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17 agosto 2010

0431 (finExTRA) 17 agosto 2010---> OTTIMISMO [19] Francesco Cossiga e la dottrina del bastone

di Salvatore D'Agostino


Il mio ultimo ricordo di Francesco Cossiga:

«D - Quali fatti dovrebbero seguire?

R - Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero Ministro dell'interno.

D – Ossia?

R - In primo luogo, lasciar perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito...

D - Gli universitari, invece?

R - Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città.

D - Dopo di che?

R - Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri.

D - Nel senso che...

R - Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».

Salvatore D'Agostino, 0003 [SQUOLA] La dottrina del bastone?, Wilfing Architettura, 30 ottobre 2008. Link


17 agosto 2010

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1 commento:

  1. 1° rapporto da facebook

    Francesco Alois:

    Non mi è mai piaciuto e non mi piacerà mai.

    Salvatore D’Agostino:
    ‎--->Francesco
    Perdona questa citazione.
    Rileggendo la ‘Società dello spettacolo’ di Guy Debord e leggendo per la prima volta i suoi ‘commentari’ ho trovato questa frase: «L’Italia riassume le contraddizioni sociali del mondo intero, e tenta, nel modo che si sa, di amalgamare in un solo Paese la Santa Alleanza repressiva del potere di classe, borghese e burocratico-totalitario, che già funziona apertamente su tutta la superficie della Terra, nella solidarietà economica e poliziesca di tutti gli stati; sebbene, anche là, non senza qualche discussione e qualche regolamento di conti all’italiana. Essendo per il momento il Paese più avanzato nello slittamento verso la rivoluzione proletaria, l’Italia è anche il laboratorio più moderno della controrivoluzione internazionale. Gli altri governi sorti dalla vecchia democrazia borghese pre-spettacolare guardano con ammirazione al governo italiano per l’impassibilità che esso sa conservare al centro tumultuoso di tutte le degradazioni, e per la tranquilla dignità con la quale siede nel fango. È una lezione che avranno da applicare a casa per un lungo periodo».
    Riassume ciò che io penso di Francesco Cossiga tra gli artefici principali del nostro degrado sociale e politico.
    Buona giornata

    Francesco Alois:
    Concordo

    Salvatore D’Agostino:
    Dimenticavo Debord scriveva questo nel 1967.
    Possiamo stabilire una data (almeno per l'architettura) del declino dell'italia?
    Io azzardo il 1955-1963 la prima data si riferisce al concepimento del libro di Italo Calvino la 'Speculazione edilizia', la seconda di pubblicazione. Quindi '1960' cioè 50anni di devastazione 'senza se e senza ma' (per usare un termine digeribile dai politici).

    Francesco Alois:
    Nel 1967... e non lo considero lungimirante, perché a quel peggio descritto non abbiamo voluto porre rimedio. Era un'analisi lucida di quel periodo...
    Architettura: faccio mea culpa: non ho mai letto "La speculazione edilizia" e mi riprometto di farlo. Negli anni '60 la "corrente" radicale, ha manifestato il desiderio di fuggire dal consueto attraverso architetture "violente", scagliate letteralmente come spade a dilaniare le comode certezze della consuetudine. Parlo di Superstudio ed Archizoom. Mi pare questo il segno tangibile di una crisi dalla quale l'Italia non è mai uscita, ma che, viste le basi era già nell'aria da prima degli anni '60. Mi pare giusto segnare il 1960 (anche se è nel '66 che si forma Superstudio) come data "ufficiale" dell'inizio della devastazione socio-culturale dalla quale non si ha la forza o la voglia di uscire.

    Salvatore D’Agostino:
    Come ti dicevo 'La speculazione edilizia' è stato scritto nel 1955 ti piacerà senz'altro il personaggio principale Pietro Caisotti. Uno scaltro imprenditore dell'entroterra ligure con segretaria sedicenne al suo seguito.

    Salvatore D’Agostino:
    Mi viene un dubbio forse occorre postdatare al 1955. Poiché un altro libro cardine è stato edito nel 1956 ovvero 'Vandali in casa' di Antonio Cederna.

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