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12 luglio 2010

0403 (finExTRA) 12 luglio 2010---> ARCHITETTURA ITALIANA [82] Permesso di soggiorno

di Salvatore D'Agostino


«Ciao Salvatore!

Scusa il ritardo, ma il mio amico [...] Abbiamo ospitato alcuni Berlinesi a casa nostra.

Questo è il link che attendevi: http://emiliaromagna.indymedia.org/node/9130

Riguarda ciò che è successo a Bologna il 6 Luglio. La signora della prima foto è la "preside" della nostra scuola per immigrati. Gli altri sono tutti muratori truffati da falsi datori di lavoro che, in cambio di soldi, hanno promesso loro il permesso di soggiorno con la sanatoria colf/ badanti 2009. Dopo aver pagato anche 3000 euro i truffatori, e dopo aver versato altri 1500 euro tra tasse e contributi INPS, il permesso non solo non è arrivato, ma ora gli stessi immigrati sono stati schedati e sono a rischio espulsione. I truffatori, invece, se la cavano con una denuncia per truffa che andrà a prescrizione prima di poter celebrare il processo. Il 6 Luglio la manifestazione regionale dei truffati, a Bologna, ha chiesto al governatore dell'Emilia Romagna Vasco Errani di sostenere le ragioni dei truffati per ottenere almeno il permesso di soggiorno, rinunciando alla restituzione di quanto versato nelle casse dello stato e dell'INPS.
La maggior parte dei truffati sono Egiziani, ma c'è anche qualche Marocchino, Moldavo e Turco. Credimi, ne conosco buona parte di loro in quanto allievi o ex allievi, e ti posso dire che sono tutte persone oneste, in Italia unicamente per darsi da fare sui cantieri.

A Mahdy è andata meglio: il suo datore di lavoro è stato onesto e lo ha regolarizzato senza truffarlo, ma sono solo pochi i fortunati a cui è andata così.

Adesso Mahdy è stato licenziato ma ha aperto la partita IVA, quindi ora lavora regolarmente e fattura i suoi lavori come un artigiano.

[...]

Ciao e un saluto.

Davide Dal Muto».

Mail: 12 luglio 2010 ore 14.57

12 luglio 2010

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4 commenti:

  1. Davide,
    vorrei continuare quest’inchiesta sul mondo del lavoro ‘edile’ italiano, ma puoi immaginare le difficoltà nel contatto e del possibile dialogo sereno.
    Non desisto, non posso aspettare l’informazione ‘ufficiale’ che mi tenga informato sui ‘fatti’.
    Un caro saluto a te e a Mahdy,
    Salvatore D’Agostino

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  2. Mi piacerebbe sapere, caro Salvatore, se fra i tuoi ottimi e preparatissimi (non è ironia) interlocutori ce ne sia qualcuno che abbia sfiorato in cantiere, anche casualmente, uno di questi "edificatori reali" dei nostri palazzi, un "realizzatore manuale" dei nostri pindarici progetti.
    Vorrei tanto leggere di qualcuno dei nostri (patinati) professionisti che inizi un racconto reale di un dialogo, un "Ciao come va? Io sono Architetto, ma amo scambiare due chiacchiere anche con i manovali, anche con i sub-sub-sub dei sub..."
    Non auspico un sistema tipo rivoluzione culturale maoista (3 settimane all'anno come manovale edile anche alle archistar, tanto per non perdere il contatto con la realtà del duro e sudato lavoro), neppure come esperimento. Ma, porca miseria, cerchiamo almeno di parlarci, di confrontarci, mezz'oretta alla settimana davanti ad un caffè caldo (d'inverno) o a una limonata ghiacciata (d'estate) così che gli scambi di vedute si trasformino nell'armonia delle forme, cosa che è sempre ben accetta in architettura.
    Saluti da Davide.

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  3. Davide,
    hai ragione è un problema di comunicazione tra i piani alti e bassi dell’edilizia.
    MA non va trascurato il carattere di una certa edilizia ‘scaltra e banale’ che ha distrutto il nostro paesaggio.
    Una storia italiana che vede gli intellettuali come protagonisti ‘colpevoli’. L’inazione è azione.
    Ahimé, si è abbandonata la critica ‘dura aspra’ per l’opinionismo cattivo spesso ignorante e rozzo.
    Pare che l’essere ‘rozzo’ in padania abbia un certo seguito, per non dire fascino.
    Saluti,
    Salvatore D’Agostino

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