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19 gennaio 2012

0053 [MONDOBLOG] Dadarch'it

di Salvatore D'Agostino

Il prossimo dialogo sarà con Marco Brizzi tra gli artefici di arch'it* la prima web zine di architettura italiana. 
Per comprendere meglio i primi passi di arch'it, ricordo la geografia della rete del 1995, anno della sua comparsa. All'epoca erano stati ideati i protocolli per il World Wide Web; era stata coniata l'espressione surfing the Internet (navigare in rete); erano stati messi a punto i browser Mosaic, Netscape Navigator e la neo nata Internet Explorer; era stato inventato il sistema di compressione delle immagini JPEG; elaborato Java per potenziare l'interazione tra diversi oggetti; Yahoo! inizia a fornire servizi agli utenti semplificando l'accesso alla rete; eBay crea il mercato delle pulci della piazza telematica; Amazon vende tutti i libri del mondo senza preoccuparsi della loro qualità; IBM immette nel mercato i primi computer spinti da un processore a 64bit; Apple inizia la lotta contro Microsoft e il suo nuovo sistema operativo Windows 95 con i suoi Power Macintosh (5200LC, 6200, 7200, 7500, 8500, 9500) e PowerBook (550c, 190, 190cs, 5300, 5300c, 5300ce, 5300cs, Duo 2300c); Linux cerca di affrontare le lobby informatiche con l'open source, Evan Williams aveva 23 anni, Larry Page e Sergey Brin 22, Chad Hurley 19, Steve Chen 17, Jawed Karim 16 e Mark Zuckerberg 11.1

Nel 1995 un gruppo di studenti di architettura dell'Università di Firenze crearono una delle prime società di servizi Web italiane, Dada (Design Architettura Digitale Analogico) e nel marzo dello stesso anno lanciarono arch'it, web zine che dal 1998 sarà diretta, fino ad oggi, da Marco Brizzi.2




Uno dei fondatori Jacopo Marello ricorda:
«arch'it era nata come tributo di noi fondatori Dada all'architettura essendo al tempo giovani architetti, credo che arch'it sia uno dei siti più antichi della rete (con un google rank di tutto rispetto) e con la quasi assenza di cambiamenti nel layout, praticamente un modernariato di rete!».3
Per assaporare lo spirito dei Dada, pubblico un testo che di recente un altro fondatore Paolo Barberis ha trovato nei meandri della rete e pubblicato in una nota su facebook.4



DA DA - 1994 - Volevamo giocare a Pac-Man

DA
DA
(volevamo giocare a pacman)

(testo trovato per caso mentre)
(vagava su reti@totali@libere)

ma cosa stiamo dicendo che gli altri non stiano dicendo e poi si sa che tutti diciamo le stesse cose non facciamo altro che creare inquinamento sonoro e se diciamo cose che abbiano un qualche senso creiamo solo inquinamento semiosferico, che è quasi peggio

su queste basi decidemmo che non era il caso di stare zitti e che qualunque cosa facessimo non poteva peggiorare le cose

ricordo in particolare incontrandosi durante le nostre gare di net surfing sulle onde magnetiche che non potemmo fare a meno di convenire:
il solo modo per procedere fosse quello di incontrarsi fisicamente e di bere una birra

ci rendemmo ben presto conto che, visto che i nostri nomi durante le competizioni nascondevano sei persone dello stesso sesso, l’unica cosa da fare era di mettersi assieme in uno studio e di procedere sulle strade della ricerca e forse della professione

A distanza di anni sembrava impensabile che a quel tempo esistesse la possibilità di scegliere tra una progettazione su carta e una spaziale-artificiale ma allora la scelta preliminare fu in questi termini
SI ACCETTAVA DOPO LUNGHE DISCUSSIONI IL PRIMATO DEL FORMATO NUMERICO E SI RELEGAVA IN SECONDO PIANO L’APPROCCIO CHE A QUEL TEMPO SI IDENTIFICAVA COME TRADIZIONALE

Si conveniva innanzitutto che il comune denominatore fosse Space Invaders,* in particolare quei bunker verdi (ed erano colorati con il retino sullo schermo, lo stesso che ci avrebberp consigliato successivamente in un esame per ottenere in elicopia il seminativo-arborato) ci attraevano in maniera anomala.

Pensammo subito che, come esisteva uno schema per passare il primo livello (9+1+9+3+1+3), dovesse esistere sicuramente qualcosa che regolasse anche la composizione architettonica ma ci rendemmo in breve conto che la cosa presentava qualche difficoltà in più.

Dovemamo….຺ππ[àù@@¶@……]≠¡≠´÷`´‹‹÷÷´‹´‹¥÷¥‹‘~“‹~‘‘“«‘~‘‹¥÷‹´÷‹´÷`¡≠´øπ[¬[¬#[¬#@#……•………#][øπ¡øˆ¡øˆ¡`´≠´`÷´‹™æƒ∂ƒß∂€®∂∫昨æ惙∂®†∑∑©©√∫√˜˜µœ•…œπøœ•πœ[πœø••[≠œµµ´÷‹¥©‘‘“ß«åßΩ®∫™÷˜µ¨…øøπ¬#¬#¬π[π[π•π[•π[•πøø•[πø…[ø[øππø[πø•[ø[πø[πø…πø[πππøœ[πøπµ[πø[œøµπ¨œ¨™∫¨‹´´`´≠`¡≠¡≠]]πøœ¨æ™®€€€ΩΩΩ„«‘©™√昨¨µœøµøœµøœµ¨˜œ¨˜œ¨˜æ (FILE CORROTTO)

L’assunto era abbastanza chiaro, più ardua si sarebbe rivelata la pratica.

Partendo da pochi dati (digit-ali) a disposizione iniziammo ad accumulare softuer e arduer manipolandolo e smontandolo (senza peraltro riuscire mai a rimontarlo) nel tentativo di usarlo in modo non conforme alle regole scritte sul packaging.

E facendo questo volevamo anche guadagnarci!

Una scheda grafica crocifissa in ingresso era la rappresentazione simbolica del periodo.

Iniziammo a distanziare le nostre postazioni di lavoro essendosi ormai rivelato inutile il contatto fisico.

La trasmissione in tempo reale di qualsiasi dato (11101 010100 0100100 1001101 01011) ci permise con il tempo di abitare/lavorare a grandi distanze senza piu’ il fastidio di dover anche sopportare l’ingombro delle presenza fisiche.

Per anni abbiamo continuato a lavorare assieme per una nuova cultura della progettazione ciascuno disteso comodamente nel proprio letto (lo stesso da cui sto emettendo adesso per l’atrofizzazione progressiva degli arti non mi permette piu’ alcun movimento rilevante) incontrandoci virtualmente in spazi che ormai sono familiari anche alla cybercasalinga di Vigevano ma che per la cultura dell’epoca erano quanto di più complesso e affascinante si potesse immaginare.

Non so dire quanti fossimo in quell'epoca ne so quanti di no si possano ancora incontrare in giro per le nuove retitotalilibere ma qualche tempo fa mi sono accorto da piccoli dettagli che chi mi stava eliminando da secondo campionato pandistrettuale di COSMICBATTLE6D versione 6.4 era uno del gruppo originale: è stato davvero commovente.

Componenti originari del gruppo di ricerca DADA nell'anno della sua fondazione
Paolo Barberis
Marco Brizzi
Angelo Falchetti
Filippo Fici
Jacopo Marello
Alessandro Sordi

DADA progetta architetture e design e lavora attorno ai problemi sollevati dai nuovi mezzi di comunicazione e di rappresentazione offerti dalle nuove tecnologie
DADA svolge attività di ricerca e didattica curando seminari nella facoltà di Architettura di Firenze
DADA partecipa a concorsi di architettura
DADA collabora con poeti musicisti alla ricerca di nuove rappresentazioni artistiche
DADA ha avviato collaborazioni con idraulici, elettricisti e muratori

(pubblicato da Professione Architetto Luglio 1994) 

19 gennaio 2012
Intersezioni ---> MONDOBLOG
__________________________________________
Note:
1 Una cronologia meno sintetica:

Il sei giugno 1991 Jean Armour Polly* dialogando via mail con Brendan Kehoe* conia il termine "surfing the Internet" navigare in rete. In realtà, usa l'espressione "going net-surfing"* in seguito migliorata con "surfing the Internet", l'amico Brendan Kehoe fu l'autore della prima guida per i navigatori della rete (febbraio 1992): Zen and the Art of the Internet*

Il sei agosto del 1991 Tim Berners-Lee,* pubblicando una sintesi* del suo lavoro sul newsgroup alt.hypertext, aprì il World Wide Web al pubblico dominio.*

Nel settembre 1992 viene lanciato il sistema di compressione delle immagini JPEG (Joint Photographic Experts Group).

Il ventidue aprile 1993 Marc Andreessen* e Eric Bina* lanciano la versione 1.0 del primo browser per il World Wide Web: Mosaic.*

Nel febbraio 1994 David Filo* e Jerry Yang* idearono Yahoo!, la prima società rivolta al mondo del business e consumer fornitrice di servizi internet.

Il quindici dicembre 1994 Jim Clark* e Marc Andreessen* idearono Netscape Navigator*, il primo web browser.


Linus Torvalds, l’ideatore del sistema operativo open source Linux, il dodici marzo 1994 rilascia Linux 1.0 presentando la prima versione stabile all'Università di Helsinki (era il 16º livello di patch del kernel 0.99 rielaborato e messo a punto da liberi programmatori in tutto il mondo).

Il ventitré maggio 1995 James Gosling* insieme gli ingegneri di Sun Microsystems*  annunciano Java, un linguaggio di programmazione orientato agli oggetti aumentando l'interazione tra oggetti diversi.

Nel luglio 1995 Jeff Bezos* fonda Amazon, il primo store on-line di libri.

Il diciassette agosto 1995 Microsoft lancia Internet Explorer 1, un web browser a pagamento per il neo sistema operativo Windows 95.

Il sei settembre 1995 Pierre Omidyar* idea eBay, una marketplace che permette agli utenti la possibilità di vendere e comprare oggetti sia nuovi che usati.

2 Per approfondire la storia del gruppo DADA* vi suggerisco di leggere la pagina Wikipedia.*
Arch'it (qui una schermata originale del 1996) nel corso degli anni si è arricchito di alcune rubriche:

Lanterna Magica e Lettere da Fermo a cura di Ugo Rosa;
Artland curata da Elena Carlini e Pietro Valle;
Simple tech curata Walter Aprile & Stefano Mirti;
Interview di Marialuisa Palumbo;
Playgrounds di Alberto Iacovoni;
Parole Chiave di Giovanni Corbellini;
Coffee Break di Antonino Saggio;
Produzione di Bernard Cache e Marco Brizzi


e di molti testi scritti da:

2a+p, 5+1AA, Actiegroep, Alberto Alessi, Peter Anders, Alfredo Andia, Alessandro Archibugi, Ammar Eloueini, Baku, Francesca Balena Arista, Anna Barbara, Aaron Betsky, Esra Akcan, Anand Bhatt, Alberto Alessi, Alessandro Anselmi, Pier Vittorio Aureli, Aldo Aymonino, Silvia Banchini, Alessandra Belia, Alessandro Bianchi, Cecilia Anselmi, Marco Biraghi, Cesare Birignani, Gianfranco Bombaci, Michele Bonino, Andrea Boschetti, Alessandro Busà, Silvio Carta, Bernard Cache, Maria Vittoria Capitanucci, Domenico Cannistraci, Vittoria Capresi, Mario Carpo, Paolo Cascone, Anna Cornaro, Ailadi Cortelletti, Gilberto Corretti, Maristella Casciato, Massimo Banzi, Luciano Bolzoni, Gianfranco Bombaci, Cristoforo Bono, Michele Bonino, Alessandra Bordieri, Andrea Branzi, Giammarco Bruno, Lucy Bullivant, Maria Vittoria Capitanucci, Vittoria Capresi, Mario Carpo, Giovanna Carnevali, Luigi Centola, Ennio Ludovico Chiggio, Chiara Cibin, Pippo Ciorra, Luigi Coccia, Domenico Cogliandro, Stella Colaleo, Giorgio Conti, Stefano Converso, Anna Cornaro, Fabrizio Corneli, Matteo Costanzo, Michele Costanzo, Alessandra Criconia, Davide Crippa, Francesco Dal Co, Giovanni Damiani, Carlotta Darò, Domitilla Dardi, Cynthia Davidson, Giancarlo De Carlo, Brunetto de Batté, Carlo De Mattia, Monia De Marchi, Livio De Luca, Filippo De Pieri, Gabriella De Polo, Leila Di Gangi, Teresanna Donà, Alessandro D'Onofrio, Winka Dubbeldam, Ammar Eloueini, Luca Emanueli, Dora Epstein Jones, Alessandra Faini, Luis Falcón, Ida Farè, Elisa Ferrato, Paolo Ferrara, Filippo Fici, Marianna Forleo, Ernesto Luciano Francalanci, Alberto Francini, Bernhard Franken, Elena Franzoia, Claire Gaillard, Fabrizio Gallanti, Luca Galofaro, Francesco Garofalo, Francesco Gatti, Dario Gentili, Enzo Biffi Gentili, Gary Genosko, Gruppo Ghigos, Lucio Giecillo, David Gissen, Jorge Gorostiza, David Grahame Shane, Gruppo Suburbia, Andrea Guardo, Margherita Guccione, Stefano Guidarini, Heliopolis 21, James Hicks, Natasha Higham, Wolfgang Höhl, HOV, Massimo Ilardi, Lorenzo Imbesi, Alicia Imperiale, Richard Ingersoll, Filippo Innocenti, Fabrizia Ippolito, Reed Kram, Ania Krenz, LAB[au], Peter Lang, Claudia Lamberti, Giovanni La Varra, Raffaella Lecchi, Marco Ligas Tosi, Nicola Lunardi, Peter Lunenfeld, Greg Lynn, Peter Macapia, Rei Maeda, Giannino Malossi, Daniele Mancini, Elena Manferdini, Sergio Mannino, Sara Marini, Luca Marchetti, Michele Marrozzini, Giuseppe Marsala, Roberto Martignone, Laura Masiero, Roberto Masiero, Gabriele Mastrigli, Emanuele Mattutini, Gianluca Milesi, Patrizia Mello, Maurizio Meossi, Metogramma, Alexandra Midal, Martin Moeller, Luca Molinari, Luca Mori, Mauro Moro, Valerio Paolo Mosco, Simone Muscolino, Frédéric Nantois, Francesca Oddo, Manuel Orazi, Francesca Pagnoncelli, Axel Paredes, Stefano Pasetto, Anne Palopoli, Marialuisa Palumbo, Marcello Panzarella, Luca Paschini, Gianni Pettena, Alessandro Petti, Stephen Perrella, Emanuele Piccardo, Antoine Picon, Elisa Poli, Luca Poncellini, Gennaro Postiglione, Tommaso Principi/OBR, Nicolò Privileggio, Carl Pruscha, Luigi Prestinenza Puglisi, Marco Ragonese, Kester Rattenbury, David Raponi/HOV, Hani Rashid, Carlo Ratti, Bruno Reichlin, Yael Reisner, Alessandro Rocca, Lucio Rosato, Chiara Roverotto, Raffaella Sacchetti, Amanda Salud-Gallivan, Tomas Saraceno, Francesco Samassa, Francisco Sanin, Vittorio Savi, Enrico Scaramellini, Marco Scarpinato, Patrik Schumacher, Maddalena Scimemi, Antonella Serra, Adrien Sina, Luka Skansi, Alexis Sornin, Southcorner, Lars Spuybroek (NOX), Martino Tattara, Letizia Tedeschi, Diego Terna, Caterina Tiazzoldi, Gabriele Toneguzzi, Cristiano Toraldo di Francia, Marco Ligas Tosi, Annette Tosto, Elisabetta Trincherini, Valter Tronchin, Billie Tsien, Jennifer Turner, Hans Ulrich Obrist, Felicity D. Scott, Melissa Urcan, Giovanni Vaccarini, Marco Vanucci, Daniele Vazquez, Ada Venié, Annalisa Viati Navone, Yu-Tung Liu, Franco Zagari, Matteo Zambelli, Roberto Zancan, Roberto Zanon, Paola Zini, Giancarlo Zucca e Marco Zummo.

Nel marzo del 2003, Marco Brizzi entra nella cinquina dei finalisti della Medaglia d'Oro all'architettura italiana della Triennale di Milano (insieme a Sebastiano Brandolini, Carlo Olmo,Vittorio Gregotti e Pierluigi Nicolin) nella sezione critica, in seguito vinta da Pierluigi Nicolin.* Una notizia che animò, e forse arenò, la rete 'critica dell'architettura':
  • Mara Dolce, pseudonimo di un architetto donna ma anche uomo, romano ma anche parigino su antiTHeSi, contesta il valore critico di Marco Brizzi, per Mara Dolce quest'ultimo è un divulgatore non un critico. (Medaglia d'oro? del 29 aprile 2003).*
  • Ugo Rosa (l'ubiquo del web dell'architettura) in Coppe e medaglie: a Cesare quel che è di Cesare, del 9 maggio 2003 su antiTHeSi, difende Marco Brizzi: «E a Marco Brizzi, se me lo permette, un invito a rassegnarsi: fino a quando ci saranno questi monumenti equestri in circolazione lui mangerà la polvere. Ma che pretende? Di prendere una menzione senza averci il pedigree? Ma siamo matti? In fondo ha solo dato spazio a qualche mezza tacca che scrive d’architettura per spasso (parlo del sottoscritto, nessuno s’offenda), mica ai professoroni “della comunità scientifica” che, con fatica, dolore, sangue sudore e lacrime, partoriscono a puntate, pensieri e profezie sull'architettura di ieri, di oggi e di domani sui giornaloni e sulle gazzette. Perché alla fine, nonostante le chiacchiere sui nuovi media, “carta canta” e sul web ci scrivono solo i mentecatti…»
  • Antonino Saggio, come ricorda Gianluigi D'Angelo nel suo Channelbeta (Ricchi premi e cotillon, maggio 2003*), fa notare l'attività curatoriale, e quindi anche critica, di Marco Brizzi,  del festival Beyond media*. Nello stesso articolo, Gianluigi D'Angelo pensa che sia stato imprudente, da parte della giuria, inserire la scelta di un advicer.
  • Paolo G.L. Ferrara, in Critica sul web come al Drive In? del 18 maggio 2003 su antiTHeSi, invita ad un lavoro nuovo e maturo della rete, nel rispetto dei vari punti di vista.*
  • Enrico G. Botta, nei commenti, pensa che i critici emersi grazie al Web stiano ereditando i: «comportamenti tipici dell'accademia: la chiusura, l'autoreferenzialità, l'esclusione degli "altri"».*
Infine, vi segnalo (senza nota) un articolo pubblicato su newitalianblood il 22 marzo del 2003 dal titolo ARCHITETTURA SU INTERNET: TEMPO DI BILANCI? di Enrico G. Botta.*

3 Da uno scambio mail con Jacopo Marello del 12 luglio 2011
4 Pubblicata da Paolo Barberis sul suo profilo di facebook il 6 luglio 2011 alle ore 13.14.*

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