Carlo Fruttero, insieme a Franco Lucentini, non raccontava storie ma costruiva spazi e per creare spazi non servono idee ma utensili.
Vi ripropongono un testo tratto da un libro involontario su I ferri del mestiere, mai concepito dai due scrittori ma pensato e curato da Domenico Scarpa.#
Note per un racconto didattico
di Carlo Fruttero e Franco Lucentini
E cosi, è arrivato anche in Italia, prevedibilmente a Milano, il creative writing. Non abbiamo assistito al corso tenuto in quella vivace metropoli dal nostro amico Pontiggia, ma le sue lezioni saranno state di sicuro intelligenti, illuminanti. Gli abbiamo anzi suggerito di raccoglierle in volume, certi come siamo che un tal volume andrebbe a ruba. Gli iscritti - ci ha raccontato Pontiggia - erano gente già piuttosto articolata, professionisti, pubblicitari, politici, insegnanti, studenti e beninteso aspiranti scrittori, tutti consapevoli delle proprie artrosi e rugginosità linguistiche, tutti desiderosi di apprendere le ginnastiche ed eventualmente i segreti del mestiere. Numero chiuso a ottanta, ma a centinaia premevano per partecipare e non c'è dubbio che la cosa crescerà, verrà prima o poi estesa ministerialmente alle università di stato, diventerà normale materia d'insegnamento, come da decenni accade nelle università Usa.