...cemento,
Gilles Clément risponde ad una domanda posta da Alessandro Rocca1 su un'idea di Carlo Petrini di una banca dati online delle sementi tradizionali:«È una buona idea. È lui che bisogna mettere alla presidenza d'Italia.»

Ed è proprio Carlo Petrini insieme a Edmondo Berselli e Filippo Ceccarelli che sul Diario di Repubblica del 9 dicembre 2008 (pp. 40-41) ci invitano a riflettere sulla colata di cemento che sta divorando l'Italia.

Ed è proprio Carlo Petrini insieme a Edmondo Berselli e Filippo Ceccarelli che sul Diario di Repubblica del 9 dicembre 2008 (pp. 40-41) ci invitano a riflettere sulla colata di cemento che sta divorando l'Italia.
I loro moniti e i loro dubbi:
- Carlo Petrini [Costruire è sinonimo di distruzione]: «Non si costruisce più per tramandare ai posteri qualcosa. Il cemento ha una deperibilità maggiore rispetto ad altri materiali, è il simbolo di una civiltà che inserisce i geni di una fine programmata in quasi tutto quello che produce: che sia un palazzone di periferia, l'imballo di un prodotto da supermercato o un seme Ogm che dà un raccolto sterile da cui non si possono trarre altri semi. L'Italia è piena di edifici fatiscenti costruiti negli anni ' 60 e ' 70, certi addirittura negli anni ' 80, alcuni già disabitati, impraticabili, che penzolano scrostati e pericolosi, terribili. Tutti noi li vediamo, ovunque. Abbiamo continuamente sotto gli occhi la dimostrazione di com'è assurdo continuare a edificare qualcosa che nel giro di qualche decennio non servirà più: quegli obbrobri dovrebbero servirci adesso come il senno di poi.» La civiltà dell'abuso, Carlo Petrini;
- Edmondo Berselli [Cemento punto d'incontro tra politica e affari]:«Infine è tutto da vedere, e meriterebbe approfondimenti da parte degli economisti, se la "città infinita", che si espande senza limiti oltre le periferie, è un soggetto economico in equilibrio o è fonte di costi che graveranno in modo insostenibile nel lungo periodo, per i servizi che implicano, i trasporti, le opere di urbanizzazione. Cioè se quella che Cervellati ha chiamato ironicamente "Villettopoli" è occasione di profitto o alla lunga un aggravio di spesa: insomma se l'economia del cemento, all'ultima riga del bilancio, non rappresenti una perdita per tutta la comunità.» Cemento quel mondo solido tra affari e politica, Edmondo Berselli;
- Filippo Ceccarelli [Berlusconi, da apprendista muratore a direttore di cantiere Italia]:«Ed ecco che dodici anni dopo, tra i capi d'accusa che Pier Paolo Pasolini imputava al partito democristiano, c'era appunto «la distruzione paesaggistica e urbanistica dell'Italia». Ma non dovette servire a molto, quel processo mai celebrato, se dopo appena un quinquennio Franco Evangelisti, e cioè l'aiutante di campo di Andreotti, condensò il suo rapporto con il principe dei palazzinari romani, Gaetano Caltagirone, nel celebre interrogativo che quest'ultimo candidamente gli rivolgeva: «A Fra' che te serve?». A veder bene erano i primi bagliori di un tramonto. Il cemento del potere cominciava a cercarsi scenari più ampi. Non solo case, ma nuove città. Così nasce in ambito craxiano il progetto di "Mito", new town da insediare tra Milano e Torino; e lo stesso Bettino vagheggia "Mediterranea", di qua e di là del Ponte sullo stretto. Fino a quando non arriva Berlusconi, il demiurgo di EdilNord che addirittura se la prese a male quando nella P2 gli assegnarono il ruolo di apprendista muratore. Ma come, apprendista al fondatore di Milano 2 e 3? Adesso che è tornato a Palazzo Chigi il Cavaliere ha ricacciato fuori il progetto "Cantiere Italia" e, ribattezzatolo "Cento Città", di nuovo prevede la costruzione di centri satelliti per anziani e giovani coppie. I sopralluoghi aerei sono attesi a marzo.» Il sistema del mattone, Filippo Ceccarelli
Pietro Caisotti è l'imprenditore ignorante, avido e scaltro dell'entroterra ligure protagonista del romanzo di Italo Calvino 'La speculazione ediliizia', la sua caratteristica essenziale è l'essere senza scrupoli.
Calvino scrisse il romanzo nel 1957 nella sua fase neorealistica, intuiva le profonde contraddizioni del periodo di ricostruzione convulso e scellerato, dopo la prima necessaria riedificazione dell'Italia post bombardamento.
Il sistema 'senza scrupoli' cominciava la sua inarrestabile cavalcata che ci porterà al boom edilizio degli anni sessanta e alla seguente e costante cementificazione dell'Italia.
Calvino scrisse il romanzo nel 1957 nella sua fase neorealistica, intuiva le profonde contraddizioni del periodo di ricostruzione convulso e scellerato, dopo la prima necessaria riedificazione dell'Italia post bombardamento.
Il sistema 'senza scrupoli' cominciava la sua inarrestabile cavalcata che ci porterà al boom edilizio degli anni sessanta e alla seguente e costante cementificazione dell'Italia.

Il conduttore televisivo Fabio Fazio in un'intervista rilasciata a Marco Preve sul Venerdì di repubblica, n. 1076, 31 ottobre 2008, riflettendo sul monito di Carlo Petrini (Carlo Petrini, Italia, record del cemento invasi tre milioni di ettari, Repubblica, 5 ottobre 2008) e le recenti iniziative immobiliari sulle Cinque Terre osserva:
«[...] Marco Preve: Nel frattempo si moltiplicano i progetti di grattacieli lungo la costa.
Fabio Fazio: Carlo Petrini giustamente dice che la mentalità in voga è quella del "se non si costruisce non si fa, non c'è progresso economico". Carlin [NdR si riferisce amichevolmente a Carlo Petrini] è un intellettuale, inserito dal quotidiano The Guardian nella lista dei cinquanta uomini in grado di cambiare il mondo. In qualunque altro paese sarebbe molto ascoltato, sicuramente più che da noi. Dice una cosa definitiva, perché fa intuire che è vecchissima l'idea di progresso che abbiamo - era già discutibile nel dopoguerra - per cui il "fare" deve coincidere con l'avanzata del cemento. Uno dovrebbe costruire cose che servono a tutti, non cose che servono solo alla speculazione di pochi.
[...]Marco Preve: Ma non si rischia l'immobilismo?
Fabio Fazio: Ma no. "Fare" può anche significare distruggere l'orrore. Pensate che meraviglia se ogni tanto i Comuni comprassero aree e buttassero giù invece di costruire, regalando spazi di cielo. So che le amministrazioni hanno mille problemi da risolvere, conti da far quadrare, asili da mandare avanti. Ma qui o si inverte la rotta, come ci invita a fare Petrini, oppure il valore più importante, la qualità della vita, andrà a farsi benedire».
Condivido l'idea del vuoto e il latente "non fare", ma spiegarlo ai milioni di "Pietri Caisotti" sarà un'impresa ardua.
...cemento meneghino...
Alessandro Cavallaro mi ha inviato una mail con oggetto: GENTAGLIA
Ciao Salvo,
Alessandro Cavallaro mi ha inviato una mail con oggetto: GENTAGLIA
Ciao Salvo,
eccoti il messaggio di cui ti parlavo [NdR Alberto Statera, Milano, città svenduta al cemento. Ecco tutti i predoni dell'Expo 2015, Repubblica, 26 novembre 2008],
mi è pervenuto tramite un mio cugino che vive e lavora a Milano.
buona lettura
Mail spedita il 16 dicembre 2008 10.44
Riporto l'inizio e la fine:
«L'"aringa rossa", antica astuzia venatoria, sta per fare della Milano da bere dell'epoca craxian-ligrestiana la Milano da mangiare della nuova era ligrestian-morattiana, trasformando l'Expo del 2015, dedicato all'alimentazione, in una colossale operazione immobiliare. I distinti cacciatori britannici usavano le "red harrings" per distrarre i cani da caccia degli avversari, gettando in luoghi strategici della riserva aringhe affumicate. I cacciatori milanesi di cubature immobiliari, che si definiscono "developers", stanno spargendo su 8 milioni di metri quadri di aree dismesse dall'industria manifatturiera che non c'è più, una selva di grattacieli firmati da architetti di fama mondiale, i cosiddetti "archistar".
Quei grattacieli, secondo l'immagine di Renzo Piano, sono per l'appunto le "aringhe rosse" che servono a distrarre l'attenzione da quel che germoglia intorno: quartieri selvaggi, simili a quelli che hanno assediato la Roma dei palazzinari. O "caricature di città" nella città, come dice l'architetto Mario Botta.
[...]
Pazienza. A Milano, comunque vada, nel terzo lustro del nuovo secolo potremo lasciare l'auto nel parcheggio di cinque piani scavato sotto la Basilica di Sant'Ambrogio, nel parco medievale più importante della civiltà lombarda. Un insulto cui la borghesia intellettuale di Milano non vuole rassegnarsi. E tra le aringhe rosse avremo la città dei developers, "una città che si prostituisce al miglior offerente". Parola dell'architetto inglese David Chipperfield ».
Leggendo l'articolo e i nomi citati dei personaggi politici e imprenditoriali, non possiamo non evidenziare il profondo disagio verso l'intelligenza, sostantivo ormai bandito dal gruppo di potere che gestisce la nostra società civile.
Grazie Ale ma è stata una pessima lettura.
Intersezioni ---> ...a proposito di...
Come usare WA ---------------------------------------------------Cos'è WA
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