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Visualizzazione post con etichetta Luigi Ghirri. Mostra tutti i post
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6 novembre 2013

0021 [POINTS DE VUE] Steve Bisson | Viaggio in Italia?

di Salvatore D’Agostino

   Nel 1954 usciva nelle sale cinematografiche ‘Viaggio in Italia’ di Roberto Rossellini. Nel film una coppia inglese, Alex e Katherine Joyce, durante un viaggio in auto in Italia è costretta a ritrovare il dialogo, ormai rovinato dalla reciproca indifferenza. L’abitacolo diventa il loro forzato confessionale, mentre il paesaggio italiano scorre non osservato attraverso i finestrini. Rimasti intrappolati, a causa di una festa religiosa in un paese campano, sono costretti a scendere dall'auto e strattonati dagli eventi aprono gli occhi sulla realtà, se pur umanamente diversa dalla loro cultura, che li circonda. Un miracolo della vista apre gli occhi chiusi dall'indifferenza.

   Nel 1984 Luigi Ghirri invitava venti fotografi ad attraversare l’Italia «dove non c’è niente da vedere», come scriverà Gianni Celati, per osservare l’Italia che non veniva rappresentata dalle immagini del bel paesaggio da cartolina o dalle foto spendibili e sensazionalistiche dei paparazzi, come lì definì Federico Fellini. Ghirri intitolerà la mostra e il libro ‘Viaggio in Italia’ aprendo gli occhi verso un paesaggio dove i cultori dell’estetica e del bel paese non sarebbero mai andati.

   Nel 2014 Steve Bisson ai ‘viaggi in Italia’ precedenti ha aggiunto un punto interrogativo. Ha invitato un gruppo di fotografi, artisti e amici a fermarsi per tracciare un pensiero a mano libera sulla fotografia e sul paesaggio senza utilizzare apparecchi fotografici. Facendosi inviare per posta gli appunti per un’installazione dal titolo ‘Viaggio in Italia?’ del 2014. Un invito ad aprire gli occhi sul paesaggio ‘presente’ senza mediazioni visive.

   In questi giorni, fino al 10 novembre 2013, è possibile vedere un’anteprima dell’installazione presso la Galleria Browning di Asolo. Di seguito, ho estratto dall'anteprima qualche ‘pensiero a mano libera’:

30 marzo 2011

0005 [POINTS DE VUE] Maurizio Strippoli | Lo spleen della Bovisa

di Salvatore D'Agostino
"«Credo che l'arte sia e non possa essere se non la riproduzione fedele della natura (una setta timida ed eretica pretende che siano scartati gli oggetti di natura ripugnante, quali un vaso da notte o uno scheletro). Perciò l’industria che ci desse un risultato identico alla natura sarebbe l’arte assoluta». Un Dio vendicatore ha esaudito i voti di questa moltitudine. E Daguerre fu il suo messia. E allora la folla disse a se stessa «Giacché la fotografia ci dà tutte le garanzie desiderabili di esattezza (credono proprio, gli stolti!), l’arte è la fotografia». Da allora, la società immonda si riversò, come un solo Narciso, a contemplare la propria immagine volgare sulla lastra. Una frenesia, uno straordinario fanatismo si impossessò di tutti questi nuovi adoratori del sole." (Charles Baudelaire)1
Tra il 1865 e il 1864 Charles Baudelaire decise di camminare per Parigi e raccontare ciò che vedeva. Scrisse cinquanta fantasticherie antitetiche rispetto alle odiate - romantiche - fantasticherie di Jean-Jacques Rousseau (raccolte in Le fantasticherie del passeggiatore solitario e scritte tra il 1777 e il 1778).

Come confessò all’amico Arsène Houssaye: «È stato sfogliando almeno per la ventesima volta il famoso Gaspard de la Nuit, di Aloysius Bertrand che mi è venuta l’idea di tentare qualcosa di analogo, e di applicare alla descrizione della vita moderna, - o piuttosto di una vita moderna e più astratta - il procedimento che lui aveva usato per la pittura della vita di un tempo, così stranamente pittoresca». 2

Raccolse le sue peinture de vie - pitture di vita - in Spleen di Parigi. In questi quadri di parole, incluse i vasi da notte e gli scheletri che trovò nel suo vagare; senza edulcorare attraverso la prosa la natura, entrò nello spleen3
– letteralmente milza ovvero nella bile - del visibile parigino.

Maurizio Strippoli quest’inverno si è perso – per Wilfing Architettura - nella zona Bovisa di Milano, confessa: «un quartiere conosciuto, ma mai attentamente osservato».
I suoi points de vue come nel caso delle peinture de vie di Charles Baudelaire non si celano dietro il pittoresco.

29 marzo 2008

0004 [A-B USO] Un paesaggio da copertina

Il supplemento de ‘La stampa’, aprile 2008 (n.570) abbandona la copertina della classica velina per dedicarla al ‘Paesaggio italiano’. Nel suo speciale si racconta come lo sguardo fotografico dovrebbe andare oltre la bella cartolina, una eredità lasciata da Luigi Ghirri e raccolta dal MAXXI che con il lavoro ‘Atlante italiano’ ha commissionato ad alcuni fotografi una nuova mappatura dell’Italia. Margherita Guccione, direttore sezione architettura del MAXXI, sostiene che la fotografia puo’ indirizzare azioni di tutela e d’intervento sul paesaggio. Come scrive Gianni Celati la fotografia/scrittura: «non puo’ fingere di essere altrove»:

Copertina S+ aprile 2008


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