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7 luglio 2011

0008 [POINTS DE VUE] Cryptome | La rivoluzione via social network in Bielorussia

di Salvatore D'Agostino
«È stato allora che abbiamo cominciato a intuire che internet stava per diventare un canale pubblicitario, come di fatto è, per designer e architetti. Ancor oggi ci sono migliaia di siti web fatti per cercare incarichi e mostrare il proprio portfolio, ma niente che sia pur lontanamente non ortodosso. L'intento di Cypherpunk era, per l'appunto, quello di contrastare alla base questa situazione». (John Young)*
Ho conosciuto il sito Cryptome leggendo l’intervista ai due fondatori e architetti Deborah Natsios e John Young nel numero di Maggio di Domus. Cryptome è un sito che raccoglie dal 1996 documenti censurati o secretati da parte dei governi di tutto il mondo esattamente dieci anni prima della nascita di WikiLeaks. Come promemoria ho creato la voce Cryptome su Wikipedia Italia.

Ieri
Cryptome ha pubblicato un reportage sulla 'rivoluzione via social network', così chiamata dai suoi sostenitori, in atto in Bielorussia poco diffusa dalla stampa mondiale e censurata dal suo governo.
Attraverso un tam tam su internet, domenica tre luglio 2011, dei manifestanti sono scesi in strada per applaudire e opporsi con questo semplice gesto pacifico contro un regime che da diciassette anni li avvilisce.
Il presidente Alexander Lukashenko ha cercato di contrastare la protesta bloccando l'accesso a Facebook, Twitter e un importante social network russo utilizzato dagli organizzatori. La polizia in borghese ha sparato gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti, arrestando decine di persone adesso detenute nel carcere di Minsk.