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Visualizzazione post con etichetta Bruno Zevi. Mostra tutti i post
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20 febbraio 2012

0056 [MONDOBLOG] La posizione zeviana secondo Sandro Lazier

di Salvatore D'Agostino

Nel post precedente* anticipando questo colloquio avevo scrittoNon so se Bruno Zevi, morto il nove gennaio del 2000, un po' prima dell'avvento della penetrazione capillare del Web, oggi avrebbe gestito un Web Log, ma penso che si sarebbe inventato una strategia comunicativa per la rete. 

Francesco Cirillo nei commenti a tal proposito ha ricordato un aneddoto:
«Se vuoi una mia risposta al tuo quesito, in base alla mia esperienza vissuta con lui, posso dirti che sicuramente avrebbe costituito un blog sul web. Ricordo che quando decisi di conoscerlo gli feci una ventina di telefonate senza mai riuscire a parlargli, la sua segretaria mi disse: “provi a scrivergli una lettera lui le risponderà sicuramente... anzi se possiede un fax meglio ancora, adora questo strumento perché è veloce e immediato”. Pensa cosa sarebbe riuscito a creare sul web, poter sfruttare la planetarietà in un istante, avrebbe potuto dire la sua in qualsiasi istante e irrompere con la sua prorompenza.»
A seguire la prima delle due interviste agli artefici di antiTHeSi: Sandro Lazier.






16 febbraio 2012

0055 [MONDOBLOG] Da Bruno Zevi ad antiTHeSi ricordando splinder

di Salvatore D'Agostino

Nel marzo del 1995 Francesco Cirillo studente della facoltà di Architettura di Napoli chiese e ottenne un'intervista a Bruno Zevi, l'intenso scambio di domande e risposte si svolse per la maggior parte via fax. Un anno dopo, la casa editrice Clean ne fece un libro lasciando inalterata la sequenza imperfetta, a tratti dissonante dell'intervista.
«Francesco Cirillo La gente è sempre più indifferente nei confronti dell'architettura, lo spazio che Lei occupava sulla rivista "L'Espresso"1 era almeno il doppio di quello che oggi a stento si riesce ad individuare; cosa sta accadendo alla cultura architettonica? Qual è oggi il ruolo dell'architettura intesa come arte?

Bruno Zevi Non credo che la fruizione dell'architettura sia oggi più distratta che nel passato; è  sempre distratta, come afferma Umberto Eco. E la riduzione della rubrica di architettura su "L'Espresso" riguarda tutte le rubriche. Nel settimanale "Cronache" che precedette "L'Espresso" nel 1954, ottenni enorme spazio per l'architettura.

Quando cominciò "L'Espresso" nel 1955 fu ridotto. Recentemente (per mia somma fortuna) tutte le rubriche sono relegate in poche pagine. Ciò risponde ad una politica del settimanale, buona o cattiva che sia. Sono ottimista. Già due tascabili Newton, Architettura concetti di una controstoria e Architettura della modernità sono stati diffusi in migliaia di copie ad un prezzo inferiore a quello di un caffè, cioè a 1.000 lire. Evento inedito, da salutare con meraviglia e gioia. Una penetrazione capillare del genere non ha riscontri.

E il secondo tascabile, mentre scrivo, è un best seller da cinque settimane.

Quanto alla questione del ruolo dell'architettura come arte, rispondo categoricamente: oggi il ruolo è lo stesso che nel passato. Controprova: nel passato ci si lamentava, e così oggi.»2
Non so se Bruno Zevi, morto il nove gennaio del 2000, un po' prima dell'avvento della penetrazione capillare del Web, oggi avrebbe gestito un Web Log, ma penso che si sarebbe inventato una strategia comunicativa per la rete.

Il prossimo mondoblog ospiterà un doppio colloquio in due diversi post, agli ideatori di antiTheSi*: Sandro Lazier e Paolo G. L. Ferrara.
AntiTHeSi nasce lo stesso mese della morte di Zevi nel gennaio del 2000 e il primo articolo porta la firma di Daniele Antonioli. 3 Grazie all'introduzione del linguaggio ASP è stato il primo Web log di architettura in Italia che si è aperto ai commenti dal novembre 20014: «antiTHeSi - racconta Sandro Lazier in una mail - diviene interrogabile e partecipabile». Il 30% dei commenti sono moderati è per questo motivo che il primo commento ancora visibile5 porta il numero progressivo 26, poiché il database segue l'ordine cardinale.
Dopo otto mesi dall'apertura ai commenti, è stato opportuno pubblicare una netiquette:
«Abbiamo spesso filtrato commenti che sfociavano nel battibecco, mentre altri, nonostante seguissero la stessa linea, sono stati pubblicati . Da ora in poi, non accadrà più. AntiTHeSi chiede che le opinioni espresse siano supportate da una contro-critica di contenuti e che vengano evitati commenti superficiali rivolti, cosa grave, ad altri siti o altri lettori. Abbiamo cercato di essere democratici pubblicando le opinioni di tutti ma, da qualcuno, questo atteggiamento è stato frainteso. Ribadiamo: non siamo depositari di alcuna verità; desideriamo un confronto che sia sì contraddittorio rispetto le nostre opinioni, ma che sia anche propositivo.»6
Per la storia Web in concomitanza con l'avvento dei commenti su antiTHiteSi nasceva la prima piattaforma blogger italiana, Splinder che nel giro di pochi anni rivoluzionerà la blogosfera del nostro paese. Per capire un po' Splinder nel 2006, prima dell'acquisto da parte del gruppo DADA (sì, il gruppo di architetti di arch'it*), conteneva 220.000 blog - quasi tutti di lingua italiana - attivi (con una crescita di circa 12.000 unità al mese), 5,2 milioni di visitatori e 35 milioni di pageview/mese.7 
Un colosso che qualche giorno fa ha chiuso e chi non ha fatto in tempo a trasferire il proprio blog  in un'altra piattaforma ha perso tutta la sua memoria Web comprensiva dei commenti; tutto è svanito nel fantomatico cyberspazio dal 31 gennaio 2012. 
Ecco come appare la pagina splinder oggi:
-


Splinder ospitava molti blog di architettura tra cui tanti pionieri. Quali?  

Dal punto di vista affettivo ho perso il più bel blog di architettura, Architettura irrazionale di Maddalena.*
Sotto il profilo della critica e dell'università il blog collettivo di alcuni ricercatori dello IUAV, [d]anzare[S]ull'[a]rchitettura.
Il già chiuso blog di Luca Diffuse, Mi manca chiunque!, il primo blog di architettura che sperimenta una scrittura tra diario, divagazioni, narrazioni aprendo una finestra sul proprio studio e i progetti in corso d'opera. 
BIZ di Guido Aragona e Architettura moderna di Vilma Torselli anche se i loro più che dei post per un blog erano degli articoli trasposti nel web.
Le chiacchierone  Desperate architect, LogorRomins e ma architetti si nasce?  
Infine, in tempo, i tre veneti, Linea di senso di Robert Maddalena il cui sottotitolo è da considerare un manifesto «ognuno di noi ha diritto al proprio cattivo gusto»Spazio bianco di Julian Adda tra l'accademico  - nel suo senso positivo - e il giornalistico e OPLA+ il primo blog collettivo di architettura italiana, si sono trasferiti altrove. 

A seguire una panoramica delle ultime note splinder dei blog vicini all'architettura: 

LORD

15 novembre 2010 | Il problema di vivere in città e non in campagna...
...è che ho comprato dell'uva credendo fossero mirtilli. A mia discolpa però, posso dire che sulla confezione c'era scritto solo "reparto ortofrutta". Effettivamente mi son sembrati un po' troppo grandi per essere mirtilli, ma che ne so, con tutti questi prodotti e concimi che gli danno. Potevano anche essere mirtilli. Come effettivamente potrebbero essere mirtilli al sapore di uva fragola. Potrebbero. Del resto se fanno le Pringles al gusto pizza... 

Caffè architettura di Luigi Moffa

10 ottobre 2010 | Svecchiare le ...
...Svecchiare le Università italiane - Senatori della cultura...


4 ottobre 2010 | Nicoletti Manfredi «Sì alle architetture d’impatto e alle archistar. Rompono questa noia assoluta»
...Gli architetti devono trasgredire. Se gli uomini rispettassero le donne, l'umanità sarebbe finita, non ci sarebbero più bambini: per fortuna c'è la trasgressione MANFREDI ... 

Desperate architect di dArkArch

4 ottbre 2011 | Barbie architettA... la voglio!!!!
...Barbie vivrà in una casa ecologica ... 

[d]anzare[S]ull'[a]rchitettura blog collettivo a cura dei ricercatori IUAV

23 febbraio 2011 | nominata commissione concorso IUAV ICAR/18
...Sì, proprio il concorso scaduto nel settembre di ormai due anni fa. I tre membri della commissione sono Renzo Dubbini (interno), Fulvio Irace (Milano) e Cesare De Seta ... 

irrazionalMENTE di arkitectura...

31 luglio 2008 | Non sono morta. Sono anzi viva, di...
...Non sono morta. Sono anzi viva, di quel vivo che non hai tempo di fermarti a scrivere... 

LogorRomins di Romins

9 giugno 2011 | Voila!

8 settembre 2010 | Vassallo e la Camorra: basta con questo Stato che se ne frega dell'ambiente e che lascia soli i sindaci della legalità!
...Ho conosciuto Vassallo due anni fa ad un matrimonio locale. Persona semplice ed affabile. Tutti nella zona lo conoscevano per il suo alto senso civico e per le sue idee ambientalistiche. Anche chi non era d'accordo con il suo "integralismo" lo rispettava per il suo essere incorruttibile. Il che è una vera rarità. Era da qualche anno però che le cose stavano peggiorando: scheletri di ville abusive ogni anno spuntavano sulle colline, mentre a valle nuovi capannoni sfregiavano la campagna. Per non dire degli ecomostri del Porto del Fico, in località Pioppi: scheletroni costruiti a una manciata di metri dalla riva del mare e dal greto di un torrente. E infine, non ultimo, il centro commerciale (!) in costruzione nel vecchio borgo di Acciaroli..., o le varie altre costruzioni dei dintorni... Tutto questo negli ultimi due anni. E tutto ciò in un parco nazionale, ove teoricamente ex-novo non si può costruire nulla. Che qualcosa di strano stesse accadendo questo si era capito. Ora con l'assassinio di Vassallo tutto è più chiaro. Siamo in uno Stato che se ne frega della tutela dell'ambiente e questi sono i risultati... 

Locus di Renato

20 agosto 2010 | Le immagini valgono, a volte, più delle parole....
...Nella fredda Bolzano, non sono mancati i visitatori a questo appuntamento che, nato come regionale, si è sviluppato intorno al concetto di CASA KLIMA fino a diventare un punto di riferimento nazionale per il ben-essere abitativo. E questa doppia veste la si è vista anche in questa edizione dove, tra gli affollati stand dei due padiglioni, abbiamo incontrato, accanto a geometri, architetti ed ingegneri, intere famigliole altoatesine a caccia di caldaie e coppi. Un mix interessante, riflesso anche nelle scelte degli espositori, alcuni dei quali si sono presentati usando il solo idioma germanico... 

ARCHITETTURA D'INTERNI blog collettivo

22 agosto 2010 | Aldo Cibic, L’architettura oggi è estremamente superficiale perché non dà risposte ragionate
...Designer e architetto con un'anima da urbanista. L'ex allievo di Sottsass disegna nuovi stili di vita ecosostenibili, alla base del suo lavoro strategia e narrativa... 

Superfici di architettura di AleI

3 ottobre 2010 | Aspetti "superficiali"
...Il SITE, un gruppo di tre architetti newyorkesi, sperimenta un'architettura che diventa "arte pubblica" o vera e propria edificazione di "logo" per aziende commerciali... 

Liberi architetti blog collettivo

7 giugno 2011 | I Frattali dell'Ipercoop
...I frattali hanno sempre esercitato su di me un fascino irresistibile. Spesso mi capita di intrattenermi per lunghi periodi ad osservare le forme più strane e bizzare che la natura propone... 

Cioccolatini di Architettura di PensieridiArch

16 maggio 2008 | Tre maestri e tre città
...Io me li immagino gli studenti in pellegrinaggio tra Milano, Genova e Torino per cogliere il panorama architettonico del secolo scorso attraverso la figura... 

Architettura moderna di Vilma Torselli

21 aprile 2011 | Metafore architettoniche
...L’architettura antica come “metafora di pietra” alla quale Emanuele Tesauro riconosce la possibilità di creare emozione attraverso un sottile gioco intellettuale...

8 giugno 2009 | Non credo in quegli architetti
...Non credo in quegli architetti che vogliono essere artisti. chi si propone deliberatamente come artista elimina sin dall'inizio qualsiasi possibilità di raggiungere un esperessione... 

AndTheNightsBefore di lprul

20 luglio 2010 | (ri)conosco questa città
...Ferrara in aprile. Di pomeriggio. Nonostante l'innegabile fascino delle nebbie del lungo inverno della Bassa, questa città va vista/vissuta così. Questo pezzo di vita che ho... 

Mi manca chiunque! di Luca Diffuse

2 novembre 2008 | luca is back from the airport
...non so se spostare questo blog più sul personale... 

ma architetti si nasce?

1 ottobre 2010 | ho l'ansia
...evviva.ho l'ansia cronica.Non sto per morire.a meno che non si muoia d'ansia...adesso mi viene il dubbio.vabè,se perisco non avrò più l'ansia..c'è sempre un lato positivo nelle cose e a volte è così semplice trovarlo!comunque non mi piace avere l'ansia.mi rende ansiosa.Cioè,è tutto il pomeriggio che sto così.Pensavo di avere qualcosa di tremendo..Ma aver l'ansia è parecchio tremendo alla fine.Ora devo solo capire il vero motivo di quest'ansia.o i veri motivi.mi sa che faccio meglio a perire..uh.Voglio nuovi amici su Facebook.mi aggiungete?... 

MACARARKITET di macara

29 luglio 2010 | insieme?
...Insieme guardiamo lo stesso orizzonteinsieme magari ma stando di fronte così ci impalliamo e si rompe l'incanto sarebbe importante amarsi di fianco. Avere il coraggio di lasciarsi... 

nessun default di brain.edu

17 novembre 2010 | Di seguito alcuni progetti che
...Di seguito alcuni progetti che è possibile analizzare. Da prendere in considerazione solamente quelli cerchiati in blu ed in rosso. Un consiglio: prima della scelta definitiva controllare... 

DREAMS ROADS & CITIES di alefrark 

5 novembre 2008 | NEL MEZZO DEL CAMMINO DELL'ESPERIENZA ARCOSANTIANA
...Oggi abbiamo iniziato a lavorare in studio...è strano stare seduti tutto il giorno dietro una scrivania...non sono più abituata!...E' un duro lavoro......E' interessante... 

dedalomagazine di dedalonline

24 agosto 2010 |  Diritto alla casa, rovescio al territorio.
...Un segnale di interesse da parte della politica verso il problema della casa: la Legge Finaziaria conferma lo stanziamento di 550 milioni di euro per la realizzazione di alloggi pubblici da destinare... 

APF di apfstudi 
11 novembre 2011 | Mari e Monti
...Mari e Monti... 

Biz di Guido Aragona

21 settembre 2011 | Torino Porta Nuova, da 150 anni
...Val la pena di mettere la citazione per esteso: "Le occasioni clamorose, come quelle della progettazione delle stazioni e delle zone urbane circostanti, mostrano, infatti, tutta... 

HOUSE & BUSINESS di Pivetta

30 ottobre 2010 | Ecohousing Art, opere e progetti per abitare gli spazi 1a EDIZIONE CONCORSO NAZIONALE PREMIO IMMOBILIARE 2010 Riservato a Junior
...Nel caso di errata visualizzazione il Comunicato stampa è qui pubblicato ecohousing-art.it Alle Redazioni giornalistiche, Associazioni, Istituti d’Arte, Accademie di Belle Arti,...

I tre nuovi link dei blogger veneti:

14 dicembre 2011 | E' veramente triste!
E' veramente triste! Siamo ancora sconcertati, ma si fa così? ...


28 ottobre 2008 | Rialto non si tocca
...Rialto non si tocca...


12 novembre 2011 | Trasloco 
...A quanto sembra, la piattaforma Splinder sta per mollare gli ormeggi: allo stato delle cose, oggi, non è chiaro quello che succederà. In ogni caso, spaziobianco si trasferisce su blogspot, all'indirizzo:http://spaziobiancoarchitettura.blogspot.com Vi prego di aggiornare i vostri link a presto! Julian...

16 febbraio 2012
Intersezioni ---> MONDOBLOG
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Note:
1 Proprietario ed editore è l'industriale Adriano Olivetti.
2 a cura di Francesco Cirillo, Saper credere in architettura. Cento domande a Bruno Zevi, Clean, Napoli, 1996, pp. 17-18
3 Daniele Antonioli, Complessità, antiTHeSi, 28 febbraio 2000*
4 Apertura ai commenti leggi  Lettera ai lettori - 2 del 12 Novembre 2001* 
«Nel 2001 avviene una svolta importante. Il sito viene riscritto in linguaggio ASP, con tutti i benefici e riferimenti che la struttura su database comporta: ricerche, commenti, risposte, ecc... Insomma, antithesi diviene interrogabile e partecipabile». (Sandro Lazier attraverso mail)
5 Primo commento ancora visibile numero 26: Luigi Centola.*
«Non tutti i commenti vengono pubblicati. Un buon 30% viene scartato. Questo è il motivo per cui la numerazione non segue un ordine cardinale». (Sandro Lazier attraverso mail)
6 Introduzione netiquette leggi Comunicato ai lettori del 13 luglio 2002 *
Redazionale, Splinder chiude. Perché?, Blog tagliaerbe, 24 novembre 2011*

10 ottobre 2011

0003 [CAPO COSTRUTTORE] know (conoscenza) e coo (cooperativa)

di Salvatore D'Agostino

Circa un anno fa Giacomo Butté* mi poneva questa domanda:
«[...] visto che sei anche un comunicatore di cultura progettuale. Trovo sbagliato la maniera in cui solitamente un progetto viene comunicato: lo si riduce ad essere solo immagine come se fosse una natura morta. Non capisco perché i progetti non vengano problematicizzati all'interno delle logiche in cui sono nati. Dovrebbe essere chiaro in ciascun progetto quali sono stati i drivers, i limiti, le esigenze, i desideri che hanno portato a quel risultato».1
Risposi che tra i miei appunti di prossime rubriche c'era quella dedicata ai progetti e, condividendo il suo disagio, stavo elaborando un’idea su come, attraverso un blog, analizzare l'architettura e non la sua immagine.

Con l’intersezione CAPO COSTRUTTORE andrò alla ricerca di architetture evitando l’agiografia dell’architetto (dal greco architékton, archi- 'CAPO' e tèkton 'COSTRUTTORE').

Per essere concreti, nel prossimo post, partirò da qui:



Questo incipit si arricchisce di un’intervista pensata grazie una segnalazione di Domenico Cogliandro:
«Lo apprezzo [Knowcoo Design Group*], per quanto lo conosca personalmente solo in parte, per la discrezione e l’attenzione lessicale del territorio su cui opera. Le sue opere, infatti, sono la lingua stessa del territorio, ne è pregno e, al tempo stesso, disposto alle variazioni fonetiche e strutturali. Apprezzo il suo metamorfismo e, per quanto possa sembrare un controsenso, la certosina attenzione alle declinazioni delle forme che determina».2

28 giugno 2011

0045 [MONDOBLOG] Attraverso mail: Luigi Prestinenza Puglisi

di Salvatore D'Agostino

La presS/Tletter è nata nel 2003 da un'idea di Luigi Prestinenza Puglisi; da allora viene recapitata, più o meno puntualmente, in molte caselle di posta elettronica di architetti e affini.
La presS/Tletter tecnicamente è una ‘E-zine’ ovvero una ‘rivista’ distribuita attraverso mail.
A proposito della scrittura in rete, nel suo corso di scrittura critica Luigi Prestinenza Puglisi sostiene: «Se per la carta stampata il limite dell’attenzione è 3600 battute, la lunghezza di un editoriale, per internet è circa 2000, lo spazio di un commento». Il colloquio* che seguirà è di 34.600 battute.




11 dicembre 2010

0035 [MONDOBLOG] La nuova Domus e la futurologia

di Salvatore D'Agostino
Cari Domus Sensor,
avrete probabilmente notato alcuni cambiamenti in domusweb nei mesi scorsi. Alcuni minori (aggiustamenti del layout della pagina e modifiche alla sezione libri) mentre altri sono più significativi. Avrete notato, ad esempio, che non è più necessario registrarsi per leggere la maggior parte degli articoli e che la registrazione è più semplice per renderla più facile per chi vuole registrarsi.
Come amici e collaboratori di domusweb vogliamo che siate i primi a sapere che queste modifiche preludono a ben più sostanziali cambiamenti. Negli ultimi sei mesi abbiamo lavorato a un sito completamente nuovo che ridefinisce la presenza di Domus sul web.
Un nuovo inizio che introduce altre caratteristiche, di cui siamo piuttosto fieri, e che teniamo a farvi conoscere.
Questo non significa che l’iniziativa “sensor” sia conclusa, cambia nome: da ora si chiamerà Domus network. Sin dall’inizio il nostro obiettivo primario è stato quello di creare una piattaforma che valorizzi i vostri eccellenti contributi, speriamo perciò che continuerete a inviarci, pensieri, idee e proposte.
I cambiamenti del sito sono anche il primo segno visibile di cambiamenti più ampi della rivista. Dal numero di aprile assumerò la direzione anche della rivista cartacea e un gruppo di nuovi brillanti collaboratori si aggiungerà sia sul sito che sulla rivista. Nel 2011 presenteremo man mano un nuovo insieme di pubblicazioni digitali per iPhone, iPad e Android, e continueremo ad aggiungere nuove funzioni e nuove sezioni al sito. C’è un futuro eccitante sia per Domus che per i suoi lettori.
La data prevista di lancio del nuovo sito è il 9 dicembre, manderemo un’altra comunicazione subito prima. Non preoccupatevi se i vostri precedenti contributi non saranno immediatamente visibili al momento del lancio – il processo di migrazione del database richiederà diverse settimane ma niente andrà perduto.
Nel frattempo, in attesa di leggere i vostri prossimi contributi, vi ringrazio per essere parte del network di Domus.
Joseph Grima
Direttore editoriale
Domus
Ho ricevuto questa mail il 2 dicembre 2010. Ecco come si presentava Domusweb l’8 dicembre 2010:



Ed ecco domusweb del 9 dicembre 2010:


Domus triplica e chiarisce i suoi ambiti sia nei contenuti che nella grafica:

1. Cartacea: aspettiamo il numero di aprile 2011.

2. Web:

  • doppia home italiana e inglese;
  • gli articoli (vari autori) sono pubblicati in ordine cronologico inverso, cioè, l'ultimo testo inserito collocato in alto e gli altri a seguire verso il basso;
  • sono aperti ai commenti con la possibilità di condividerli su Facebook e Twitter;
  • interessante la relazione dei post con la mappa.
3. Mainstream: mantiene i blog aperti dagli utenti, cambiandogli sezione e nome da Sensor a Network.

Nel 1996 in occasione della VI Biennale di Venezia, diretta da Hans Hollein, si tenne un convegno dal titolo 'Architettura e media'.1 Un dialogo tra i direttori delle riviste più autorevoli di architettura del mondo. L'Italia era rappresentata da Pierluigi Nicolin (Lotus) e Bruno Zevi (l'Architettura). Riprendo il tema:
«Diamo per scontato che le riviste di architettura continueranno a essere i luoghi tradizionali di riflessione di questa disciplina.
Ma quale ruolo rivestono oggi di fatto nello sviluppo della disciplina?
La rivista di architettura è ancora il luogo e il mezzo adeguato di trasmissione dell' "idea" di progetto?
Come deve essere presentata e discussa l'architettura sulle riviste specializzate?
»2
Dopo quattordici anni, possiamo dare per scontato che le riviste non sono gli unici luoghi di discussione della disciplina. In questi anni ai media redazionali si sono affiancanti i media 'fai da te' del Web. Dato che, qualsiasi voce su internet diventa automaticamente media. Utilizzando un gioco di parole dell'artista Gino De Dominicis i D’IO (Di me stesso/Dio)3 della rete senza autorizzazione ‘redazionale’ partecipano allo 'sviluppo della disciplina'. Gli dei dell’architettura, con le loro riviste DIO non avevano immaginato l’avvento dei D’IO.
-
[Emoticon con la risata sardonica di Gino De Dominicis]

Qualche mese fa parlando dei siti delle riviste d’architettura scrivevo sulla mancanza di ricerca nell’uso del web: 

«Occorre un’emancipazione dal cartaceo, esplorando le capacità intrinseche del Web, provando a sperimentare nuovi e più proficui approcci.»
Domus, in questa nuova veste, sembra aver accettato la sfida, diversificando i contenuti cartacei dal Web e curando le voci non redazionali in una sezione specifica 'network'. Tra i primi post, vi suggerisco di leggere la lettera aperta dello studio genovese Baukuh, a proposito del concorso ‘all’italiana’ del padiglione italiano: ’Expo di Shanghai’ 2010.

Riporto alcune domande:
Non è forse nell'interesse di tutti gli architetti italiani incrementare il livello professionale delle giurie?
Il concorso per il padiglione non poteva essere un'occasione per promuovere professionisti con una qualche speranza di affermarsi poi anche sul mercato internazionale?
Davvero conviene allevare deliberatamente la mediocrità?
Non sarebbe forse il caso che chi ha già giudicato malamente troppe volte venga sostituito da qualcuno più competente?
Domus (almeno spero) non intende sottovalutare le vicende ‘gelatinose’ nostrane. Come ultima riflessione vi ripropongo un articolo di P. C. J., pubblicato sul primo numero di Domus nel gennaio del 1928, p. 31:
La storia di quest’ultimi anni, c’insegna che non abbiamo bisogno di futurologi o di nostalgici ma di intelligenti - perché no, abili - osservatori e operatori del presente.

A tal proposito, nel prossimo MONDOBLOG, con Vinicio Bonometto parleremo dell’uso concreto delle piattaforme Web all’interno di un corso di storia dell’architettura e dell’involontario blog di Francesco Tentori.


11 dicembre 2010  
Intersezioni ---> MONDOBLOG
COMMENTA  
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Note:
1 Non sono riuscito a trovare gli estratti del convegno.
2 Catalogo mostra, Sensori del futuro. L'architetto come sismografo. Biennale di Venezia. 6/a Mostra internazionale di architettura, Electa Mondadori, 1996, p. 490
3 Una forte e prolungata risata che riecheggia nella galleria vuota (24 aprile 1971).

3 dicembre 2009

0005 [SQUOLA] Zevi e Scarpa, disegnare, disegnare, disegnare

Durante uno scambio di commenti con Michele Sacco su Facebook a proposito della nota 0034 [SPECULAZIONE] L'architettura globale secondo Marc Augé, mi ha raccontato un aneddoto che pubblico fedelmente.
Chiarisco, ciò che mi ha colpito non è la retorica del ‘si stava meglio prima’ o dei ‘vecchi maestri’ ma l’idea che per essere dei buoni architetti occorre una sapiente conoscenza che si sviluppa nel tempo.
Questa conoscenza è mediata dal disegno attento e meticoloso.
L’architetto deve saper rappresentare su carta la propria idea utilizzando qualsiasi supporto a sua disposizione.
Possedere la tecnica del disegno (dallo schizzo a quello tecnico che derivi dal tecnigrafo o dal CAD non importa) significa conoscere la sintassi per immaginare un buon progetto.
Una sintassi che ancora oggi va stimolata attraverso l’analisi visiva (processo di ridisegno) delle architetture.


di Michele Sacco

L'inverno scorso a cena davanti ad una pizza di ritorno dal cantiere del rifugio ad Arabba, l'architetto Nerino Meneghello mi raccontò quest’aneddoto tratto dalla sua esperienza universitaria, mi commossi profondamente, anche perché avevo appena finito di preparare la visita con il gruppo OhA! (ndr qui il manifesto dell'associazione) ad alcune opere di Scarpa e Palladio!
Devi sapere che Nerino, essendo figlio di un sottoufficiale dei carabinieri, ha trascorso la sua infanzia e adolescenza in Sicilia tra Petralia Soprana, Isnello, Cefalù e Palermo, tornando in Veneto solo per frequentare il liceo classico a Conegliano nel 1949 e nel 1954 s’iscrisse all'università di Architettura di Venezia.
Il primo anno ebbe come professore di storia dell'architettura Bruno Zevi. L'università in quegli anni era molto concreta e pratica (chi si laureava allora si sapeva calcolare le strutture, risolvere qualsiasi problema tecnico, durante l'anno c'erano molte prove ex tempore che allenavano a risolvere i problemi in tempi brevi) e nel corso di storia Zevi faceva rilevare e restituire graficamente un'opera di architettura concordata con gli studenti.
Nerino e il suo amico di Udine, Vittorio Zanfagnini, scelsero un'opera di Vasari, ma venendo entrambi dal liceo classico non conoscevano nulla di disegno tecnico e geometrico.
Durante la prima revisione gli studenti appesero i loro disegni e Zevi passando davanti alle tavole di Nerino e Vittorio, si soffermò per pochi secondi, informatosi da che scuola superiore provenissero e gli consigliò vivamente di cambiare facoltà... Nerino non si arrese e seguì per l'aula Zevi per avere spiegazioni, mentre Vittorio si sedette sotto le tavole inchiodate al muro, sconsolato e avvilito, tenendo i gomiti sulle ginocchia.
In quel momento entrò nell'aula Carlo Scarpa, aveva un piede ingessato e camminava aiutandosi con un bastone, vide le tavole di Nerino e Vittorio ed esclamò qualcosa tipo «di chi sono questi obbrobri?», nel sussulto sollevò il bastone per indicare il disegno, ma involontariamente lo stracciò... a quel punto Scarpa probabilmente dispiaciuto di aver distrutto il disegno dei ragazzi, si sedette con loro e li invitò per la mattina successiva nella sua casa studio di Venezia per dare a loro lezioni personali di disegno.

La mattina dopo alle 12 i due giovani si presentano a casa di Scarpa, apre loro la porta Tobia che così risponde ai due ragazzi: «me pare ancuo no g'ha voia de fare un casso, xe ancora ntel let a gratarse i coionj» (perché Scarpa era un tipo artistico, diciamo!).
Nel pomeriggio invece Scarpa li accolse e consigliò loro, per il corso di Zevi, di lasciar perdere l'edificio di Vasari (troppo complicato e lontano) e di rilevare invece Villa Lippomano di Longhena a Conegliano.
Così iniziano a seguire i suoi insegnamenti e lo incontrano regolarmente nella sua casa studio.
Nerino si ricorda ancora della bravura di Scarpa, che durante uno di questi incontri corresse loro il disegno delle volute di una colonna della villa, tornando in sito verificavano che Scarpa aveva ridisegnato il capitello perfettamente senza vederlo!!!

All'esame di storia con Zevi poi presero 30 e Lode e qualche giorno dopo, mentre passeggiavano per le calle di Venezia, spuntò Scarpa da un ponte e da lontano li riconobbe e sorridendo urlò «NON VE LO MERITATE!!!!!»

3 dicembre 2009

Intersezioni --->SQUOLA

Come usare WA ---------------------------------------------------Cos'è WA

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N.B.: SQUOLA è un errore voluto ed è semplicemente il nome della rubrica

23 giugno 2009

0025 [MONDOBLOG] Archistar o Archipov? 2° parte

di Salvatore D'Agostino
introduzione e prima parte 

Un dialogo doppio con il gruppo blogger architetti senza tetto. Provincia, ironia, sbalzi umorali, Computer Aided Design, parcelle, uffici tecnici e storie di un gruppo di amici architetti che dialogano in rete. 

Legenda: 
ANG Angiolo;
AST Architetti senza tetto;
LB Lina Bo;
MF Massimiliano;
RK Rem;
SD Salvatore D'Agostino;
TD Tadao;
ZH Zaha. 

SD Nel maggio del 2008 bandite un concorso Vectorialize This! invitate gli architetti ad uscire fuori dagli schemi di routine di vetorializzazione e offrite l'occasione di una nuova visione artistica. 
Tra le proposte pubblicate segnalo quella di:
A proposito dell'avvento del disegno al computer Gae Aulenti annota:
«[...] le dico una differenza [...] nel mio studio prima si sentiva la radio, la musica, il chiacchiericcio e tutti disegnavano parlando, vedendo, chiedendosi e quindi un gran fracasso, oggi il silenzio è preoccupante, perché tutti hanno la testa dentro il computer, si parla solo quando si organizzano le riunioni1
MF Concordo sul fatto che ci sia silenzio assordante anche nel nostro studio, ma io ci provo a fare djset nello studio ritmicamente interrotti da telefonate e altro. Un plotter che stampa comunque è un ottimo sottofondo glitch/loop se si vuole ;)

TD Ciao Salvatore,
La chiamo per nome come compete alle persone ormai familiari... Il timore della Aulenti lo condivido, e in effetti anche rispondere a una mail mi genera perplessità in merito... in fin dei conti nei nostri studi un po' di baccano c'è ancora... io (potendoLe testimoniare solo quanto mi riguarda personalmente) quando lavoro da solo è un conto, sono concentrato, "dentro" il monitor del mio computer, mi faccio accompagnare solo dalla mia musica preferita (non sopporto la radio, perché amo decidere da me la colonna sonora della mia vita...), principalmente classica con una preferenza al barocco, ma quando condivido l'ambiente con qualcuno allora la parola e la musica (di lastfm.it) non mancano mai... sarà che la dimensione del mio lavoro non è quella "industriale" di certi grandi studi e che preferisco contornarmi di persone con cui ho un rapporto personale prima che professionale? 

RK L’idea di Vectorialize This! È nata per gioco quando, lavorando con un altro studio a distanza ci sono arrivati, nascosti tra le sezioni, omini e sagome bizzarre. È la follia del caddista che nasconde dove non te lo aspetti scherzi e trabocchetti. Da lì la cosa è degenerata in un concorso, tuttora aperto e senza un vincitore (d’altronde se partecipi e ti diverti hai comunque vinto!), che ha come fine la valorizzazione dell'uso "improprio" del disegno tecnico al cad.
Per quanto riguarda l'effetto che il computer ha sulla vita dello studio devo dire che la nostra esperienza è molto diversa da quella di Gae (che tra l'altro saluto con affetto - non si fa così in tv quando un intervistato cita qualcuno che non ha mai nemmeno lontanamente incontrato? - ): quando siamo sotto consegna siamo silenziosi e concentrati ma quando siamo meno stressati facciamo veramente di tutto tra cui: improvvisare duetti canori a squarciagola fingendo di stare girando un musical ambientato in uno studio di architettura, sfidarci in accese competizioni di ginnastica ritmica (la mia specialità preferita è il nastro), inventare nuove ricette a base di nutella e crackers integrali, giocare a baseball su poltrone a rotelle e molte altre cose amene di questo tipo.

ZH ricordo anch'io le notti prima di un esame passate a bere caffè, ascoltare la radio, ridere e lucidare, panico da rapidograph 0,13 rotto in quanto caduto di punta, o lo 0,40 che sbavava rovinando all'ultimo una tavola quasi finita... o il tentativo di incollare piccolissimi e complicatissimi retini che rimanevano ostinatamente incollati al dito o al taglierino... o la cancellazione con la lametta, e si finiva sempre con la tavola bucata... la preparazione dei sottolucidi... il mal di schiena da tecnigrafo e/o parallelografo, a seconda se eri un purista oppure no (per non parlare delle sacre tecniche di sistemazione del parallelografo, due fili o un unico filo passante?)...
Al ricordo provo contemporaneamente nostalgia e nausea. Oggi il panico è dovuto alla stampante o al plotter che si rifiutano di lavorare all'ultimo minuto, oppure salta la corrente eletGAe Aulentitrica. Però è vero che si parla meno, il disegno al computer richiede più concentrazione. Ma in realtà ha talmente cambiato i tempi e le modalità del progetto, che solo un "boss" come Gae Aulenti può rilevare l'aspetto marginale della conversazione in studio. Immagino che lei faccia gli schizzi, e gli altri disegnino. 
Invece, il disegno al computer influisce sul modo di progettare, sulle possibilità di modifiche, sulla complessità degli edifici, e consente cose prima inimmaginabili (e non mi riferisco alla grafica). Magari non necessariamente tutte cose positive, è vero, però... è una rivoluzione, come la catena di montaggio di Ford per l'automobile, ed ancora tutta da valutare, secondo me.

AST & presS/Tletter Il nome di un edificio famoso che non ti piace affatto.

SD La ricostruzione della cattedrale di Noto un falso storico perfetto, bianco, ideale, giusto per i filologici che amano farsi prendere in giro dalla storia. 

AST & presS/Tletter Il nome della tua rivista preferita e perché. 

SD Lotus perché si deve leggere.

AST & presS/Tletter
Non c'è critica, ma solo storia (Tafuri). Sei d'accordo?

SD In parte. Tafuri ha presentato agli architetti italiani Peter Eisenman nel suo libro Five architects N.Y.2, in quel testo non esiste la parola decostruttivismo, termine che in seguito ha creato una totale confusione linguistica perché chi conosce il significato (dal vocabolario De Mauro: filos. scomposizione di un'elaborazione concettuale in un insieme di concetti allo scopo di analizzarli in modo comparativo e di relativizzarli storicamente) intuisce che l'architettura bisogna leggerla processandola, chi invece ha un cultura intuitiva cade in una sorta di ambiguità linguistica-figurativa del de-costruire, ovvero un'attività di smontaggio formale come le costruzioni Lego. Dato che, come dice Franco La Cecla - «gli architetti non leggono ma sfogliano» -3 molti guardano l'aspetto e non lo sviluppo semantico dell'architettura creando una confusione storica. Bisognerebbe osservare la storia con conoscenza evitando la critica militante.

AST & presS/Tletter Bruno Zevi. Un giudizio sintetico sul personaggio. 

SD Spazialista, aveva capito che lo studio dell'architettura non può avvenire attraverso la lettura delle piante, sezioni o fotografie, al limite attraverso lo sguardo cinematografico. Io sono convinto che l'architettura sia teatrale e non flat ---> disegno/rendering/fotografia. Inoltre asseriva che l'architettura non può essere giudicata come un quadro, lezione ancora non compresa da molti critici della forma.

SD A che cosa serve un blog per un architetto?

LB ...forse qualcuno al posto di Gae potrebbe dire: "[...] oggi tutti si mandano messaggi in chat, postano video, si scambiano file per email, commentano libri arte musica e architettura attraverso il blog... !!!" ...
Ecco a che cosa serve un blog per un architetto o per lo meno a cosa potrebbe servire... fare scambio.
Come dice Roy Ascott (ndr
Cybercettività, 1994):
«Siamo tutti interfacce. Siamo computer-mediati e computer aumentati».

MF Può servire a quello che si vuole ma nel nostro caso è uno sfogo, una possibilità di non prendersi troppo sul serio, l'autoironia è sempre meno presente, ovunque.

TD Il blog è un luogo. Architettisenzatetto è luogo dove ci si ritrova e dove si romanza la propria giornata, un luogo di evasione, di riflessione, di autocritica... direi un luogo dove si socializza, dove infondo si può stare insieme a ritmi asincroni e a distanze qualunque, cose che nella fisicità spesso risultano complicate... A cosa serve questo? In una professione difficile da esercitare, che richiede orari di lavoro impensabili ad altre categorie, direi che serve, insieme a tante altre cose, a ricordarsi di essere "persone", prima che architetti...

RK La questione è aperta, da grande esperto e guru del Web (scusa ma mi vien da ridere anche a scriverlo...) vedo nel futuro degli architetti sempre più blog e meno siti impaludati e raffinati (come se non sapessimo cosa c'è dietro questa patina di algida perfezione...). Oramai guardo distrattamente i siti degli architetti, sempre più simili tra di loro, e la cosa di cui sento fortemente la mancanza è la possibilità di interagire colloquialmente. Mi piacerebbe che anche gli architetti si esponessero ai commenti, che intorno a un progetto o a un dettaglio si scatenassero scambi infuocati di post come tra fan e detrattori dei Tokyo Hotel.


ZH il blog serve a non sentirsi soli.

AST & presS/Tletter L'università italiana...la consiglieresti? E se sì in quale città. 

SD No, consiglio un'iniziazione pedestre, l'architettura di strada accompagnato da uno o più Virgilii e non dai ciceroni come lo sono molti 'insegnanti della poltrona' in Italia.

AST & presS/Tletter Mettimi in ordine di preferenza i seguenti architetti: Eisenman, Koolhaas, Moss, Hadid, Herzog e de Meuron, Gehry, Coop Himmelb(l)au, Fuksas, Piano, Anselmi, Purini, Cellini, Casamonti, Culotta (per cortesia non mettere parimerito). 

SD
Koolhass|La misura del contemporaneo;
Eisenman|Il diagramma e il concetto;
Piano|L'ultimo degli artigiani;
Herzog & De Meuron|Allegorici formalisti;
Hadid| Concreti Aritmetici Disegni;
Purini|Paesaggio teorico;
Gehry|Detto F.O.G. il baroccaccio;
Fuksas|Anno zero;
Casamonti|Villamare;
Culotta|Dov'è l'architettura mediterranea?;
Cellini|Architetto o professore?;
Anselmi|Apologia del recinto;
Moss|s. v.;
Coop Himmelb(l)au|s. v.

AST & presS/Tletter Un libro che consiglieresti a uno studente, a un architetto, a un critico. 

SD
  • studente ---> Leo Colovini, I giochi nel cassetto. Guida teorica per aspiranti autori di giochi, Unicopli, Milano, 2002;
  • architetto ---> Stefano Bartezzaghi, Lezioni di enigmistica, Einaudi, Torino, 2001;
  • critico ---> Freccero & Lucentini, I ferri del mestiere. Manuale involontario di scrittura creativa con esercizi svolti. Einaudi, Torino, 2007. 
AST & presS/Tletter Saranno famosi: fammi tre nomi.

SD Sarah Schneider, Estudio Barozzi Veiga e il mio amico Alessandro Cavallaro, una provocazione, ma anche una speranza perché rappresenta uno dei tanti bravi e giovani architetti di provincia che devono arrabattarsi con il lascito culturale dequalificante della figura dell'architetto e dell'edilizia in generale.

AST & presS/Tletter Tre parole oggi importanti. 

SD Trans, Distopia e la disobbedienza di Don Milani.  

23 giugno 2009 (ultima modifica 23 giugno 2009)


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Note:
1 Tratto dal programma di radio tre "Il Terzo Anello - Mostri sacri" con Roberto Andreotti e Federico De Melis ospite Gae Aulenti del 27/10/2008. Link 
2 Manfredo Tafuri, Five architects N.Y., Officina edizione, 1981 
3 Franco La Cecla, Contro l’architettura, Bollati Boringhieri, Torino, 2008