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6 luglio 2010

0397 (finExTRA) 6 giugno 2010 ---> DIAFASIE [2] L’architettura non è più necessaria (Italo Rota)

di Salvatore D'Agostino

Link originale

Giuseppe Genna incontra Italo Rota:
«Le mappe di Italo Rota sono un percorso che attraversa il troppo che c’è, abbassano a prosa del mondo la mitologia della complessità, per opporre un’estetica altra, capace di spingere a un... pianeta rinnovato, meno sociopolitico e più fisico. E dovrebbe essere un architetto: “L’architettura non è più necessaria. L’autentico mestiere dell’architetto risiede nel rivelare lo spazio della mente umana. Va compreso che gli architetti non hanno mai fatto le metropoli e che, soprattutto in Italia, le città sono immensi show-room. Il confronto con lo spazio è fondamentale, ma molti architetti non si sono mai sognati che si tratta di aprire degli autentici stargate. Del resto, l’ultima versione dell’architetto è gemellare al prete protestante: si vestono di nero, hanno l’uniforme. Pensano di eternarsi facendo calare supposti gioielli laddove chiunque ha pisciato cemento. E’ da più di cento anni che non funziona. Trovo che oggi ogni cosa non sia parziale, ma molto totale.
[…]
Vuoto: è una parola che pare fondamentale nell’euritmica della vita per come la pensa Rota. Vuoto è il momento del silenzio, è lo spazio da cui si osserva la forma del pieno: “E’ proprio il limite occidentale – l’incapacità di pensare il vuoto. Se uno va in Tibet, si rende conto del perché: una civiltà che da altitudini immense vede il vuoto, mentre l’occidente è fatto da civiltà marine, che hanno la linea dell’orizzonte a chiudere lo spazio di fronte”.
Pieni e vuoti e, attraverso questi, una mente agile, iperattiva, prensile come una mano con il pollice opponibile. Un Cern che lavora per la scoperta del bosone e – senza tante sorprese – lo scopre. Italo Rota è una lanterna magica umana, un caleidoscopio attraverso cui osservare il mondo in altro modo, anzi – in altri modi».

Giuseppe Genna, Il miserabile intervista Italo Rota, giugenna.com, 6 luglio 2010. Link

6 luglio 2010


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18 commenti:

  1. Io credo che è l'architettura che possa fare a meno di Italo Rota!
    Ricordo di averlo incontrato a Palermo, qualche anno fa e farfugliava in abiti improbabili e immettibili (..,per accoppiamenti variopinti...!) e oversize, lui, il "guru" così minuscolo!
    Giuro che non aveva neanche abiti firmati "Cavalli"!
    Mi rimase impresso , di quell'incontro, il pensiero chiaro di Rota: In Sicilia non c'è necessità di tanti porti e tanti aeroporti, in fondo la regione è piccola!Mah!Vi sembra serio un architetto di questo "calibro"?

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  2. ---> Maurizio,
    mi rendo conto ho sbagliato il titolo troppo ‘giornalistico’.
    Mi/ci chiedi: «Vi sembra serio un architetto di questo "calibro"?»
    Io penso di si.
    Credo che sia necessario avere il suo punto di vista nel panorama dell’architettura italiana.
    Ti dirò di più, ‘Italo Rota’ è tra i pochi architetti non dediti all’architettura mediaticamente accomodante e soprattutto non professa la propria religione dell’architettura.
    Italo Rota è un visionario concreto un po’ come lo era Federico Fellini con il suo cinema.
    Ambedue scavano nell’inconscio più che nella retorica della tradizione.
    Ciò che m’interessa di quest’intervista è il concetto di vuoto (poiché è una mia ossessione).
    Saluti,
    Salvatore D’Agostino

    P.S.: che cosa c’entra il modo di vestire con l’architettura?

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  3. La domanda in P.S. facciamo finta che nn l'hai fatta! Da Loos a Ferrè passando per Balla e Benjamin, potresti spolverare le tue reminiscenze...
    E viceversa dalla tua opinione, ribadisco che potremmo fare a meno di Rota e della sua "mastra" l'Aulenti...sic!Certo che momenti così bassi d'architettura italiania, penso non ne vivremo più, mi auguro!Loro, di cemento, non se ne intendono!Di un visionario kitsch e new\baroque ne faccio veramente a meno! Salvatore , hai visto mai un progetto di Rota, magari senza "birilli" e pois? E come definiresti la sua apparente e falsa intellettualità un pò ancien régime che il titanio gli sembra "foglia d'oro"? Per me "vuota" e mediatica! Di quello che gli sembra chic, parlare d'altro e non d'architettura!
    Credo, in fine "l'estetica" sia un termine - pensiero che ri-veste molti "vuoti" ma di grande sensibilità e qui (...con Rota) l'abito fa il monaco!

    P.S.
    Magari oltre a farsi dare la parcella da Cavalli, avrebbe potuto approfittare per un consiglio sul proprio total-look!

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  4. ---> Maurizio,
    seguo il tuo pensiero ma non concordo con quello che dici.
    Io resto molto interessato delle architetture di Italo Rota (anche quelle siciliane) e non credo che rappresenti un pericolo. Anzi, ce ne fossero.
    Ad esempio trovo molto interessante l’idea dei ‘birilli’ (tua definizione).
    L’architetto italiano deve imparare a rispettare l’architettura altrui e cercare di capire quali sono i veri mali di chi capisce la logica del ‘cemento’.
    Saluti,
    Salvatore D’Agostino

    P.S.: L’abito fa il monaco!? Che dirti, in bocca al lupo con i religiosi.

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  5. Senti Salvatore, avevi intenzione di discutere d'architettura e quindi d'estetica o di altro?
    Capisco che ormai sei un esperto di "comunicazioni blogghistiche" ma in quanto ad architettura pemettimi ancora per un pò di dire la mia!Fosse solo ed anche per vetustà anagrafica!Sai non è che temi particolarmente Rota, in architettura e fino a prova contraria, non sono mai entrato in competizione in competizione con un semplice "parvenu" dell'architettura italiana post-moderna.
    Mi preoccupa, invece, l'atteggiamento di certa critica e diciamo architettonica che ha capacità massmediologa di esaltare o affossare chi viene preso ad esempio!
    Ora, siccome, io certamente non sono un critico d'architettura ma un semplicissimo architetto-manovale, ribadisco che avendo avuto a che fare con Rota, semplicemente in conversazione privata e senza intervistarlo, mi è venuto spontaneo riferire le mie impressioni. Puta caso sono argomentate concretamente perchè pragmatico e non sono un "poeta" scrittore, Insomma, come si diceva ai miei tempi, un addetto ai lavori...almeno d'architettura!
    Ora, piacciono più o meno i birilli e i pois, non entriamo nel merito, c'è a chi piace bionda e a chi bruna!
    La cosa che mi fa sorridere è l'enfasi con cui racconti le cose e il maldestro tentativo di far assurgere il Rota alla corte degli Avatar! E credimi di cemento, Rota, ne ha utilizzato come qualunque architetto italiano della sua generazione e della mia, poichè non c'era (e non c'è stata mai!) la cultura dell'alternativa nè tantopiù la capacità formativa(accademica) che potesse indicare un approccio diverso alla "costruzione"!
    Ora possiamo parlare, se vuoi, di archipomodori, archiecologisti o di archivuoti!

    P.S.
    Parafrasando Loos, Rota è il "Papua up", dell'architettura italiana e se gli commissioni delle scarpe lisce gli vengono le convulsioni!
    Rota veste da scandalo quasi come Cavalli!

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  6. ---> Maurizio,
    ti sbagli, io sono esperto in abusivismo, in costruzioni fai da te, della casa che c’è nella testa della gente senza arte né parte, del mq abitabile, dello sgabuzzino, in cappelle per Padre Pio di cemento, del look da agriturismo, del finto moderno e del finto antico.
    Questo blog racconta il lato oscuro della mia personalità, quello inconciliabile con il mio dis(d)egno quotidiano.

    Mi dispiace ma io non enfatizzo Rota né tantomeno nessun altro.
    Amo dialogare con la gente (l’architetto è uno dei tanti), non erigo barricate, non circoscrivo il mio campo di vedute, non ho amici da sponsorizzare, non ho nessuna pretesa di essere letto, non ho la necessità di dire parole ‘sacre’.

    Sono un architetto ‘abusivo pedestre’ in tutti i sensi.

    Tornando all'architettura ti passo un breve video con Italo Rota ----> http://www.domusweb.it/salonemilano2010/video.cfm?id=2296

    «[ndr l'Italia è] un paese sofisticato e perverso che ogni tanto indovina delle forme che aggiornano i nostri modelli di vita».

    Sofisticato e perverso nei due sui aspetti limiti:

    - DESIGN e MODA
    concetti inventati 50 anni fa da un gruppo di creativi operanti prevalentemente a Milano. Concetti che hanno creato un indotto industriale non indifferente. Fregandosene della logica (moderna o modernista) del disegno industriale. Il design e la moda italiana hanno una storia più che una funzione.

    - SPECULAZIONE EDILIZIA
    inventata 50 anni fa da un gruppo di imprenditori (spesso non borghesi) abili e scaltri che hanno cambiato il nostro stile di vita e il paesaggio italiano. Fregandosene del bene pubblico ma utilizzando brani di territorio (o città) per i propri interessi personali. La speculazione edilizia ha una storia più che una funzione.

    Che dici iniziamo a parlare di architettura o di luoghi comuni?

    Buona giornata,
    Salvatore D'Agostino

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  7. Luoghi comuni in senso architettonico? E perchè no! Io architetto 'perverso marino' sono abituato a superare tutte le barricate cretine che quotidianamente mi opprimono. figurati!

    P.S.
    Bella sciarpa...di Rota ma io vesto più rockminimal!

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  8. ---> Maurizio,
    iniziamo a parlare di luoghi comuni: LA PERIFERIA E’ DEGRADATA

    P.S.: Adoro le sciarpe, come il Jazz e il non minimal (sono un siciliano dalle chiappe bianche i colori mi attirano)

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  9. E certo, quindi distruggiamole (contenitori e contenuti!), le periferie, con tutti i 'CENTRI' e se sono 'STORICI' ancora meglio!
    Gatta ci cova, siamo troppo daccordo!

    P.S.
    ...e Debussy?

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  10. ---> Maurizio,
    mi sa di si.

    Saluti,
    Salvatore D’Agostino

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  11. ...Tranne che per l'abbigliamento di Rota...!

    P.S.
    ...e i Doors?

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  12. ---> Maurizio,
    per fortuna abbiamo gusti differenti, credo che sia la nostra forza.

    Ecco un link dalla finExTRA sull'identità italiana ---> http://wilfingarchitettura.blogspot.com/2010/07/0401-finextra-10-luglio-2010-identita.html

    Che ne pensi?

    Saluti,
    Salvatore D'Agostino

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  13. Ho riletto per la terza volta(..non di seguito ma negli anni...!)'Trattato del Ribelle' di Ernst Jünger...vuoi che te ne parli o gli dai un'occhiata?

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  14. ---> Maurizio,
    se ti va ne puoi anche parlare (nel mio piccolo so leggere).

    Buona giornata,
    Salvatore D’Agostino

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  15. va bene, se t'intriga, leggitelo tanto è brevissimo!più che discuterne, bisogna farne una esperieza intima!

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  16. 1° report da facebook

    Su FB piace ad una sola persona.

    :-)

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  17. ...esilarante ugo...va sempre oltre...piacevolmente oltre!
    http://architettura.supereva.com/lanterna/20100805/index.htm

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  18. ---> Maurizio,
    replicato con un post qui ---> http://wilfingarchitettura.blogspot.com/2010/08/0430-finextra-12-agosto-2010-identita.html
    Saluti,
    Salvatore D'Agostino

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