Questo ‘Blog Reader’ ripercorre la memoria Web degli eventi legati al ‘caso Maddalena’ richiamando semplicemente gli articoli cronologicamente. Eviterò il corollario critico, alcune mie note saranno inserite tra parentesi quadre, limitandomi a riportare alcuni brani o commenti significativi.
In verde trovate l'aggiornamento dell'otto marzo.
In blu trovate l'aggiornamento del nove marzo.
BOERI LIAR Dice:
06.03.2009 alle 1:29
Boeri !
can u please come back to the world of the “common sense” and look at the reality again from the people perspective and not for the director pod ?
how can you justify like that your commission to build luxury hotels at the Maddalena ?
please RE-USE your mind !!!!
Stefano Boeri Dice:
3.05.2009 alle 11:12
concordo.
e adesso che il g8 non si terrà più in Sardegna, il suo appello ad un nuovo modello di sviluppo assume un significato ancora più forte e necessario.
sarebbe importante trovare occasioni pubbliche per discuterne. cominciando con l’usare questo sito (e magari anche grazie al prossimo Festarch, ache abbiamo chiesto alla Regione di confermare per il 2009).
EX ARSENALE DI LA MADDALENA: UNA SFIDA VINTA! | Abitare---> 30 giugno 2009laura.molteni Dice:
30.06.2009 alle 21:02
Vado a La Maddalena da trent’anni (da quando sono nata) e più volte mi sono trovata a pensare “No, io questo G8 non lo voglio; non voglio che si conoscano le bellezze di quest’isola in tutto il mondo, desidero che rimanga sconosciuta ai più”. Poi quando i piani sono cambiati, un colpo al cuore, davvero. Sia per i maddalenini, sia per le opere in corso di costruzione. L’ex-Arsenale è stato portato a termine, ma il resto? Sarebbe interessante indagare cosa sta succedendo…
Ex Arsenal at Maddalena Conversion / Stefano Boeri Architetti | Archdaily ---> 1 luglio 2009July 2, 2009 at 04:59
hj says:
Good one, but a lot of political issues on the background. Today architecture is not only plan and renders.
July 2, 2009 at 05:27
and.S says:and.S: if you check Stefano’s work and writings you should know there’s plenty more than plan and renders!
July 2, 2009 at 06:0
hj: yes yes for sure I know it, for this reason I was courious and surprised about this project, it involved so much political and economical forces, and maybe not everybody of the international readers know! So a reflection is obliged, expecially because we are speaking about Boeri! From my point of view.
Ex Arsenale at Maddalena by Stefano Boeri Architetti | Dezeen ---> 1 luglio 2009Gabriela Says:
July 1st, 2009 at 6:21 am
unreal! looks like it’ll topple into the water at any moment.
marcos Says:
July 1st, 2009 at 7:43 am
is not a render… is real! or not?
One Says:
July 1st, 2009 at 9:02 am
Fantastic. Now I know why Stefano Boeri is so famous.
stefano Says:
July 1st, 2009 at 2:06 pm
bellissimo progetto. beati quelli che ci hanno lavorato
ps. non è un render!
Dal vivo alla Maddalena | Abitare ---> 10 settembre 2009[La redazione di Abitare aveva deciso di raccontare gli eventi che avrebbero portato all'inagurazione della 'Maddalena'].«Segui dal vivo l’inaugurazione del complesso Ex Arsenale sull’isola della Maddalena progettato da Stefano Boeri Architetti. Progettato originariamente per il vertice G8 del 2009, è pronto a iniziare una vita propria. Immagini, testi, impressioni filmati in diretta sul sito di Abitare. Rimani sintonizzato…»
[In questo post ormai non più visibile (vedi il post successivo per capire il motivo) vi era una ricca documentazione fotografica della visita di Silvio Berlusconi e di José Luis Rodríguez Zapatero insieme ad alcuni ministri e delegati della confindustria dei due paesi].Live from Maddalena | Lablog ---> 11 settembre 2009 [Al blog Lablog non era piaciuto che il direttore della rivista, nonché progettista dell'opera più rappresentativa della 'Maddalena' si autocelebrasse nella sua rivista e sopratutto avesse pubblicato le foto della visita di alcuni esponenti politici].We have to aknowledge Abitare has taken in consideration our critics and has removed completely the
post (there is nothing linked any more) we mention in text belowe. Abitare and his Director, Stefano Boeri, have shown a great sense of responsability. We are really thankfull for this.
[Riprende un commento di Gennaro Postiglione anch'esso non più visibile].E’ veramente un peccato che una interessante e ricca rivista on-line come questa si abbassi al cortocircuito di pubblicare un post dedicato ad un’opera del suo direttore. Il complesso è imponente e legato anche a importanti eventi, nel mondo della pubblicistica non sarebbero mancati testate desiderose di pubblicarlo.
Perché dunque spingersi così avanti dando l’impressione di trasformare la rivista in un organo di comunicazione interna?
E poi: ma davvero erano indispensabili alla comprensione del progetto e alla descrizione della giornata tutti quei primi piani dei due Primi Ministri?
Propongo una petizione ai lettori del sito per trasformare il post in una news: due righe e una foto.
[Ricordo per dovere di cronaca che già Stefano Boeri ha contaminato la presentazione di alcune opere di architettura con la lettura incrociata delle reazioni dei media e del Web. Ricordo su tutti lo speciale Domus d'autore curato da AMO/Rem Koolhaas dal tittolo Post-Occupancy. Dove per post s'intende l'osservazione mainstream:«Le abbiamo guardate con gli occhi dei turisti, abbiamo affidato ad altri il compito di registrare le impressioni. Lontano dalla trionfalistica e mortificante ribalta dei media, volevamo vedere cosa succede nei nuovi spazi occupati in assenza dell'autore, rappresentare le realtà che siamo stati complici nel creare, come dei fatti, e non come delle imprese» Dalla prefazione di Rem Koolhaas, aprile 2006].Un’intervista di Pietro Los | Abitare ---> 24 novembre 2009Pietro Los: Giocando con le parole, possiamo immaginare un’estetica come rappresentazione formale dell’etica?
Stefano Boeri: Non credo sia così. Ci sono delle valenze etiche fortissime nel fare architettura, che non stanno prima o dopo la dimensione estetica. Semplicemente sono insite nelle scelte progettuali. Faccio un esempio per essere più chiaro: quando mi hanno dato l’incarico di realizzare una parte del progetto per il G8 all’isola de La Maddalena, nell’area dell’ex Arsenale Militare, ho dovuto affrontare da subito il problema di immaginare un insediamento con una duplice funzione: quella -finale- di un grande polo nautico che, inizialmente, per non più di tre giorni, avrebbe dovuto ospitare un evento planetario. L’insediamento dell’ex Arsenale della Marina Militare è stato così pensato e progettato non solo come teatro di un evento eccezionale, ma anche come architettura permanente e destinata a valorizzare un contesto socio-economico penalizzato dalla dismissione di un’antica economia militare. Per questo, in totale sintonia con Renato Soru e Guido Bertolaso, abbiamo in un certo senso “usato” il g8 come acceleratore di un processo virtuoso che avrebbe regalato ad un arcipelago in grande crisi, la transizione da un’economia militare ad un’economia basata sul turismo nautico e sportivo.
PL: E qui la valenza etica è sicuramente presente.
SB: Direi di sì. In questo caso è stata una preoccupazione politica circa la vita di un’architettura anche oltre l’evento per cui era stata pensata, a suggerire la necessità di un intervento che tenesse conto di entrambe le esigenze.
PL: Che soluzioni architettoniche ha individuato per soddisfarle entrambe?
SB: Ho scelto la sintesi formale : un grande tetto, un scatola sull’acqua, un insieme di stecche.
PL: Quasi degli archetipi…
SB: Il paesaggio dell’arcipelago è già così ricco di figure, dettate dallo scorrere per secoli dei venti e del mare sulle rocce friabili di granito e basalto, da quasi esaurire ogni espressione formale. Il mio obiettivo era di costruire un’architettura essenziale che, reagendo con questo paesaggio esuberante, ne selezionasse delle prospettive, dei tagli.
PL: Tutto in funzione post summit…
SB: Ogni edificio è stato realizzato con una sua funzionalità pre e post G8: abbiamo costruito un grande albergo che per tre giorni avrebbe ospitato la delegazione USA, un’area cantieristica che sarebbe stata usata come centro-stampa, un grande polo nautico-commerciale che durante il g8 avrebbe ospitato i 3000 delegati, uno yacht club dove si sarebbe dovuto svolgere il summit….
PL: Che effetti ha avuto il cambio di location del G8, dalla Maddalena all’Aquila, sui lavori in corso?
SB: Per fortuna, relativo. Il cantiere è finito nei tempi previsti, con l’unica eccezione degli spazi verdi e alberati che non erano stati finanziati. Ma nel complesso si tratta di un’opera formidabile se se ne considerano la dimensione e i tempi di realizzazione nel contesto italiano: tra progetto preliminare e costruzione sono passati appena 16 mesi, 10 dei quali –comprese le bonifiche – di cantiere vero e proprio. E oggi, con il probabile arrivo delle fasi iniziale della Coppa America, la propensione originaria del sito verso la vela e la nautica sportiva sarebbe ulteriormente confermata.
presS/Tletter n.03-2010 | pressletter ---> 4 febbraio 2010[Luca Guido: I costi dell' architettura]La domanda evidentemente è suonata come inutile e retorica.
A questo punto, dichiarata una certa indignazione nei riguardi della vicenda, voglio precisare la mia opinione riguardo alle opere progettate da Boeri alla Maddalena: nessuna conquista per la storia dell' architettura, nessun avanzamento tecnologico, grande professionismo nel rispettare tempi di consegna progetto e realizzazione (ci si sarebbe dovuti meravigliare del contrario). Resta il fatto che le somme spese avrebbero dovuto produrre un dibattito culturale ben più ampio del risultato ottenuto.
Quelli che si stupivano per i costi delle nuove architetture romane di Meier e della Hadid, dopo aver letto quanto sopra probabilmente saranno impalliditi.
presS/Tletter n.04-2004 (sic) | pressletter ---> 11 febbraio 2010[Luigi Prestinenza Puglisi]Lo scambio tra il circostanziato articolo di Luca Guido, apparso nella presS/Tletter precedente, e la non meno circostanziata risposta di Stefano Boeri, che pubblichiamo in questo numero, stimola alcune riflessioni.Quella che a me sembra più urgente e' la questione concorsi. Una questione fondamentale perché dubitiamo che senza gare di creatività si possano creare le condizioni, almeno in Italia, per avere edilizia pubblica degna di rappresentarci come un Paese civile.
[...]
P.S: avevo appena finito di scrivere questa Opinione e mi e' arrivata la notizia: “arrestato Balducci, il vice di Bertolaso, per gli appalti alla Maddalena...”. Una notizia troppo importante per non citarla, ancora troppo fresca per suggerirci ulteriori commenti. (LPP).
[Stefano Boeri]il pezzo di Luca Guido sui progetti da me seguiti a La Maddalena è talmente pieno di strafalcioni e inesattezze da far dubitare della buona fede dell’autore (evidentemente mai ripresosi da una motivata bocciatura durante un esame allo IUAV di qualche anno fa).
Bella Italia | Gizmo ---> 14 febbraio 2010Tutto è avvenuto nell’ambito di un’indagine dei carabinieri del Ros - coordinata dalla Procura di Firenze - sugli appalti per la realizzazione delle opere in occasione del G8 alla Maddalena nel 2008.
Geopolitica minerale | Abitare ---> 15 febbraio 2010 [Scritto da Stefano Boeri e tratto dal libro 'Effetto Maddalena', Rizzoli, 2010]Se dunque l’ex Arsenale avrà un futuro, se non resterà orfano di un evento svanito, sarà anche grazie all’antidoto di una Geopolitica che da secoli dispiega le sue logiche nei territori dell’Arcipelago e delle Bocche di Bonifacio. In una lenta e lunghissima vicenda di sovrapposizioni e incastri tra le rocce e le architetture.
Pierre Alain Croset Dice:
25.02.2010 alle 19:11
caro Stefano,
penso che siamo molti ad apprezzare la tua volontà di chiarezza e trasparenza, necessaria di fronte a scandali rivelazioni e intercettazioni. Ma occorre continuare e insistere, e chiedere che la stessa trasparenza che intendi imporre per quanto riguarda il lavoro progettuale del tuo studio e di tutti i giovani collaboratori, venga anche dagli organi di Stato. Devi anche essere tu a chiederlo, ad altissima voce. E’ l’occasione per denunciare le anomalie italiane delle gare di concorso, degli appalti integrati, che limitano sempre di più l’autorità tecnica, e non solo morale, del progettista. Dalla tua autorevole voce, e dalla tua rivista, potrebbe partire una campagna di denuncia, un appello internazionale: ci sono tante forze vive in Italia che non chiedono altro che di poter lavorare in condizioni “normali”.
L’Infedele e lo scandalo della Bertolaso s.p.a. | Architetti senza tetto ----> 15 febbraio 2010Posted by Rem
on 16 February, 2010, 9:34 am
è bastato chiedere come fosse stato scelto per la Maddalena per far ammutolire l'architetto, eppure non era una domanda difficile e inaspettata.
Posted by Massimiliano
on 16 February, 2010, 3:34 pm
...ammutolito e in ordine (se la memoria non mi inganna come al solito):
1) sguardo allucinato
2) deglutizione
3) bicchier d'acqua
4) deglutizione
5) richesta d'aiuto con sguardo supplichevole a Renato Soru
6) Intervento depistante di Renato Soru
...7) Stefano B. non ha più parlato
nessuno naturalmente ha risposto alla precisa domanda di come ha ottenuto l'incarico se non con un generico: "...incarico diretto dalla protezione civile..."
Emanuele Piccardo_Architettura&Potere un anno dopo | Aechphoto ---> 17 febbraio 2010[Emanuele Piccardo]Oggi, nel disvelamento in atto sugli appalti alla Maddalena, è prassi consolidata tra i progettisti formare cordate con gli imprenditori per conquistare porzioni di territorio sempre maggiori,il cui unico fine è l’abbuffata di incarichi senza alcuna significativa traccia lasciata nei libri di storia. In questo senso deve essere ripensato il ruolo dei media dell’architettura (riviste, magazine, critici), che orientano le fortune degli architetti. Occorre una seria autocritica per aver sostenuto e difeso modalità del fare architettura prive di ogni etica appropriandosi di temi e figure di provata moralità, come Giancarlo De Carlo, senza corrispondere un’effettiva adesione ai principi da lui espressi.
presS/Tletter n.05-2010 | pressletter ---> 18 febbraio 2010[Luigi Prestinenza Puglisi]La lezione della Maddalena e di altre opere pubbliche
Credo che spetti solo alla autorità giudiziaria stabilire eventuali responsabilità dei progettisti implicati a vario titolo dalle non chiare vicende degli appalti gestiti dalla Protezione Civile o da altre autorità.
Tre aspetti, di carattere più generale, credo che però dobbiamo far rilevare:
1) Come mostra l’articolo di Luca Guido riportato nella sezione IDEE, i costi di troppe opere pubbliche sembrano eccesivi. Non e' possibile pensare che, se si seguono le procedure normali, un’opera debba costare 1.000 euro al metro quadrato e se se ne seguono altre, si possa arrivare a 7.000 – 8.000. Perché se 1.000 euro sono troppo pochi, 7.000 sono esageratamente troppi.
2) Che l’unica strada percorribile, per evitare infinite polemiche quando si eseguono opere di rilevanza architettonica, e' quella dei concorsi e non degli affidamenti diretti sia pure attraverso la formula “indiretta” dell’appalto concorso. L’esperienza francese ha mostrato che farli e' possibile a tempi e costi contenuti. Non si vede perché non dobbiamo ispirarci a un metodo che ha dato buona prova.
3) Che la commistione di troppi ruoli ( progettisti, intellettuali “prestati” alla politica, critici, editori, accademici, direttori di rivista) rischia di procurare solo confusione in un sistema già straordinariamente confuso. (LPP)
[Lugi Centola: Livoroso per bocciatura? Suvvia Prof. articoli meglio...]E infine lo stimato prof. Boeri non vuole articolare una seria riflessione sul “Sistema Gelatinoso” esplicitato dall’erudito colloquio “intercettato” tra i colleghi Desideri e Casamonti che ha dato il la all’inchiesta sulla nuova tangentopoli dei lavori pubblici culminata con l’arresto di Balducci, De Santis, Della Giovampaola e Anemone?
Cordialmente, Luigi Centola
comunque in Italia un’area di rigore di 25 metri... | Abitare 'Mirtilli' ---> 20 febbraio 2010[Autore Stefano Mirti]Leggendo i giornali, guardando la televisione, osservando il dibattito sui vari blog e zine, mano a mano mi venivano cento domande. Che di volta in volta giravo al diretto interessato.
Dopo qualche giorno di scambi disordinati (via sms, al telefono, email), mi è stata (da lui) chiesta una staffilata di domande, le più dirette e pungenti possibili.
Per quanto veloce, ci ho messo qualche giorno (a mettere insieme le domande) e sono stato in grado di arrivare alla lista di domande solo ieri mattina.
Così come organizzare le domande in maniera intelligente è costato qualche giorno, presumo che anche organizzare le risposte porti via un tot di tempo.
Da cui, arrivati alle 11 pm di domenica non sono sicuro di averle (le risposte) per domattina (gli svantaggi di vivere in un mondo in cui tutti vorremmo avere sempre tutto a disposizione in tempo reale…).
Che poi, a me sembra che la questione (vista dal punto di vista degli architetti), sia sostanzialmente una. Il sopracitato Mourinho direbbe: “Comunque in Italia, alcuni professionisti hanno un’area di rigore da 25 metri…”.
E a questo punto il dibattito potrebbe iniziare…
[Wilfing Architettura aspetta gli sviluppi].