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16 gennaio 2009

0020 [MONDOBLOG] Cerco risposte per un'intervista mancata

di Salvatore D'Agostino

Qualche tempo fa avevo concordato un’intervista con il blog Architettura di pietra e, in seguito alla loro richiesta, avevo cambiato la mia classica metodologia, a domanda segue risposta, nella più fredda lista di domande. Mi è stato detto che dovevo pazientare, ma dopo circa sette mesi e molte mail di sollecito senza risposta, mi sono deciso a pubblicare la mancata intervista proponendovi un piccolo gioco fate un copia/incolla e rispondete al loro posto, ovviamente saltate la prima domanda, per il resto siate liberi.
  1. Il nome del blog "Architettura di pietra" è già un manifesto. Quali sono i suoi punti di forza?
  2. A che cosa serve un blog per un architetto?
  3. Alberto Savinio nel suo libro "Dico a te, Clio" descrive il cemento come un materiale volgare e privo d'identità. Grazie a Carlo Scarpa e Giancarlo De Carlo abbiamo scoperto che il cemento può affiancarsi alla pietra. E' possibile ripensare le nostre città di pietra?
  4. Crede che l'architettura possa essere catalogata: di pietra, ecologica, high tech, strutturalista, cyber e così via?
  5. Rimanendo sul tema della pietra, è possibile progettare in Italia prendendo spunto dagli architetti Antón García-Abril, Wespi & De Meroun o Peter Zumthor?
  6. Parafrasando l'artista Pinuccio Sciola 'Il tempo si misura con la pietra' non crede che 'L'architettura italiana non si misura più con la pietra'?
  7. Non crede che l'eccessiva attenzione sul nostro patrimonio 'storico' abbia causato l'indifferenza verso parti di città 'non storiche', causando il degrado attuale?
  8. Lo scrittore Bruce Sterling pensa che ormai siamo maturi per il 'nuovo materialismo': "Basta con le noiose Macchine per Vivere, universali, ripetitive, serializzate, prodotte a grande scala". Il futuro è configurabile, personalizzabile, modificabile, adattabile, interattivo, polivalente, a basso prezzo. Cosa ne pensa?
  9. Per Stefano Boeri, Gilles Clément e altri l'architettura non si può sostituire alla politica, ma solo grazie ad un'oculata politica possiamo ottenere della buona architettura. E' possibile in Italia innescare dinamiche virtuose tra politica e architettura?
  10. Perché l'architetto italiano è rimasto a guardare le pietre, lasciando ai 'palazzinari' la costruzione della nuova Italia?
  11. Quali sono gli autori contemporanei da studiare?
  12. Qual è la sua speranza?
16 gennaio 2009
Intersezioni ---> MONDOBLOG
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Note:
inviate la vostra intervista o attraverso i commenti o sul mio indirizzo mail salvatoredagostino7 (at) gmail