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15 gennaio 2012

Carlo Fruttero

Carlo Fruttero, insieme a Franco Lucentini, non raccontava storie ma costruiva spazi e per creare spazi non servono idee ma utensili.
Vi ripropongono un testo tratto da un libro involontario su I ferri del mestiere, mai concepito dai due scrittori ma pensato e curato da Domenico Scarpa.# 

Note per un racconto didattico
di Carlo Fruttero e Franco Lucentini

   E cosi, è arrivato anche in Italia, prevedibilmente a Milano, il creative writing. Non abbiamo assistito al corso tenuto in quella vivace metropoli dal nostro amico Pontiggia, ma le sue lezioni saranno state di sicuro intelligenti, illuminanti. Gli abbiamo anzi suggerito di raccoglierle in volume, certi come siamo che un tal volume andrebbe a ruba. Gli iscritti - ci ha raccontato Pontiggia - erano gente già piuttosto articolata, professionisti, pubblicitari, politici, insegnanti, studenti e beninteso aspiranti scrittori, tutti consapevoli delle proprie artrosi e rugginosità linguistiche, tutti desiderosi di apprendere le ginnastiche ed eventualmente i segreti del mestiere. Numero chiuso a ottanta, ma a centinaia premevano per partecipare e non c'è dubbio che la cosa crescerà, verrà prima o poi estesa ministerialmente alle università di stato, diventerà normale materia d'insegnamento, come da decenni accade nelle università Usa.

13 luglio 2010

0404 (finExTRA) 13 luglio 2010----> WWW o WWC [45] Domus + Abitare e la sindrome da mainstream

di Salvatore D'Agostino



Giuseppe Pontiggia tra il febbraio 1997 e il giugno 2003 (mese della sua morte) ha curato una rubrica dal titolo ‘Album’ sul ‘Domenicale’ del Sole 24 ore. Occupava l’intera terza pagina per una volta al mese.
Era una raccolta di pensieri quasi giornalieri ‘diffranti’. Spezzoni di critica letteraria, attualità, aforismi, conversazioni private o amenità quotidiane.
Non era uno Zibaldone, né un diario, ma un semplice album di ‘appunti’.

Oggi verrebbe etichettato come blog, ma non lo era, poiché quell’album calendario veniva pubblicato in una struttura totalmente differente.

Le narrazioni Web non possono essere confuse con quelle cartacee.
Come non possono essere confuse le foto 'corollario' della notizia con le foto narrative.

Nella nuova transitoria - ‘Utopia’ – Domus di Alessandro Mendini. Il direttore continua il diario-carta/blog-versione online, aperto da Flavio Albanese il 3 aprile 2009 (ne avevo parlato qui).

Prima nota del 20 gennaio.
«3 febbraio
Utopia: il modello mitico verso il quale tendere. Importante che sia irraggiungibile». Link
Mendini aggiunge la rubrica ‘email’: una mail di Emilio Ambasz spedita alla rivista.

Nel frattempo Abitare, nel suo spasmodico inclusivismo, ha invitato Geoff Manaugh (autore del blog bldgblog) a tenere un corso di scrittura e creazione blog da pubblicare nella rivista.

Fabrizio Gallanti, Il blogger nell’archivio, Abitare online, 30 giugno 2010. Link

Mi chiedo: siamo proprio sicuri che, i lettori delle riviste di architettura amino ritrovare la trasposizione dei contenuti del supporto cartaceo
sul Web, senza nessuna rimpaginazione grafica?

13 luglio 2010


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