- Qual è l’architetto noto che apprezzi e perché?
- Qual è l’architetto non noto che apprezzi e perché?

Conferenze e talks of Architettura by Antonino Saggio di Antonino Saggio:
Prima domanda.
Ecco la risposta:
Chi si occupa di studio è del tutto disinteressato a questa domanda. Domanda intendiamoci bene giustissima per un architetto operante. Anzi per un architetto operante le due domande sono cruciali e necessarie e uno se le dovrebbe chiedere la mattina (ogni mattina) e ogni sera. Per essere preciso la domanda dovrebbe anche includere "chi odio (architettonicamente parlando)?"
Come le dicevo per me che opero come docente studioso la domanda è irrilevante anzi errata. Come dire ad un chirurgo se vuol bene o meno ad un paziente. Io anche apro la mente di un architetto per renderla intellegibile.
A me interessa che sia importante e stoicamente cruciale, che a me piaccia, non importa quasi nulla.
Seconda domanda.
Ecco la risposta:
Nel caso specifico ho lavorato abbastanza, e quasi integralmente in forma pubblica, perché un lettore minimamente interessato al mio pensiero se lo vada a cercare da sé. Sia nel riesame dei grandissimi (Kahn o Terragni ad es.) oppure nei casi di architetti ignoti in Italia come Louis Sauer o Pierre Zoelly.
Questo è per lei:
In ogni caso a ben pensare, non sono certissimo che porre questo genere di domande, serva a molto eccetto che a quello della auto promozione. Ricordo che in una rivista dedicata al surf architettonico ve ne era una sequela.
Ma lasciamo stare. Lei per fortuna è giovane e avrà modo di approfondire.
Cordialmente,
Antonino Saggio
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incipit
Prima domanda.
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Chi si occupa di studio è del tutto disinteressato a questa domanda. Domanda intendiamoci bene giustissima per un architetto operante. Anzi per un architetto operante le due domande sono cruciali e necessarie e uno se le dovrebbe chiedere la mattina (ogni mattina) e ogni sera. Per essere preciso la domanda dovrebbe anche includere "chi odio (architettonicamente parlando)?"
Come le dicevo per me che opero come docente studioso la domanda è irrilevante anzi errata. Come dire ad un chirurgo se vuol bene o meno ad un paziente. Io anche apro la mente di un architetto per renderla intellegibile.
A me interessa che sia importante e stoicamente cruciale, che a me piaccia, non importa quasi nulla.
Seconda domanda.
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Nel caso specifico ho lavorato abbastanza, e quasi integralmente in forma pubblica, perché un lettore minimamente interessato al mio pensiero se lo vada a cercare da sé. Sia nel riesame dei grandissimi (Kahn o Terragni ad es.) oppure nei casi di architetti ignoti in Italia come Louis Sauer o Pierre Zoelly.
Questo è per lei:
In ogni caso a ben pensare, non sono certissimo che porre questo genere di domande, serva a molto eccetto che a quello della auto promozione. Ricordo che in una rivista dedicata al surf architettonico ve ne era una sequela.
Ma lasciamo stare. Lei per fortuna è giovane e avrà modo di approfondire.
Cordialmente,
Antonino Saggio
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