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14 maggio 2026

Pasolini canta Pound alla Portineria di comunità del Parco Trapezio di Milano

di Salvatore D'Agostino    

    Qualche giorno fa mi arriva una telefonata:

Mi devi presentare il libro a Milano. E vorrei che ci partecipasse anche Francesca Licci, capirai il motivo durante la presentazione. Fai il possibile.

    Ma cosa significa “fare il possibile” a Milano? 

   Una città dove tutto ciò che conosco è solo strutturato, organizzato, impacchettato. E in questo caso, per il tema del libro e per il rispetto degli autori morti di cui parleremo, il super strutturato milanese sarebbe sembrato quasi un’offesa.

    Allora ho pensato di chiedere aiuto ai miei compagni di cammino di Georama. Nel giro di pochi minuti sono iniziate ad arrivarmi indicazioni, messaggi, telefonate, luoghi possibili. Ed è così che mi sono imbattuto in una realtà che, in fondo, in questo blog ho sempre cercato di raccontare senza mai nominarla davvero: la portineria.

    Non quella dei palazzi.
    Ma quella delle relazioni.

    Così ho scoperto la realtà delle Portinerie di Comunità: luoghi strani e particolari dove qualcuno prova ancora a mettere insieme persone diverse senza obbligarle a diventare uguali. Spazi che fanno una cosa semplicissima: creare occasioni di vicinanza. Ci trovi libri, chiacchiere, aiuti quotidiani, corsi, bambini che giocano, persone che cercano lavoro, qualcuno che passa solo per bere un caffè e non sentirsi troppo solo. Un welfare minimo e umano costruito più sulle relazioni che sulle procedure.

    E così questa chiacchierata sul libro si terrà proprio in una di esse, ovvero alla Portineria di comunità del Parco Trapezio, dentro uno dei quartieri più nuovi di Milano Santa Giulia, in un posto che però prova ostinatamente a far succedere una cosa antica: incontrarsi davvero.

    Per cui, per chi volesse venire, ci vediamo lunedì 18 alle ore 18, dove presenterò il libro di Isidoro Pennisi “Pasolini canta Pound - Il testamento salentino” e dove interverrà Francesca Licci.

P.S.

    La coincidenza ha voluto che, dopo quasi dieci mesi, sia riuscito a far sistemare il blog, che era stato hackerato: chiunque arrivasse qui, infatti, veniva reindirizzato verso siti farlocchi. Come ci siamo detti tante volte, in questo blog non ci interessa pubblicare contenuti solo per restare visibili; ci interessa soltanto incontrare, ogni tanto, qualche viandante della rete con cui fare un pezzo di strada insieme.

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