di Salvatore D’Agostino
Il blog Brain pickings, secondo l’autrice inglese Maria Popova, è una raccolta disordinata di liste, appunti, note, libri per stimolare il cervello. Su Brain pickings si possono trovare gli undici comandamenti per una sana scrittura quotidiana di Henry Miller, gli otto suggerimenti su come scrivere una grande storia di Kurt Vonnegut, la lista di regole e tecniche per la prosa di Jack Kerouac, i sei suggerimenti per la scrittura di John Steinbeck o il decalogo su come allevare un bambino di Susan Sontag.
Un blog che ha due caratteristiche appartenenti alla cultura del blogging anglosassone e statunitense: la prima è la cura della grafica affidata a un designer, in questo caso a Josh Boston, e la seconda è il guadagno, delle 450 ore mensili spese, grazie alle donazione dei lettori evitando così i banner pubblicitari. Due peculiarità che arricchiscono il mondo della cultura indipendente in questi paesi.
A proposito di liste, con gli architetti senza tetto - che hanno da poco creato la rubrica ‘Decaloghi’ - ogni tanto ci abbiamo scherzato un po’ su, forse perché da disillusi italiani siamo schivi alle pratiche dei guru, alle regole definitive o alle liste di buon senso. E non so perché per quest’anno per augurarvi ‘un buon quello che volete’, ho pensato di riportare una lista chiamata il ‘metodo Kai-Uwe’, ovvero come diventare in poco tempo architetto globale come Biarke Ingels [vedi BIG].1
Stabilite voi se attuarla o meno, noi ci rileggiamo il prossimo anno: buon quello che volete.
