testi curati da Federico Zanfi foto di Salvatore Gozzo
Quest'articolo* va integrato con l'intervista curata da Salvatore D'Agostino La città latente di Federico Zanfi, il progetto di descrizione Claudio Sabatino | Sarno, Stefano Graziani | Marina di Acate, Alessandro Lanzetta | Ardea, Andrea Pertoldeo | Marina di Strongoli e Paolo De Stefano | Marina di Mancaversa
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Quest'articolo* va integrato con l'intervista curata da Salvatore D'Agostino La città latente di Federico Zanfi, il progetto di descrizione Claudio Sabatino | Sarno, Stefano Graziani | Marina di Acate, Alessandro Lanzetta | Ardea, Andrea Pertoldeo | Marina di Strongoli e Paolo De Stefano | Marina di Mancaversa
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Comiso (Ragusa) offre una situazione urbanistica comune a molte città medie dell’entroterra siciliano.
Un Programma di Fabbricazione (1971) è stato per oltre tre decenni l’unico strumento urbanistico, scontando difficoltà nel governo dell’espansione urbana per un fisiologico invecchiamento e per un’intrinseca rigidezza. La pianura a Nord del centro consolidato otto-novecentesco è stata l’unica possibile direzione di crescita per la città, contenuta a Est e a Ovest dal fiume Ippari e dal costone dei monti Iblei. Lungo questa direttrice le previsioni edificatorie del P.D.F. si sono precocemente esaurite – Comiso presenta un trend demografico debolmente positivo e mai interrotto dal 1951 – e la nuova edificazione negli anni ‘70 e ‘80 si è sviluppata in modo abusivo, perdendo compattezza e disperdendosi nella campagna.
Un Programma di Fabbricazione (1971) è stato per oltre tre decenni l’unico strumento urbanistico, scontando difficoltà nel governo dell’espansione urbana per un fisiologico invecchiamento e per un’intrinseca rigidezza. La pianura a Nord del centro consolidato otto-novecentesco è stata l’unica possibile direzione di crescita per la città, contenuta a Est e a Ovest dal fiume Ippari e dal costone dei monti Iblei. Lungo questa direttrice le previsioni edificatorie del P.D.F. si sono precocemente esaurite – Comiso presenta un trend demografico debolmente positivo e mai interrotto dal 1951 – e la nuova edificazione negli anni ‘70 e ‘80 si è sviluppata in modo abusivo, perdendo compattezza e disperdendosi nella campagna.