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20 luglio 2010

0408 (finExTRA) 19 luglio 2010 ---> IDENTITA’ ITALIANA [25] Il Festino di Philippe Daverio

di Salvatore D'Agostino


Lo scorso 14 luglio sono andato a vedere il festino di Palermo.

Partenza in treno:

Distanza Leonforte-Palermo 150 Km.
Tempo stimato dalle FS 3:27

Partenza: Leonforte/pirato: Espresso n. 853 ore 7:03
Primo scalo: Caltanisetta Xirbi arrivo ore 8.08

Ripartenza Caltanisetta Xirbi: Regionale n. 8697 ore 8:38
Secondo scalo: Roccapalumba arrivo 9:29

Ripartenza Roccapalumba: Regionale n. 3891 ore 9:35
Arrivo a Palermo con 15 minuti di ritardo alle 10:45

Dopo una giornata passata a camminare per strade, chiese, palazzi e musei all’imbrunire sono andato a vedere la partenza del festino.

La santuzza di cristallo e rose rosse era posta su un mega carretto siciliano trainato da alcuni fedeli. Preceduta da 40 carretti siciliani, trainati da cavalli bardati (alcuni carretti e bardature erano dei capolavori).

Philippe Daverio (direttore del festino) dichiarerà che nel clima d’austerità economico ha preferito il recupero delle tradizioni (che tristezza la coatta tendenza culturale e politica del recupero dell’identità nazionale, regionale, paesana).

Ahimé, il corteo è stato interrotto dai senza casa (una storia molto complessa che i media non raccontano).

Philippe Daverio incontrando i contestatori ha sentenziato:«I senza casa non meritano la casa perché non hanno le palle, chi non ha le palle non può avere una casa».

Interessante concetto d’abitazione.




Continuando a conversare con i palermitani afferma: «Io non ho paura di nessuno, non di faccia di culo come le vostre […] disoccupati di merda [...] provocatori di serie b […] io non sono un fascista, io sono uno stalinista, quelli come voi andavano in […] li facevano crepare i russi»



Interessante concetto sul recupero dell’identità popolare.


La serata si è conclusa con trenta minuti di fuochi pirotecnici, in una calca di gente sudata, scecherata con lumache al brodo, anguria, fumi di panini e i mille colori delle bancarelle.

Dimenticavo ho dormito in quello che viene definito ‘Sacco di Palermo’ ma questa è un’altra storia.

P.S.: Philippe Daverio essendo siciliano (che se ne frega del concetto dell’identità siciliana) chi non ha le palle non sono di certo i senza casa.
Inoltre, parlando di palle, conoscendo la sua meticolosità avrà, di certo, studiato ore ed ore per replicare la classica sfilata dei carretti siciliani che impazza in tutte le sagre dei paesi.
Infine, grazie per la comprensione da lei manifestata nei confronti del popolo, quelli che per i politici (con le palle), sono i tutori delle tradizioni popolari.

19 luglio 2010

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7 commenti:

  1. Daverio è un ignorante e non lo è solo per come si esprime non accettando le critiche e soprattutto sventolando al mondo intero la sua superiorità di stalinista, lo è anche con i suoi commentini sull'arte, ma questa è una mia opinione.
    A proposito di media, argomento di altri post, il fatto che nessun canale dell'informazione ne parli ed il fatto che la televisione (visto che gli italiani non leggono e se ne vedono i risultati nella scrittura in giro per il web) non abbia mai fatto cenno, ha fatto credere ai più che la situazione di Palermo sia solo colpa delle vittime ed il fatto che Daverio "esce in televisione" e quindi è intelligente ed ha cultura, lo rende automaticamente l'unica persona al mondo in grado di capire il problema e di pontificare in piazza, dall'alto della sua mise borghese altolocata.
    La cosa vergognosa è che su Youtube viene anche giustificato, osannato, idolatrato, come se le parole che usa (cicciona ad una donna dimenticandosi della sua panza) fossero quelle giuste per manifestare le proprie idee.
    Ma la cosa più vergognosa, ancora su Youtube, sono i commenti di alcuni "utonti" che si chiedono se non si tratti di contestatori organizzati visto che fra i tanti, anche la "cicciona" non alza le mani e prende a legnate il fine dicitore, come se per manifestare oggi si dovesse per forza usare tutto il corpo ad esclusione della bocca e, peggio ancora, siccome siamo in Sicilia e pure a Palermo, si dovesse per forza scendere alle maniere forti. Brutti luoghi comuni, stereotipi sub-culturali che hanno invaso e contaminato la cultura vera e che ormai è entrata anche nelle scuole.

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  2. bel reportage, se non fosse per la tua finExTRA non avrei saputo niente di festini, critici stalinisti, lumache in brodo e senzacasa-senzapalle. Aspettiamo che ci racconti di come è dormire nel sacco (a pelo) di palermo.
    un saluto e un abbraccio

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  3. ---> Spirito Libero,
    io non credo che Daverio sia ignorante.
    Ti confesso che inizialmente amavo il suo programma ‘Passepartout’. Dimostrava una certa autonomia critica e non era eccessivamente divulgativo.
    Ho notato la sua trasformazione quasi in reazionario negli ultimi anni.
    Le sue azioni politiche sono maldestramente ‘padane’ (hai presente l’ampolla sul fiume Po?).
    Una deriva terribile.
    Sul commento di Youtube ravviso il gusto giornalistico di bassa sociologia da calzini viola.
    Condivido la tua chiosa finale.
    Saluti,
    Salvatore D’Agostino

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  4. ---> Rem,
    da circa sei mesi c’è una durissima battaglia per il diritto alla casa (nel famoso quartiere ZEN) che la stampa trascura.
    Sulla mia nottata palermitana ti ho risposto con un post ---> http://wilfingarchitettura.blogspot.com/2010/07/0409-finextra-20-luglio-2010.html
    Saluti,
    Salvatore D’Agostino

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  5. Anch'io penso che Daverio non sia ignorante. Anzi, credo sia molto intelligente.
    Ma l'intelligenza non misura di certo la civiltà di una persona oppure il suo galateo. Vedere una persona come Daverio comportarsi in questo modo mette molta tristezza.
    Io butto lì una spiegazione: si chiama cocaina (se conoscete il genere, saprete che sniffare porta le persone ad andare giù di testa pesantemente).
    A presto
    Matteo

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  6. Matteo,
    non saprei che dirti.
    Sulle implementazioni chimiche-tecnologiche sugli umani ci sarebbe molto da discutere.
    Ciò che mi preoccupa del festino di ‘Daverio’ è la trasposizione più becera del padanismo.
    La Sicilia è arretrata (non significa che è sottosviluppata), poiché ha una sensibilità spiccata alla becera identità (familismo) e una forte tendenza verso un’economia sommersa (come dicevo altrove sofisticata e perversa).
    L’identità è un concetto politico per mantenere questo ‘status quo’.
    In Sicilia occorre ben altro.
    Saluti,
    Salvatore D’Agostino

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  7. Report da facebook:

    - Matteo Seraceni: Rimango allibito...

    - Salvatore D'Agostino: ‎---> Matteo,
    io no.
    Mi sembra molto coerente con il pensiero reazionario (in questo caso di derivazione di sinistra) molto apprezzato dai nostri politici padani-indentitari, italiani di centro-identitari (la destra verace), il sud fiction identitario del PDL.
    Una pasticcio tutto italiano per non dire una 'cassata'.
    Saluti,
    SD

    - Francesco Alois: Daverio non mi è mai piaciuto, ora è pure peggio.

    - Lucia Lampredi: sempre pensato che l'intelligenza fosse una cosa complessa - che richieda anzitutto il fermarsi => guardare ==> pensare. rara perlopiù.
    Daverio è il solito caso di intelligenza parziale pericolosa perchè spara cazzate o peggio con una patina di autorevolezza

    - Salvatore D'Agostino ‎---> Lucia,
    sono maledettamente d'accordo con quello che dici.
    Ho appena pubblicato il prologo di questa finExTRA --->
    0409 (finExTRA) 20 luglio 2010 ---> ARCHITETTURA ITALIANA [84] Ho dormito sull'architettura italiana (link: http://wilfingarchitettura.blogspot.com/2010/07/0409-finextra-20-luglio-2010.html)

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