Lazier

di Salvatore D'Agostino

Nel post precedente* anticipando questo colloquio avevo scritto: Non so se Bruno Zevi, morto il nove gennaio del 2000, un po' prima dell'avvento della penetrazione capillare del Web, oggi avrebbe gestito un Web Log, ma penso che si sarebbe inventato una strategia comunicativa per la rete. 

Francesco Cirillo nei commenti a tal proposito ha ricordato un aneddoto:
«Se vuoi una mia risposta al tuo quesito, in base alla mia esperienza vissuta con lui, posso dirti che sicuramente avrebbe costituito un blog sul web. Ricordo che quando decisi di conoscerlo gli feci una ventina di telefonate senza mai riuscire a parlargli, la sua segretaria mi disse: “provi a scrivergli una lettera lui le risponderà sicuramente... anzi se possiede un fax meglio ancora, adora questo strumento perché è veloce e immediato”. Pensa cosa sarebbe riuscito a creare sul web, poter sfruttare la planetarietà in un istante, avrebbe potuto dire la sua in qualsiasi istante e irrompere con la sua prorompenza.»
A seguire la prima delle due interviste agli artefici di antiTHeSi: Sandro Lazier.






16 febbraio 2012

0055 [MONDOBLOG] Da Bruno Zevi ad antiTHeSi ricordando splinder

di Salvatore D'Agostino

Nel marzo del 1995 Francesco Cirillo studente della facoltà di Architettura di Napoli chiese e ottenne un'intervista a Bruno Zevi, l'intenso scambio di domande e risposte si svolse per la maggior parte via fax. Un anno dopo, la casa editrice Clean ne fece un libro lasciando inalterata la sequenza imperfetta, a tratti dissonante dell'intervista.
«Francesco Cirillo La gente è sempre più indifferente nei confronti dell'architettura, lo spazio che Lei occupava sulla rivista "L'Espresso"1 era almeno il doppio di quello che oggi a stento si riesce ad individuare; cosa sta accadendo alla cultura architettonica? Qual è oggi il ruolo dell'architettura intesa come arte?

Bruno Zevi Non credo che la fruizione dell'architettura sia oggi più distratta che nel passato; è  sempre distratta, come afferma Umberto Eco. E la riduzione della rubrica di architettura su "L'Espresso" riguarda tutte le rubriche. Nel settimanale "Cronache" che precedette "L'Espresso" nel 1954, ottenni enorme spazio per l'architettura.

Quando cominciò "L'Espresso" nel 1955 fu ridotto. Recentemente (per mia somma fortuna) tutte le rubriche sono relegate in poche pagine. Ciò risponde ad una politica del settimanale, buona o cattiva che sia. Sono ottimista. Già due tascabili Newton, Architettura concetti di una controstoria e Architettura della modernità sono stati diffusi in migliaia di copie ad un prezzo inferiore a quello di un caffè, cioè a 1.000 lire. Evento inedito, da salutare con meraviglia e gioia. Una penetrazione capillare del genere non ha riscontri.

E il secondo tascabile, mentre scrivo, è un best seller da cinque settimane.

Quanto alla questione del ruolo dell'architettura come arte, rispondo categoricamente: oggi il ruolo è lo stesso che nel passato. Controprova: nel passato ci si lamentava, e così oggi.»2
Non so se Bruno Zevi, morto il nove gennaio del 2000, un po' prima dell'avvento della penetrazione capillare del Web, oggi avrebbe gestito un Web Log, ma penso che si sarebbe inventato una strategia comunicativa per la rete.

Il prossimo mondoblog ospiterà un doppio colloquio in due diversi post, agli ideatori di antiTheSi*: Sandro Lazier e Paolo G. L. Ferrara.
AntiTHeSi nasce lo stesso mese della morte di Zevi nel gennaio del 2000 e il primo articolo porta la firma di Daniele Antonioli. 3 Grazie all'introduzione del linguaggio ASP è stato il primo Web log di architettura in Italia che si è aperto ai commenti dal novembre 20014: «antiTHeSi - racconta Sandro Lazier in una mail - diviene interrogabile e partecipabile». Il 30% dei commenti sono moderati è per questo motivo che il primo commento ancora visibile5 porta il numero progressivo 26, poiché il database segue l'ordine cardinale.
Dopo otto mesi dall'apertura ai commenti, è stato opportuno pubblicare una netiquette:
«Abbiamo spesso filtrato commenti che sfociavano nel battibecco, mentre altri, nonostante seguissero la stessa linea, sono stati pubblicati . Da ora in poi, non accadrà più. AntiTHeSi chiede che le opinioni espresse siano supportate da una contro-critica di contenuti e che vengano evitati commenti superficiali rivolti, cosa grave, ad altri siti o altri lettori. Abbiamo cercato di essere democratici pubblicando le opinioni di tutti ma, da qualcuno, questo atteggiamento è stato frainteso. Ribadiamo: non siamo depositari di alcuna verità; desideriamo un confronto che sia sì contraddittorio rispetto le nostre opinioni, ma che sia anche propositivo.»6
Per la storia Web in concomitanza con l'avvento dei commenti su antiTHiteSi nasceva la prima piattaforma blogger italiana, Splinder che nel giro di pochi anni rivoluzionerà la blogosfera del nostro paese. Per capire un po' Splinder nel 2006, prima dell'acquisto da parte del gruppo DADA (sì, il gruppo di architetti di arch'it*), conteneva 220.000 blog - quasi tutti di lingua italiana - attivi (con una crescita di circa 12.000 unità al mese), 5,2 milioni di visitatori e 35 milioni di pageview/mese.7 
Un colosso che qualche giorno fa ha chiuso e chi non ha fatto in tempo a trasferire il proprio blog  in un'altra piattaforma ha perso tutta la sua memoria Web comprensiva dei commenti; tutto è svanito nel fantomatico cyberspazio dal 31 gennaio 2012. 
Ecco come appare la pagina splinder oggi:
-


Splinder ospitava molti blog di architettura tra cui tanti pionieri. Quali?  

Dal punto di vista affettivo ho perso il più bel blog di architettura, Architettura irrazionale di Maddalena.*
Sotto il profilo della critica e dell'università il blog collettivo di alcuni ricercatori dello IUAV, [d]anzare[S]ull'[a]rchitettura.
Il già chiuso blog di Luca Diffuse, Mi manca chiunque!, il primo blog di architettura che sperimenta una scrittura tra diario, divagazioni, narrazioni aprendo una finestra sul proprio studio e i progetti in corso d'opera. 
BIZ di Guido Aragona e Architettura moderna di Vilma Torselli anche se i loro più che dei post per un blog erano degli articoli trasposti nel web.
Le chiacchierone  Desperate architect, LogorRomins e ma architetti si nasce?  
Infine, in tempo, i tre veneti, Linea di senso di Robert Maddalena il cui sottotitolo è da considerare un manifesto «ognuno di noi ha diritto al proprio cattivo gusto», Spazio bianco di Julian Adda tra l'accademico  - nel suo senso positivo - e il giornalistico e OPLA+ il primo blog collettivo di architettura italiana, si sono trasferiti altrove. 

A seguire una panoramica delle ultime note splinder dei blog vicini all'architettura: 

LORD

15 novembre 2010 | Il problema di vivere in città e non in campagna...
...è che ho comprato dell'uva credendo fossero mirtilli. A mia discolpa però, posso dire che sulla confezione c'era scritto solo "reparto ortofrutta". Effettivamente mi son sembrati un po' troppo grandi per essere mirtilli, ma che ne so, con tutti questi prodotti e concimi che gli danno. Potevano anche essere mirtilli. Come effettivamente potrebbero essere mirtilli al sapore di uva fragola. Potrebbero. Del resto se fanno le Pringles al gusto pizza... 

Caffè architettura di Luigi Moffa

10 ottobre 2010 | Svecchiare le ...
...Svecchiare le Università italiane - Senatori della cultura...


4 ottobre 2010 | Nicoletti Manfredi «Sì alle architetture d’impatto e alle archistar. Rompono questa noia assoluta»
...Gli architetti devono trasgredire. Se gli uomini rispettassero le donne, l'umanità sarebbe finita, non ci sarebbero più bambini: per fortuna c'è la trasgressione MANFREDI ... 

Desperate architect di dArkArch

4 ottbre 2011 | Barbie architettA... la voglio!!!!
...Barbie vivrà in una casa ecologica ... 

[d]anzare[S]ull'[a]rchitettura blog collettivo a cura dei ricercatori IUAV

23 febbraio 2011 | nominata commissione concorso IUAV ICAR/18
...Sì, proprio il concorso scaduto nel settembre di ormai due anni fa. I tre membri della commissione sono Renzo Dubbini (interno), Fulvio Irace (Milano) e Cesare De Seta ... 

irrazionalMENTE di arkitectura...

31 luglio 2008 | Non sono morta. Sono anzi viva, di...
...Non sono morta. Sono anzi viva, di quel vivo che non hai tempo di fermarti a scrivere... 

LogorRomins di Romins

9 giugno 2011 | Voila!

8 settembre 2010 | Vassallo e la Camorra: basta con questo Stato che se ne frega dell'ambiente e che lascia soli i sindaci della legalità!
...Ho conosciuto Vassallo due anni fa ad un matrimonio locale. Persona semplice ed affabile. Tutti nella zona lo conoscevano per il suo alto senso civico e per le sue idee ambientalistiche. Anche chi non era d'accordo con il suo "integralismo" lo rispettava per il suo essere incorruttibile. Il che è una vera rarità. Era da qualche anno però che le cose stavano peggiorando: scheletri di ville abusive ogni anno spuntavano sulle colline, mentre a valle nuovi capannoni sfregiavano la campagna. Per non dire degli ecomostri del Porto del Fico, in località Pioppi: scheletroni costruiti a una manciata di metri dalla riva del mare e dal greto di un torrente. E infine, non ultimo, il centro commerciale (!) in costruzione nel vecchio borgo di Acciaroli..., o le varie altre costruzioni dei dintorni... Tutto questo negli ultimi due anni. E tutto ciò in un parco nazionale, ove teoricamente ex-novo non si può costruire nulla. Che qualcosa di strano stesse accadendo questo si era capito. Ora con l'assassinio di Vassallo tutto è più chiaro. Siamo in uno Stato che se ne frega della tutela dell'ambiente e questi sono i risultati... 

Locus di Renato

20 agosto 2010 | Le immagini valgono, a volte, più delle parole....
...Nella fredda Bolzano, non sono mancati i visitatori a questo appuntamento che, nato come regionale, si è sviluppato intorno al concetto di CASA KLIMA fino a diventare un punto di riferimento nazionale per il ben-essere abitativo. E questa doppia veste la si è vista anche in questa edizione dove, tra gli affollati stand dei due padiglioni, abbiamo incontrato, accanto a geometri, architetti ed ingegneri, intere famigliole altoatesine a caccia di caldaie e coppi. Un mix interessante, riflesso anche nelle scelte degli espositori, alcuni dei quali si sono presentati usando il solo idioma germanico... 

ARCHITETTURA D'INTERNI blog collettivo

22 agosto 2010 | Aldo Cibic, L’architettura oggi è estremamente superficiale perché non dà risposte ragionate
...Designer e architetto con un'anima da urbanista. L'ex allievo di Sottsass disegna nuovi stili di vita ecosostenibili, alla base del suo lavoro strategia e narrativa... 

Superfici di architettura di AleI

3 ottobre 2010 | Aspetti "superficiali"
...Il SITE, un gruppo di tre architetti newyorkesi, sperimenta un'architettura che diventa "arte pubblica" o vera e propria edificazione di "logo" per aziende commerciali... 

Liberi architetti blog collettivo

7 giugno 2011 | I Frattali dell'Ipercoop
...I frattali hanno sempre esercitato su di me un fascino irresistibile. Spesso mi capita di intrattenermi per lunghi periodi ad osservare le forme più strane e bizzare che la natura propone... 

Cioccolatini di Architettura di PensieridiArch

16 maggio 2008 | Tre maestri e tre città
...Io me li immagino gli studenti in pellegrinaggio tra Milano, Genova e Torino per cogliere il panorama architettonico del secolo scorso attraverso la figura... 

Architettura moderna di Vilma Torselli

21 aprile 2011 | Metafore architettoniche
...L’architettura antica come “metafora di pietra” alla quale Emanuele Tesauro riconosce la possibilità di creare emozione attraverso un sottile gioco intellettuale...

8 giugno 2009 | Non credo in quegli architetti
...Non credo in quegli architetti che vogliono essere artisti. chi si propone deliberatamente come artista elimina sin dall'inizio qualsiasi possibilità di raggiungere un esperessione... 

AndTheNightsBefore di lprul

20 luglio 2010 | (ri)conosco questa città
...Ferrara in aprile. Di pomeriggio. Nonostante l'innegabile fascino delle nebbie del lungo inverno della Bassa, questa città va vista/vissuta così. Questo pezzo di vita che ho... 

Mi manca chiunque! di Luca Diffuse

2 novembre 2008 | luca is back from the airport
...non so se spostare questo blog più sul personale... 

ma architetti si nasce?

1 ottobre 2010 | ho l'ansia
...evviva.ho l'ansia cronica.Non sto per morire.a meno che non si muoia d'ansia...adesso mi viene il dubbio.vabè,se perisco non avrò più l'ansia..c'è sempre un lato positivo nelle cose e a volte è così semplice trovarlo!comunque non mi piace avere l'ansia.mi rende ansiosa.Cioè,è tutto il pomeriggio che sto così.Pensavo di avere qualcosa di tremendo..Ma aver l'ansia è parecchio tremendo alla fine.Ora devo solo capire il vero motivo di quest'ansia.o i veri motivi.mi sa che faccio meglio a perire..uh.Voglio nuovi amici su Facebook.mi aggiungete?... 

MACARARKITET di macara

29 luglio 2010 | insieme?
...Insieme guardiamo lo stesso orizzonteinsieme magari ma stando di fronte così ci impalliamo e si rompe l'incanto sarebbe importante amarsi di fianco. Avere il coraggio di lasciarsi... 

nessun default di brain.edu

17 novembre 2010 | Di seguito alcuni progetti che
...Di seguito alcuni progetti che è possibile analizzare. Da prendere in considerazione solamente quelli cerchiati in blu ed in rosso. Un consiglio: prima della scelta definitiva controllare... 

DREAMS ROADS & CITIES di alefrark 

5 novembre 2008 | NEL MEZZO DEL CAMMINO DELL'ESPERIENZA ARCOSANTIANA
...Oggi abbiamo iniziato a lavorare in studio...è strano stare seduti tutto il giorno dietro una scrivania...non sono più abituata!...E' un duro lavoro......E' interessante... 

dedalomagazine di dedalonline

24 agosto 2010 |  Diritto alla casa, rovescio al territorio.
...Un segnale di interesse da parte della politica verso il problema della casa: la Legge Finaziaria conferma lo stanziamento di 550 milioni di euro per la realizzazione di alloggi pubblici da destinare... 

APF di apfstudi 
11 novembre 2011 | Mari e Monti
...Mari e Monti... 

Biz di Guido Aragona

21 settembre 2011 | Torino Porta Nuova, da 150 anni
...Val la pena di mettere la citazione per esteso: "Le occasioni clamorose, come quelle della progettazione delle stazioni e delle zone urbane circostanti, mostrano, infatti, tutta... 

HOUSE & BUSINESS di Pivetta

30 ottobre 2010 | Ecohousing Art, opere e progetti per abitare gli spazi 1a EDIZIONE CONCORSO NAZIONALE PREMIO IMMOBILIARE 2010 Riservato a Junior
...Nel caso di errata visualizzazione il Comunicato stampa è qui pubblicato ecohousing-art.it Alle Redazioni giornalistiche, Associazioni, Istituti d’Arte, Accademie di Belle Arti,...

I tre nuovi link dei blogger veneti:

14 dicembre 2011 | E' veramente triste!
E' veramente triste! Siamo ancora sconcertati, ma si fa così? ...


28 ottobre 2008 | Rialto non si tocca
...Rialto non si tocca...


12 novembre 2011 | Trasloco 
...A quanto sembra, la piattaforma Splinder sta per mollare gli ormeggi: allo stato delle cose, oggi, non è chiaro quello che succederà. In ogni caso, spaziobianco si trasferisce su blogspot, all'indirizzo:http://spaziobiancoarchitettura.blogspot.com Vi prego di aggiornare i vostri link a presto! Julian...

16 febbraio 2012
Intersezioni ---> MONDOBLOG
__________________________________________
Note:
1 Proprietario ed editore è l'industriale Adriano Olivetti.
2 a cura di Francesco Cirillo, Saper credere in architettura. Cento domande a Bruno Zevi, Clean, Napoli, 1996, pp. 17-18
3 Daniele Antonioli, Complessità, antiTHeSi, 28 febbraio 2000*
4 Apertura ai commenti leggi  Lettera ai lettori - 2 del 12 Novembre 2001* 
«Nel 2001 avviene una svolta importante. Il sito viene riscritto in linguaggio ASP, con tutti i benefici e riferimenti che la struttura su database comporta: ricerche, commenti, risposte, ecc... Insomma, antithesi diviene interrogabile e partecipabile». (Sandro Lazier attraverso mail)
5 Primo commento ancora visibile numero 26: Luigi Centola.*
«Non tutti i commenti vengono pubblicati. Un buon 30% viene scartato. Questo è il motivo per cui la numerazione non segue un ordine cardinale». (Sandro Lazier attraverso mail)
6 Introduzione netiquette leggi Comunicato ai lettori del 13 luglio 2002 *
7 Redazionale, Splinder chiude. Perché?, Blog tagliaerbe, 24 novembre 2011*

6 febbraio 2012

0006 [SQUOLA] A trent’anni di tempo da qui

La parola scuola è spesso un inciampo, il suo suono trae in inganno. Non di rado viene scritta sbagliata. Squola è un errore ed è il nome di questa rubrica. 

SQUOLA* è nata per ospitare riflessioni sullo stato dell'Università italiana. Isidoro Pennisi, in occasione del trentennale dell'Università di Architettura di Reggio Calabria, mi ha proposto una riflessione 'senza fronzoli' su quest'ateneo dalle vicende alterne, partendo dalla pubblicazione di materiale d'archivio inedito.
di Isidoro Pennisi 
Ricercatore presso la facoltà di architettura di Reggio Calabria.

Il momento che viviamo, e ormai ci siamo abituati a pensarlo così, è un momento difficile. Un momento in cui il sostantivo crisi è quello più utilizzato. Non voglio negare che sia vero, ma voglio ricordare, soprattutto a chi come me ha già vissuto un po’, che abbiamo già visto e superato altri momenti definiti difficili. La definizione di difficile, infatti, è sin troppo generica e, in genere, serve a non porre sul piano della nostra vita concreta le giuste correzioni di rotta che sarebbe utile assumere se vogliamo vivere tutti insieme in maniera più giusta e con maggiore soddisfazione.

In questo senso, per chi come me si occupa del settore dell’Istruzione Universitaria (ma varrebbe ugualmente se mi occupassi di altri livelli di istruzione) è giusto non cullarsi sull’inevitabilità delle difficoltà che una crisi sociale porta con sé ma provare, invece, a riordinare le idee su cosa abbiamo fatto e su cosa ci resta da fare, almeno all’interno di un orizzonte temporale in cui il nostro contributo potrà essere effettivo. Per questo motivo, quindi, ho proposto alla redazione di questa finestra aperta sulla realtà dove l’informazione diventa bene culturale diffuso (come minimo) di darmi la possibilità di pubblicare una serie di materiali di riflessione sull’Università a partire dalla storia di una di queste. Una di queste che, nello specifico, quest’anno compie trenta anni dalla sua fondazione.