- Qual è l’architetto noto che apprezzi e perché?
- Qual è l’architetto non noto che apprezzi e perché?
Qui l’articolo introduttivo

De Architectura di Pietro Pagliardini
Salvatore ti devo deludere, non perché non voglio rispondere, perché io ti sto rispondendo, ma per il fatto che la mia risposta potrà sembrarti insincera o esageratamente snob e non saprei nemmeno darti torto. Ma in realtà, avendomi tu posto due domande secche, a bruciapelo e del tutto categoriche, di quelle che non ammettono incertezze o dubbi, come nei quiz psicologici, mi sono reso conto che alla prima non ho saputo darmi una risposta immediata mentre alla seconda non ho avuto dubbi.
Ora tu dirai: ma com'è possibile che un architetto non abbia una stima esagerata, anzi, un idolo, un maestro di riferimento al punto di dover pensare chi sia l'architetto vivente più famoso che io più apprezzi! Invece io ti dico che oggi è proprio così. Ma non è davvero una forma di snobismo, tanto meno di presunzione, è così, punto e basta.
Se tu mi avessi chiesto qual è l'architetto moderno che io apprezzi di più ti avrei risposto Gino Valle, ma purtroppo è scomparso da qualche anno e dunque la risposta non vale.
Ma non voglio sfuggire e ti dico che, pensandoci un po’ sopra, vorrei essere bravo come Demetri Porphyrios. Ho detto "vorrei essere bravo come" e non "che apprezzo di più" perché molti ve ne sono che apprezzo e le graduatorie non mi piacciono. Essere "bravo come" significa che quell'architetto possiede qualità che io non ho e che vorrei avere, ma non è un giudizio di valore assoluto, è relativo al mio modo di intendere l'architettura e che non pretendo affatto sia condivisa da tutti. E' un giudizio di tipo assolutamente personale, come accade nell'ascolto della musica.
Quanto all'architetto non famoso (non noto è proprio brutto, perché qui da noi è notissimo) è l'architetto Roberto Verdelli di Arezzo. Di lui apprezzo molte cose, soprattutto il fatto che ha un approccio globale all'architettura, nel senso che riesce ad inquadrare il tema architettonico sempre ragionando sul contesto, qualunque esso sia, urbano o rurale. Non che non sbagli, come tutti, ma capisci il metodo è sempre corretto.
Entrambi, il noto e il meno noto, hanno la caratteristica di non volere per forza sovrapporre l'architetto all'opera e di sapersi nascondere, a tutto vantaggio del progetto.
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