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4 giugno 2012

0013 [POINTS DE VUE] Michela Battaglia | Topografia della memoria


   Topografia della memoria è un progetto fotografico che ha come obiettivo la documentazione dei luoghi delle vittime innocenti della mafia nella provincia di Palermo. Il periodo storico preso in considerazione copre più di un secolo di fatti di cronaca: dal primo omicidio di mafia riconosciuto come tale, il delitto “eccellente” dell’ex sindaco di Palermo Emanuele Notarbartolo del 1 febbraio 1893,1 all’omicidio – oggi ancora oggetto di indagini da parte della magistratura – dell’avvocato penalista Vincenzo Fragalà bastonato a morte il 26 febbraio 2010.2

   Ho iniziato a immaginare questo progetto nel gennaio del 2010 in occasione dell’uscita del film d'animazione Giovanni e Paolo e il mistero dei pupi.3 Avevo 27 anni e l’amara consapevolezza che non solo la mafia esiste, come organizzazione e come mentalità, ma che le nuove generazioni sono complici della perdita di memoria di certi avvenimenti storici. È dal ricordo del sacrificio, spesso individuale, che credo sia necessario ripartire. L’elenco delle vittime è lungo e include politici, magistrati, poliziotti, uomini delle scorte, giornalisti, imprenditori, donne, bambini e gente comune che ha avuto la sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Avevo nove anni quando Falcone, Borsellino e le loro scorte saltarono in aria. È strano come funzioni la memoria: della strage di Capaci ho un ricordo nitidissimo, di Rosaria Costa, vedova dell’agente Vito Schifani. Di via D’Amelio ricordo solo le parole del magistrato Caponnetto: «È finito tutto». Come spieghi a un bambino di nove anni che è finito tutto? Falcone e Borsellino sono solo l’apice di una lista troppo lunga e sconcertante di vittime.