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17 settembre 2010

...a proposito di Adriano Olivetti, Biennale di architettura e Le Corbusier...

di Salvatore D'Agostino

...Adriano Olivetti, 
Da Emanuele Piccardo
06 settembre 2010 12:04
oggetto Adriano Olivetti

Ciao Salvatore,
il premio che l'Asolo Art Film Festival ha dato al film "Lettera22" dimostra quanto sia importante diffondere il pensiero e le azioni di Adriano Olivetti che ha sempre posto al centro del suo agire l'uomo e la comunità. 
Egli ha teorizzato e realizzato in parte, un nuovo modello di società attraverso l'architettura. Ha dimostrato che l'architettura se viene usata bene consente all'essere umano di migliorare le proprie condizioni di vita.
Un esempio per tutti gli architetti che oggi mettono al centro dei loro interessi unicamente il profitto e l'egoismo.

emanuele
case per famiglie numerose di Figini&Pollini

...Biennale di architettura,
Da Salvatore Gozzo
31 agosto 2010 12:15
oggetto Cartoline da Venezia

Salvatore,
due cartoline da Venezia: una di mente, l'altra di cuore.
Saluti 


 e Le Corbusier... 
Da Martino Di Silvestro
03 dicembre 2009 10:56
oggetto Le Corbusier

Ciao [...]
Ti mando queste foto, niente di che, ma rappresentative.
È la strada dell'abitazione di Le Corbusier, la maison blanche, anzi dei genitori di Le Corbusier a La chaux de Fonds.
Passava da lì, forse ancora non aveva gli occhialoni... [...]

...e poi in quel boschetto alle spalle della maison ho trovato, irrazionalmente, questa scultura lignea vivente, perbacco!


17 settembre 2010
Intersezioni ---> ...a proposito di...
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13 settembre 2010

0002 [WIKIO] La prima classifica categoria 'Architettura, urbanistica e paesaggio' su Wikio

di Salvatore D'Agostino

WIKIO il 5 di ogni mese mi fornirà l'aggiornamento della classifica, categoria Architettura, urbanistica e paesaggio da pubblicare su Wilfing Architettura.
Per conoscere i dettagli di questa collaborazione leggi: 0001 [WIKIO] Un colloquio con i responsabili dell'aggregatore dei blog WIKIO.
Per sapere come viene calcolata la classifica vai qui.

Ecco la prima classifica della neo categoria Architettura, urbanistica e paesaggio, mese di settembre:
  1. Architettura e Design
  2. Wilfing Architettura
  3. Architettura ed Ecosostenibilità
  4. De Architectura
  5. Architettura take away
  6. Edoardo Milesi & archos srl
  7. Big Ben design zine
  8. Amate l'Architettura
  9. Conferenze e talks of Architettura by Antonino Saggio
  10. Archiwatch
  11. Skymino's House
  12. Channelbeta
  13. Paesaggiocritico
  14. La Capanna in Paradiso
  15. Futurix
  16. Architetti senza tetto
  17. Played in Italy
  18. DigitAG&
  19. G r u p p o o p l a +
  20. Architettura Catania
A che cosa serve una classifica?

Sicuramente non serve a valutare la 'qualità' dei contenuti dei blog.
Ci può aiutare a misurare la consistenza numerica dei blog e le loro interazioni in rete.
Valutare il loro apporto informativo in un contesto più ampio e scandire la cronologia dell'evoluzione o involuzione dei singoli blog.
Ci permette di avere dei contenuti scientifici e non considerazioni personali sullo stato di salute dei blog.
Ci chiarisce alcuni aspetti, non tutti, su ciò che i lettori leggono e cercano in rete.
In poche parole, ci fa essere più concreti per evitare facili supposizioni da blogger con la testa tra le nuvole (cloud).
Questo primo parziale monitoraggio è stato effettuato sulla base dell'archivio Wikio, costituito da circa 94 blog di cui ne sono risultati attivi 76.
Durante l'intervista estiva ho censito circa 400 blog (più o meno attivi) che verranno progressivamente inseriti.
Il mio intento, condiviso dai responsabili di Wikio, è il totale inclusivismo.
È bandita la selezione, il blog deve semplicemente avere un'attinenza con la categoria.

Alcune analisi estemporanee:

INFLUENZA NELLA BLOGOSFERA ITALIANA 
Il primo blog in classifica Architettura e Design è 883° su 207.864 blog censiti da Wikio.
In realtà, la caratteristica non redazionale dei blogger fa' sì che molti dei 207.864 blog iscritti a WIKIO risultino non aggiornati o sporadicamente attivi.
Il terzo blog Architettura ed Ecosostenibilità è 2034°.
Il ventesimo Architettura Catania è 5899°.

LE ALTRE BLOGOSFERE E LE CATEGORIE ARCHITETTURA
Le sei Blogosfere in ordine di grandezza (il numero rappresenta la quantità di blog censiti):
  1. Francia 371.801 - Non esiste una categoria dedicata all'architettura;1
  2. Spagna 318.419 - Nella categoria arquitectura sono presenti 72 blog. Il primo Plataforma arquitectura è 301° nella classifica generale;
  3. USA 219.158 - Nella categoria Architecture and design sono presenti 100 blog. Il primo Inhabitat è 101° nella classifica generale;
  4. Gran Bretagna 219.158 - Non esiste una categoria dedicata all'architettura; 2
  5. Italia 207.864 - Nella neo nata categoria Architettura, urbanistica e paesaggio sono presenti 76 blog;
  6. Germania 123.294 - Nella categoria architektur sono presenti 37 blog. Il primo Urbanophil è 393° nella classifica generale.
In pratica i blogger italiani si proiettano al secondo posto come quantità di blog:
  1. USA 100
  2. Italia 76
  3. Spagna 72
  4. Germania 37
  5. Francia n. c.
  6. Gran Bretagna n. c.
Ma sono poco influenti rispetto la blogosfera nazionale:
  1. USA 101° Inhabitat
  2. Spagna 301° Plataforma arquitectura
  3. Germania 393° Urbanophil
  4. Italia 883° Architettura e Design
  5. Francia n.c.
  6. Gran Bretagna n. c.
Come abbiamo detto, questa classifica rappresenta un primo screening, ancora devono essere inseriti molti blog importanti.

Questo è un inizio.
Buon viaggio.

13 settembre 2010
Intersezioni --->WIKIO


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Note:

1 Analizzando la TAG 'architecture' il primo blog - tra l'altro molto originale e interessante - è ARCHITECTURES DE CARTES POSTALES 5987° nella classifica generale. 

2 Ricercando attraverso la parola chiave 'architecture' esce fuori UK Architectural Antiques che si colloca al 13832° posto nella classifica generale. 

N.B.: I numeri dell'analisi estemporanea sono stati rilevati l'otto settembre 2010.

0001 [WIKIO] Un colloquio con i responsabili dell'aggregatore dei blog WIKIO

di Salvatore D'Agostino

Qualche mese fa avevo inviato questa mail:
data 04 febbraio 2010 11:05
oggetto Classifica

Gentile redazione Wikio,
ho registrato da tempo il mio blog Wilfing Architettura sul vostro aggregatore, mi accorgo solo adesso che non è inserito nella giusta categoria (forse non appartiene a nessuna categoria).
Io mi occupo di architettura, una voce che non esiste su WIKIO.
Chiedo di essere inserito nella categoria DESIGN.
Cordialmente,
Salvatore D’Agostino


04 febbraio 2010 12:07
oggetto Re: Classifica

Salve,
e grazie della segnalazione. Non sono convinta della pertinenza del suo blog per la rubrica Design. Però stiamo stilando anche una classifica architettura. Quando sarà il momento giusto, la integrerò in questa nuova classifica.
Rimango comunque a disposizione.
Cordiali saluti
Successivamente, sempre attraverso mail, è nato uno scambio di vedute, trasformatosi in un colloquio per Wilfing Architettura, eccolo:

Salvatore D’Agostino Wikio nasce il 19 giugno 2006, ideata attraverso una collaborazione franco-italiana. Si propone di aggregare e indicizzare le informazioni provenienti non solo dai blog ma anche da altri fonti Web.
Quattro anni per la rete sono ere.
Com’è cambiato il vostro servizio dall’inizio a oggi?

WIKIO* Hai ragione, 4 anni sono ere.
Ovviamente il cambiamento significativo è il numero di blog rispetto al 2006 e sicuramente la qualità di essi. Wikio ha intuito sin dall'inizio l'importanza di ascoltare la voce della blogosfera. Con il numero crescente di blog, bisognava dotarsi di strumenti cognitivi specifici per potere individuare i blog importanti, impegnativi, influenti ecc.
Quindi abbiamo dovuto realizzare il nostro ranking basato su degli algoritmi per monitorare tutti i social media - ultimamente abbiamo integrato i retweet - per stilare le nostre classifiche.

SD Non esiste un algoritmo analogo ai retweet per gli 'I like' o il linkaggio di Facebook?

WIKIO
No! Perché è un sistema chiuso. Difficile da integrare.

SD È quindi impossibile monitorare la quantità di link catturati nella rete dagli utenti di facebook?

WIKIO Recuperare le statistiche provenienti da Facebook, equivale a importare un numero molto importante di articoli (con diversi update per ogni articolo), è un'operazione delicata che manderebbe facilmente in tilt il nostro sistema. Siamo prudenti e quindi stiamo valutando diverse soluzioni a livello tecnico.
I port shared1/likes/comments saranno sicuramente integrati tra breve. Ma stiamo parlando di grossi volumi. Per un aggregatore che lavora con più di un milione di fonti, la soluzione non è semplice.
Inoltre, non siamo in grado di inserire direttamente sul nostro sito i bottoni "I like" non essendo proprietari degli articoli. Ecco perché parlavo prima di sistema chiuso.
Dovremo trovare un sistema per associare il bottone "I like" con l'articolo originale.
Work in progress... 

SD Che cosa si propone la neo nata rivista europea di blog E-Blogs? 

WIKIO Wikio si pone sempre di più come un intermediario tra l'informazione e l'utente, e in particolare con l'informazione proveniente dalla blogosfera.
Con la crisi di fiducia dei media, pensiamo che questa terza voce sia un indizio di vitalità della democrazia. 
-
SD Dal mio punto di vista di architetto attento alle vicende urbane, ho trovato poco, direi pochissimo (per non dire nulla).
Mi chiedo perché perdere tempo a tradurre post come questi: 
Dov'è la differenza con i media tradizionali? 
-
WIKIO E-Blogs rispecchia la diversità dei post e gli interessi dei blogger nella blogosfera europea. Per cui si possono vedere degli articoli di gossip, moda o gastronomia, categorie molto apprezzate in Europa (basta guardare il numero di blog nelle classifiche in queste rubriche).
Tra l'altro, d'estate gli argomenti sono sempre più leggeri, quindi le scelte editoriali si devono adeguare.
Potrai però trovare ogni giorno altri articoli impegnativi scovati dal team E-Blogs.
Ti invito a leggere l'ultimo articolo pubblicato su READ WRITE: 'E-Blogs, un nouveau média qui porte la voix des blogueurs européens en cinq langues'.

SD Comprendo, ma non riesco a trovare in questi post delle 'scritture o voci' diverse dai media tradizionali (sarebbe meglio professionistici).
Wikio, avendo la possibilità di monitorare le voci mainstream, attraverso l'E-Blogs potrebbe avviare un laboratorio importante in tal senso.
Che ne pensi?

WIKIO Stiamo toccando un argomento nuovo, quello della transculturalità, dove il concetto di "voci diverse" è differente da un paese all'altro.

SD Quale area geografica monitorate?

WIKIO Wikio è presente in 6 paesi: Francia, Italia, Spagna, Germania, Gran Bretagna e USA. Ovviamente tutte le blogosfere non sono allo stesso livello di maturità.
L'Italia è un passo indietro rispetto alla rete anglosassone o francese.
Poi vediamo tanti network come Blogo o Blogosfere fare la parte del leone.
C'è da dire che iniziamo a leggere sempre di più dei blog di qualità anche in Italia, soprattutto nei campi specifici: letteratura, fumetti, vino, scienza...
Un'altra evoluzione significativa: è sempre più complicato definire un blog e trovare il confine tra media e blog.
I media si vestono sempre di più come i blog (commenti, ordine anticronologico) e i blog funzionano sempre di più come media (comitato di redazione, retribuzione...).
-
SD Puoi spiegare meglio il perché la blogosfera italiana è meno rilevante di quella anglosassone o francese?

WIKIO Non direi che sia meno rilevante, ma sicuramente meno matura.
Per due motivi:

  • il primo, per una ragione strutturale: l'Italia ha accusato un ritardo per quanto riguarda l'accesso a Internet rispetto ad altri paesi europei. In Francia 4 anni fa, quando Wikio è stato lanciato, internet era in quasi tutte le case con l'ADSL a un prezzo ragionevole. In Italia la diffusione è stata più lenta.
  • il secondo, per i contenuti: i blogger italiani restano isolati, non dialogano e hanno una spiccata inclinazione verso le opinioni personali.
SD Riprendendo le note della domanda precedente, la vostra classifica non fa differenza tra blog e nanopublisher2 come Blogo o Blogosfere?

WIKIO Purtroppo no.
Si dovrebbe poter visualizzare la classifica con o senza i nanopublisher. Non è per ora d'attualità.
Anche perchè questo problema si presenta solo in Italia e in Spagna.

SD Nella versione statunitense di Wikio l’architettura è accoppiata al design ”Architecture and Design”.
Come pensate di sviluppare la categoria dedicata all'architettura?

WIKIO Come ti dicevo, a settembre vogliamo creare questa nuova tematica, quindi colgo l'occasione di questo scambio d'idee.
Mi chiedo, per esempio, se devo combinare la classifica Architettura con quella già uscita sul Design. Gli argomenti sono vicini ma non vorrei inquinare la categoria Design nel suo specifico.
Pensavo di creare piuttosto la categoria "Architettura e architettura del paesaggio".

-
SD Credo anch’io che un'unica categoria ‘Architettura e design’ sia incompatibile .
Poiché, in Italia, il mestiere del designer non è in stretta relazione con il mondo dell’edilizia.
Quindi, condivido la tua preoccupazione.

Tu proponi la categoria 'Architettura e architettura del paesaggio'.
In parte sono d’accordo.

Mi spiego, l’architetto, l’ingegnere e ahimè il geometra sono i protagonisti principali dell’edilizia italiana (che noi essendo ottimisti chiamiamo ‘architettura’), mestieri che influiscono su tre ambiti (escludendo il design) cioé:

  • ARCHITETTURA (sarebbe opportuno edilizia, ma manteniamo il nostro ottimismo);
  • URBANISTICA;
  • ARCHITETTURA DEL PAESAGGIO (da non confondere con il giardinaggio o la botanica).
Di primo acchito proporrei la categoria: ARCHITETTURA, URBANISTICA E PAESAGGIO.

Anche se sarà inevitabile l’invasione tra i generi ad esempio: come già avviene su Wikio per ‘Tvblog’, primo sia nella categoria ‘Televisione’ sia in quella del ‘Tempo libero’ o ‘Cineblog’ , primo nelle categorie Cinema e Cultura.
O, per tornare al nostro argomento, Designerblog’, primo nella categoria ‘Design’ e quarto nella categoria ‘Cultura’.
Sicuramente avremo il blog Architettura e Design attualmente quarto nella sezione ‘Design’, tra i primi nella categoria ‘ARCHITETTURA, URBANISTICA E PAESAGGIO’

In contemporanea aprirei una categoria non conosciuta (non esiste sulle altre Wikio), ma per me importante, cioè URBAN BLOG (in questo caso lascerei il termine blog visibile a video).

Mi spiego:

DESIGN e ARCHITETTURA, URBANISTICA E PAESAGGIO saranno delle categorie esclusivamente tecniche.

L'URBAN BLOG raccoglierà i movimenti e i blog di opinione pubblica (non sono blog tecnici).

Perché inserire gli URBAN BLOG?
Perché a mio avviso saranno i blog più interessanti del prossimo futuro, poiché realizzeranno quel passaggio tanto auspicato dalle chiacchiere virtuali alla realtà e quindi non saranno etichettabili con i temi dell'architettura.

Per capirci ti faccio degli esempi concreti:

GLI OTTIMISTI

I CONTESTATORI
GLI ATTENTI 
  • IL POST ROMA, curato da AlFB per il POST di Luca Sofri;
  • ROSALIO, il blog corale di Palermo;
  • ELEVEN CATANIA, un esperimento di sensibilizzazione urbana attraverso dei reportage (Premiati qui).
WIKIO Sono d'accordo per creare la categoria ARCHITETTURA, URBANISTICA E PAESAGGIO.
Il design in Italia merita di avere una categoria tutta sua.
Riguardo al mix dei generi, le tematiche obbediscono a una gerarchia.

Mi spiego :

  • Cultura>Design
  • Tempo Libero>Gastronomia>Vino
I blog di vino sono automaticamente integrati nelle classifiche Gastronomia e Tempo libero.
Architettura sarà allo stesso livello di Design.
La classificazione dell'informazione si basa su un hierarchy tree3, cioè su una struttura gerarchica.
Quando parlo di livello, intendo l'importanza gerarchia, che si può ritrovare nelle nostre url:

  • http://www.wikio.it/cultura/
  • http://www.wikio.it/cultura/design
  • http://www.wikio.it/cultura/architettura
  • http://www.wikio.it/cultura/architettura/architetti/renzo_piano
Tutti i blog di architettura verrano quindi integrati automaticamente nella classifica cultura.
Invece solo i blog di architettura che parleranno anche di Design sarano integrati in modo manuale e quindi editoriale nella categoria Design della classifica.

Riguardo gli URBAN BLOG, studio questa tua richiesta.
Per stilare una classifica interessante, ho bisogno di almeno una decina di blog attivi.
Quindi se trovo abbastanza materiale per creare questa categoria, si farà.
Solo un dubbio, gli URBAN BLOG comprendono i blog che si occupano della cronaca locale? 

SD No.
Gli URBAN BLOG sono blog attivi nel territorio, che concretamente attraverso articoli-post, pongono l'attenzione o sensibilizzano su problemi specifici.
A proposito credo di avere già classificato, nel mio reader, più di 40 URBAN BLOG.

WIKIO Bene allora possiamo iniziare.
A questo punto ti chiedo se vuoi diventare il nostro esperto per la neo categoria: Architettura, Urbanistica e paesaggio.

SD Che cosa intendi per esperto?

WIKIO Una collaboratore esterno alla struttura di WIKIO, non retribuito, che dialoga con noi sui vari problemi sollevati dai blogger nella categoria di riferimento.
WIKIO è di base a Parigi. Le classifiche vengono elaborate dai nostri tecnici in Francia.
Ci serve un sensore attento per qualsiasi necessità.

SD Bene, disponibile al dialogo. Mi preoccupava la parola esperto.

WKIO Allora benvenuto.

SD
Grazie.
Avrei altre domande per chiarirmi e chiarire le idee.
Come vi comportante con i blog delle riviste di settore?

WIKIO
Se sono blog, le integriamo lo stesso.

SD
Ad esempio perché Carmilla è considerato un blog?

WIKIO
In effetti è un esempio un po' ambiguo, problema del blog versus media già segnalato.

Esistono molti blog che non prevedono commenti.
Vi è una differenza con l'e-zine4 - ovvero con le riviste elettroniche - gli aggiornamenti non frequenti ma temporali.
Da questo punto di vista Carmilla è un blog dove scrivono in tanti e chiuso ai commenti.
-
SD Serve chiarire che cos'è un blog.
È l’abbreviazione di web log5 e indica un sito web autogestito - quindi in forma teorica non redazionale - dove vengono pubblicate in tempo reale storie, informazioni, notizie, opinioni o note personali visualizzati in ordine cronologico inverso, cioè, l'ultimo testo inserito collocato in alto e gli altri a seguire verso il basso.
Non necessariamente i blog sono aperti ai commenti.

WIKIO  Nella sostanza si, ma il Web non ci permette definizioni rigide. Bisogna sempre osservare la sua evoluzione.


SD Che requisiti deve avere un blog per essere monitorato da Wikio?

WIKIO Deve essere attivo, avere un feed RSS e aver pubblicato dei post negli ultimi tre mesi.

I  blog che non pubblicano nessun post entro due mesi sono esclusi dalla classifica, ma sono automaticamente reintegrati appena si rimettono a pubblicare.
Il sistema è reversibile.

SD Altre istruzioni per l'uso?

-
WIKIO Wikio è un intermediario tra l'informazione e l'utente, quest'enorme volume d'informazione eterogenea proveniente dai media tradizionali e dai blog. Il mestiere di Wikio è di filtrare, restituire e strutturare l'informazione per renderla leggibile. La home page propone l'informazione che ha catturato l'attenzione dei Social Network: da Twitter, ai backlink6 dei blog e dai voti ricevuti su Wikio.
La pagina News invece rispecchia quello che mobilita la stampa in generale.Poi l'informazione è classificata in tante rubriche, frutto di un lavoro di documentazione, come in una biblioteca tradizionale. L'utente ottiene una rassegna stampa completa a secondo dei suoi interessi.
Infine fra i tanti servizi, come la classifica, Wikio propone una rivista europea di blog con e-blog che seleziona e fa tradurre articoli proveniente dalle blogosfere spagnole, italiane, inglesi e tedesche.
Per riassumere, possiamo dire che Wikio lavora con e per i blog.

SD Dimenticavo che cosa significa WIKIO? 



WIKIO Wikio coniuga la parola WIKI e il suo significato di documenti pubblicati e aggiornati dagli utenti, con il simbolo FEED che per analogia grafica è diventata una O.
Ricordo che il feed è un'unità d'informazione che permette l'integrazione dei contenuti di un sito o blog con le diverse piattaforme o applicazioni.
Indispensabile per essere monitorati su WIKIO.


13 settembre 2010 (Ultima modifica 14 settembre 2010)

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Note:

* Dialogo avvenuto con Estelle Iacone (Responsabile Wikio Italia) e Claudio Micco (Account manager Wikio Italia)

1Port shared: condivisione indirizzi IP. 

2 Nanopublishing: Blog scritto a più mani, solitamente facente parte di un più ampio gruppo di blog, realizzato a scopo di lucro da un editore. 

3 Hierarchy tree: schema ad albero. 

4 E-zine: letteralmente una rivista elettronica periodica, distribuita attraverso email o pubblicata su un sito web. 

5 Per una breve storia sui blog leggere: Salvatore D'Agostino, 0026 [MONDOBLOG] La storia del blog e una storia blog Elmanco, Wilfing Architettura, 2 febbraio 2010. 

6 Backlink: è un link ipertestuale che indirizza a una determinata pagina Web.

9 settembre 2010

0043 [SPECULAZIONE] Dialogo AILATI con Luca Molinari [4]

Luca Molinari non sarò io a porle le domande ma saranno 14 italiani tra architetti, scrittori, fotografi, politici e un muratore.
Sarà un dialogo tra lei e alcuni italiani.

Dialogo che sarà diviso in quattro parti: prima, seconda, terza

Antonie Manolova (Sofia): Un vuoto che rappresenta la crisi dell’architettura italiana

Simona Caleo (Roma): La migliore Italia

Stefano Mirti (Milano): Senza selezione, senza eleganza

Alessio Erioli (Bologna): Ecosistema informatico

Gianmaria Sforza (Milano): L’architettura a volume zero

Uto Pio (Facebook): L’ucronia per leggere il presente

Ettore Maria Mazzola (Roma): Tradizionale non concettuale

Alfredo Bucciante aka AlFb (Roma): Tornare normali

Giacomo Butté (Apolide asiatico): L’Italia di oggi

Mila Spicola (Palermo): Architettura democratica

Mahdy (muratore emiliano): In cantiere

Francesco Cingolani (Milano-Madrid-Parigi): Spazio reale virtuale

Rossella Ferorelli (Bari): Accademia

Louis Kruger (Bari): Qual è l’architettura italiana

Mahdy: È un immigrato regolare Egiziano, in Italia già da diversi anni. Vive e lavora al confine tra il Reggiano e il Modenese. Ha imparato il mestiere di muratore in Italia. Dopo quasi quattro anni di clandestinità, a febbraio del 2010, ha ottenuto i documenti necessari per l'emigrazione regolare in Italia. Se tutto va bene, tra circa 10 anni sarà un nuovo cittadino Italiano.

Perché gli architetti non testano direttamente, con le proprie mani, come si posano in opera i materiali innovativi e sperimentali, in modo da accorciare la catena dei miglioramenti, sia di posa che di resa e risultato?

- Luca Molinari Sono totalmente d’accordo, aggiungerei una cosa, che gli architetti dovrebbero tornare qualche anno dopo a visitare con attenzione i luoghi che hanno progettato per capire come sono stati accolti e trasformati da chi li abita e, magari, imparare qualche cosa in più! 

Francesco Cingolani: 31 anni, architetto. Collabora con lo studio Ecosistema Urbano di Madrid e lo studio HDA | Hugh Dutton Associés di Parigi. Si occupa prevalentemente di architettura parametrica, innovazione tecnologica e comunicazione. Ha fondato il progetto Meipi (cartografia digitale partecipativa) e i gruppi di ricerca architettonica e urbanistica imaginario e Thinkark."

Negli ultimi dieci o venti anni, i vari ambiti delle nostre vite sono stati fortemente caratterizzati dal fenomeno della virtualizzazione.
Questo potrebbe superficialmente portare a credere in una devalorizzazione e una perdita di significati dello spazio fisico (che a me sembra opportuno definire spazio presenziale, in opposizione allo spazio virtuale).
Un'analisi più attenta sembra invece suggerire una necessità di redefinizione della realtà fisica e sensoriale, e del suo rapporto con la virtualità.
Se consideriamo che l'architettura è la disciplina che struttura e modella il mondo fisico nel quale viviamo, quale dovrebbe essere la sua reazione, nel presente e nel futuro, a questo slittamento di significati?


- LM Ho l’impressione che dopo la prima fase di eccitazione digitale la relazione tra progetto e strumenti per renderlo possibile si sia molto evoluta. Altro discorso meriterebbe invece la nozione di spazio pubblico e il confine sempre più fluido tra pubblico e privato in cui l’esperienza digitale ha un peso molto importante e di trasformazione radicale della nostra esperienza quotidiana.

Rossella Ferorelliblogger barese, laureanda in Ingegneria Edile - Architettura con una tesi sull'origine linguistica dello spazio - appassionata di scienze cognitive e interessata al futuro in tutte le sue forme.

In occasione di una visita al Politecnico di Bari di Boris Podrecca di qualche tempo fa, ricordo di aver riesumato una intervista dell'architetto per Repubblica del maggio 2006 il cui epilogo mi aveva raggelato: «Rispetto ai giovani italiani che vengono nel mio atelier, i coetanei olandesi o svizzeri hanno più verve, ironia e immaginazione. Da voi ci sono tanti professorini, con pochi progetti realizzati ma molte chiacchiere e presenze alle mostre; vivono l’architettura attraverso le riviste, non ne conoscono a fondo le problematiche». Questa l’opinione dell’architetto austriaco, che individuava l’origine del problema «nel fatto d’aver perso due generazioni, dopo il ’68. Avete scritto libri, e sapete tutto sul Palladio o Giulio Romano, ma non come si mette una finestra».
Vorrei dunque proporle una riflessione sull’ambito teorico dell’architettura in generale, ed in particolare in Italia. Come è possibile, infatti, che il problema della generale depressione del settore sia quello individuato da Podrecca, se nemmeno nel campo della ricerca teorica (distinguendo nettamente questo dall’ambito storico) alcunché di memorabile viene effettivamente prodotto nel nostro paese da anni?
Personalmente le propongo, perché la possa mettere in discussione, una lettura del problema che individui un bagliore risolutivo nella necessità di un riaggancio tra vera teoria (cioè teoria “hardware”, delle basi filosofiche, scientifiche e politiche che stanno dietro alla funzione sociale dell’architetto), e progettazione, e vorrei a questo proposito chiederle che funzione possa ancora avere un’istituzione come la Biennale di Venezia nella spinta alla soluzione delle tare architetturali del pianeta Italia. In particolare, come studentessa, le chiedo inoltre di sbilanciarsi in una riflessione sull’ambito accademico e sui rapporti attuali e possibili tra questo e la Biennale nell’ottica di una più continua e costante tensione alla ricerca sul futuro, che non rincorra solo le vetrine dei vari festival che sono in preoccupante via di moltiplicazione.
 

- LM Il problema della produzione teorica nell’ambito dell’architettura contemporanea è serio ma forse dovremmo cambiare prospettiva. Forse non è più tempo di grandi narrazioni teoriche, dei volumi decisivi che spostavano i baricentri tematici, forse il sistema carsico e frammentario dei blogger contemporanei sta modificando il nostro modo di produrre e scambiare teoria in architettura. Insieme credo che la cultura architettonica debba fare uno sforzo diverso, cercare in un mondo che sta cambiando radicalmente e drammaticamente le parole, gli stimoli e le risorse per ridefinire confini disciplinari e elementi per rielaborazioni teoriche. Per quanto riguarda l’università non ho alcun problema a dire che la maggior parte del sistema universitario italiano è inadatto ad affrontare la situazione attuale e soprattutto a portare al suo interno quegli elementi vitali, virali e critici di cui ci sarebbe molto bisogno per combattere un irrigidimento culturale e una sindrome d’accerchiamento che l’università deve abbandonare per non morire. 

Louis Kruger: architetto italiano di origine sudafricana. Vive ad Adelfia, vicino Bari. 

Mi chiedo se la Biennale, come vetrina mediatica, consolidi solo sempre di più quel confine (i boundaries di Sejima) tra l’architettura e l’edilizia, come un ulteriore cuneo che aumenta la distanza tra l’architetto e la gente comune.
E, quindi, le chiedo se il linguaggio adottato per il Padiglione Italia, è sempre più comprensibile solo per gli addetti ai lavori e meno incline al dialogo collettivo?

- LM Ho voluto una mostra semplice e corale, densa nei contenuti ma libera di essere vissuta e attraversata da chiunque. Se riusciremo in questo obbiettivo così complesso potrò dirmi felice come curatore di questo Padiglione.

9 settembre 2010
Intersezioni ---> SPECULAZIONE

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6 settembre 2010

0042 [SPECULAZIONE] Dialogo AILATI con Luca Molinari [3]

Luca Molinari non sarò io a porle le domande ma saranno 14 italiani tra architetti, scrittori, fotografi, politici e un muratore.
Sarà un dialogo tra lei e alcuni italiani.

Dialogo che sarà diviso in quattro parti: prima, seconda, quarta

Antonie Manolova (Sofia): Un vuoto che rappresenta la crisi dell’architettura italiana

Simona Caleo (Roma): La migliore Italia

Stefano Mirti (Milano): Senza selezione, senza eleganza

Alessio Erioli (Bologna): Ecosistema informatico

Gianmaria Sforza (Milano): L’architettura a volume zero

Uto Pio (Facebook): L’ucronia per leggere il presente

Ettore Maria Mazzola (Roma): Tradizionale non concettuale

Alfredo Bucciante aka AlFb (Roma): Tornare normali

Giacomo Butté (Apolide asiatico): L’Italia di oggi

Mila Spicola (Palermo): Architettura democratica

Mahdy (muratore emiliano): In cantiere

Francesco Cingolani (Milano-Madrid-Parigi): Spazio reale virtuale

Rossella Ferorelli (Bari): Accademia

Louis Kruger (Bari): Qual è l’architettura italiana



Ettore Maria Mazzola: Architetto, urbanista, autore di diversi libri di Architettura, Urbanistica e Sostenibilità, docente presso la University of Notre Dame School of Architecture.

L’architettura di oggi, ben rappresentata dalle immagini del "promo" di “Ailati – Italia”, è sempre più concepita in maniera puntiforme e individualistica, sicché i quartieri “moderni” risultano sempre più lontani dall’idea di città e di comunità. 





Luca Molinari on AILATI from Y Magazine on Vimeo.

Personalmente ritengo che sarebbe il caso di tornare a parlare anche di “architettura delle Città”: non pensa che un evento come la Biennale dovrebbe servire anche a suggerire delle soluzioni che portino a delle città più vivibili e, come si usa dire oggi, più sostenibili? E se sì, non pensa che sarebbe il caso di iniziare a proporre al pubblico anche le architetture tradizionali piuttosto che fossilizzarsi sulla promozione di manufatti edilizi che fanno confusione tra architettura, arti figurative e concettuali?
 
- Luca Molinari Personalmente credo che la vera architettura non debba avere problemi di “genere” quanto piuttosto debba rispondere a una responsabilità civile che la vede come arte/tecnica chiamata a rispondere alle sollecitazioni e ai desideri che la società contemporanea pone con forza.
L’ “architettura della città” per come era stata pensata programmaticamente da Rossi nel 1966 è quanto di più distante dai paesaggi metropolitani contemporanei, e lo stesso Rossi nella sua illuminante “Autobiografia scientifica” si era molto distanziato da quella brillante opera giovanile. Credo invece che pensare alle architetture per le città d’oggi voglia dire ragionare su quei frammenti civili, generosi e visionari che aprano prospettive su come le metropoli stanno cambiando e su come noi potremmo viverle in maniera più aperta, laica e curiosa. Questi sono stati ad esempio alcuni dei principi con cui ho selezionato le opere della sezione “Laboratorio Italia”.

- Alfredo Bucciante aka AlFb: (1980) dopo la laurea in Giurisprudenza si è progressivamente impegnato nel campo della comunicazione su Internet. Collabora con diversi siti web (recentemente per il Post cura una rubrica su Roma) e gestisce vari blog, tra cui Luoghi comuni al contrario. Nel 2010 ha pubblicato per Einaudi il libro 'Scusa l'anticipo, ma ho trovato tutti verdi'. Poco di piú si sa di lui. 

Guardando ad alcune grandi città italiane, sembra che il problema del bello passi prima dalla sconfitta del brutto. E questo è particolarmente evidente nell'urbanistica e nella viabilità: impianti pubblicitari invasivi, auto e moto sui marciapiedi, sugli scivoli degli handicappati e via dicendo.
Alcuni meccanismi sembrano saltati, in una nome di una visione equivocata di efficientismo e praticità che non arriva a domani, figuriamoci ad un ripensamento degli spazi che guardi al vero benessere, al lunghissimo periodo e magari anche all'estetica.
Dobbiamo prima considerare che un disabile a Roma non può uscire di casa, o possiamo permetterci di ragionare come se stessimo in Norvegia (o, senza andare troppo lontano, anche in Spagna)?
Quali priorità ci dobbiamo dare?
Gli arredi urbani possono ovviamente giocare un ruolo decisivo in questo senso, ma si scontrano anche con un'amministrazione la cui visione della città è spesso chiusa, "orizzontale", e raramente "verticale" e di vasto respiro, come su una mappa.
La riflessione è quindi se sia necessaria una sorta di moratoria, un iniziale ripensamento che parta da una "messa a norma" dell'esistente, un "tornare normali" che potrebbe durare magari 10 o 20 anni e che poi da lì ci dia il diritto, per così dire, di cominciare a ragionare da grandi. Oppure, se farlo da subito si porterà dietro anche tutto il resto.


- LM Non posso che essere totalmente d’accordo con lei, e credo che questo nuovo secolo dovrà essere molto utilizzato per bonificare molti dei misfatti e dei danni prodotti nel XX. Il grande problema italiano riguardo allo spazio pubblico riguarda una forma di ignoranza cinica e violenta del valore dello spazio collettivo che ha investito le nostre città negli ultimi 50 anni dopo che per due millenni abbiamo insegnato al mondo come costruire spazio urbano a misura d’uomo. Le città del boom sono città costruite sull’Ego.ismo e su di una visione spiazzante che anteponeva l’oggetto edificio a tutto quello che gli stava intorno. Le nostre periferie sono collezioni di oggetti (belli o brutti che siano) che hanno dimenticato che la città è soprattutto fatta di vuoti, di marciapiedi, di piazze, di spazi aperti, di luoghi leggeri di vita e connessione. 

Giacomo Butté: progettista. Dopo gli studi in Europa si è spostato in Asia. Attualmente in Cambogia dove divide il suo tempo lavorando con  comunità urbane, progettando da freelance, insegnando e curiosando tra le pieghe "dell'altra Asia".

Premessa:
mi sembra che la maggior parte dei problemi italiani nascano da come il paese risponde a problematiche globali.
La biennale è una mostra internazionale, non sono i "trials" pre olimpici dove gli italiani decidono chi mandare a competere.
Quindi io non guarderei la mostra dall'interno, come molti commenti che si leggono online mi sembra facciano, ma dall'esterno.
Forse potremmo affermare che questa mostra serve a ridare, al mondo, una percezione di cosa sia l'architettura italiana oggi.
In quale modo AILATI contribuisce a costruire, nell'immaginario internazionale, la percezione di cosa sia l'architettura italiana oggi?

- LM la ringrazio del commento di partenza che condivido appieno! La mostra è stata immaginata anche per dare segnali sulla condizione italiana verso il resto del mondo. La nostra è una condizione anomala da molto tempo, almeno dal secondo dopoguerra in cui l’anomalia dell’architettura è corrisposta all’anomalia del Paese reale, e questo tipo di condizione sembra essersi ulteriormente ampliata. Il nostro è un Paese sempre più ai margini del dibattito centrale, del mainstream e ogni tentativo di rincorrere i centri risulta sempre essere provinciale e molto debole. La parola Ailati indica questo e insieme la necessità di costruire percorsi diversi, autonomi, forti di un’anomalia che oltre che essere una condizione obbligata potrebbe anche essere una interessante risorsa su cui lavorare. Ho provato a mostrare un’Italia che sia anche laboratorio e luogo in cui sarebbe interessante tornare a sperimentare seriamente, Paese permettendo!

Mila Spicola: Sicilia, architetto, insegnante, componente della direzione regionale del PD, ideatrice insieme alla registra Emma Dante della rassegna di teatro civile "cu arriva ietta vuci", nello spazio di Emma "La Vicaria". A fine settembre uscirà il suo nuovo libro 'La scuola s'è rotta' per i tipi Einaudi.


Le lascio un tema da svolgere: "architettura come rappresentazione della democrazia", come lo tratta? 
Dal punto di vista delle modalità della progettazione, della partecipazione e dalla scelta della committenza, del "tipo" e della "tipologia" dello spazio costruito.

- LM Un tema tosto ma necessario vista la deriva estetizzante di molta della nostra architettura ma soprattutto vista la scarsa attenzione alla qualità civile dell’architettura che viene data dalla maggior parte della committenza pubblica italiana. La mostra insiste moltissimo, anzi direi ha come obbiettivo centrale, quello di rafforzare l’idea civile dell’architettura e il suo ruolo/responsabilità civile. Inoltre nella sezione Italia2050 uno dei 14 temi è dedicato a “Democrazia e Media” con un intervento molto interessante di Ian+.

6 settembre 2010
Intersezioni ---> SPECULAZIONE

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1 settembre 2010

0041 [SPECULAZIONE] Dialogo AILATI con Luca Molinari [2]

Luca Molinari non sarò io a porle le domande ma saranno 14 italiani tra architetti, scrittori, fotografi, politici e un muratore.
Sarà un dialogo tra lei e alcuni italiani.

Dialogo che sarà diviso in quattro parti: prima, terza, quarta

Antonie Manolova (Sofia): Un vuoto che rappresenta la crisi dell’architettura italiana

Simona Caleo (Roma): La migliore Italia

Stefano Mirti (Milano): Senza selezione, senza eleganza

Alessio Erioli (Bologna): Ecosistema informatico

Gianmaria Sforza (Milano): L’architettura a volume zero

Uto Pio (Facebook): L’ucronia per leggere il presente

Ettore Maria Mazzola (Roma): Tradizionale non concettuale

Alfredo Bucciante aka AlFb (Roma): Tornare normali

Giacomo Butté (Apolide asiatico): L’Italia di oggi

Mila Spicola (Palermo): Architettura democratica

Mahdy (muratore emiliano): In cantiere

Francesco Cingolani (Milano-Madrid-Parigi): Spazio reale virtuale

Rossella Ferorelli (Bari): Accademia

Louis Kruger (Bari): Qual è l’architettura italiana
 

- Alessio Erioli: ingegnere, ricercatore presso l'Università di Bologna, co-fondatore di Co-de-iT, gravita nell'orbitale che intreccia insegnamento ed ecologie del progetto in Architettura Biodigitale.

Nell'ecosistema informativo in cui ci troviamo a vivere esistono canali di informazione strutturati, filtrati e più o meno standardizzati (ad esempio le riviste di settore, le pubblicazioni cartacee, etc.), il cui consolidamento nel tempo ne ha al contempo determinato la solidità e minato la resilienza, e canali decisamente più snelli dal punto di vista strutturale (social networks, blogs, facebook, twitter) che determinano un flusso di stimoli ed informazioni di grande immediatezza ed eterogeneità, incredibilmente sensibili alle novità e al cambiamento (volendo, per meglio descrivere i due tipi di canali di cui parlo, ci si può riferire ai modelli di gerarchia e meshwork che Manuel De Landa mutua da Gilles Deleuze).
Quanti e quali di questi canali sono stati sondati e con quali criteri si è arrivati alla selezione presentata a questa Biennale? 
In altre parole: che cosa deve (o può) mostrare una Biennale di Architettura nel 2010 in modo da dare un ulteriore contributo a questo ecosistema?

- Luca Molinari Il sistema dei diversi canali (dai tradizionali a quelli di “nuova generazione”) contribuiscono di base a ogni forma di ricerca che cerchi di sondare il più possibile e nella maniera più allargata le ricerche in corso e le opere realizzate in una realtà frammentaria come quella italiana. Nel mio caso ho voluto implementare ulteriormente le ricerche con un contatto diretto, fisico, esperienziale con le opere che trovavo interessanti e che sembravano rispondere alle mie ricerche in corso. A differenza di altre occasioni in cui ho fatto direttamente uso del call-for-paper (Medaglia d’Oro all’Architettura Italiana; Sustainab-Italy), ho preferito lavorare sulla grande massa di materiali accumulati in questi anni di ricerche e, insieme, di sollecitare più studi e progettisti possibili a raccontarmi le loro ricerche in corso.
Il mio obbiettivo non era una antologia dell’architettura italiana contemporanea, quanto, piuttosto, un carotaggio “critico” su alcuni temi, problemi, fenomeni rappresentati da alcuni progetti scelti.

- Gianmaria Sforza: Architetto e designer, dottore in Architettura del paesaggio. Dal 2008 è curatore della sezione 'Città in Movimento' del Milano Film Festival.

Se davvero c'è un' "emergenza paesaggio" non le sembra che la sezione sia drammaticamente scoperta, e la questione del tutto elusa?
Dovremmo dedurne che l'architettura del paesaggio, la sua dimensione operativa, del progetto, e gli architetti del paesaggio in Italia non esistono?
E, poiché non è così, che i progetti a volumetria zero non sono di per sé "interessanti", rilevanti?[1]

- LM Ho l’impressione che non abbia guardato con la dovuta attenzione le prime informazioni che sono state fatte circolare; la questione “emergenza paesaggio” è sollevata come uno dei 10 problemi/temi/fenomeni rilevanti con cui l’architettura italiana deve confrontarsi oggi, e come per le altre sezioni, ho portato pochi esempi che provassero a rappresentare questo tema così delicato e irrisolto per l’Italia: un progetto in corso d’opera per il recupero dei 5 comuni intorno a Giampilieri dopo la tragedia dello scorso settembre sviluppato da Marco Navarra/NOWA insieme alla protezione civile come azione sociale partecipata, in cui il risarcimento paesaggistico diventa uno degli elementi di azione progettuale; quindi il lancio di un concorso sperimentale sul recupero ambientale e urbano del Tevere, e due ricerche fotografiche sul paesaggio violato. Non mi sembra che questo dimostri una mancanza di attenzione e soprattutto non vuole chiudere la questione del paesaggio in una inutile “riserva indiana” che lo priverebbe di una ricchezza che ha dimostrato di avere, anche in Italia, con molte ricerche che non hanno ancora avuto la possibilità di diventare realtà.
Per quanto riguarda la questione dell’architettura a volume zero anche in questo caso mi sembra che alcuni elementi le siano sfuggiti in quanto la questione, insieme al tema centrale della necessità di non consumare più territorio e risorse, è con forza posta nella sezione Italia2050 con i lavori di Metrogramma e Marc.

- Uto Pio: Ipersituazionista e umanista Pop. Fondatore del Partito Umanista POP (PUP) di Uto Pio e Discepoli s.a.s.. Attivo su facebook. 

Fuori dalle beghe polemiche della conventicola architettonica, posto che "l'amnesia" (in architettura come nel resto dell'ambito socio-culturale e artistico) più che gli ultimi 20 anni mi pare riguardi gli ultimi 50 (e ancor di più gli ultimi 150 e oltre), e posto che quello strumento che si chiama Internet consente (e costringe) ormai a ricordare "tutto", il "blocco" (o la "stasi" che dir si voglia) mi pare banalmente determinato da un coacervo di ignoranze e pigrizie collettive determinate da un sistema (di cui l'educazione è solo la punta dell'iceberg) che induce ad inseguire bassamente il soldo, gli interessi particolari, l'opportunità del momento. È più facile farsi fascinare dal lato oscuro dell'Ucronia (nella mia personale interpretazione, passato e futuro che collassano nel presente) e contemplarla passivamente, piuttosto che seguire il processo creativo classico di un tempo: studio rigoroso del passato per trarne gli spunti migliori, interpretazione dei bisogni effettivi presenti delle persone (non si vede un progetto contemporaneo di edilizia popolare decente nemmeno col binocolo, ma sarà mia ignoranza immagino), tensione verso il futuro per migliorare canoni estetici e funzionalità rispetto ai bisogni delle persone. Il tutto magari con la sincera passione dell'architetto de "La fonte meravigliosa" di Ayn Rand, per intendersi.



La mia non domanda quindi è la seguente: come mai non siamo più capaci di seguire il suddetto processo creativo che sarà anche più "difficile" da perseguire, ma è anche il più semplice e naturale da concepire?
Se uno non la smette di contemplare passato/presente/futuro che collidono e non si tuffa nel presente con la dovuta cultura e con il dovuto impegno per risolvere problemi abitativi reali (magari perseguendo la propria personale concezione del bello), come fa a creare un Vero Nuovo?
E se tutti gli addetti ai lavori non procedono così, come fanno a nascere "spontaneamente" dei movimenti estetici originali intorno a delle idee prevalenti vincenti?
Non sarebbe meglio creare scuole di giovani a cui si insegni l’Antico Metodo che consentirebbe poi di liberarsi da qualsiasi giogo ideologico (distruggere per ri-costruire) e magari di utilizzare l’opportunità economica senza farsene dominare?
Questo, modestamente, mi verrebbe da NON chiedere.

- LM ...


1 settembre 2010

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Note:


[1] Ricordo che le facoltà di architettura sono piene di esami afferenti a questa disciplina (Architettura del paesaggio) e non è vero che non si fa ricerca, formazione né ci siano progetti e ricerche di cui non valga la pena dare testimonianza.
Curiosamente a fine settembre inizierà la 6 Bienal Europea de Paisaje de Barcelona e sarà un italiano non proprio sconosciuto, Franco Zagari, il presidente della giuria internazionale. Alla ultima edizione di due anni fa poi il Politecnico di Milano, rappresentato da ALAD laboratories, area di ricerca del Dipartimento di Architettura e Pianificazione (DIAP) del Politecnico di Milano diretta dal Prof. Maurizio Vogliazzo, ha vinto il premio come migliore scuola di paesaggio, tra le moltissime in Europa e nel mondo che hanno partecipato alla Exposición internacional de escuelas de paisaje organizzata dalla Biennale in collaborazione la Escuela Técnica Superior de Arquitectura de Barcelona (ETSAB).