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5 settembre 2009

0037 [OLTRE IL SENSO DEL LUOGO] Del visibile di Luigi Codemo

Salvatore D'Agostino:
  • Qual è l’architetto noto che apprezzi e perché?
  • Qual è l’architetto non noto che apprezzi e perché?
Qui l’articolo introduttivo



Del visibile di Luigi Coderno

Il blog "del visibile" è dedicato ai beni culturali ecclesiastici e, trattando della costruzione di nuove chiese, sovente incrocia i temi dell'architettura. Le mie indicazioni quindi partono da questa particolare angolatura.


Tra le archistar non saprei chi segnalare. A volte vengono chiamate a realizzare una chiesa. E i risultati sono modesti, quando non discutibili. Questo perché l'architetto star è convinto di essere pagato per applicare la propria unicità. Unicità solitamente fondata su ottime motivazioni tutte arbitrarie e irrelate. Così quando si ritrova la committenza di una chiesa pensa di dover esprimere il suo personalissimo senso del sacro (solitamente qualcosa di arcano e numinoso). La liturgia, nella sua ricchezza di significati e nei suoi molteplici aspetti, solitamente è ridotta alla risoluzione dei problemi di deambulazione interna. Tutto il resto viene giustificato con la brochure d'inaugurazione.
Ah, un'altra cosa. L'archistar, nella costruzione di chiese, non risulta mai tanto "geniale"; e questo perché prende e adatta modelli estranei. In questo modo la chiesa diventa una sorta di museo, una sorta di fiera, una sorta di fabbrica, una sorta di centro polifunzionale, una sorta di garage. Infatti, nelle chiese delle archistar è difficile pregare.

Come categoria alternativa, in quest'ambito, più che l'architetto "non noto" tenderei a ricercare chi riesce a creare, progettare e costruire partendo da una tradizione e comprendendone la ragionevolezza, l'umanità e la vitalità. Ragionevolezza perché considera tutti i fattori in gioco e affronta la realtà sapendo di poterla conoscere senza prendere di ridurla ad uno schema. Umanità perché realizza opere che siano abitabili e non concepite come spazi vuoti dove l'umano ne disturba la purezza dei volumi. Vitalità perché non si chiude imbalsamando stilemi e formule.
In questa direzione, un riferimento solido e rigoroso è il lavoro dell'architetto Ciro Lomonte.

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