di Stefano Boeri*
Sarno, una storia italiana. Nel 2002, 4 anni dopo la tragica alluvione, ho vinto il concorso per la redazione del Piano Regolatore, in un territorio che fino ad allora non aveva mai avuto pianificazione. Per 6 anni -dal 2003 al 2009- abbiamo fatto di tutto per convincere il Consiglio comunale e due successive Giunte (di centro-sinistra e poi centro-destra) a consegnarci una mappatura aggiornata dell'abusivismo e a bloccare le concessioni edilizie nelle zone a rischio. Tutto inutile.
Nel 2007 Abbiamo consegnato un Piano preliminare che non è mai stato discusso in Consiglio. Nel 2009, con grande tristezza e sdegno, abbiamo abbandonato un incarico a cui tenevo moltissimo, con una lettera pubblica che denunciava una politica indecente. Eccola.
Milano, 19 gennaio 2009
lettera aperta al Sindaco,
ai membri della Giunta e del Consiglio Comunale,
ai Cittadini di Sarno
gentile Sindaco,
gentili Consiglieri del Comune di Sarno,
gentili Cittadini di Sarno,
da oltre sei mesi siamo in attesa di una risposta da parte della Giunta comunale e del Consiglio alla nostra proposta di completare la redazione del piano urbanistico comunale.
Un piano urbanistico che ci era stato affidato nella primavera del 2003 dopo aver vinto il concorso pubblico promosso dal comune alla fine del 2002.
Come è noto, più di 3 ani fa, nel dicembre del 2005 avevamo presentato al consiglio comunale la bozza di preliminare del piano urbanistico, un documento che indicava le linee di sviluppo del territorio di Sarno.
Il preliminare del piano proponeva di bloccare lo sviluppo urbano nella piana e il conseguente consumo di suolo di agricolo, di combattere l’abusivismo spostando risorse sul recupero dei centri storici comunali, di valorizzare le attività produttive, di salvaguardare il paesaggio montano e fluviale. Oltre che naturalmente di impedire qualsiasi nuova costruzione o ristrutturazione nelle zone a rischio di smottamento.