- Qual è l’architetto noto che apprezzate e perché?
- Qual è l’architetto non noto che apprezzate e perché?
Architettura Catania risponde Giovanni D'Amico
Domanda 1:
È una domanda che mi sono rivolto più volte, fin da tempi dell'Università, per capire dove stavo andando.
E' un po' come dire: dimmi chi frequenti e ti dirò chi sei. E via via ho scoperto nuove inclinazioni e stimato vari architetti.
Il fatto è che per dare dei giudizi su un'opera occorre visitarla, viverla, e in molti casi non sia ha questa fortuna.
Così capita in genere che si attribuiscono dei valori su un'opera in funzione della sua riproduzione su una rivista di settore.
Premesso ciò, bisognerebbe dunque viaggiare molto e conoscere la realtà in cui opera l'architetto per dare giudizi obiettivi.
All'università odiavo Meier poi ho visitato il museo di Francoforte e ne sono rimasto affascinato, amavo Gehry e ne sono rimasto deluso.
Se devo rispondere oggi, non posso che nominare Renzo Piano, e lo faccio perché credo sia il miglior architetto italiano degli ultimi decenni, (chiedo scusa nel dare il mio personale Oscar, a tutti i prof. arch. delle università italiane).
Ho potuto apprezzare personalmente molte delle sue opere e ne sono rimasto affascinato, per la capacità di curare ogni dettaglio, di rinnovare il linguaggio, di approcciare l'intervento al luogo. 10 e lode.
Domanda 2:
Non saprei. Ci sono tante opere interessanti di vari giovani architetti che cercano di rinnovare il linguaggio, però siccome, sono siciliano credo debba essere citata l'opera dell'architetto Maria Giuseppina Grasso Cannizzo, per la capacità di individuare un metodo, che attraverso un linguaggio contemporaneo è capace di rinnovare la brutta edilizia delle nostre periferie.
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on 19 September, 2009, 1:15 pm
Alla prima domanda non posso rispondere perché a me non interessano gli architetti ma le architetture (anche se "interessare" è una parola grossa e per me ormai le riviste e i siti degli architetti equivalgono un po' ad album di figurine). Inoltre penso che l'architettura sia il risultato di un processo così complesso e articolato che la figura del singolo architetto si stempera tra le tante e importanti figure professionali coinvolte, a partire proprio dal committente.
Alla seconda domanda rispondo che mi piacerebbe fare il nome di qualcuno che ancora non conosco e che mi piacerebbe conoscere (dal punto di vista dell'architettura ovviamente, non siate maliziosi), in particolare mi piacerebbe segnalare le tante blogger architette che ho scoperto in rete o che già conosco (Lacuocarossa, Romins, Zaha, LinaBo, Denise e tante altre) e alle quali va tutto il mio incondizionato appoggio e sostegno. Perché fare l'architetto è dura ma farlo in quanto donna lo è ancora di più. E poi gli architetti uomini il loro spazio lo hanno avuto, sarebbe il caso di far posto alle donne, sono sicuro che qualcosa di nuovo da dire lo hanno.