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6 agosto 2010

0424 (finExTRA) 6 agosto 2010 ---> ARCHITETTURA ITALIANA [91] Wired verso AILATI

di Salvatore D'Agostino


«Che panorami c’aspettano fra quarant’anni? E soprattutto, come sarà la nostra splendida e martoriata Italia? Interrogativi ormai quasi esistenziali, in un mondo che vive in un presentismo più spinto che mai. Eppure è questa l’idea alla base di Italia 2050, una delle tre sezioni del Padiglione Italia alla prossima Biennale Architettura di Venezia, messa in piedi dal curatore Luca Molinari insieme a Wired. Un laboratorio che incrocia 14 tra scienziati, pensatori, film-maker e “produttori” di futuro con altrettanti architetti, designer e creativi. Dai primi, fra cui Nico Vascellari, Chiara Bonini e Leandro Agrò, vogliamo sapere le keyword dei prossimi quattro decenni. Dai secondi, di cui fanno parte fra gli altri Italo Rota, Attilio Stocchi e Anna Barbara, invece, le vogliamo declinate concretamente sottoforma di progetti, oggetti e programmi. Un cantiere per le visioni del domani. A partire dalle idee di oggi».

Simoni Cosimi, Italia 2050: Wired verso la Biennale, Wired
, 7 luglio 2010. Link

Immagine tratta da Wired n. 08/10, p.130

6 agosto 2010

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5 commenti:

  1. 1° report da facebook

    Giulio Pascali:

    strano.... eppure io resto convinto che la soluzione per uscire da questa crisi culturale italiana che ci pervade, tra conservatorismi ipocriti e progressismi ideologici, sia proprio un sano pragmatico presentissimo "Qui ed ora!"

    Salvatore D'Agostino:
    Giulio,
    se ci pensi "Qui ed ora!" è il pensiero degli avidi speculatori.
    In fondo le nostre città sono state costruite dagli italiani (con qualche manovalanza straniera).
    Direi "Qui ed ora!" possiamo immaginarci un modo di vivere meno ‘banale’.
    Saluti,
    Salvatore D’Agostino

    Giulio Pascali:

    gli speculatori, in quanto tali sono per definizione soggetti usi a trasformare e manipolare un qualsiasi concetto per piegarne il significato ai propri interessi
    esiste ovviamente una forma di speculazione positiva, quella di tipo filosofico, quando si specula per approfondire un concetto che risulta appena accennato in una qualche forma di contenuto, anche in questo caso spesso si assiste a forme di plagio (tipo quando si citano scriti giovanili di Loos per dimostrare che in fondo l'ornamento non era poi un così grave delitto....)
    viceversa esiste una forma dialettica (molto usata in politica) che utilizza l'idea della speculazione per creare assonanza con le posizioni dell'avversario (politico, culturale)
    in architettura spesso una delle forme più efficaci in una discussione sull'idoneità di un progetto è proprio bollarla come capitalistica e speculativa (un po' come quando si critica una canzone perchè troppo commerciale), o addirittura si agita lo spettro dell'infiltrazione mafiosa (vedi ad esempio la dispita sul ponte di Messina dove la discussione viene spostata sovente su temi diversi e non pertinenti a quello della reale necessità dell'opera)
    a Figline Sgarbi, per criticare il nuovo municipio (progetto di Archea) ha ritenuto più comodo creare il sillogismo Casamonti=Cricca Opera moderna=malaffare (ecomostro, ecoschifo); in questa maniera l'opera che comunque avrebbe la dignita di un'opera progettata, diventa automaticamente un tabù (un feticcio negativo, da bloccare e possibilmente abbattere)
    ma veniamo al "Qui ed ora!", concetto (o meglio slogan) sicuramente populista e popolare; eppure assonante con il concetto di Contemporaneo, che identifica l'inafferrabile attimo che condividono le migliaia di percorsi e linee che possono percorrere i nostri futuri possibili e le nostre infinite interpretazioni del passato.
    Qui ed ora esprime il punto di equilbrio espreso in forma temporale tra le variabili che compongono i poli contrapposti dell'architettura (leggero/pesante, chiuso/aperto, funzionale/astratto) e costringe l'architetto a collocare l'opera di architettura in un contesto storico/temporale, spingendolo a interrogarsi sulla società contemporanea e sulle sue peculiarità; diametralmente opposto al tradizionale concetto di contesto che si limita ad una analisi statica dell'ambiente fisico in cui l'opera si colloca. qui ed ora è quindi un concetto assolutamente dinamico e tiene conto delle variabili umane che incidono sulla città......
    sono consapevole che tutto questo potrà essere usato contro l'architettura, ma personalmente ritengo che una delle molteplici cause che hanno lasciato libera la speculazione in italia sia stato anche il rifugiarsi splendidamente in un aventino dorato di tutta la nostra classe culturale (gli architetti pensavano a città ideali, quando non proclamavano la superiorità del progetto rispetto all'opera costruita) in tutti i campi (basti pensare al gap tra cinema d'autore e cinema di cassetta, gap presente solo nella cultura italiana) mentre la società civile che chiedeva risposte concrete si organizzava come poteva rivolgendosi agli speculatori (qui è nata la cultura del geometra....)
    qui ed ora! vuole dire invitare gli architetti a sporcarsi le mani, confontandosi proprio con la speculazione, ma lavorando per sottrargli terreno di gioco.....
    ciao

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  2. 2° report facebook
    ---> Giulio,

    LOOS
    Capisco il tuo riferimento. Ti confesso che quel folle saggio su Loss mi è piaciuto.

    PONTE DI MESSNA
    A tal proposito, sono ancora in debito con te del mio punto di vista.
    Lo avrai al più presto (spero dopo i post su AILATI e una storia bresciano), poiché pubblicherò dei documenti inediti (storici) sull’argomento.

    FIGLINE-SGARBI
    Come sai il sindaco mi ha concesso un’intervista.
    Ti propongo di farla insieme.
    Che ne dici?

    AVENTINO DORATO
    Condivido ‘qui ed ora’ trasformiamo la nostra piccola piccola borghese Italia in un’Italia semplicemente decente.

    Saluti (ed auguri),
    Salvatore D’Agostino

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  3. 3° report da facebook

    Giulio Pascali:

    ok per figline mi piace l'idea ed anche la tua maniera di condurre le interviste "lente" e sedimentate nella rete
    a tal proposito avevo in programma di organizzare a Figline un convegno sulla contemporaneiotà all'interno dei centri storici........ potresti darci una mano......

    Salvatore D’Agostino:

    --->Giulio,
    perfetto, grazie, inviata la mail per l’intervista.
    Sul convegno ne discuteremo con calma.
    :-)
    Saluti,
    Salvatore D’Agostino

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  4. se questa è la generazione di architetti che dovrebbe rappresentare l'avanguardia/sperimentazione...allora facciamo meglio a parlare di restauro.

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  5. ----> Mirco,
    registro il tuo lamento.

    Mi parli di te?
    Di ciò che fai?
    Della tua parte d’Italia?

    Saluti,
    Salvatore D’Agostino

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